Apri il menu principale
Corona real abierta.svg
Acquaviva d'Aragona
Coa fam ITA acquaviva d'aragona.jpg
Stemma Acquaviva Aragona.png
D'oro al leone rampante d'azzurro armato e lampassato di rosso. Dal 1458 Inquartato: nel primo e nel quarto: partito nel 1° d'Aragona, d'oro ai quattro pali di rosso, nel 2° di Aragona di Sicilia inquartato in decusse: nel 1° e nel 4° d'Aragona, nel 2° e nel 3° di Svevia cioè d'argento all'aquila spiegata di nero membrata e linguata di rosso; nel secondo e nel terzo: d'oro al leone rampante d'azzurro armato e lampassato di rosso.
StatoItalia Italia
TitoliCroix pattée.svg Principi di Caserta
Croix pattée.svg Duchi di Atri, Mosciano Sant'Angelo e Nardò
Croix pattée.svg Marchesi di Bellante
Croix pattée.svg Conti di Conversano, Gioia, Giulianova, ecc.
FondatoreRinaldo di Acquaviva
Data di fondazioneXII secolo
EtniaItaliana
Rami cadetti
  • Ramo degli Acquaviva di Bellante e Caserta
  • Ramo degli Acquaviva di Conversano
  • Ramo degli Acquaviva di Nardò

La famiglia Acquaviva (dal 1481 Acquaviva d'Aragona) è stata una famiglia nobile italiana, una delle sette grandi casate del Regno di Napoli.[1] Tra i loro titoli si annoverano quelli di: duchi di Atri e conti di San Flaviano (di Giulia dal 1481); poi anche conti di Conversano, conti e poi duchi di Nardò, per un ramo, e conti e poi principi di Caserta per l'altro.

Sicuramente gli Acquaviva risiedettero ed ebbero possedimenti feudali sin dalla fine del XII secolo nella parte settentrionale dell'Abruzzo; nel 1195 è documentato un Rinaldo di Acquaviva, atriano e feudatario di varie terre nella regione teramana. Gli storici municipali abruzzesi[2] hanno sostenuto che le origini della famiglia, precedentemente a tale data, andassero cercate nella loro regione. A queste ipotesi se ne affiancano altre che assegnano alla famiglia origini nell'area del ducato di Spoleto longobardo, tra l'Umbria e la parte meridionale delle Marche[3][4].

Nei decenni successivi la famiglia stabilisce importanti rapporti con i re angioini: nel 1284 Riccardo di Acquaviva fu giustiziere di Terra d'Otranto al servizio di Carlo I d'Angiò, e nel 1393 Antonio di Acquaviva, che fu il primo a portare, per concessione di Carlo III di Durazzo, i titoli di conte di San Flaviano e di Montorio, comprò dal re Ladislao le città di Atri, con il titolo di duca, e di Teramo. In breve la famiglia divenne, come anticipato sopra, una delle sette maggiori casate del regno di Napoli (insieme ai Sanseverino, ai D'Aquino, ai Ruffo, ai Del Balzo, ai Piccolomini e ai Celano), in un processo che culminerà nel privilegio del 30 aprile 1479 con il quale Giulio Antonio Acquaviva ottenne dal re di Napoli Ferrante il diritto di aggiungere il nome d'Aragona al proprio cognome e di inquartare il proprio stemma con i colori dei Trastámara.

Indice

StoriaModifica

Nella storia della famiglia possono essere individuati tre rami principali.

 
Rami principali della famiglia Acquaviva d'Aragona

Linea dei duchi di Atri, conti di San Flaviano e (fino al 1575) conti di ConversanoModifica

Nel 1382 Antonio Acquaviva ebbe dal re di Napoli Carlo III le contee di San Flaviano e di Montorio, alle quali poté aggiungere, nel 1393, la signoria sulle città d'Atri e di Teramo, conferitagli dal re Ladislao dietro il pagamento di 35.000 ducati.

