Conferenza episcopale

La conferenza episcopale, nella Chiesa cattolica, indica «l'assemblea dei vescovi di una nazione o di un territorio determinato, i quali esercitano congiuntamente alcune funzioni pastorali per i fedeli di quel territorio, per promuovere maggiormente il bene che la Chiesa offre agli uomini, soprattutto mediante forme e modalità di apostolato opportunamente adeguate alle circostanze di tempo e di luogo, a norma del diritto»[1]. È un organismo di per sé permanente.

Ne sono membri: tutti gli ordinari dei luoghi di ciascun rito (i vescovi delle diocesi ), i coadiutori, gli ausiliari e altri vescovi titolari incaricati dalla Santa Sede o dalle stesse conferenze episcopali in uno speciale ufficio.

Le conferenze episcopali hanno potere di autorganizzarsi dandosi propri statuti. Le decisioni delle singole conferenze episcopali, se prese legittimamente e sottoposte all'esame della Santa Sede, obbligano giuridicamente solo in due casi: la prima ipotesi ricorre quando l'obbligatorietà giuridica sia prevista e contenuta nel diritto comune, la seconda ipotesi quando questa sia stabilita da una speciale prescrizione della Santa Sede anche dietro domanda della conferenza stessa.

Inoltre, ci sono "assemblee degli ordinari" che possono includere i vescovi di diversi riti in una nazione, sia cattolici orientali e latini; questi sono descritti nel canone 322 del Codice dei canoni delle Chiese orientali.

Esistono inoltre federazioni di conferenze episcopali, che riuniscono le conferenze episcopali dello stesso continente, o di una parte di esso.

StoriaModifica

Le conferenze episcopali furono istituite durante il Concilio Vaticano II, che riconobbe «l’opportunità e la fecondità di raggruppamenti, organicamente congiunti, fra vescovi della stessa nazione o regione».

Il motu proprio Ecclesiae Sanctae del 6 agosto 1966 dispose la creazione delle Conferenze Episcopali nei territori o nei paesi che ancora ne erano privi. Le singole conferenze furono incaricate di redigere i propri statuti la cui entrata in vigore era subordinata all'approvazione della Curia Romana.[2]

Finalità e funzionamento sono regolati dal codice di diritto canonico. A seguito della riforma del 1983, «spetta unicamente alla suprema autorità della Chiesa, sentiti i Vescovi interessati, erigere, sopprimere o modificare le Conferenze Episcopali».[3]

Le conferenze episcopali di rito latino nel mondoModifica

EuropaModifica

AfricaModifica

AmericaModifica

AsiaModifica

OceaniaModifica

Riti orientaliModifica

Sinodi patriarcaliModifica

Sinodi arcivescovili maggioriModifica

Consigli delle ChieseModifica

Assemblee degli ordinariModifica

Federazioni di conferenze episcopaliModifica

AfricaModifica

EuropaModifica

AmericaModifica

AsiaModifica

OceaniaModifica

NoteModifica

  1. ^ Codice di Diritto Canonico, can. 447.
  2. ^ Motu proprio "Ecclesiae Sanctae", Libreria Editice Vaticana, 6 agosto 1966. al n. 41.
  3. ^ Motu proprio "Aposotlos suos", Libreria Editrice Vaticana, 21 maggio 1998.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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