Ghironda

strumento a corde meccanico
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Ghironda
Chiesa di San Maurizio - Museo della Musica in Venice - Ghironda 1850 .jpg
Una ghironda con corpo a liuto
Informazioni generali
Origine Europa occidentale
Invenzione medioevo
Classificazione 321.321-72
Cordofoni composti, con corde parallele alla cassa armonica, ad arco
Uso
Musica medievale
Musica rinascimentale
Musica barocca
Musica tradizionale dell'Europa Occidentale
Musica tradizionale dell'Europa Orientale
Estensione
Ghironda – estensione dello strumento
Genealogia
 AntecedentiDiscendenti 
organistrum, symphoniaViola organista, Lyra organizzata

La ghironda è un cordofono a corde strofinate da un disco, di origine medievale.

StoriaModifica

 
Suonatori di organistrum, cattedrale di Santiago di Compostela.

OrganistrumModifica

La prima testimonianza conosciuta è l'organistrum, un enorme cordofono utilizzato nel periodo gotico in ambito monastico per insegnare musica ed eseguire brani sacri. L'essere uno strumento polifonico ne ha probabilmente ispirato il nome, che deriverebbe quindi dal termine organum.[1]

Una delle prime raffigurazioni dell'organistrum si trova nel portico della Gloria della cattedrale di Santiago di Compostela (XII secolo): si può notare come lo strumento, a forma di viella, sia di grandi dimensioni (anche 2 metri di lunghezza) e sia suonato contemporaneamente da due persone, di cui una addetta esclusivamente a ruotare la manovella.[1]

SymphoniaModifica

Attorno al XIII secolo lo strumento, le cui dimensioni sono notevolmente ridotte, prende il nome di symphonia (in francese chifonie): anche questo appellativo è probabilmente derivato dalla caratteristica polifonica dello strumento.[1]

La symphonia è suonata da un solo strumentista e viene utilizzata per accompagnare la danza e la recitazione delle chansons de geste; in breve la sua popolarità ne allarga l'uso a processioni religiose e mystery plays.

Dai mendicanti all'aristocrazia franceseModifica

Nella seconda metà del XVII secolo lo strumento appare nella corte francese nell'ambito della "moda" pastorale dell'aristocrazia di quegli anni; l'opera del liutaio Henri Bâton, che nei primi anni del secolo successivo sviluppa la ghironda nella sua forma "moderna", permette inoltre l'inserimento della vielle à roue tra gli strumenti da musica da camera. Le ghironde create da Bâton, disponibili nelle forme a chitarra e a liuto, più curate nell'aspetto esteriore e dotate di un'intonazione più precisa, riscuotono largo successo soprattutto tra il pubblico femminile; in breve tempo lo strumento viene ammesso ai concerti e molti fabbricanti di strumenti cominciano a produrlo. Il gran numero di opere d'arte del periodo che raffigurano la ghironda e i molti componimenti ad essa dedicati sono prova della popolarità dello strumento, che tuttavia non ottiene un posto fisso all'interno dell'orchestra d'opera.[1]

FunzionamentoModifica

Alla base del funzionamento dello strumento c'è una ruota di legno, coperta di pece e azionata da una manovella, che sfrega le varie corde: i cantini, i bordoni e la trompette. I cantini, solitamente due posti nella parte centrale dello strumento, sono controllati da una tastiera cromatica e realizzano la melodia. I bordoni, posti vicino al piano armonico, producono un suono continuo: di solito la tonica ma a volte si usa la dominante. La corda della trompette, poggiando su un ponticello mobile detto anche «chien» (cane), produce invece un caratteristico suono ronzante. Tramite la complessa tecnica dei colpi di manovella, che sollecitano la corda della trompette, è possibile realizzare delle formule di accompagnamento ritmico (colpi di uno, due, tre, quattro, ecc., regolari o irregolari).

NoteModifica

  1. ^ a b c d (EN) Stanley Sadie, Hurdy-gurdy, in The New Grove Dictionary of Music and Musicians, 1ª ed., Macmillan Publishers, 1980, ISBN 0-333-23111-2.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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