Perticara

frazione del comune italiano di Novafeltria
Perticara
frazione
Perticara – Veduta
Panorama di Perticara
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Rimini-Stemma.svg Rimini
ComuneNovafeltria-Stemma.png Novafeltria
Territorio
Coordinate43°54′25″N 12°14′39″E / 43.906944°N 12.244167°E43.906944; 12.244167 (Perticara)Coordinate: 43°54′25″N 12°14′39″E / 43.906944°N 12.244167°E43.906944; 12.244167 (Perticara)
Altitudine650 m s.l.m.
Abitanti800
Altre informazioni
Cod. postale47863
Prefisso0541
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiPerticaresi
Patronosan Martino
Giorno festivo11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Perticara
Perticara
Perticara – Mappa
Posizione del comune di Novafeltria all'interno della provincia di Rimini

«I grepp i calink, e al chesi vetii iè sempri ste la mi pasion...»

(Enzo Antinori)

Perticara (Pertichèra in dialetto perticarese o Pargaia nel nomignolo locale) è una frazione di circa 800 abitanti appartenente al comune di Novafeltria, in provincia di Rimini, nell'Emilia-Romagna. Si trova a 650 m s.l.m. ed è sovrastato da un massiccio roccioso chiamato Monte Aquilone (883 m s.l.m.). Il paese è conosciuto per la Miniera di Zolfo, giacimento chiuso nel 1964 del quale oggi rimane il museo Sulphur.

Il 15 agosto 2009 il Comune di Novafeltria è passato dalla regione Marche (in particolare, dalla provincia di Pesaro e Urbino) alla regione Emilia-Romagna, insieme ad altri sei comuni dell'Alta Valmarecchia (legge 3 agosto 2009 n. 117).[1] La frazione, pertanto, è parte integrante della Regione Emilia-Romagna.

StoriaModifica

Anticamente Perticara, più precisamente attorno l'anno mille, andava sotto il nome di Montefalco, rilevato dal parroco Don Pietro Cappella, il quale scrisse un libro, edito dopo la sua morte, "STORIA GRANDE DI UN PAESE PICCOLO". La storia di Perticara è tessuta non solamente da una modesta, viva e attiva comunità, che visse e operò tra frane e greppi, ma si fonda anche su due importanti colonne: un massiccio roccioso, sopra menzionato, e una grande Miniera di Zolfo (Buga in dialetto locale). Tale giacimento minerario è stato una fonte di vita per il paese fino al 1964. Nel territorio di Perticara lo zolfo si può dire sia sempre esistito come materia prima; infatti ne narra già lo storico greco Strabone (60 a.C.-20 d.C.), nella sua "Geografia", lo ricorda nella quinta provincia (Italia), quando parla della zona compresa tra l'Esino e il Rubicone, tra l'Appennino e il Mare Adriatico.

La miniera di zolfoModifica

La miniera di Perticara è la più grande d'Europa e tra le più grandi al mondo per la sua estensione sotterranea e per la sua enorme quantità di materiale presente. Era un labirinto esteso per più di 7,5 chilometri quadrati nella direzione sud-nord più di 4000 metri nella direzione ovest-est. Questa città sotterranea era composta da oltre 100 chilometri di gallerie, da discenderie e rimonte, fornelli (pozzi interni), il tutto distribuito su nove livelli comunicanti con l'esterno tramite quattro discenderie (entrate che conducevano direttamente alla miniera) e sette pozzi (una sorta di ascensori che calavano e facevano risalire operai, animali e materiale all'interno dei vari livelli). Il giacimento minerario di Perticara conobbe il suo massimo splendore a partire dal 1917 quando ne acquisì la concessione di sfruttamento la società Montecatini che la portò ai massimi livelli con l'impiego di circa 1600 dipendenti tra cantieri sotterranei, esterni e uffici. La miniera chiuse definitivamente i battenti nel 1964, a causa della concorrenza dei grandi giacimenti americani, dove lo zolfo veniva estratto a minor costo con una nuova tecnica; gli ex minatori furono costretti a trasferirsi per mancanza di lavoro nelle grandi città quali Torino, Ferrara e Milano in cerca di maggior fortuna. Oggi della miniera è rimasto un cantiere di lavorazione, il Certino, trasformato in museo, lo Sulphur con il cavalletto del pozzo Vittoria restaurato e rimesso a nuovo.

