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Palazzo Vecchio, la casa dei principi AcquavivaModifica

 
Palazzo Vecchio

Palazzo vecchio è l'antica sede dei conti e dei signori di Caserta la cui torre venne fatta costruire da Pandolfo di Capua dell'862 d.C., prospettante piazza della Baronia (oggi Piazza Vanvitelli). Fu restaurato ed ingrandito da Giulio Antonio III Acquaviva d'Aragona, ultimo conte e primo principe di Caserta (XVI secolo) e poi ampliato ed abbellito dal figlio Andrea Matteo IV, ospitò cardinali e viceré di Napoli. Nel 1634, per il matrimonio di Anna Acquaviva con Francesco Caetani di Sermoneta, passava in proprietà di questa famiglia che lo abitò sino a quando Carlo III di Borbone lo acquistava il 29 agosto 1750, per 489.343 ducati, per farne la sede provvisoria della famiglia reale sino al compimento della reggia. Ospitò Jakob Philipp Hackert e Johann Wolfgang von Goethe. Si trova in Piazza Vanvitelli e oggi ospita la Prefettura e la Questura di Caserta.

Palazzo PaternòModifica

 
Palazzo Paternò

Palazzo Paternò è stato costruito a partire dal 1765, e terminato nel 1775, su committenza di un membro della Casa siciliana dei Paternò, e precisamente del marchese Lorenzo Paternò per il figlio Vincenzo in quanto questi era stato nominato ministro della Guerra e, dalla Sicilia, si era trasferito in Campania. Il progettista fu l'architetto Gaetano Barba cui, questo ramo della Casa Paternò, venuto a Napoli, aveva commissionato contemporaneamente anche una villa a Capodimonte (nei pressi dell'attuale Reggia di Capodimonte, oggi museo) ed un precedente palazzo sempre a Caserta. Il Palazzo Paternò è sito in via San Carlo, una delle strade più antiche del capoluogo e da poco è stato completamente ristrutturato.

 
Palazzo Paternò

Palazzo del BoschettoModifica

Il palazzo del Boschetto, di rilevante interesse storico-artistico, costituisce una rara e preziosa testimonianza della Caserta preborbonica. È sito in via Passionisti (ex Intendenti).

Palazzo LeonettiModifica

 
Palazzo Leonetti

Fatto costruire da Raffaele Leonetti nel 1796, si trova in piazza Vanvitelli. Il primo architetto fu Carlo Vanvitelli, ma il palazzo fu modificato nel 1857 da Domenico Ferrara, per incarico di Tommaso Leonetti. La facciata principale è in stile neoclassico. L'ingresso al giardino è caratterizzato da due bei padiglioni cinesi. La corte interna del palazzo è tipica delle costruzioni padronali del XVIII secolo; in fondo al cortile, in corrispondenza del portone d'ingresso, si accede al giardino sopraelevato, a cui seguiva un'ampia campagna di proprietà della casata.

 
Palazzo della Camera di commercio

Palazzo della Camera di commercioModifica

Imponente costruzione sita nella centralissima via Roma, è datata anno 1926 e costruita dall'ingegnere Luigi Fabricat. L'edificio, con prospetto simmetrico severo, è costruito secondo lo stile in voga tra le due grandi guerre. L'ingresso è evidenziato da un ampio balcone che poggia su colonne binate.

Palazzo dei CommestibiliModifica

La costruzione, a ferro di cavallo, è dotata di un lungo porticato in stile neoclassico. Si trova nell'attuale piazza Matteotti, meglio conosciuta dai casertani come piazza Mercato. La struttura in origine è quella di una piazza chiusa con tre maestosi accessi sulla strada esterna.

Palazzo della Banca d'ItaliaModifica

 
Palazzo dei Granili, XVII secolo

Anticamente prendeva il nome di Palazzo dei Granili (nel XVII secolo); sede comunale ora in via Municipio. Successivamente venne nominato Palazzo del Forno e dal 1870 è sede della Banca d'Italia a Caserta. L'edificio, dalla facciata che si sviluppa in lunghezza più che in altezza, ha un grande ingresso principale mentre la parte superiore si conclude con un timpano triangolare all'interno della quale vi è un orologio.

Casamento della MarchesaModifica

Il Casamento della Marchesa, già panificio militare (durante il XVII secolo) era pertinente al Palazzo Acquaviva (o Palazzo Vecchio). Prende il nome dal titolo che Anna, figlia di Andrea Matteo Acquaviva d'Aragona, ebbe di marchesa di Bellante succeduta al padre nella proprietà del sito di Caserta e ridimensionato in seguito all'allargamento di corso Giannone.

Palazzo del Feudo VicoModifica

Si tratta di un edificio del XVII secolo appartenuto a Pompeo delli Monti, condannato al rogo per eresia. Oggi è sede della Guardia di finanza.

Palazzo delle Quattro Colonne, la casa di VanvitelliModifica

 
Luigi Vanvitelli

Si tratta di un edificio situato nel tratto di corso Trieste che collega piazza Dante ai giardini della Flora. Chiamato così perché la sua facciata presenta quattro colonne, due per ogni lato. La sua edificazione risale al 1700 circa ed ha una notevole importanza storica in quanto è stata la residenza dell'architetto Vanvitelli che in questo palazzo ha vissuto per oltre venti anni, dal 1752 al 1773, fino alla sua morte. Una lapide all'ingresso ricorda l'illustre ospite stabile.

Villa VitroneModifica

È una villa in stile liberty, eclettica nella forma e particolare nella costruzione sita in via Fulvio Renella (già via Napoli), nel centro della città. È stata edificata dalla famiglia Vitrone nei primi del novecento. In seguito alcuni membri della famiglia emigrarono in Brasile, e ne costruirono altre tre, infatti a San Paolo esistono alcune ville gemelle.

Palazzo De GregorioModifica

Edificato tra il 1754 e il 1755 per volontà di Carlo di Borbone, era destinato al ministro della segreteria d'azienda Leopoldo De Gregorio. Si trova nella frazione di Aldifreda. Il progetto prevede una piccola corte comunicante con un grazioso giardino. Venne poi trasformato in fabbrica di fiandre.

Casa del FascioModifica

In piazza Matteotti è presente una costruzione imponente denominata ex Casa del Fascio, costruita appunto in epoca fascista per ospitare gli uffici del regime e che dopo la fine del secondo conflitto mondiale è caduta in decadenza. È una struttura alta 23 metri con una torre centrale e due corpi ai lati della torre stessa. Da poco è stata conclusa l'opera di restyling della costruzione che oggi ospita al piano terra un ristorante, un centro di bellezza e un centro di design mentre ai piani superiori sono ospitati alcuni uffici privati.

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