Paolo Savelli (1350-1405)

Paolo Savelli (Roma, 1350Padova, 3 ottobre 1405) è stato un nobile e condottiero italiano, signore di Rignano.

Paolo Savelli
Paolo Savelli condottiere.jpg
Paolo Savelli in un ritratto del 1646
Signore di Rignano
Stemma
Stemma
In carica? – 3 ottobre 1405
PredecessoreTitolo inesistente
SuccessoreGiovanni Battista Savelli
TrattamentoSignore
NascitaRoma, 1350
MortePadova, 3 ottobre 1405
DinastiaSavelli
PadreLuca Savelli
MadreLieta da Carrara
ConsorteCostanza Savelli
FigliGiovanni Battista
Nicola
Isabella
un'altra figlia
ReligioneCattolicesimo
Paolo Savelli
Frari (Venice) right transept - Monument to Paolo Savelli.jpg
Jacopo della Quercia, Monumento funebre a Paolo Savelli, Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venezia
NascitaRoma, 1350
MortePadova, 3 ottobre 1405
Cause della mortePeste
Luogo di sepolturaBasilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venezia
Dati militari
Paese servitoFlag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio
Bandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli
Flag of Milan.svg Ducato di Milano
Repubblica di Venezia Repubblica di Venezia
Forza armataMercenari
Anni di servizio39 (1366-1405)
GradoCondottiero
Battaglie
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BiografiaModifica

Era un membro della famiglia Savelli, figlio di Luca, signore di Albano, e di Lieta da Carrara.

Apprese l'arte militare combattendo inizialmente al fianco del padre. Militò con Alberico da Barbiano nelle file della Compagnia di San Giorgio e con esso fu al soldo di Papa Urbano VI. Passò quindi al Regno di Napoli, combattendo contro la Regina Giovanna I d'Angiò e sconfiggendo sul campo nel 1381 suo marito, Ottone IV di Brunswick-Grubenhagen. Combatté ancora in Puglia nel 1384 al fianco di Alberico.

Nel 1388 passò sotto le insegne dei Visconti di Milano con Giangaleazzo, che lo inviò a Cortona contro i Casali, signori del luogo, rimanendo sconfitto ad Agello. Nel 1389 per i Visconti combatté a Siena contro la Repubblica di Firenze. Per il valore dimostrato, presenziò a Milano all'incoronazione di Giangaleazzo Visconti nel 1395 a duca di Milano. Nel 1397, mentre combatteva contro gli Appiano di Pisa, venne arrestato ed imprigionato; fu liberato solo nel febbraio 1398 e i Visconti lo nominarono capitano generale del loro esercito contro i fiorentini. Alla morte nel 1402 di Giangaleazzo, fu dalla famiglia nominato consigliere ducale ed inviato a difendere Bologna contro le truppe dello Stato Pontificio.

Entrato in contrasto con altri condottieri del ducato di Milano, tra questi Facino Cane, nel 1404 passò al servizio della Repubblica di Venezia contro i Carraresi, signori di Padova. Sostituì Malatesta IV Malatesta al comando delle truppe della Serenissima nel settembre 1404, sconfiggendo i Carraresi a Piove di Sacco e avvicinandosi a Padova. Accampatosi con le sue truppe nei dintorni della città, Luca Savelli ricevette il guanto di sfida da Francesco II da Carrara, che il 24 agosto lo assalì, ferendolo, nel suo accampamento di Bassanello. Vide salva la vita solo grazie all'intervento di Galeazzo Cattaneo.[1]

Il 3 ottobre 1405 morì di peste senza poter vedere la vittoria dei veneziani, che lo onorarono erigendogli un monumento funebre a Venezia nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, opera di Jacopo della Quercia.[2]

DiscendenzaModifica

Paolo si sposò con Costanza Savelli, figlia di Antonello, dalla quale ebbe quattro figli:[3]

  • Giovanni Battista († 1447), signore di Rignano;
  • Nicola, cavaliere di Rodi;
  • Isabella († 1481), la quale sposò Paolo della Valle;
  • un'altra figlia, della quale non se ne conosce il nome, andata in sposa a Giovanpaolo Orsini.

NoteModifica

  1. ^ Galeazzo Cattaneo, su condottieridiventura.it.
  2. ^ Statua equestre a Paolo Savelli, su basilicadeifrari.it.
  3. ^ Pompeo Litta.

BibliografiaModifica

  • Filippo Thomassino e Giovan Turpino, Ritratti di cento capitani illvstri, Parma, 1596.
  • Giulio Roscio, Agostino Mascardi, Fabio Leonida, Ottavio Tronsarelli e al., Ritratti et elogii di capitani illvstri, Roma, 1646.
  • Pompeo Litta, Savelli di Roma, in Famiglie celebri italiane, Torino, 1872.

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