Perticara oggiModifica

Perticara oggi è rimasta un'attivissima cittadina, dove la comunità, sempre attenta alle esigenze del paese e dei Perticaresi, fa da padrona. Vi è La sagra della polenta, divenuta ormai una tradizione e il "Ferragosto a Perticara", insieme di feste per quasi tutto il mese di agosto con la finalità di ricordare e venerare la Santa Vergine di Cà Del Tozzo, simbolo e luce dei Minatori. Nel paese c'è poi la "Banda Musicale Minatori" nata nel 1860.

La Banda Musicale Minatori PerticaraModifica

 
La Banda Musicale Minatori durante una festa religiosa a Perticara.

La Banda Musicale Minatori Perticara nacque 159 anni fa per volere del Sig. Camillo Masini che, riuniti una ventina di elementi, formò la prima fanfara cittadina che andò sotto il nome di “Società filarmonica di Perticara”. La Società era formata da soci che, assieme ai musicanti, contribuivano con un versamento di 50 centesimi al mese che erano necessari per coprire le spese per attrezzature, spartiti e retribuzioni Maestri. Con la Banda iniziò anche nel 1907 gli insegnamenti gratuiti di musica ai giovani perticaresi e non solo per volontà di Fabbri Lazzaro e Zoli Aristide, due musicanti del complesso bandistico. Sotto la direzione di Rodolfo Trinchera la Banda vinse nel 1954 il concorso "Convegno regionale per Bande Musicali Marchigiane". La Banda conobbe però anche un breve periodo buio e oscuro; nel 1964 infatti, con la chiusura della miniera e la conseguente partenza dei minatori/suonatori in cerca di fortuna, la banda si sciolse ma ben presto la Pro-Loco riuscì a riunire i pochi musicanti rimasti sotto la direzione di Evangelisti. Oggi, a 159 anni dalla sua fondazione, la Banda Musicale Minatori di Perticara, diretta dal M° Ermes Santolini, prosegue il suo cammino di continuità ad una lunga tradizione socioculturale.

Il Museo SulphurModifica

«Per il museo»

(Così scrisse un minatore con del gesso sull'ultimo carrello uscito dalla miniera nell'aprile del 1964)
 
Museo Sulphur - Facciata d'ingresso con il monumento dedicato ai caduti in miniera.

Nel 1970, grazie all'impegno della Pro Loco di Perticara, sensibile alle richieste di conservazione della memoria dettate dagli stessi minatori, il Museo Storico Minerario prende vita con lo scopo di testimoniare il lavoro nelle viscere della terra Perticarese. Dal 1980 al museo si affianca l'idea di un progetto che viene identificato come uno dei primi esempi di archeologia industriale sorti in Italia e si pone come obiettivo quello di valorizzare i numerosi esempi di cultura materiale ancora presenti sul territorio, per riportare a galla una storia comune al popolo europeo ma ormai scomparsa dalla memoria d'insieme. Si avvia così il restauro degli edifici dell'ex Cantiere Solfureo Certino costruiti dalla Montecatini a partire dal 1917 che rappresentano il periodo di massima attività produttiva della miniera. Nel 2002, dopo un trentennale lavoro di ricerca, si concretizza il nuovo progetto museografico ed il ricco patrimonio di reperti acquisiti trova la giusta collocazione negli ambienti originali, che sorgono vicino al pozzo Vittoria, antico collegamento con l'immensa città sotterranea. Le sale, costruite su una sapiente scenografia degli spazi, di grande suggestione, hanno una potente forza comunicativa, che risulta particolarmente efficace per l'apprendimento e la didattica. La loro sequenza è organizzata in un percorso ideato e stidiato per temi che riproduce tutte le fasi: dall'estrazione alla fusione dello zolfo e culmina ne La miniera, fedele ricostruzione di un itinerario sotterraneo inaugurata nell'ottobre 2005, in cui la visita diviene esperienza di una delle più straordinarie avventure dell'uomo, quella che spinse migliaia di uomini a rinchiudersi nelle profondità della terra alla ricerca dello zolfo, rendendosi parte attiva dell'evoluzione economica e sociale dell'Italia. Una curiosità molto interessante è che il cristallo di zolfo più grande al mondo è stato estratto nella miniera di Perticara ed è stato donato dall'Ing. Mezzena al museo di storia naturale di Milano.