Andrea Matteo I,
figlio di Antonio, fu 2º Duca di Atri, 2º Conte di San Flaviano; morì pugnalato a Teramo il 17 febbraio 1407. I titoli ed i possedimenti passarono ai suoi figli, prima Antonio, poi Pierbonifacio ed infine, nel 1443, alla morte del figlio di quest'ultimo, Andrea Matteo II, al terzo figlio Giosia († 1462), 6º Duca di Atri e 6º Conte di San Flaviano.
Giulio Antonio I,
figlio di Giosia, poi dal 1479 per privilegio regio d'Aragona († all'assedio di Otranto, 7 febbraio 1481), 7º Duca di Atri, 7º Conte di San Flaviano (poi Giulianova in suo onore), Signore di Forcella, Roseto, Padula ecc. dal 1462, 1º Duca di Teramo dal 1464[5], Cavaliere dell'Ordine dell'Ermellino, Generale contro i Turchi in Puglia. Sposò nel 1456 Caterina Orsini del Balzo, figlia naturale del Principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo, Contessa di Conversano, Signora di Turi, Noci, Castellana, Casamassima, Bitetto e Gioia del Colle.
Andrea Matteo III (1458-1529),
figlio di Giulio Antonio, 8º Duca d'Atri, conte di San Flaviano (titolo mutato, su sua richiesta e con il beneplacito regio, dal 1481, in quello di conte di Giulia), 15º conte di Conversano (dal 1496), uno dei feudatari più ricchi del regno, fu un uomo d'armi e di lettere, colto e raffinato, educato da giovane dal Pontano ed amico in età adulta di Jacopo Sannazaro. Sposò Isabella Piccolomini Todeschini, figlia del duca di Amalfi Antonio, e successivamente, nel 1509, Caterina Della Ratta, vedova di Cesare d'Aragona (figlio naturale del re di Napoli Ferdinando I, morto in esilio nel 1504). Andrea Matteo assegnò il ducato di Atri al primogenito Giovan Francesco, la contea di Conversano ed i feudi della Ratta a Caserta al di lui figlio Giulio Antonio II, e la contea di Gioia al secondogenito Giannantonio Donato[6]. Nel 1528 Giulio Antonio si schierò a favore dei Francesi e gli Spagnoli lo privarono di tutti i suoi feudi che egli ed i suoi eredi, riparati in Francia, reclamarono a lungo invano. Dopo lunghe vicende Giannantonio Donato riuscì a farsi assegnare il ducato di Atri e la contea di Conversano, mentre la contea di Caserta rimase al nipote secondogenito di Giulio Antonio II, Baldassarre, che dette origine alla linea dei conti di Caserta.
Gian Girolamo (1521-1592),
figlio primogenito di Giannantonio Donato, fu 10º duca di Atri e 17º conte di Conversano; fu padre di due cardinali, Giulio ed Ottavio. Egli divise nel 1575[7] il ducato di Atri e la contea di Conversano tra i figli Alberto (11º duca) ed Adriano (18º conte)[8]. La linea dei conti di Conversano confluirà poi nel 1598 in quella dei duchi di Nardò con il matrimonio tra il 19º conte Giulio Antonio e la cugina Caterina Acquaviva, figlia ed erede del duca Belisario II.
Claudio (1543-1615),
figlio di Giannantonio Donato, fu un religioso italiano appartenente alla Compagnia di Gesù, della quale fu il quinto Preposito Generale (dal 1581 alla morte). Portò a compimento la redazione della Ratio Studiorum, l'insieme delle regole didattiche e pedagogiche per i collegi gesuiti.
Gian Girolamo II (1663-1709)
fu il 15º Duca di Atri, statista e poeta italiano, dal 1679 Grande di Spagna. Tra i suoi figli occorre segnalare Troiano, cardinale ed importante figura politica nella Roma dell'epoca. Dopo la morte di Gian Girolamo il titolo ducale passo in successione ai suoi figli Giosia, Domenico, Troiano, Ridolfo, ed infine Isabella, sposata a Filippo Strozzi; nessuno di essi ebbe eredi ed alla morte di Isabella, nel 1760, il Ducato di Atri ritornò allo stato napoletano, mentre il titolo ducale passò alla linea dei Duchi di Nardò e Conti di Conversano.

