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Organizzazione internazionale per la normazione

organizzazione per la definizione di norme tecniche
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "ISO" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi ISO (disambigua).
Organizzazione internazionale per la normazione
(EN) International Organization for Standardization
ISO Logo (Red square).svg
AbbreviazioneISO
Tipoorganizzazione non governativa
Fondazione23 febbraio 1947
Scopodefinizione di norme tecniche
Sede centraleSvizzera Ginevra
Area di azione164 Stati[1]
PresidenteCanada John Walter[2]
Lingue ufficialiinglese, francese, russo
Membri164 (2019)
Motto'When the world agrees'
Sito web

L'Organizzazione internazionale per la normazione (in inglese International Organization for Standardization, abbreviazione ISO[3]), è la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di norme tecniche.

Ha il suo quartier generale a Ginevra in Svizzera,[3] e i suoi membri sono gli organismi nazionali di standardizzazione di 164[1][4] paesi del mondo. L'ISO coopera strettamente con la Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), responsabile per la standardizzazione dei dispositivi elettrici ed elettronici, e con l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) per quanto riguarda le norme tecniche nell'ambito delle telecomunicazioni.[5] Dalla sua nascita fino al 2019, l'ISO ha sviluppato 22 683 norme tecniche internazionali.[6] Ha inoltre sviluppato altre tipologie di documenti chiamati specifiche tecniche (Technical Specifications - TS), report tecnici (Technical Reports - TR)), specifiche disponibili pubblicamente (Publicly Available Specifications - PAS), accordi di workshop internazionali (International Workshop Agreements - IWA) e guide.[7]

Le lingue ufficiali dell'ISO sono l'inglese, il francese e il russo (art. 19.1 dello statuto).[8]

Il termine "ISO" non è un acronimo (infatti in inglese l'ISO viene anche chiamata International Organization for Standardization, in francese Organisation internationale de normalisation e in russo Международная организация по стандартизации, che si pronuncia: Mezhdunarodnaya organizatsiya po standartizatsii), bensì deriva dal greco ἴσος (pronuncia: isos), il cui significato sta per "uguale". La scelta di un termine di origine greca anziché di un acronimo era dettata dalla ricerca di un'abbreviazione che avesse carattere di universalità (l'acronimo è invece solitamente legato alla lingua rispetto alla quale viene usato).[1]

Svolge funzioni consultive per l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) e per l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).[3]

Cenni storiciModifica

L'ISO fu fondata il 23 febbraio 1947, in seguito ad un incontro all'interno dell'Institute of Civil Engineers a Londra, avvenuto nel 1946, al quale parteciparono delegati provenienti da 25 stati diversi.[1] L'ISO sostituì così l'International Federation of the National Standardizing Association (ISA - attiva dal 1926 al 1942) e lo United Nations Standards Coordinating Committee (UNSCC - fondato nel 1944).[9]

Nell'anno della sua fondazione, l'ISO contava 67 comitati tecnici[10] e fu una delle prime organizzazioni chiamate alla consultazione dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.[11]

Il primo ufficio dell'ISO era situato in una piccola casa di proprietà privata a Ginevra, in Svizzera.[10]

Nel 1951 viene pubblicato il primo standard ISO, denominato "ISO/R 1:1951" - Standard reference temperature for industrial length measurements, dove la lettera "R" stava per "raccomandazione",[10] ad indicarne la non obbligatorietà. Venne inoltre dato alle stampe l'ISO Journal, rivista mensile contenente informazioni sulle attività dell'ISO.[10]

Nel 1960 viene pubblicato lo standard ISO 31 sulle unità di misura.[10]

Nel 1987 viene pubblicato il primo standard sulla gestione della qualità (ISO 9000).[10] Nel 1996 viene poi pubblicato lo standard ISO 14001 sulla gestione ambientale.[10]

Nel 1991 fu formalizzata la cooperazione tra l'ISO e il Comitato europeo di normazione (CEN) attraverso l'Accordo di Vienna.[12] che sostituì il precedente accordo del 1989 sullo scambio di informazioni tecniche tra le due organizzazioni (Accordo di Lisbona).