La squadra di calcio A.C.D. PERTICARAModifica

Con un glorioso passato in serie C (l'allora quarta serie), attualmente il Perticara possiede una squadra dilettantistica di calcio che milita nel campionato di prima categoria del campionato dell'Emilia Romagna.

Geografia del territorioModifica

ClimaModifica

In assenza di una stazione meteorologica a Perticara, i dati qui intabellati si riferiscono alla stazione meteorologica di Novafeltria, situata a 293 m s.l.m. (43°53′N 12°17′E / 43.883333°N 12.283333°E43.883333; 12.283333):

NOVAFELTRIA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 6,89,412,917,321,826,329,429,925,019,213,18,58,217,328,519,118,3
T. min. mediaC) −1,10,43,67,110,213,815,615,713,09,45,51,10,17,015,09,37,9
 
Il monte Aquilone ricoperto da una delle consuete nevicate invernali.

Pur non trovandosi ad un'altitudine molto elevata (700 m s.l.m.) Perticara è soggetta, nel periodo che va dalla fine dell'autunno all'inizio della primavera, a nevicate che talvolta possono solo imbiancare il paesaggio, ma a volte possono creare veri e propri disagi per i centimetri riversati a terra. Tra le nevicate degne di nota possono essere annoverate quella del 1978 che, superando i due metri provocò ingenti danni a strutture ed abitazioni e l'evento eccezionale del febbraio 2012 classificato come calamità naturale che ha visto raggiungere i 293 cm di quota neve creando ancor più danni e problemi di quella citata in precedenza.

TerritorioModifica

 
Veduta panoramica del paese dalla località di Camporosso.

Il territorio di Perticara, che si sviluppa alle pendici del monte Aquilone, è racchiuso tra la Provincia di Forlì-Cesena e la Provincia di Rimini, infatti inizia con la località di Cà Gianessi (Novafeltria) per estendersi e confinare con le località di Botticella (Sant'Agata Feltria), Ugrigno (Sant'Agata Feltria), e Savignano di Rigo (Sogliano al Rubicone)

Il terreno di Perticara è geologicamente formato in prevalenza da un complesso misto prevalentemente argilloso, e da marne argillose grigiastre, bianco-sabbiose.

IdrografiaModifica

Il paese di Perticara è bagnato dal torrente Fanante che nasce nei pressi di Ugrigno (400 m s.l.m.) e prosegue il suo percorso fino a sfociare nel fiume Savio a Sarsina.

Vi è anche presenza di falde acquifere naturali che sgorgano vive dal terreno o a pochi metri sotto terra.

OrografiaModifica

La cima più alta è il monte Aquilone che tocca, nel suo punto maggiore, gli 883 m s.l.m.

Eventi e manifestazioniModifica

  • Befana dei Bambini
  • Festa di Carnevale
  • Ferragosto a Perticara e Miniera in Festa (durante tutto il mese di agosto)
  • Perticara in...Fiorentina (festa della carne) (al momento sospesa per l'anno 2018)
  • Sagra della polenta e dei frutti del sottobosco (ultime tre domeniche di settembre e la prima di ottobre)
  • Perticara Mineral Expo (17 settembre 2017)
  • San Martino (11 novembre)
  • Santa Cecilia (22 novembre)
  • Santa Barbara (04 dicembre)
  • Concerto Natalizio nella chiesa Parrocchiale San Martino

NoteModifica

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