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BiografiaModifica

Jilemnický scrisse i suoi lavori, ad esclusione dell'opera di esordio, in lingua slovacca.[1]

 
Targa commemorativa di Peter Jilemnický

Jilemnický si laureò nel 1921 in economia all'università di Chrudim e l'anno seguente aderì al partito comunista.[2]

Jilemnický soggiornò in Russia, dove frequentò un corso di studio all'Istituto Statale di giornalismo a Mosca.[3]

Durante la sua vita Jilemnický oltre alla professione di scrittore lavorò come insegnante in varie località della Slovacchia e fu redattore della rivista letteraria Deníku Pravda ("L'anno della verità").[2]

All'epoca della occupazione nazista Jilemnický venne arrestato e internato nei campi di lavoro nazisti a Dessau-Roßlau.[3]

Nel biennio 1945-1946 venne eletto all'Assemblea nazionale del Partito Comunista di Cecoslovacchia. L'anno seguente partecipò ai lavori della Commissione per l'Educazione e la Sensibilizzazione, indirizzata alla formazione dei giovani e dei bambini.

Le opere di Jilemnický si caratterizzarono per le tematiche naturistiche, come nel romanzo espressionista Víťazný pád ("Attacco vittorioso", 1929), nel quale l'autore descrisse le bellezze naturali di Kysuce, oppure per argomenti sociali, politici e di attualità, come nel romanzo Pole neorané ("Campo non arato", 1932), dove grazie ad un'attenta e profonda indagine psicologica e spirituale dei personaggi l'autore narrò la crisi economica e le sue conseguenze.[1]

Anche nel lavoro successivo, intitolato Kus cukru ("Un pezzo di zucchero", 1934), Jilemnický basò la sua trama sulla difficile situazione dei contadini, sfruttati dai proprietari degli zuccherifici.[1]

Alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale Jilemnický pubblicò Kompas v nás ("Una bussola in noi", 1937), dedicato al tema della felicità umana, sviluppato in seguito ad un profondo confronto della situazione in Russia e in Cecoslovacchia in vari periodi storici.[1]

Nel secondo dopoguerra, Jilemnický scrisse Kronika ("Cronaca", 1947), imperniato sulla ribellione popolare slovacca del 1944, descritta tramite le vicende degli abitanti di piccoli villaggi. In questi anni Jilemnický si trasferì a Mosca, aderì al Realismo socialista, lavorò come responsabile culturale presso l'ambasciata cecoslovacca.ed effettuò numerose traduzioni di opere di poeti sovietici.[3]

Per iniziativa della seconda moglie Olga il 19 maggio del 1954 è stato inaugurato un Museo all'interno della sua casa.

OpereModifica

  • Romanzo, Devadesátdevět koní bílých, 1921;
  • Romanzo, Červená sedma, 1924-1925;
  • Dramma, Štrajk, 1925;
  • Romanzo, Víťazný pád, 1929;
  • Romanzo, Dva roky v kraji Sovietov, 1929;
  • Romanzo, Zuniaci krok, 1930;
  • Romanzo, Pole neorané, 1932;
  • Romanzo, Kus cukru, 1934;
  • Romanzo, Kompas v nás, 1937;
  • Romanzo, Návrat, 1938;
  • Romanzo, Kronika, 1947;
  • Romanzo, Cesta, 1947;
  • Romanzo, Prečo som sa stal komunistom, 1951;
  • Racconto per l'infanzia, Tri rozprávky, 1955;
  • Manoscritto, Pěšinky;
  • Manoscritto, Oheň majáků.

NoteModifica

  1. ^ a b c d le muse, VI, Novara, De Agostini, 1964, p. 62.
  2. ^ a b Peter Jilemnický (nel sito Osobnosti.cz), su spisovatele.cz. URL consultato il 1º aprile 2017.
  3. ^ a b c Peter Jilemnický (nel sito Literárne informačné centrum), su litcentrum.sk. URL consultato il 1º aprile 2017.

BibliografiaModifica

  • (CS) Josef Tomeš, Český biografický slovník XX. století : I. díl : A–J, Praga, Paseka, 1999.
  • (CS) Břetislav Truhlář, Peter Jilemnický, spisovateľ-bojovník, 1952.
  • (RU) Y. V. Bogdanov, Storia della letteratura slovacca, Mosca, 1970.

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Controllo di autoritàVIAF (EN50020047 · ISNI (EN0000 0000 8129 1188 · LCCN (ENn82066025 · GND (DE118712144 · WorldCat Identities (ENn82-066025