Linea dei duchi di Nardò, poi anche (dal 1575) conti di Conversano e (dal 1790) anche duchi d'AtriModifica

 
Riunione dei rami di Conversano e Nardò in Giangirolamo II
Belisario (1464-1528),
figlio di Giulio Antonio I, fu 14º Conte di Conversano; nel 1496 rinunciò alla Contea di Conversano in favore del fratello maggiore Andrea Matteo III (1458-1529) per divenire 1º Conte (poi duca) di Nardò dal 12 marzo 1497, per concessione del Re di Napoli dopo la confisca ai del Balzo. Insignito del titolo di Marchese dal re Federico I di Napoli dopo la battaglia del Garigliano (1503), fu condottiero al servizio del Re di Napoli e dell'Imperatore Carlo V. Sposò Sveva Sanseverino, figlia di don Gerolamo, 2º Principe di Bisignano. Fu sepolto a Nardò nella chiesa di Sant'Antonio da Padova in un bellissimo monumento funebre.
Giovanni Bernardino
era figlio di Belisario I; fu 2º Duca di Nardò dal 1528 e condottiero al servizio dell'Imperatore Carlo V; morì durante un'incursione turca a Nardò 25 agosto 1541 e fu quivi sepolto.
Francesco († 1559),
figlio di Giovanni Bernardino, fu 3º Duca di Nardò dal 1559; Preside in Otranto, Barletta, Gallipoli e Taranto e comandante di cavalleria spagnola.
Giovanni Bernardino II († 1596),
figlio di Francesco, fu 4º duca di Nardò e Belisario II († 1619), suo figlio, 5º duca di Nardò. Caterina, figlia di Belisario II, 6º duchessa di Nardò, sposò nel 1598 Giulio Antonio Acquaviva, 19º conte di Conversano, unendo le due linee Acquaviva d'Aragona. Giulio Antonio era figlio di Adriano († 1607), 18º conte ed a sua volta figlio del 17º conte e 10º Duca di Atri, Giangirolamo I (1521-1592).
Giangirolamo II
(detto il Guercio di Puglia) era figlio di Giulio Antonio e Caterina, fu 20º conte di Conversano e 7º duca di Nardò, mantenne il suo ruolo di signore fino al 1665, anno della sua morte. Era sposato con la contessa Isabella Filomarino dei principi della Rocca.

Nel 1760, alla morte dell'ultima duchessa d'Atri Isabella, Carlo Acquaviva,[9] figlio del conte di Conversano Giulio Antonio, ne ereditò i beni personali, comprendenti i palazzi di Atri e Giulianova e la ricca biblioteca[10]. Lo stato d'Atri fu soppresso ed i beni devoluti al regno di Napoli; dopo un lungo contenzioso con la Corona, conclusosi nel 1790, Carlo Acquaviva ottenne il titolo di duca di Atri (senza beni feudali), trasmissibile agli eredi, riunendolo così di nuovo nello stesso ramo familiare con quello di conte di Conversano.

Nell'Ottocento alcuni membri della famiglia rivestono cariche politiche nello stato unitario; il duca d'Atri Luigi viene nominato senatore del Regno; il fratello Carlo è prima deputato a Giulianova e poi senatore; il figlio Giulio è deputato a Rossano e Castrovillari.

Linea dei conti, poi principi di CasertaModifica

Il matrimonio di Andrea Matteo III nel 1509 con Caterina Della Ratta gli aveva permesso di succedere a questa famiglia, che aveva tenuto la contea di Caserta dal 1310. I diritti degli Acquaviva sulla città furono ulteriormente rafforzati dal matrimonio del nipote di Andrea Matteo, Giulio Antonio II, figlio del suo primogenito Gianfrancesco, con la pronipote della contessa di Caserta, Anna Gambacorta. Il ricco periodo è visibile nei resti del castello di Caserta vecchia che venne rinforzato e arricchito di una nuova cinta muraria e di diverse torri.

Nel 1528 Giulio Antonio II, dopo la ribellione agli Spagnoli e la fuga in Francia col figlio primogenito Giovan Francesco, perse tutti i suoi feudi; il ducato di Atri e la contea di Conversano passarono allo zio Giannantonio Donato. La moglie di Giulio Antonio, Anna, rimasta a Napoli, riuscì ad ottenere che la contea di Caserta restasse al figlio secondogenito, Baldassarre, condottiero al servizio di Carlo V e di Filippo II, che mantenne anche il possesso di alcuni feudi in Abruzzo con il titolo di marchese di Bellante.

