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1leftarrow blue.svgVoce principale: Milano.

Parco Guido Vergani e giardino Valentino Bompiani
ex parco Pallavicino
Pallavicino ecc 075.JPG
un'area di riposo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
IndirizzoMunicipio 8
Caratteristiche
Tipoparco urbano
Superficie87 834 
Inaugurazioneanni 1960
GestoreComune di Milano
Aperturail parco è privo di recinzione
Ingressi

Il parco Pallavicino, in prossimità della fermata Pagano della linea 1 della metropolitana, fu realizzato negli anni sessanta su terreni in precedenza occupati dalla cintura ferroviaria ovest e dallo scalo Sempione, dismessi nel 1934.[1]

Indice

Tre differenti intitolazioniModifica

Nato col nome di parco Pallavicino[senza fonte], la sua parte centrale fra via Panzini e via Rossetti è stata intitolata ai Carabinieri (Largo Carabinieri d'Italia), pur non essendo presenti targhe viarie che lo testimonino. Come la maggior parte delle aree verdi milanesi, negli anni 2000[senza fonte] è stato intitolato a personalità illustri: la parte meridionale al giornalista e scrittore milanese Guido Vergani e la parte settentrionale, oltre via Vincenzo Monti, all'editore Valentino Bompiani. Le due aree verdi rimangono comunque Parco Pallavicino e Giardini Massena nella memoria dei milanesi.[senza fonte].

 
La fontana senza vasca
 
Una delle sei aree giochi
 
Veduta d'assieme verso nord

Cenni storiciModifica

Dopo che nel 1934 le Ferrovie dello Stato dismisero l'area, i progetti del comune erano assai diversi: il PRG del 1938 prevedeva di costruire su quegli spazi la "città degli uffici" e quartieri di case unifamiliari[senza fonte], oltre alle consuete strutture di pubblica utilità. Lo scalo ferroviario era perpendicolare al corso Sempione, inserendosi tra questo a est e l'ex piazza d'armi, ormai designata a ospitare la Fiera Campionaria, a ovest; venne così tracciato e realizzato il reticolo viario con due strade di attraversamento perpendicolari (via Gabriele Rossetti e via Monti): sono quelle che ancora oggi dividono il parco in tre sezioni. Quella mediana è, a causa degli edifici costruiti prima del parco, una ristretta fascia che si riduce, in alcuni punti, a poco più di un marciapiede. Furono comunque gli eventi bellici a non consentire la realizzazione dei progetti del 1938[senza fonte] e gli strumenti urbanistici successivi spostarono il centro direzionale verso porta Nuova e la stazione Centrale. Negli anni sessanta[senza fonte] fu deciso che sull'area sarebbe sorto un grande parco cittadino.

FloraModifica

Il parco Pallavicino è uno dei più ricchi di varietà arboree della città sin dalle origini e i lavori per la riqualificazione, durati oltre due anni (1999-2001), ne hanno ulteriormente ampliato il "catalogo" introducendo varie specie a fioritura e altre con foglie che cambiano colore col progredire della stagione: l'albero dei tulipani, l'albero dai fiori d'oro,[2] la magnolia, il melo comune, il ciliegio da fiore, il ciliegio selvatico o degli uccelli, più varietà di biancospino, l'uva turca e il ligustro. Ancora, l'acero di monte, l'acero saccarino, la quercia rossa, la farnia, la quercia di palude,[3] il leccio. Tra quelli più alti, ricordiamo il bagolaro, il carpino bianco, il faggio dei boschi, due varietà di pioppo nero, il platano comune,[4] il cedro dell'Himalaya. Per completare la rassegna, citiamo l'ontano bianco, l'ontano nero, la betulla bianca, l'olmo siberiano,il tiglio selvatico, il liquidambar, l'albero di Giuda e, infine, lo spino di Giuda.

Strutture e serviziModifica

Sempre nel 2001, è stato installato il sistema di irrigazione e innaffiamento notturno automatico sfruttando l'acqua non potabile di prima falda. Le aree gioco, sei, sono state differenziate per tipologia di attrezzatura e per età, con recinzione per quelle dei più piccoli; gli spazi riservati ai cani sono tre, ampi e provvisti di panchine per i proprietari, di fontanelle e di quanto serve per l'igiene, sacchetti, palette e recipienti per disfarsene.

L'attrazione più frequentata è però certamente la "fontana senza vasca", un gioco di imprevedibili schizzi d'acqua tra i massi e le pietre di un terreno sicuro.

NoteModifica

  1. ^ Antonio Vallardi, Pianta di Milano 1:10.000, edizioni 1925 e 1937
  2. ^ Koelreuteria, su giardinaggio.it. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  3. ^ quercus palustris, su erbe.altervista.org. URL consultato il 21 febbraio 2011.
  4. ^ Platanus acerifolia Alberi, su giardinaggio.it. URL consultato il 21 febbraio 2011.

BibliografiaModifica

  • Alma Lanzani Abbà, Pia Meda, Alberi a Milano, fotografie di Gabriele Lanzani et al; illustrazioni di Silvia Rovati, Milano, CLESAV - Vooperativa Libraria Editrice per le Scienze Agrarie, Alimentari e Veterinarie, giugno 1985.
  • Liliana Casieri, Lina Lepera; Anna Sanchioni, Itinerari nel verde a Milano, supervisione botanica: Pia Meda; supervisione farmacognostica: Massimo Rossi; Illustrazioni e impaginazione: Linke Bossi, Consonni, Montobbio, Comune di Milano, settore ecologia, GAV.
  • Comune di Milano - Arredo, Decoro Urbano e Verde - Settore Tecnico Arredo Urbano e Verde, 50+ parchi giardini, Comune di Milano / Paysage. ed. 2010/2011

Voci correlateModifica

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