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Pier Antonio Micheli

botanico e micologo italiano
Ritratto di Pier Antonio Micheli

Pier Antonio Micheli (Firenze, 11 dicembre 1679Firenze, 1º gennaio 1737) è stato un botanico e micologo italiano.

Indice

BiografiaModifica

Appassionato di botanica, sin da giovanissimo ha studiato il mondo vegetale raccogliendo circa 19000 piante raccolte poi el suo erbario . Fu allievo di Bruno Tozzi, cui dedicò una nuova pianta, che che chiamò Erba tozzia, descritta nelle sue opere.

Pier Antonio Micheli fu il fondatore della micologia, avendo dato un decisivo contributo allo studio dei funghi osservando le lamelle attraverso un sistema di lenti, scoprendo per primo le spore, i basidi e i cistidi. Notò anche l'esistenza del velo universale e fu il primo a dimostrare che i funghi si riproducono per mezzo di spore.

Fu professore all'Università di Pisa, prefetto dell'Orto Botanico di Firenze e il fondatore della Società botanica fiorentina nel 1716, insieme a Niccolò Gualtieri, Gaetano Moniglia e Sebastiano Franchi. Nel 1718 con motu proprio da parte di Cosimo III de' Medici, Pier Antonio Micheli ottenne la gestione del Giardino dei Semplici di S.Marco.

Nel 1729, Micheli pubblicò la sua opera celebre, Nova Plantarum genera, in cui descrisse nuovi generi di piante e di funghi. L'opera costituì una svolta nel campo di indagini delle crittogame, denominate col termine di plantae imperfectae. Già dal 1710, come si evince dalle testimonianze manoscritte pervenute (Sezione di Botanica della Biblioteca di Scienze, dell'Università di Firenze, Mss 50), Micheli aveva deciso di studiare la generazione delle piante imperfette.

Morì per una pleurite contratta durante i suoi viaggi alla ricerca di nuove specie. Linneo gli dedicò la scoperta di un genere di pianta floreale della famiglia delle Magnoliacee: la Michelia.

Manoscritti e erbarioModifica

La Sezione di Botanica della Biblioteca di Scienze dell'Università degli studi di Firenze conserva 72 manoscritti attribuiti a Micheli, anche se solo alcuni di questi autografi; un'altra parte è confluita alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, attraverso il passaggio dalla famiglia Targioni Tozzetti (in Nazionale è conservato un Fondo Targioni Tozzetti). La differente destinazione è stata determinata da scelte effettuate in momenti diversi dagli eredi, la famiglia Targioni Tozzetti appunto. La Sezione Botanica del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze conserva anche quello che oggi è denominato "Erbario Micheli-Targioni", una ingente raccolta di campioni essiccati di piante, frutto di anni di ricerca e studio da parte di Pier Antonio Micheli, poi arricchita e rimaneggiata da Giovanni, Ottaviano e Antonio Targioni Tozzetti, che andarono ad aggiungervi e mescolarvi i loro campioni. Anche la collezione lito-mineralogica targioniana presente nella Sezione di Mineralogia del Museo ingloba in parte la raccolta del Micheli.

BibliografiaModifica

  • Giovanni Targioni-Tozzetti, Notizie della vita e delle opere di Pier Antonio Micheli, 1858, Le Monnier, Firenze.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

P.Micheli è l'abbreviazione standard utilizzata per le piante descritte da Pier Antonio Micheli.
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