Il periodo di maggiore sviluppo del villaggio presso la torre arrivò con il figlio e successore di Baldassarre, Giulio Antonio III, che ottenne il titolo di principe di Caserta nel 1544. Sotto il principato di Andrea Matteo IV Acquaviva (1594-1634) vennero costruite e ampliate a Caserta diverse opere che formarono il nucleo di costruzioni borboniche nei secoli successivi, come il Palazzo al boschetto, ricco di affreschi di Belisario Corenzio, il "Belvedere"[11], sul cui nucleo nacque poi la regia colonia di San Leucio, ed il Palazzo Acquaviva, l'attuale prefettura, che venne ampliato ed arricchito con un bel giardino, sulla cui struttura venne costruito poi il parco della Reggia di Caserta. Inoltre, egli va ricordato per la sua forte politica tesa a sostegno della Chiesa per cui incentivò a Caserta la presenza di diversi ordini monastici, contribuendo alla costruzione dei conventi con ampie elargizioni, come per i Padri Minimi per la chiesa di San Francesco di Paola.

Egli lasciò erede del principato di Caserta la figlia Anna (1596-1659), che sposò nel 1618 Francesco Gaetani di Sermoneta. I Caetani ereditarono il titolo principesco governando lo stato di Caserta fino al momento della costruzione della Reggia, quando lo cedettero al re.

Genealogia Acquaviva dalla nascita del ducato d'Atri ai giorni nostriModifica

I - dalla creazione del ducato d'Atri ad Andrea Matteo IIIModifica

 Antonio[12]
1395
1º duca d'Atri,
sp. Ceccarella Cantelmo.
 
 
 Andrea Matteo I[13]
1407
2º duca d'Atri,
sp. Caterina Tomacelli.
 
   
 Antonio II[13]
*1394? †1414
3º duca d'Atri,
sp. Caterina Orsini del Balzo.
Pier Bonifacio[13]
1421
4º duca d'Atri,
sp. Caterina Riccardi.
Giosia[14]
*13991462
6º duca d'Atri,
sp. Margherita Riccardi.
  
  
 Andrea Matteo II[13]
*1419? †1442?
5º duca d'Atri,
sp. Isotta Sforza.
Giulio Antonio[15]
1481
7º duca d'Atri,
sp. Caterina Orsini del Balzo, contessa di Conversano.
 
     
 Giovanni Antonio[16]
*14571479
marchese di Bitonto.
Andrea Matteo III
*14581529
8º duca d'Atri, 14º Conte di Conversano, marchese di Bitonto,
sp. Isabella Piccolomini d'Aragona,
sp. Caterina della Ratta, contessa di Caserta.
 Belisario I
*14641528
Donato[16]
1528
Vescovo di Conversano.
(figlio naturale)
   
      
Gianfrancesco
1527
marchese di Bitonto,
sp. Dorotea Gonzaga.
Giovanni Battista[17]
*14821496
Giannantonio Donato[18]
*14851554
Giovanni Vincenzo
*14901546
vescovo di Melfi e Rapolla, cardinale.
(linea dei duchi di Nardò)
 Sulpicio[16]
1494
Vescovo di Conversano.
  
  
(linea dei marchesi di Bitonto e dei conti, poi principi, di Caserta)
 (linea dei duchi di Atri e conti di Conversano)

II - Linea dei duchi di NardòModifica

 (linea dei duchi di Nardò)
 
 
 Belisario I
*14641528
14º conte di Conversano, poi 1º duca di Nardò,
sp. Sveva Sanseverino di Bisignano.
 
    
Giovanni Bernardino
1541
2º duca di Nardò,
sp. Giovanna Gaetani.
Giovannantonio
1525
vescovo di Alessano, poi di Lecce.
Giovanni Battista

vescovo di Nardò.
Giacomo Antonio
1569
vescovo di Nardò.
 
 
Francesco
1559
3º duca di Nardò,
sp. Isabella Branai Castriota.[19]
 
 
Giovanni Bernardino II
1596
4º duca di Nardò,
sp. Anna Loffredo di Trevico.[20]
 
 
Belisario II
1619
5º duca di Nardò,
sp. Porzia Pepe.[21]
 
 
Caterina
1636
6ª duchessa di Nardò,
sp. Giulio Antonio II Acquaviva, 19º conte di Conversano.
 
 
(linea dei duchi di Nardò riunita a quella dei conti di Conversano)

III - Linea dei marchesi di Bitonto e conti di Conversano, e dei conti, poi principi di CasertaModifica

 Gianfrancesco
1527
marchese di Bitonto,
sp. Dorotea Gonzaga.
 
