Ormisda III

sovrano
Ormisda III
هُرمَز سوم
King Hormizd II or Hormizd III Hunting Lions, 400-600.jpg
Piatto raffigurante la caccia ai leoni di Ormisda III, V secolo
Shahanshah dell'Impero Sasanide
In carica 457459
Incoronazione Rey, 457
Predecessore Yazdgard II
Successore Peroz I
Nome completo Hurmaz sūm
Altri titoli Sakanshah
Morte 459
Dinastia Sasanidi
Padre Yazdgard II
Madre Denag
Figli Balendukht, ignota
Religione Zoroastrismo

Ormisda III (in persiano هُرمَز سوم‎, "Hurmaz sūm"; ... – 459) è stato un sovrano della dinastia sasanide, formalmente 17º Re dei Re dell'Iran e del "non-Iran" (Šāhān šāh ī Ērān ud Anērān) dal 457 al 459.

Figlio e successore di Yazdgard II, il suo breve regno fu caratterizzato dalla ribellione del fratello Peroz I, il quale, aiutato dagli Eftaliti, ebbe il sopravvento, riuscendo ad estromettere Ormisda.

EtimologiaModifica

Ormisda (o Ōhrmazd, Hormozd) è la versione in Persiano medio del nome della massima deità Zoroastriana, Ahura Mazdā[1]. L'equivalente nella Lingua persiana antica è Auramazdā, traslitterato in greco come Hormisdas[1][2].

BiografiaModifica

Ormisda era il figlio maggiore ed erede dello shah Yazdgard II (438-457), nonché governatore, durante il regno del padre, della provincia orientale dello Sakastan[3]. Questo territorio, al confine orientale dell'impero, era stata occupato da Ardashir I nel III secolo, venendo affidato per tradizione a principi della casa imperiale, i quali ne possedevano il titolo di re (Sakanshah; Sagān-šāh)[4]. Alla morte del padre, incoronato a Rey[5], entrò in contrasto con il fratello Peroz I, il quale, con il sostegno dell'influentissimo nobile Raham Mihran riunì un esercito, con l'obiettivo di deporre Ormisda[5][6]. L'impero risultò così drammaticamente diviso e sull'orlo del baratro; durante la guerra fu la madre dei due principi, Denag, a fungere da reggente nella capitale, Ctesifonte[5]. Secondo le fonti del periodo era Ormisda il più dotato nell'amministrazione imperiale, mentre il fratello veniva definito «ingiusto» ed interessato alla vita religiosa[3].

Intanto l'Arsacide Vache II (Վաչե Բ), re dell'Albania caucasica, primo cugino dei due fratelli rivali e precedentemente costretto a convertirsi al Zoroastrismo, si ribellò, proclamandosi indipendente ed assumendo nuovamente la veste di cristiano[7][8]. Intanto Peroz, non riuscendo ad avere la meglio su Ormisda, si recò nell'impero eftalita, domandando aiuto al re Khushnavaz in cambio della cessione di alcuni territori[9]. Secondo alcune fonti, sconfitto, Ormisda fu perdonato e risparmiato dal fratello, ma è più probabile, come evidenziato da numerosi documenti, che lui ed altri tre membri della famiglia furono assassinati[3][10]. Successivamente Peroz incorporò il Sakastan nell'impero, mettendovi a capo un governatore della Casa di Karen[4]. Ormisda fu dunque l'ultima persona ad adoperare il titolo di Sakanshah[4]; non sono pervenute monete coniate durante il suo regno[3].

DiscendenzaModifica

A Ormisda III sopravvissero due figlie:

NoteModifica

  1. ^ a b Shayegan, pp.462-464.
  2. ^ Vevaina, Canepa, p.1110.
  3. ^ a b c d Shahbazi, pp. 465–466.
  4. ^ a b c Christensen, p. 229.
  5. ^ a b c Kia, p.248.
  6. ^ Pourshariati, p.71.
  7. ^ Pourshariati, p.300.
  8. ^ Daryaee, p.24.
  9. ^ Zeimal,  p.130.
  10. ^ Grande enciclopedia universale delle lettere, delle scienze, delle arti / diretta da Armando Curcio - Milano Roma

BibliografiaModifica

  • (EN) Peter Christensen, The Decline of Iranshahr: Irrigation and Environments in the History of the Middle East, 500 B.C. to A.D. 1500, Museum Tusculanum Press, 1993, ISBN 978-87-7289-259-7.
  • (EN) Touraj Daryaee, Sasanian Persia: The Rise and Fall of an Empire, I.B.Tauris, 2008, ISBN 978-0-85771-666-8.
  • (EN) Mehrdad Kia, The Persian Empire: A Historical Encyclopedia [2 volumes]: A Historical Encyclopedia, ABC-CLIO, 2016, ISBN 978-1-61069-391-2.
  • (EN) George Rawlinson, The Civilizations of the Ancient Near East.
  • (EN) Parvaneh Pourshariati, Decline and Fall of the Sasanian Empire: The Sasanian-Parthian Confederacy and the Arab Conquest of Iran, Londra, New York, I.B.Tauris, 2008, ISBN 978-1-84511-645-3.
  • (EN) Alireza Shapour Shahbazi, Hormozd III, in Encyclopaedia Iranica, Vol. XII, Fasc. 5, 2004.
  • (EN) M. Rahim Shayegan, "Hormozd I", in Encyclopaedia Iranica, Vol. XII, Fasc. 5., 2004.
  • (EN) Yuhan Vevaina e Matthew Canepa, Ohrmazd, in The Oxford Dictionary of Late Antiquity, Oxford, Oxford University Press, 2018, ISBN 978-0-19-866277-8.
  • (EN) Alireza Shapour Shahbazi, Hormozd III, in Encyclopaedia Iranica, Vol. XII, Fasc. 5.
  • (EN) E.V. Zeimal, The Kidarite kingdom in Central Asia, Parigi, UNESCO, 1996, ISBN 92-3-103211-9.

Voci correlateModifica