Predaia

comune italiano, in provincia autonoma di Trento
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Predaia
comune
Predaia – Stemma
Predaia – Veduta
Panorama di Taio, sede comunale.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
Amministrazione
SindacoGiuliana Cova (lista civica) dal 22-9-2020
Data di istituzione1º gennaio 2015
Territorio
Coordinate46°19′24.24″N 11°04′23.16″E / 46.3234°N 11.0731°E46.3234; 11.0731 (Predaia)Coordinate: 46°19′24.24″N 11°04′23.16″E / 46.3234°N 11.0731°E46.3234; 11.0731 (Predaia)
Altitudine515 m s.l.m.
Superficie80,05[7] km²
Abitanti6 665[8] (30-4-2020)
Densità83,26 ab./km²
FrazioniCoredo, Dardine, Dermulo, Mollaro, Priò, Segno, Smarano, Taio (sede comunale), Tavon, Torra, Tres, Tuenetto, Vervò, Vion[1][2][3][4][5]
Comuni confinantiCortaccia sulla Strada del Vino (BZ), Denno, Amblar-Don, Romeno, Roverè della Luna, Sanzeno, Sfruz, Ville d'Anaunia, Termeno sulla Strada del Vino (BZ), Ton
Altre informazioni
Cod. postale38012
Prefisso0463
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022230[6]
Cod. catastaleM344[6]
TargaTN
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantipredaiesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Predaia
Predaia
Predaia – Mappa
Posizione del comune di Predaia nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale

Predaia (Predaia[9] o Pradaia[9] in noneso) è un comune italiano di 6 665 abitanti[8] della Val di Non, provincia autonoma di Trento, in Trentino-Alto Adige.

È stato istituito il 1º gennaio 2015 per fusione dei territori comunali di Coredo, Smarano, Taio, Tres e Vervò[10].

La sede municipale del comune sparso è situata a Taio.

Geografia fisicaModifica

La Valle di Non è la più ampia e popolata valle del Trentino, un altopiano percorso dal passaggio del fiume Noce. L’attuale paesaggio anaune è contraddistinto dalla frutticoltura intensiva, dalle grandi aree prative, dalla presenza di importanti castelli e rocche. È qui che sorge il comune di Predaia, composto da 5 ex comuni e da 14 paesi, delimitato geograficamente dalla grande diga di Santa Giustina a settentrione e dai Monti Anauni ad Est.

StoriaModifica

TresModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tres.

Questo luogo di straordinaria importanza è stato scoperto nel 2010 da Klaus e Nandi Kompatscher, collaboratori del MUSE, e ci riporta alla fine del Paleolitico, 12.000 anni fa. Si tratta di un accampamento preistorico che ci ha portato numerosi reperti, da una piccola selce alla punta di una freccia appartenuta a cacciatori preistorici. Questo sito è divenuto di grande importanza per la presenza della selce utilizzata dall’uomo come materia prima per realizzare gli strumenti per cacciare ed è entrato a far parte del progetto di ricerca Ydesa (Younger Dryas and Evolution of Human Societas in Alpine Region).

VervòModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Vervò.

Il complesso di San Martino, con l’omonima chiesa, è sorto su un castelliere (luogo di rifugio) preistorico, sul quale si insediò un “castellum” romano a guardia della via che saliva dalla Valle dell’Adige in Val di Non. Numerosi ritrovamenti rendono questo luogo di particolare importanza storica. Sono state, infatti, ritrovate 17 iscrizioni di epoca romana, di cui 16 sacre e una funeraria. Gli scavi condotti nel 1890-91 da Luigi de Campi e i rinvenimenti effettuati da Francesco Gottardi negli anni ’30 e ’40 del Novecento, documentarono tracce di presenza umana sul dosso di San Martino dalla preistoria all’epoca altomedievale. Sono stati messi in luce, inoltre, resti murari riconducibili a periodi che vanno dalla Protostoria al Basso Medioevo. In particolare sono state scoperte nove sepolture ad inumanazione, alcune delle quali accompagnate da pregevoli oggetti d’ornamento facenti parte dei corredi personali, che sono esposti al Museo Retico di Sanzeno.

PriòModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Priò.

Nei pressi del paese, il cui nome viene dal latino petratum, legato alla storica attività di estrazione della pietra, fu sede di insediamenti preistorici, testimoniati da alcuni sporadici rinvenimenti.

TavonModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tavon.

L’insediamento di Tavon è certamente antico, se pensiamo ad alcuni ritrovamenti fatti sul locale Doss, risalenti al Neolitico, e al rinvenimento di un cippo funerario con scritte in etrusco.

SmaranoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Smarano.

Proprio a Smarano nel 1982 vennero ritrovate in un campo due statue di età romana. Risalenti al I secolo d.C. raffigurano due divinità, la Vittoria e la Fortuna. Oggi le statue sono esposte nel museo Retico di Sanzeno.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

CastelliModifica

Castel BragheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castel Bragher.