 
 Giulio Antonio II
1539
marchese di Bitonto, 15º conte di Conversano;
nel 1530 perde tutti i feudi e ripara in Francia,
ove è creato signore di Brie da Francesco I;
sp. Anna Gambacorta, contessa di Caserta.
 
  
Gianfrancesco II
1569
riparato in Francia con il padre,
sp. Susanna Caracciolo del Sole
con lui si estingue la linea primogenita maschile Acquaviva.
 (nel 1528 Bitonto e Conversano tornano al demanio regio; dal 1541 riottengono la contea di Caserta, poi dal 1544 principato)
  
  
Anna[22]
†post 1583
nota come "Mademoiselle d'Atrie" nella corte francese,
sp. Ludovico Cattani di Diacceto, conte di Chateauvillain.
 Baldassarre[24]
1577
1º marchese di Bellante, conte di Caserta,
sp. Girolama Gaetani.
  
   
Scipione[23]
†post 1643
conte di Chateauvillain, prese il cognome Acquaviva della madre.
Giulio Antonio III
*15491594
1º principe di Caserta,
sp. Vittoria de Lannoy.
Marcello
*15311617
arcivescovo di Otranto.
 
 
 Andrea Matteo IV
*15701647
2º principe di Caserta,
sp. Isabella Caracciolo di S. Angelo.
 
 
 Anna
*15961659
3ª principessa di Caserta,
sp. Francesco Caetani, duca di Sermoneta.
 
 
 (Filippo Caetani †1687 4º principe di Caserta)

IV - Linea dei duchi d'Atri e conti di ConversanoModifica

IV.1 - dal sec. XVI alla fine del sec. XVIIIModifica
 Giannantonio Donato[18]
*14851554
Conte di Gioia, poi 9º Duca d'Atri e 16º conte di Conversano,
sp. Isabella Spinelli di Canati.
 
   
 Claudio
*15431615
V Generale dei Gesuiti.
Andrea Matteo
1576
vescovo di Venafro e arcivescovo di Cosenza.
Giovanni Girolamo I
*15211592
10º Duca d'Atri, 17º conte di Conversano, conte di Gioia,
sp. Margherita Pio.
 
      
 (linea dei duchi d'Atri)
Giulio
*15461574
Cardinale di San Teodoro.
Rodolfo
*15501583
gesuita, missionario e martire in India.
Ottavio
*15601612
Cardinale, arcivescovo di Napoli dal 1605 al 1612.
Orazio
1617
cappuccino, vescovo di Caiazzo.
(linea dei Conti di Conversano, poi anche duchi di Nardò)
  
  
 Alberto
*15451597
11º Duca d'Atri, conte di Gioia,
sp. Beatrice de Lannoy.
 Adriano[26]
1607
18º conte di Conversano,
sp. Isabella Caracciolo Pisquizi.[27]
  
  
 Giosia II
*15741620
12º Duca d'Atri,
sp. Margherita Ruffo di Scilla.
 Giulio Antonio II
1623
19º conte di Conversano,
sp. Caterina Acquaviva, unica figlia di Belisario II, duca di Nardò.
  
   
 Francesco
*16061649
13º duca d'Atri,
sp. Anna Concublet.
Ottavio
*16081674
Cardinale.
 Giangirolamo II
*16001665
7º duca di Nardò, 20º conte di Conversano,
sp. Isabella Filomarino della Rocca.
  
  
 Giosia III
*16311679
14º duca d'Atri,
sp. Francesca Caracciolo di Torella.
 Cosimo[28]
1665
8º duca di Nardò,[29]
sp. Caterina Di Capua della Riccia.
  
     
 Francesco
*16651725
cardinale vescovo di Sabina.
Giovan Girolamo II
*16631709
15º duca d'Atri,
sp. Eleonora Spinelli.
Dorotea
1714
sp. Giulio III Acquaviva, duca di Nardò.
 Giangirolamo III
1680
9º duca di Nardò, 21º conte di Conversano,
sp. Aurora Sanseverino di Bisignano.
Giulio III
1691
10º duca di Nardò, 22º conte di Conversano,
sp. Dorotea Acquaviva dei duchi d'Atri.
  
      
Giosia IV
*post 16831710
16º duca d'Atri.
Domenico
*16891745
17º duca d'Atri,
sp. Eleonora Pio di Savoia.
Troiano
*16961747
18º duca d'Atri,
Cardinale, arcivescovo di Monreale.
Rodolfo
*16971755
19º duca d'Atri,
sp. Laura Salviati.[25]
Isabella
*17031760
20ª duchessa d'Atri,
sp. Filippo Strozzi.
 Giulio Antonio IV
1746
11º duca di Nardò, 23º conte di Conversano,
sp. Maria Spinelli di Tarsia.[30]
  
     
  (alla morte senza discendenza di Isabella lo stato d'Atri viene devoluto al regio demanio; il titolo ducale passa nel 1790 a Carlo Acquaviva, dei conti di Conversano e duchi di Nardò)
 Eleonora
1760
sp. Diego d'Avalos, X marchese del Vasto e di Pescara.
Giovanni Girolamo IV
1777
12º duca di Nardò, 24º Conte di Conversano,
sp. Maria Giuseppa Spinelli di Scalea.
Pasquale
*17181788
Cardinale.
Carlo[31]
*17331800
21º duca di Atri per successione della 20ª duchessa Isabella, riconosciuta da Ferdinando IV nel 1790.
IV.2 - dalla fine del sec. XVIII ai giorni nostriModifica
 Giovanni Girolamo IV
1777
 
 
 Giulio Antonio V
*17421801
22º duca di Atri, 13º duca di Nardò, 25º Conte di Conversano,
sp. Maria Teresa Spinelli di Scalea.
 
 
 Giovanni Girolamo V
*17861848
23º duca di Atri, 14º duca di Nardò, 26º Conte di Conversano,
sp. Maria Giulia Colonna di Stigliano, Giulio Antonio (1808-1836) Giuseppe (1835-1905) Maria (1855-1905) Anna Maria di Lorenzo (1883-1956) Petronella Deviato (1917-1989)
 
  
 Luigi
*18121898
24º Duca di Atri, 15º duca di Nardò, 27º Conte di Conversano
Primo duca del Reame di Napoli
Senatore del Regno d'Italia dal 1860,
sp. Giulia Milazzi di Casalaspro e Pietragalla.
 Carlo
*18231892
Conte di Castellana
Deputato per il collegio di Giulianova dal 1861 al 1876, Senatore del Regno d'Italia dal 1890,
sp. Alexandra Alexandrovna Obreskova.[33]
  
   
Giulio
*18491887
duca di Casalaspro e Pietragalla
Deputato per i collegi di Rossano dal 1880 al 1882 e di Castrovillari dal 1882 alla morte.[32]
Francesco
*18511894
16º duca di Nardò.
Mario Andrea
*18521908
  
  
 Giulia
*18871972
25ª duchessa d'Atri, 17ª duchessa di Nardò, 28º Contessa di Conversano,
ultima Acquaviva erede dei titoli ducali della famiglia,
sp. Giustiniano Perrelli-Tomacelli-Filomarino.
Carlo
*18941963
 
 
 Fiorella
*19222011

DimoreModifica

Nel feudo ducale di Atri gli Acquaviva edificarono il loro Palazzo Ducale alla fine del secolo XIV, al centro della città. Oggi l'edificio, ancora integro, è sede dell'Amministrazione Comunale.

Napoli ospita vari edifici degli Acquaviva. All'inizio del '500 Andrea Matteo III ordinò la realizzazione di un grande palazzo sul luogo nel quale la famiglia possedeva da tempo delle abitazioni, vicino Porta Donnorso (ora in via Atri al civico n°. 37). Il palazzo fu acquistato nell'Ottocento dai Winspeare, con il nome dei quali è oggi comunemente conosciuto. Un secondo palazzo Acquaviva d'Atri fu realizzato dal penultimo duca, Rodolfo, a metà del secolo XVIII ed è oggi noto come Albertini di Cimitile.

 
Giulia: esperimento di città ideale acquaviviana.

Giulianova fu luogo di villeggiatura per la famiglia e dimora prediletta in Abruzzo dopo che, con l'estinzione del ramo ducale, il palazzo di Atri venne acquisito al regio demanio. Il piano di fondazione della città, promosso da Giulio Antonio, prevedeva una residenza nella piazza principale, di fronte alla chiesa di S. Flaviano. In questo palazzo erano alloggiati la biblioteca, la pinacoteca e l'archivio di famiglia[34] quando fu preso d'assalto e distrutto dalla folla durante i moti seguiti alla cosiddetta invasione francese negli Abruzzi. Ne restano oggi alcuni resti. Sempre a Giulianova la famiglia ebbe una villa, nella località "la Montagnola", ancora abitata dagli ultimi Acquaviva fino ai primi decenni del secolo XX.

Il ramo dei principi di Caserta fu particolarmente attivo nella costruzione di residenze, alcune delle quali sono menzionate nel paragrafo a loro dedicato. Ebbero anch'essi residenze a Napoli, nella zona tra Piazza San Domenico Maggiore e S. Biagio dei Librai. Una parte di questi edifici furono ceduti ai Carafa della Spina per la realizzazione del loro palazzo. Una seconda residenza, ancora visibile vicino alla Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, fu acquistata nel 1591 dall'Arte della Seta, per ospitarvi la ragazze della cui educazione la Corporazione si occupava.[35][36]

Furono dimore dalla famiglia Acquaviva d'Aragona l'antico Castello di Conversano, nella cui pinacoteca sono custodite le tele dipinte da Paolo Finoglio, ed il Castello di Marchione, una residenza di campagna fatta edificare a circa 6 km da Conversano.

NoteModifica

  1. ^ Acquaviva Aragona, nobili-napoletani.it.
  2. ^ N. Palma, Storia ecclesiastica e civile della Regione più Settentrionale del Regno di Napoli, Teramo, 1832-1836; F. Savini, Le famiglie feudali della regione teramana nel Medioevo, Roma, 1917; L. Sorricchio, Hatria - Atri, volume 2, Pescara, 1929.
  3. ^ C. Vultaggio, Le origini degli Acquaviva, in Documenti dell'Abruzzo Teramano, vol. V, I, p. 34-39, 2001.
  4. ^ Secondo una ricostruzione del Mugnos, priva tuttavia di riscontro storico, gli Acquaviva abruzzesi deriverebbero a loro volta da un ramo dei duchi di Baviera, disceso in Italia nel X secolo.
  5. ^ Mentre Andrea Matteo I e Giosia esercitarono un potere effettivo su Teramo, la signoria sulla città di Giulio Antonio e, più tardi, di Andrea Matteo III fu puramente nominale.
  6. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Giovanni Antonio Donato", su treccani.it.
  7. ^ R. Colapietra, Baronaggio, umanesimo e territorio nel Rinascimento meridionale, Napoli, 1999, p. 359-362.
  8. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Adriano", su treccani.it.
  9. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Carlo", su treccani.it.
  10. ^ Una ricognizione del patrimonio privato Acquaviva è presente in Giulio Sodano, Da Baroni del Regno a Grandi di Spagna, Guida, 2012, ISBN 978-88-6666-150-4; la biblioteca comprendeva oltre 2.000 volumi.
  11. ^ http://www.sopri-caserta.beniculturali.it/index.php/monumenti-del-territorio/421-belvedere-di-san-leucio.html
  12. ^ Domenico Marcelli, Giosia d'Acquaviva - Duca di Atri, Teramo, Cassa di Risparmio della provincia di Teramo, 1978.
  13. ^ a b c d Marcelli.
  14. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA, Giosia", su treccani.it.
  15. ^ Mario Bevilacqua, Giulianova La costruzione di una 'città ideale' del Rinascimento, Napoli, Electa Napoli, 2002, p. 128-136.
  16. ^ a b c Bevilacqua.
  17. ^ L. Sorricchio, Hatria - Atri, volume 3, I, p. 369.
  18. ^ a b Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Giovanni Antonio Donato", su treccani.it.
  19. ^ Geneanet - Isabella Branai Castriota
  20. ^ Geneanet - Anna Loffredo
  21. ^ Geneanet - Porzia Pepe
  22. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Anna, detta, dal feudo paterno, Mademoiselle d'Atrie", su treccani.it.
  23. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Scipione", su treccani.it.
  24. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Baldassarre", su treccani.it.
  25. ^ Gregorio Salviati su Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 90, 2017
  26. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Adriano", su treccani.it.
  27. ^ Caracciolo Pisquizi di Tocco e Trecentola
  28. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Cosimo", su treccani.it.
  29. ^ [[#CITEREFDizionarioCosimo|]] Non fu mai formalmente insignito del titolo di conte di Conversano, a causa del breve intervallo di tempo tra la morte del padre e lapropria. La numerazione in questo testo tiene conto di questo fatto.
  30. ^ Card. Pasquale Acquaviva, biografia
  31. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Carlo", su treccani.it.
  32. ^ Scheda storica sul sito della Camera dei Deputati
  33. ^ S. Galantini, Cipria e spartito
  34. ^ Si veda Giulio Sodano, op. cit.
  35. ^ Aldo Pinto, Raccolta notizie per la storia, arte, architettura di Napoli e contorni - Parte 2.1: Luoghi (centro antico) - Parte 2.1: Luoghi (centro antico) - Palazzo Acquaviva, Conti di Caserta, poi Conservatorio arte della seta e Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, 2017, p. 5338 e seg.
  36. ^ La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo: l'arte serica e la storia che non ti aspetti, su ildenaro.it. URL consultato il 19 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2017).

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Atti del sesto convegno gli Acquaviva D'Aragona duchi di Atri e conti di S. Flaviano, 3 volumi, Centro Abruzzese di ricerche storiche, Teramo, 1985-1989.
  • AA. VV., La linea Acquaviva dal nepotismo rinascimentale al meriggio della Riforma cattolica, in Atti del secondo Convegno Internazionale di Studi su La Casa Acquaviva d'Atri e di Conversano, Conversano, 24-26 novembre 1995, presentazione di F. Tateo, 2° volume, Galatina, Congedo Ed., 2005.
  • AA. VV., Territorio e feudalità nel Mezzogiorno rinascimentale. Il ruolo degli Acquaviva tra XVI e XVI secolo, in Atti del primo Convegno Internazionale di Studi su La Casa Acquaviva d'Atri e di Conversano, Conversano-Atri, 13-16 settembre 1991, presentazione di F. Tateo, 2° volume, Galatina, Congedo Ed., 1995-1996.
  • Albero genealogico Acquaviva, su geneall.net.
  • Angelo Antonio Cosmo de' Bartolomei, Sulla nobilissima famiglia italiana degli Acquaviva adottata nella real casa d'Aragona, Ascoli, 1840.
  • A. Spagnoletti, Giangirolamo II Acquaviva. Un Barone Meridionale nella crisi del Seicento, dai Memoriali di Paolo Antonio di Tarsia, presentazione di F. Tateo, Galatina, Congedo Ed., 1999.
  • Baldassarre Storace, Istoria della famiglia Acquaviva reale d'Aragona, Roma, 1738.
  • Berardo Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia (6 volumi), Arnaldo Forni Editore, Bologna, 1875.
  • Biagio Aldimari, Memorie historiche di diverse famiglie nobili, così napoletane, come forastiere, Napoli, 1691.
  • Carlo Maria de Raho, Peplus Neapolitanus, volume 1, Napoli, 1710.
  • Enciclopedia Italiana, voce "Acquaviva", su treccani.it.
  • Francesco Zazzera, Della nobiltà dell'Italia, Napoli, 1615.
  • Giovanna Manetta Sabatini, Albero genealogico della Famiglia Acquaviva d'Aragona, Teramo, 2009.
  • Giulio Sodano, Da baroni del Regno a Grandi di Spagna. Gli Acquaviva d'Atri: vita aristocratica e ambizioni politiche, Guida, Napoli, 2012.
  • L. Sorricchio, Hatria - Atri, volume 2 - Dalle invasioni barbariche alla fine della dinastia Angioina (476-1382), Pescara, 1929; volume 3 - Dalla dinastia Durazzesca alla morte di Filippo II di Spagna (1382-1598), Atri, 1981.
  • M. Sirago, Lo 'stato' acquaviviano in Puglia: gli Acquaviva di Conversano (1575-1665), 1ª parte, Archivio Storico Pugliese, 1984, p. 73 e seg.
  • M. Sirago, Lo 'stato' acquaviviano in Puglia: gli Acquaviva di Conversano (1665-1710), 2ª parte, Archivio Storico Pugliese, 1986.
  • Pompeo Litta, Acquaviva di Napoli, in Famiglie celebri italiane, volume 1, Torino, 1843.
  • Scipione Ammirato, Delle famiglie nobili napoletane, volume 2, Firenze, 1651.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN54960688 · GND (DE119553007 · CERL cnp00559094
  Portale Storia di famiglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Storia di famiglia