Ordini minori

Nel cristianesimo, per ordini minori si intendono i vari ministeri ecclesiastici che non comportano una vera e propria ordinazione sacramentale, ma conferiscono comunque lo status di chierico a chi li riceve.

Nella Chiesa cattolicaModifica

StoriaModifica

Quando nacquero avevano carattere autonomo, come servizio che svolgevano alcuni membri della comunità cristiana. Già nell'Alto Medioevo persero valore autonomo e cominciarono ad essere considerati alla stregua di gradi successivi che preparavano a ricevere il diaconato e il presbiterato, sebbene almeno fino al XVI secolo c'erano anche numerosi uomini (soprattutto studenti o "funzionari pubblici") che ricevevano uno degli ordini minori per poter vivere della rendita finanziaria derivante da un beneficio ecclesiastico. Dopo il Concilio di Trento, infine, gli ordini minori furono ridotti unicamente a tappe per lo più formali durante gli anni di formazione nei seminari, in preparazione all'ordinazione presbiterale.

Essi erano, in ordine cronologico, i seguenti:

 
Raffaello: particolare dalle Stanze Vaticane
  1. Ostiario: era l'addetto alle custodia delle porte della chiesa. Il suo compito era quello di accogliere i fedeli, respingere gli indegni (da cui il nome popolare di scaccino), suonare le campane per avvisare dell'imminenza del culto.
  2. Lettore: era l'incaricato di leggere i brani della Sacra Scrittura (in particolare dell'Antico Testamento), durante la liturgia.
  3. Esorcista: chi riceveva questo ordine minore era incaricato di recitare particolari preghiere sui catecumeni prima del loro battesimo, sia in casi speciali sugli "energumeni", cioè su coloro che erano ritenuti posseduti dal diavolo (in realtà, questi erano gli incarichi di colui che veniva ordinato esorcista, soltanto durante il primo millennio della storia del cristianesimo; con il mutare dei tempi, fino alla riforma voluta dal Concilio Vaticano II, l'ordinazione all'esorcistato non comportò l'esercizio del ministero, riservato a preti incaricati appositamente dal vescovo e all'esorcismo praticato nel rito del battesimo solenne dal sacerdote o dal diacono).
  4. Accolito: abilitava al servizio liturgico in particolare dell'altare, soprattutto nella messa.
  5. Suddiacono: le chiese di rito bizantino considerano il suddiaconato un ordine minore, mentre la chiesa latina lo ha considerato, fino al Concilio Vaticano II, un ordine maggiore. Sulla natura di questo ministero si ebbero accanite discussioni, soprattutto al tempo della Scolastica, per stabilire se appartenesse agli ordini maggiori o minori. A partire da questo ordine era richiesto nella chiesa latina l'obbligo del celibato e della recita del breviario.

Dalla riforma di Paolo VI (1972)Modifica

Dopo il Concilio Vaticano II nella Chiesa Cattolica di rito latino, il papa Paolo VI con la lettera apostolica Ministeria quaedam[1] ha stabilito che non vengano più conferiti l'ostiariato, l'esorcistato e il suddiaconato a livello di Chiesa universale, mentre sono rimasti il lettorato e l'accolitato da allora considerati dei ministeri laicali, in quanto non cambiano lo status di laico di un fedele in essi istituito (in altre parole, non fanno del fedele un chierico)[2]. Le funzioni del suddiacono sono passate all'accolito, mentre il ministero liturgico dell'esorcista, ridotto al fatto di porgere l'acqua benedetta al sacerdote celebrante, era già di fatto esercitato da accoliti, e quello dell'ostiario era già svolto da laici. Con lo stesso documento il pontefice dava la possibilità alle chiese locali di mantenere come ministeri gli ordini soppressi e di istituirne di nuovi, fatto che è avvenuto in alcune diocesi.

Con la lettera apostolica Spiritus Domini del 10 gennaio 2021, papa Francesco ha esteso alle donne la possibilità di accedere ai ministeri del lettorato e dell'accolitato[3].

I gruppi cattolici tradizionalisti separatisi dalla comunione con la Chiesa cattolica hanno mantenuto il conferimento degli ordini minori tradizionali, come pure quello del suddiaconato.

Nelle altre ChieseModifica

Le Chiese orientali annoverano tra gli ordini minori solo il suddiaconato e il lettorato.

Alcune chiese della comunione anglicana hanno mantenuto o ripristinato gli ordini minori tradizionali latini.

NoteModifica

  1. ^ Paolo Vi, Lettera apostolica in forma di motu proprio «Ministeria quaedam» con la quale nella Chiesa latina viene rinnovata la disciplina riguardante la prima tonsura, gli ordini minori e il suddiaconato, Roma, Libreria Editrice Vaticana, 15 agosto 1972.
  2. ^ Maria Carla Papi, Il ministero liturgico degli accoliti, su Comunità Pastorale di Santa Croce e San Gioacchino. Zona pastorale Meloncello-Funivia.
  3. ^ Francesco, Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Spiritus Domini” sulla modifica del can. 230 § 1 del Codice di Diritto Canonico circa l’accesso delle persone di sesso femminile al ministero istituito del Lettorato e dell’Accolitato «Spiritus Domini», su Bollettino quotidiano della Santa Sede, Roma, 11 gennaio 2021.

Collegamenti esterniModifica