Miracolo a Milano

film del 1951 diretto da Vittorio De Sica

Miracolo a Milano è un film fantastico del 1951 co-scritto, prodotto e diretto da Vittorio De Sica.

Miracolo a Milano
Francesco Golisano.jpg
Arturo Bragaglia e Francesco Golisano in una scena del film
Lingua originaleitaliano, inglese
Paese di produzioneItalia
Anno1951
Durata100 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37:1
Generecommedia, fantastico
RegiaVittorio De Sica
SoggettoCesare Zavattini (romanzo)
SceneggiaturaCesare Zavattini, Vittorio De Sica, Suso Cecchi D'Amico, Mario Chiari, Adolfo Franci
ProduttoreVittorio De Sica
Casa di produzioneSocietà Produzioni De Sica, ENIC
Distribuzione in italianoENIC
FotografiaG.R. Aldo
MontaggioEraldo Da Roma
Effetti specialiNed Mann
MusicheAlessandro Cicognini
ScenografiaGuido Fiorini
CostumiMario Chiari
Interpreti e personaggi

Il film si sviluppa come una specie di "fiaba" e ha per protagonista un ragazzo orfano che sogna un mondo dove «Buongiorno voglia davvero dire buongiorno».

Finirà per fare amicizia con alcuni poveri, si fidanzerà con Edvige e sarà lui a guidarli nel finale in una piazza del Duomo affollata di netturbini a cui ruberanno le scope per volare via a cavallo delle stesse, verso quel paese immaginario tanto desiderato.

La scena di questo "decollo", come riferito da Giancarlo Giannini, ha ispirato a Steven Spielberg la scena dei ragazzini su biciclette volanti nel film E.T. l'extra-terrestre.[1][2]

TramaModifica

Lolotta, un'anziana donna, sta innaffiando il suo orto nella periferia milanese, quando tra gli ortaggi sente il pianto di un neonato. Trova un bambino abbandonato sotto un cavolo cappuccio e lo porta in casa per accudirlo: la donna decide quindi di chiamarlo Totò.

Passano gli anni, Lolotta si ammala e muore. Dopo il suo funerale, Totò viene portato all'orfanotrofio da dove esce dopo aver compiuto la maggiore età.

Girando per la città in cerca di un lavoro, a Totò viene rubata la valigia. Accortosi della cosa, Totò insegue il ladro fino a fermarlo, e dopo una spiegazione del gesto i due diventano amici. L'uomo, che si chiama Alfredo, invita Totò a seguirlo a casa sua.

La "casa" di Alfredo in realtà è solo un riparo di fortuna realizzato con vecchi lamierati, in una baraccopoli di periferia. Nei mesi successivi Totò, con l'aiuto dei vari occupanti della zona, costruisce un piccolo villaggio di baracche, dove trovano abitazione coloro che hanno perso tutto durante la guerra. Tra questi personaggi Totò incontra una famiglia di nobile apparenza, accompagnata dalla domestica Edvige. Totò si infatua subito della ragazza che a sua volta ricambia con vivo interesse.

 
Brunella Bovo e Francesco Golisano nella celeberrima sequenza finale del film, da cui si è poi ispirato Spielberg per il suo capolavoro E.T.

Nel frattempo alla baraccopoli giungono alcune macchine di lusso, dalle quali scendono il vecchio proprietario del terreno, il signor Brambi, e il nuovo proprietario, un certo Mobbi.

In occasione della festa inaugurale della baraccopoli si scopre che nel terreno sottostante c'è il petrolio. Rappi, uno dei baraccati, va dal signor Mobbi con una tanica piena del prezioso liquido.

Mobbi accorre subito alla baraccopoli accompagnato da un piccolo esercito con la ferma intenzione di scacciarne gli occupanti. Nella baraonda e nella nebbia dei lacrimogeni, Totò si inerpica sul palo della cuccagna. In quel mentre sente una voce che lo chiama, e, guardando in alto, intravede la figura di Lolotta sotto forma di angelo. La donna, salutandolo, gli consegna una colomba magica, in grado di realizzare tutti i suoi desideri.

 
Uno dei protagonisti Arturo Bragaglia in una scena del film

Con l'aiuto della colomba Totò riesce ad avere la meglio sugli uomini di Mobbi, realizzando anche molteplici desideri dei vari abitanti, ma all'alba di un nuovo giorno, Mobbi ritorna in forze all'accampamento. Nel frattempo gli angeli sono riusciti a riprendersi la colomba, impedendo così a Totò di usufruirne per difendere i suoi amici dal nuovo assalto. Mobbi ne approfitta per caricare tutti gli occupanti su dei carri trainati da cavalli, conducendoli fino in piazza del Duomo.

Durante il tragitto Lolotta riesce a riconsegnare la colomba nelle mani di Totò, che riesce così a liberare tutti i suoi amici.