Nel 2018 viene pubblicato lo standard ISO 45001:2018 sulla sicurezza sul lavoro.[10]

Organizzazioni di normazione regionali riconosciuteModifica

MembriModifica

Quella che segue è la lista dei membri dell'ISO, aggiornata al 2019, che conta 121 Member bodies, 39 Correspondent member e 4 Subscriber member.[13]

Member bodiesModifica

Correspondent memberModifica

Subscriber memberModifica

 

     ISO member countries with a national standards body and ISO voting rights.

     Correspondent members (countries without a national standards body).

     Subscriber members (countries with small economies).

Nomenclatura dei documentiModifica

Le norme ISO sono numerate e hanno un formato del tipo "ISO nnnn:yyyy - titolo", dove:

  • nnnn è il numero della norma
  • yyyy l'anno di pubblicazione o revisione
  • titolo è una breve descrizione della norma.

Ad esempio la norma ISO 9001:2015 - Quality management systems -- Requirements corrisponde alla norma numero 9001 aggiornata nel 2015 (ma la cui prima revisione è del 1987), che tratta dei requisiti (in inglese "Requirements") dei sistemi di gestione della qualità. La descrizione della norma può cambiare durante le revisioni. Ad esempio, nella sua prima pubblicazione, la ISO 9001 era denominata ISO 9001:1987 - Quality systems -- Model for quality assurance in design/development, production, installation and servicing.

Quando una norma ISO viene recepita a livello nazionale, nel nome compaiono anche le sigle delle organizzazioni che la recepiscono e il testo e la descrizione della norma vengono eventualmente tradotte nella lingua dell'organizzazione che recepisce la norma. Ad esempio la norma ISO 9001 è denominata nel Regno Unito "BS EN ISO 9001", dove "BS" indica le norme della British Standards Institution (BSI) mentre "EN" indica le norme del Comitato europeo di normazione (CEN). In questi casi, l'ordine in cui compaiono le sigle indica l'ordine (indicato in senso inverso) con il quale le norme sono state recepite. Nell'esempio precedente, la norma è stata prima redatta dall'ISO, poi recepita dal Comitato europeo di normazione e infine dalla British Standard Institute, per cui prima compare la sigla "BS", poi "EN" e infine "ISO".

Inoltre quando una norma viene redatta congiuntamente dall'ISO e dall'IEC, nel suo titolo compaiono entrambe le sigle. Un esempio è la norma ISO/IEC 17025:2017 - General requirements for the competence of testing and calibration laboratories.

Le bozze delle norme che non sono ancora state approvate sono indicate dalla sigla "ISO/DIS" (Draft International Standard).[14]

Gli altri documenti ISO sono invece indicati come segue:[7]

  • specifiche tecniche: ISO/TS
  • report tecnici: ISO/TR
  • specifiche disponibili pubblicamente: ISO/PAS.

NoteModifica

  1. ^ a b c d (EN) All about ISO, su sito ufficiale ISO. URL consultato il 3 giugno 2019.
  2. ^ (EN) ISO - Structure
  3. ^ a b c iso ISO, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  4. ^ (EN) ISO Members, su www.iso.org. URL consultato il 5 maggio 2018.
  5. ^ a b (EN) My ISO job - What delegates and experts need to know
  6. ^ (EN) ISO - ISO Store
  7. ^ a b (EN) ISO - ISO deliverables
  8. ^ (ENFRRU) ISO Statutes, Articolo 23.1 (PDF), su sito ufficiale ISO. URL consultato il 18 febbraio 2016.
  9. ^ (EN) ISO Focus - Volume 5, No. 6, June 2008, ISSN 1729-8709
  10. ^ a b c d e f g h (EN) ISO - The ISO story
  11. ^ (EN) List of non-governmental organizations in consultative status with the Economic and Social Council as of 1 September 2014
  12. ^ (EN) The Agreement on technical cooperation between ISO and CEN (Vienna Agreement),
  13. ^ (EN) Lista dei membri ISO
  14. ^ (EN) Developing ISO standards

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN149705257 · ISNI (EN0000 0001 2182 7734 · LCCN (ENn79034445 · GND (DE1008314-5 · BNF (FRcb118710878 (data) · NLA (EN35232591 · NDL (ENJA00288472 · WorldCat Identities (ENn79-034445