OcchioPinocchio

film del 1994 diretto da Francesco Nuti
OcchioPinocchio
Paese di produzioneItalia
Anno1994
Durata132 min
Rapporto2,35:1
Generefantastico, commedia
RegiaFrancesco Nuti
SoggettoUgo Chiti, Francesco Nuti, Giovanni Veronesi
SceneggiaturaUgo Chiti, Francesco Nuti, Giovanni Veronesi
ProduttoreMario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
FotografiaMaurizio Calvesi
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

OcchioPinocchio è un film del 1994, diretto e interpretato da Francesco Nuti.

Certamente il progetto più ambizioso mai realizzato dall'attore e regista toscano, la pellicola, vittima di una produzione travagliata, caratterizzata da tempi e gestione del budget alquanto altalenanti, si rivelerà un enorme flop, dal punto di vista commerciale quanto da quello critico, decretando in qualche modo l'inesorabile crisi artistica del suo autore.

Il film si intitola OcchioPinocchio e non Occhio Pinocchio (più comunemente usato).

TramaModifica

Un giovane con cervello di bambino, soprannominato Pinocchio, vive e lavora in un ospizio gestito da un perfido direttore, assistendo gli anziani e seppellendoli una volta morti. Quando il ricchissimo banchiere americano Brando Della Valle, tramite una lettera dell'odiato fratello appena defunto, viene a conoscenza del fatto che molti anni prima ha avuto un figlio (Pinocchio) da una relazione con una cameriera, giunge in Italia per portarlo con sé negli U.S.A., intendendo recuperare il tempo perduto e introdurlo nel suo ambiente.

Tuttavia, l'impatto di Pinocchio (che nel frattempo il padre ha chiamato Leonardo) con la vita lussuosa e il mondo dell'alta finanza, non è dei migliori: disorientato, imbarazzato e scontento per la nuova situazione, viene presto colto dalla nostalgia per la sua vecchia vita e decide pertanto di scappare. Il padre, però, non si arrende e impegna tutte le sue forze per ritrovarlo.

Nel corso della fuga, Pinocchio incontra e si unisce a Lucy Light, una sbandata che sta scappando dalla polizia perché ricercata per omicidio. I due, dopo alcune iniziali incomprensioni, diventano buoni compagni di viaggio e, in breve, tra loro nasce un forte legame. Giunti in prossimità del confine, fanno l'amore aspettando la notte, quando potranno attraversare il fiume verso la libertà.

Al risveglio, però, ad attenderli trovano la polizia ed un tragico destino: Lucy viene colpita a morte, mentre Pinocchio in forte stato di choc e giudicato incurabile sarà rinchiuso dal padre in una casa di cura. Tuttavia, il suo stato è solo una finzione fatta per ingannare tutti e allentare così i controlli su di lui. La notte stessa del suo ricovero infatti, chiude nel bagno il guardiano e riesce a scappare. Ma questa volta, anche se da solo, riesce a superare il confine: "Pinocchio non c'è più..."

ProduzioneModifica

Il budget originariamente messo a disposizione da Mario e Vittorio Cecchi Gori fu di ben 13 miliardi di lire, all'epoca uno sforzo produttivo notevole per un film italiano. Nel luglio del 1993, la troupe parte dunque alla volta dell'America, precisamente in Texas ed in Louisiana, per dare inizio alle riprese.

Nelle intenzioni del regista, la pellicola sarebbe dovuta esser pronta (post-produzione compresa) entro il Natale dello stesso anno e invece, a novembre inoltrato, pare che le riprese siano ancora ben lungi dal venir terminate. Mario Cecchi Gori poi muore proprio in quel periodo, causando di conseguenza uno iato che porta a far ritardare ulteriormente la lavorazione.

Il costo del film aumenta dunque in maniera del tutto inaspettata dai 13 miliardi pattuiti alla cifra vertiginosa dei 25-30 finali. Con la Penta Film (produttrice e distributrice del film, controllata dai Cecchi Gori in società con Silvio Berlusconi) i rapporti si vengono poi ad incrinare drasticamente, portando allo smantellamento del set negli studi di Cinecittà nel maggio del 1994.[1][2] In risposta a ciò, Nuti intraprende un'azione legale nei confronti del produttore per ottenere la ripresa della lavorazione, pena il risarcimento danni. Viene quindi trovato un accordo tra le parti: si procederà intanto al montaggio delle scene già girate, per poi riprendere le riprese delle restanti nella primavera dello stesso anno.[3]

Nuti stesso arriverà a sborsare di tasca sua ben due miliardi per far sì che, dopo ben un anno e mezzo dall'inizio delle riprese, esse possano concludersi per quello stesso ottobre.

IncassiModifica

Con l'uscita nelle sale programmata per il Natale del 1993, il film alla fine vide la luce soltanto oltre un anno dopo a causa della sua produzione a dir poco travagliata, tra problemi burocratici ed economici, come la morte di Cecchi Gori padre e l'interruzione del sodalizio del regista con i profuttori e distributori Berlusconi e Cecchi Gori. Al termine del trailer del 1994, appare infatti la scritta "...E questa volta non è una bugia!", proprio a citare la mancata uscita dell'anno precedente.

La pellicola, venuta a costare tra i 25 ed i 30 miliardi di lire, ne incassò in totale appena 4 (2453000 $)[4]. Anche l'accoglienza della critica si rivelò piuttosto fredda.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema