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Palazzo Contrari
Palazzo Contrari - Ferrara - via Contrari facciata 1.jpg
Palazzo Contrari - Ferrara
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàFerrara
Indirizzovia Contrari 5
Coordinate44°50′05.56″N 11°37′18.08″E / 44.834878°N 11.62169°E44.834878; 11.62169Coordinate: 44°50′05.56″N 11°37′18.08″E / 44.834878°N 11.62169°E44.834878; 11.62169
Informazioni generali
Condizioniin uso
Costruzioneprecedente al XIV secolo
Ricostruzione1434
Realizzazione
Proprietariodiversi
CommittenteFamiglia Contrari

Il Palazzo Contrari è un edificio di origine medievale che si trova a Ferrara in via Contrari (che prende il nome dall'antica e nobile famiglia dei Contrari), al n. 5, in pieno centro cittadino, accanto al Palazzo di San Crispino.

Via Contrari è una parallela di via Mazzini, un tempo principale arteria del ghetto ebraico.

Indice

StoriaModifica

 
Epigrafe nell'atrio di Palazzo Contrari, Ferrara.

La famiglia Contrari fu una delle più ricche ed importanti a Ferrara sin dal XII secolo, molto vicina ed imparentata con gli Estensi.[1]

Uno dei primi membri della famiglia a ricoprire una carica pubblica fu Pietro Contrari, console di Ferrara dal 1127 al 1135, ma sicuramente la personalità di maggior spicco fu Uguccione II, deceduto nel 1516, 3º Conte di Vignola, che sposò Diana d'Este, figlia di Sigismondo d'Este a sua volta figlio di Niccolò III d'Este, che tra gli altri suoi incarichi e titoli fu Luogotenente del Ducato di Ferrara e Capitano Generale delle Armate del Duca di Ferrara[2].

La famiglia Contrari fu imparentata anche con i signori di Carpi, i Pio di Savoia, feudatari degli Estensi, perché Lionello I Pio di Savoia sposò Camilla Contrari, di Ferrara, ed ebbe legami anche con l'importante famiglia Fregoso, di Genova, perché la figlia di uno dei suoi Dogi, Lodovico Fregoso, Battistina, andò in sposa ad Ambrogio Contrari.

Nel palazzo abitò, oltre al citato Uguccione, fin dal 1413, anche il conte Ercole Contrari, capitano della guardia ducale che ebbe una lunga relazione con Lucrezia d'Este. Alla morte del conte la proprietà passò alla famiglia Pepoli, fino al 1855, ed infine il palazzo venne suddiviso tra diverse famiglie.[3][4]

Aspetti architettoniciModifica

L'edificio, risalente ad un periodo precedente il XIV secolo, all'inizio venne dotato di una merlatura che crollò durante il sisma che colpì Ferrara nel 1570. Venne in seguito modificato, ma conserva ancora oggi un aspetto monumentale, anche grazie al bel portale bugnato in marmo. Nelle ampie stanze i soffitti sono a cassettoni rifiniti con oro e figure di pregevole fattura. Nell'intero edificio vi sono molti fregi risalenti al momento della sua edificazione.[5]

NoteModifica

  1. ^ Francesco Scafuri, Alla ricerca della Ferrara perduta, p.17
  2. ^ Trenti, Lodovisi, Damieri "Stemmi e imprese della Rocca di Vignola", Savignano sul Panaro, 2008, pag. 50
  3. ^ Francesco Scafuri, Alla ricerca della Ferrara perduta, p.18
  4. ^ Gerolamo Melchiorri, Nomenclatura ed etimologia delle piazze e strade di Ferrara e Ampliamenti, pp.64-65
  5. ^ Gerolamo Melchiorri, Nomenclatura ed etimologia delle piazze e strade di Ferrara e Ampliamenti, p.65

BibliografiaModifica

  • Francesco Scafuri, Alla ricerca della Ferrara perduta, Ferrara, Faust Edizioni, 2015, ISBN 978-88-98147-34-2.
  • Gerolamo Melchiorri, Nomenclatura ed etimologia delle piazze e strade di Ferrara e Ampliamenti, a cura di Carlo Bassi, Ferrara, 2G, 2009, ISBN 978-8889248218.

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