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Polizia postale e delle comunicazioni

1leftarrow blue.svgVoce principale: Polizia di Stato.

Polizia postale e delle comunicazioni
Polizia delle Comunicazioni.png
Scudetto da braccio
Descrizione generale
Attiva1981 – oggi
NazioneItalia Italia
ServizioStemma della Polizia di Stato 2007.svg Polizia di Stato
TipoPolizia informatica
CompitiIndagine e repressione degli illeciti riguardanti le comunicazioni
Repressione della pedopornografia, pedofilia in Internet
Sedecapoluoghi di regione e di provincia
MezziFiat Punto Fiat Stilo Bmw 320 Touring
Soprannomela Postale
Sito internetPolizia postale e delle comunicazioni
Reparti dipendenti
Comandanti
Voci di forze di polizia presenti su Wikipedia

La Polizia postale e delle comunicazioni (anche nota con l'abbreviazione PolTel, da polizia delle telecomunicazioni) è una specialità della Polizia di Stato, preposta al contrasto delle frodi postali e del crimine informatico.

Indice

StoriaModifica

Nacque come specialità della Polizia di Stato con compiti di tutela della sicurezza, prevenzione e repressione dei crimini nell'ambito del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni. Esercitava attività di vigilanza presso Uffici Postali e la scorta ai furgoni blindati delle poste durante le operazioni di trasporto valori. Il personale era inoltre impiegato nei servizi di vigilanza sul trasporto di denaro e valori operato tramite le Ferrovie dello Stato Italiane, in collaborazione con la Polfer. In seguito alle privatizzazioni in Italia, con la nascita di Poste Italiane nel 1997 assunse la denominazione di "Polizia Postale e delle Comunicazioni".

La rapida diffusione dell'uso di Internet ha ben presto messo in evidenza i punti deboli della Rete, in riferimento alla sicurezza informatica. Con legge riforma dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, diviene "specialità" della Polizia di Stato all'avanguardia nell'azione di prevenzione e contrasto della criminalità informatica e a garanzia dei valori costituzionali della segretezza della corrispondenza e della libertà di ogni forma di comunicazione.[1]

OrganizzazioneModifica

Con il Decreto interministeriale del 19 gennaio 1999 il servizio polizia postale e delle comunicazioni, viene indicato quale organo centrale del Ministero dell'interno per la sua sicurezza e la regolarità dei servizi delle telecomunicazioni:

  • Il Servizio Polizia postale e delle comunicazioni, con sede a Roma, coordina l'attività dei 20 compartimenti di polizia postale, localizzati in tutti i capoluoghi di regione (ad esempio Milano, Firenze, Napoli, ecc.), ad esclusione della Valle d'Aosta, che rientra nelle competenze del Compartimento di Torino. La Regione Siciliana, invece, data la vastità del territorio e del numero di province, è stata suddivisa da alcuni anni in due compartimenti aventi rispettivamente sede a Palermo (Sicilia Occidentale) e Catania (Sicilia Orientale) .
  • I compartimenti hanno competenza regionale e sono generalmente diretti da un Primo Dirigente della Polizia di Stato. I Compartimenti coordinano a loro volta le rispettive sezioni all'interno del proprio territorio di competenza.
  • Le sezioni di Polizia postale sono in totale 76 ed hanno competenza provinciale. I responsabili delle Sezioni sono generalmente appartenenti al ruolo Ispettori.

Compiti e competenzeModifica

Costituisce il reparto specializzato della Polizia di Stato per tutte quelle attività di prevenzione, controllo e repressione degli illeciti penali ed amministrativi rientranti nella vasta e complessa materia delle comunicazioni, delle attività criminose aventi ad oggetto la Rete Internet ed in generale del crimine informatico. Ha l'esclusiva, per legge, sui reati di pedopornografia online. Opera in stretta collaborazione con l'Autorità garante delle comunicazioni e gli Ispettorati regionali delle comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico, ha stipulato accordi con enti o aziende come Poste Italiane, Abi, Grtn, Ferrovie dello Stato, ospedali, etc.

Compie investigazioni di polizia giudiziaria, in via generale per tutti i reati informatici aggiunti, nel tempo, al codice penale, aventi solitamente correlazione al computer-crime / cybercrime / ingegneria sociale, e per tutte le fattispecie criminali che sono poste in essere con l'ausilio dei più recenti strumenti tecnologici/informatici, e/o che mirano a creare danno a questi ultimi. L'attività di polizia giudiziaria, non è esclusivamente di web-intelligence (anche col monitoraggio di chat-line, newsgroup, social network, ecc), ma anche in materia di: hacking (intrusioni, danneggiamenti informatici), telefonia (fissa, cellulare, voip), privacy, eventualmente diritto d'autore/copyright (video, musica, pay-tv), e-commerce, vigilanza sulle frequenze radio televisive, frodi legate all'home banking, eversione politica, terrorismo, stupefacenti, armi ed esplosivi, ovvero tutte le fattispecie di reato tradizionali che hanno come fine o strumento per la loro realizzazione il mezzo informatico.

Determinazione in materia di alta competenza nell'ambito dei reati aventi sfondo tecnologico/informatico/telecomunicazioni

Il Decreto del Ministro dell'Interno datato 28 aprile 2006, pubblicato in G.U. 193 del 20 agosto 2006 avente titolo "Riassetto dei comparti di specialità delle Forze di polizia" ha determinato che:

«il Servizio Polizia postale e delle comunicazioni della Polizia di Stato nell'ambito dei propri compiti istituzionali svolge attività di intelligence per la prevenzione ed il contrasto dell'utilizzo e della contraffazione di mezzi di pagamento, settore che ha immediati riflessi sul commercio elettronico e nel quale l'attenzione investigativa del comparto di specialità è incentrata sulle tecnologie software o hardware impiegate per carpire, riprodurre e utilizzare identità, codici e carte di pagamento in transazioni elettroniche.»

Le competenze delle varie forze di polizia, fra cui anche quelle dela Polizia Postale e delle Comunicazioni, cono state modificate dal cosiddetto Decreto Minniti del 15 agosto 2017 che stabilisce "le modalità di esercizio, in via preminente o esclusiva, da parte della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, dei compiti istituzionali nei rispettivi comparti di specialità definiti dall'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177". Pertanto alcune attività, quali le spendite con carte di credito ed il diritto d'autore, NON sono più di competenza Polizia Postale e delle Comunicazioni ma della Guardia di Finanza.

È anche impegnata in attività di investigazione per la prevenzione ed il contrasto alle violazioni sul diritto d'autore, settore in cui è particolarmente evidente la contiguità dell'azione investigativa con le competenze di altre forze di polizia italiane ed in particolare con quelle rimesse alla Guardia di Finanza ai sensi dell'art. 2, comma 2, lettera l) del decreto legislativo n. 68 del 2001, le quali possono svolgersi anche attraverso il monitoraggio di internet per individuare le violazioni commesse attraverso la rete. La specialità della Polizia di Stato ha pure il compito di garantire, in via generale, l'integrità e la funzionalità della rete informatica, ivi compresa la protezione delle infrastrutture critiche informatizzate, la prevenzione ed il contrasto degli attacchi di livello informatico alle strutture di livello strategico per il Paese, nonché la sicurezza e regolarità dei servizi di telecomunicazione e il contrasto della pedopornografia on line, anche in relazione a quanto previsto dall'art. 7-bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, dove sono previsti anche i compiti del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (CNAIPIC), e dall'art. 19 della legge 6 febbraio 2006, n. 38.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  1. ^ Polizia Postale: Presentazione, su commissariatodips.it.