ProduzioneModifica

SviluppoModifica

Tratto dal romanzo Totò il buono di Cesare Zavattini, Miracolo a Milano nasce dalla lunga collaborazione tra Zavattini e De Sica, a cui si debbono altri film del periodo neorealista come Umberto D., Sciuscià e Ladri di biciclette. Il romanzo, edito da Bompiani nel 1943, dopo essere uscito a puntate sul settimanale Tempo, era lo sviluppo di un soggetto di tre pagine, scritto a quattro mani da Zavattini e Totò nel 1940[3].

 
Una ragazzina in una scena del film

Il titolo di lavorazione del film era I poveri disturbano, titolo che fu cambiato in seguito alle pressioni dei produttori e di alcuni politici che vedevano il neorealismo come un cattivo biglietto da visita per l'Italia all'estero[4].

Soprattutto a causa degli effetti speciali, affidati a tecnici americani (in particolare il noto volo finale sulle scope e le immagini in trasparenza dello spirito della madre e degli angeli), il budget finale salì a circa 180 milioni di lire, il triplo di quant'era costato Ladri di biciclette, con un indebitamento che avrebbe assillato il regista-produttore per diversi anni[5].

 
Una scena del film, segnata, come poche altre, dalla malinconia

RipreseModifica

Il film venne girato a Milano, in prossimità della stazione di Lambrate[6][7]. Le riprese furono effettuate tra il febbraio e il giugno del 1950[3].

AccoglienzaModifica

CriticaModifica

Già da quando uscì nelle sale, Miracolo a Milano venne accolto in modo negativo sia da progressisti che da conservatori: infatti i primi lo giudicarono troppo evangelico e consolatorio; gli altri invece lo giudicarono un film eversivo e "d'ispirazione comunista". Probabilmente quello che non piaceva a nessuno era la scelta di avere come protagonisti di un film dei barboni inoperosi e che fanno festa.

Benché De Sica ne abbia rivendicato la coerenza rispetto alle opere immediatamente precedenti[8], parte della critica ha individuato nel film il prevalere dell'impronta zavattiniana; di qui il gusto per le contrapposizioni forti - in particolare tra poveri e ricchi - le influenze surrealiste, il distacco dal neorealismo a favore di un realismo fantastico, con evidenti "riferimenti al cinema muto, al burlesque, alla pantomima, al circo, al fumetto e al disegno animato"[3].

Gabriel García Márquez rivelò, in un'intervista, che al cinema non sapeva proprio negarsi perché era stato il neorealismo di Miracolo a Milano ad ispirare il suo modo di far letteratura, di dar vita al "realismo magico" o "fantastico", che avrebbe reso mitico il suo mondo, e caratterizzato la sua scrittura e quella di un'intera generazione. Furono le immagini del neorealismo italiano a dar vita al mondo magico di Cent'anni di solitudine[9].

RiconoscimentiModifica

Il film è stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare.

Opera liricaModifica

Nei giorni 6 e 8 novembre 2007, nel Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia è stata messa in scena, in prima assoluta, l'opera lirica Miracolo a Milano, liberamente tratto da Miracolo a Milano e da Totò il Buono, con musiche di Giorgio Battistelli, commissionata per le celebrazioni dei 150 anni del teatro.

BibliografiaModifica

  • Maria Carla Cassarini, Miracolo a Milano di Vittorio De Sica - Storia e preistoria di un film, Genova, Le Mani, 2000, ISBN 88-8012-140-5.

NoteModifica

  1. ^ Adnkronos, Giancarlo Giannini: "Spielberg mi disse che per E.T. copiò De Sica", su Adnkronos, 13 dicembre 2020. URL consultato il 18 novembre 2022.
  2. ^ E. T. l'extraterrestre: da Vittorio De Sica a Stranger Things, su 1977, 8 maggio 2019. URL consultato il 18 novembre 2022.
  3. ^ a b c Dario Tomasi, Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, verso la svolta, in Storia del cinema italiano. 1949-1953, a cura di Luciano De Giusti, Marsilio. Edizioni di Bianco & Nero, Venezia, 2003.
  4. ^ Giancarlo Governi, Ritratti - Vittorio De Sica, andato in onda su Raitre il 18 settembre 2010.
  5. ^ Franco Pecori, Vittorio De Sica, Editrice Il Castoro, Milano.
  6. ^ Beatrice Curti, Milano e il cinema: le location dei film più famosi girati in città, su Milano Weekend, 6 novembre 2022. URL consultato il 18 novembre 2022.
  7. ^ www.davinotti.com, https://www.davinotti.com/location/miracolo-a-milano/12589. URL consultato il 18 novembre 2022.
  8. ^ Tempo illustrato, 16 dicembre 1954.
  9. ^ Gabriel García Márquez - Cesare Zavattini, su cesarezavattini.it. URL consultato il 18 novembre 2022.
  10. ^ (EN) Awards 1951, su festival-cannes.fr. URL consultato il 25 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2013).

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Collegamenti esterniModifica

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