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Mumble Rumble
Paese d'origineItalia Italia
GenereRock alternativo
Periodo di attività musicale1990 – in attività
Album pubblicati4

Le Mumble Rumble sono un gruppo alternative rock[1] di Bologna con una formazione esclusivamente al femminile.

Indice

Storia del gruppoModifica

Anni novantaModifica

Le Mumble Rumble nascono a Bologna nel 1990 dall'incontro di alcune componenti delle formazioni (sempre al femminile) Something Weird e Baby Dolls. Si esibiscono live per la prima volta l'anno successivo in occasione di una manifestazione contro la Guerra del Golfo.

Nel 1992 vincono l'Arezzo Wave festival. Seguirà la partecipazione al tour Arezzo Wave on the rocks e alla compilation del festival col brano Eli-capture.

Nel 1994 esce per Aaargh records il loro primo lavoro, Kapow, una produzione curata dai Technogod. Per la promozione del disco partecipano anche al programma Segnali di Fumo condotto da Paola Maugeri su Videomusic.

Durante i tour successivi, le Mumble Rumble apriranno a Verona, il 21 giugno 1995, ai Fugazi, il 14 giugno 1995 ai Motorhead al Velvet di Rimini e il 26 giugno 1995 ai NoFX nel contesto della manifestazione Made in Bo.

Nel 1996 aprono e chiudono la manifestazione Adidas Street Ball Challenge, conclusasi il 6 settembre alle Terme di Caracalla. Il 14 luglio 1996 partecipano al Beach Boom Rock Festival assieme a Fu Manchu, Ozric Tentacles, House of Pain, Ritmo Tribale.

Nel 1997 si parla della band nel libro Resistenze Musicali di Florinda Rinaldini (edizioni Franco Angeli) che le intervista assieme ad altri gruppi rock della scena anni novanta come i Massimo Volume o i Disciplinatha. Nel 1998 entrano nel Dizionario dei nomi rock edito da Arcana.

In quello stesso anno entrano in studio per lavorare al loro secondo album Ricordaredimenticare, registrato nei Mauer Studios di Trofarello.

Il brano Ricordaredimenticare sarà incluso nella compilation Il meglio del MEI (Vitaminic).

Anni duemilaModifica

Il giornalista Andrea Tinti le ricorda nel libro, edito da Punto e Virgola, Enciclopedia del rock bolognese, presentato nel 2001 allo Scandellara Rock Festival.

Il 13 giugno 2003 partecipano all'Heineken Jammin' Festival.

Il 2 settembre 2004, nel contesto dell'Estragon Summer Festival, aprono il concerto dei Linea 77 e partecipano come guest star al Nonsolorock Festival. Il brano Specie verrà incluso nella compilation della rassegna. L'anno seguente la band vince il progetto I-ndipendente - The New Wave of Independent Italian Music col brano Clematis incluso nell'omonima compilation.

Nel 2007 entrano in studio al Jungle Sound di Milano per registrare Tredici, il terzo album, che uscirà l'anno seguente per Latlantide. Il brano Global War entrerà nella compilation Dal profondo (Latlantide/Giucar).

Anni duemiladieciModifica

Nel 2011 il libro Le ragazze del rock (ed. Sonic Press) scritto da Jessica Dainese le nomina "tra le più significative delle nuove band al femminile [...] sono state le prime ad avere una buona esposizione in ambito nazionale e non solo locale e a riscuotere molta attenzione da parte del pubblico e dei media"[2]. Il brano Global War verrà scelto per la compilation Le ragazze del rock che include alcune band nominate nel libro. L'anno dopo Oderso Rubini definisce la loro musica: "un punk rock ruvido, tagliente e più che convincente"[3] nel volume Largo all'avanguardia (ed. Sonic Press), nel quale ripercorre la loro storia e la loro carriera.

Il singolo che supporta l'album Tredici, Clematis, è inserito nella compilation on-line Freschi per davvero del settimanale di Repubblica XL.

Il brano This empty heart è parte del cortometraggio Con le mie mani di Laura de Sanctis, contro la violenza sulle donne.

Nel 2013 sul giornale Vanity Fair, a causa di un'omonimia, il ruolo di bassista delle Mumble Rumble è stato attribuito alla figlia della giornalista Milena Gabanelli[4]. Questa svista ha causato curiose ripercussioni su altri articoli relativi alla Gabanelli[5] dove addirittura il ruolo di bassista è attribuito alla giornalista stessa.

Nel libro autobiografico Storie di un aspirante rockstar (Pendragon) scritto da Cosimo Mauro, ex bassista nella formazione crossover Magilla, le Mumble Rumble vengono nominate a lungo.

Verranno citate nel libro Cachemir et le meilleur du rock féminin di Michel Allou, uscito il 24 ottobre 2017 per Edilivre (Saint-Denis, Paris) e che si pone l'obiettivo di classificare i migliori gruppi rock femminili internazionali. "La musique forte, sensuelle, énergique, rationnelle et passionnée ensemble", scrive Allou, "un mélange de rock-emo-core-bruit-punk-métal-expérimentation"[6]

Il quarto album, dal titolo Insidious Inside, registrato al Morphing Studio (Bologna) mixato da Cristiano Santini (Disciplinatha) e masterizzato da Giovanni Versari (Vincitore del Grammy Award 2016 Best Album Rock con Drones della band britannica Muse) è uscito 18 maggio 2018.

il 10 agosto 2018 hanno aperto il concerto degli Almamegretta alla Rocchetta Mattei mentre il 15 febbraio 2019 hanno aperto il live all'Estragon di Bologna delle Pussy Riot.

FormazioneModifica

AttualeModifica

  • Meltea Keller - voce (2014 - presente)
  • Tiziana Govoni - chitarra (1990 - presente)
  • Erica Martini - basso (2014 - presente)
  • Cristina Atzori - batteria (1990 - presente)

Ex-componentiModifica

  • Alice Montanari - voce (1990-1996)
  • Stefania Centonze - voce (1996-2001)
  • Simona de Sanctis - voce (1995 ; 2001 -2014)
  • Elisena Canelli - chitarra ritmica (1990 - 1996)
  • Claudia Giovannini - basso (1990-1992 ; 1996-2000)
  • Roberta Vicinelli - basso (1992- 1996)
  • Giulia Bottazzi - basso (2000-2014)

DiscografiaModifica

  • 1994 - Kapow
  • 1999 - Ricordaredimenticare
  • 2008 - Tredici
  • 2018 - Insidious Inside

NoteModifica

  1. ^ Rock It, Tredici, su rockit.it.
  2. ^ Jessica Dainese, Le ragazze del rock., Sonic Press, p. 68.
  3. ^ Oderso Rubini, Largo all'avanguardia, Sonic Press, p. 248.
  4. ^ Milena, tra cassoeula e sfilate gay, su vanityfair.it.
  5. ^ donnaglamour.it, https://www.donnaglamour.it/chi-e-milena-gabanelli-marito-carriera-e-vita-privata-della-giornalista/people/?refresh_cp.
  6. ^ Michel Allou, Cachemir et le meilleur du rock féminin, Edilivre, p. 248.
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