Parete (architettura)

Una parete è un elemento architettonico verticale, composto da un volume piano dallo spessore ridotto rispetto all'altezza e alla larghezza. Può avere un andamento rettilineo o ondulato. La parete delimita lo spazio di un edificio e lo suddivide internamente. In senso traslato si può chiamare "parete" qualsiasi confine verticale di un ambiente (ad esempio la parete di una grotta)[1].

L'Illinois Institute of Technology di Chicago. La struttura della parete è visibile e determina la forma dell'architettura

La nascita della parete si può teoricamente far risalire al momento in cui, in epoca preistorica o protostorica, dalle costruzioni quali le tende di pali, le pseudocupole o le case a tetto (di forma triangolare), si passò ad abitazioni più elaborate, con superfici verticali, orizzontali e oblique. Tale innovazione nella concezione della struttura abitativa condusse a differenziare la parete dal soffitto e dal tetto, con l'assegnazione a ciascun elemento di una funzione e di una modalità di costruzione diverse[2].

Per i greci la parete (isodoma) aveva un'importante funzione portante, mentre i romani inventarono tecniche più rapide ed economiche (come la gittata di pietrisco nella malta pozzolana) che resero alcune pareti dei semplici divisori interni tra gli ambienti[3].

Le pareti di un edificio possono classificarsi secondo vari criteri. Innanzitutto vi sono

  1. pareti portanti, che sostengono e scaricano a terra il peso della costruzione (di solito, quelle perimetrali, che delimitano e separano l'ambiente interno all'edificio dall'ambiente esterno, ma anche alcune pareti interne)[4][5].
  2. pareti non portanti (che non sostengono altri pesi eccetto il proprio[6]), a loro volta distinguibili in:
    1. fisse
      1. tamponature, che dividono l'interno dall'esterno in fabbricati sorretti da una struttura intelaiata[7].
      2. tramezzi, che dividono ambienti interni[8].
    2. mobili
    3. scorrevoli (mobili, ma all'interno di un percorso fisso)

Poi dal punto di vista della funzione si hanno pareti di chiusura (che delimitano uno spazio su ogni lato) o non di chiusura.

A seconda delle modalità costruttive si possono avere

  1. pareti massicce (volumi compatti interamente portanti)[9].
  2. pareti a scheletro (con pilastri e altri elementi portanti massicci, mentre gli spazi compresi sono tamponati con materiali leggeri)[10].

Particolarmente significative sono le soluzioni adottate nel tempo per gli angoli di giuntura tra le pareti, con problemi tecnologici ed estetici risolti dagli architetti in molteplici maniere.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ paréte in Vocabolario - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 1º marzo 2022.
  2. ^ Keith Haring: dalle pareti preistoriche ai muri contemporanei, su Arte Svelata, 13 ottobre 2020. URL consultato il 1º marzo 2022.
  3. ^ iṡòdomo in Vocabolario - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 1º marzo 2022.
  4. ^ paretimobilewalls, su paretimobilewalls.com.
  5. ^ Come riconoscere i muri portanti | Blog Oknoplast, su oknoplast.it. URL consultato il 1º marzo 2022.
  6. ^ Classificazione al fuoco delle murature portanti e non portanti, su Italy. URL consultato il 1º marzo 2022.
  7. ^ tamponatura nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato il 1º marzo 2022.
  8. ^ tramezzo nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato il 1º marzo 2022.
  9. ^ irp-cdn.multiscreensite.com (PDF).
  10. ^ rembud.info.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Parete, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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