Posto tra Taio e Coredo, sorge su uno sperone roccioso e venne edificato da Bragherio di Coredo che da lui prese il nome, anche se nel corso del XIV passò nelle mani della famiglia Thun, che ancora oggi ne è proprietaria. Era costituito da una torre di avvistamento difesa da burroni, ma poi fu ampliato con edifici residenziali e torri. È noto soprattutto per la splendida decorazione quattrocentesca della cappella di San Celestino, opera del maestro Leonardo di Bressanone e risalente al 1461, con affreschi della Passione di Cristo attribuiti a Jacopo Sunter. Il castello non è visitabile perché dimora privata. Quella dei Thun è una delle famiglie più importanti d’Europa e Castel Bragher è una delle quattro storicamente più significative, al pari di Castel Thun, Castel Caldes e il castello di Castelfondo.

Castel MollaroModifica

All’estinzione dei di Mollaro, l’omonimo castello, costruito intorno all’antica torre risalente al 1231, passò ai Crivelli e da questi, all’inizio del Settecento, ai Conci.

Castel CoredoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castel Coredo.

Castel Coredo è un palazzo signorile nascosto nel bosco di conifere e situato sopra il paese, non lontano dall’antica chiesa parrocchiale. Di un castello molto più antico, documentato nel 1291 e passato ai Coredo-Valer, non rimane traccia. Rimaneggiato poco dopo la metà del XV secolo per volere del principe vescovo Giorgio II Hack e affidato a un capitano, nel 1477 venne occupato dai contadini in rivolta contro il Principe Vescovo di Trento. Venne restaurato nuovamente nel 1489, ma poi distrutto da un incendio nel 1611. L’attuale edificio risale al 1726, data che si legge nell’iscrizione posta sopra il portale d’ingresso, accompagnata dallo stemma di Sigismondo Nicolò Coreth al quale si deve la ricostruzione del palazzo nelle forme attuali. Il compatto edificio a quattro piani è tuttora di proprietà dei conti Coreth zu Coredo und Starkenberg, che furono elevati al titolo comitale nel 1772 da Maria Teresa d’Austria. Al suo interno si conservano pregevoli arredi, trofei di caccia e una piccola quadreria, composta principalmente da ritratti di antenati ed esponenti della Casa d’Asburgo. I dipinti ricoprono le pareti di un grande salone a doppia altezza, sul quale si affaccia il quadrante di un orologio, mentre sul soffitto è dipinto lo stemma di famiglia. Il castello è visitabile su prenotazione chiamando l’Azienda per il Turismo della Valle di Non.

Palazzo NeroModifica

Storica sede giurisdizionale, venne innalzato verso il 1460 per ordine del principe vescovo Giorgio II di Hack. Nel 1477 fu incendiato dagli abitanti della Valle che, rivoltosi, si scagliarono contro il governo vescovile. Da questo episodio è derivato il nome dell’edificio, Palazzo Nero, per le sue mura annerite dal fuoco. È stato anche teatro dei processi dell’Inquisizione e dei roghi che tra il 1613 e il 1615 videro bruciare dieci persone accusate di stregoneria. Si tratta di uno dei pochi esempi di edilizia pubblica del Quattrocento conservati in regione; oggi il Palazzo è un edificio residenziale e privato. Tuttavia è possibile accedervi e visitare al primo piano la Sala del Giudizio con il bellissimo ciclo di affreschi in stile tardogotico di Santa Genoveffa, regina di Francia, punita per adulterio. Nonostante il ciclo sia incompleto è indubbio che si tratti del racconto di Genoveffa di Brabante, e questo è confermato anche dal fatto che si trovi nella Sala del Giudizio, ad indicare come il committente degli affreschi (forse il Vescovo Hack) volle far rappresentare per mezzo di una leggenda popolare il trionfo della verità e della giustizia.

ChieseModifica

  • Chiesa di San Marcello, chiesa parrocchiale a Dardine;
  • Chiesa di San Marco, chiesa parrocchiale a Mollaro;
  • Chiesa di San Rocco, chiesa sussidiaria a Tuenetto;
  • Chiesa di Sant'Eusebio, chiesa parrocchiale a Torra;
  • Chiesa di San Sigismondo, chiesa parrocchiale a Vion;
  • Chiesa nuova di Sant'Agnese, chiesa parrocchiale a Tres;
  • Chiesa vecchia di Sant'Agnese, chiesa cimiteriale a Tres;
  • Chiesa di San Michele, chiesa cimiteriale a Priò;
  • Chiesa di Santa Maria o Chiesa della Madonna del Rosario, chiesa parrocchiale a Vervò;
  • Chiesa di San Martino, chiesa cimiteriale a Vervò;
  • Chiesa della Natività di Maria, chiesa parrocchiale a Segno;
  • Chiesa della Madonna del Rosario, chiesa parrocchiale a Taio;
  • Chiesa di San Vittore, chiesa parrocchiale a Taio;
  • Chiesa di Santa Giustina, chiesa parrocchiale a Dermulo;
  • Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, chiesa parrocchiale a Dermulo;
  • Chiesa del Ritrovamento della Croce, chiesa cimiteriale a Coredo;
  • Chiesa di Santa Maria Assunta e dell'Invenzione della Santa Croce, chiesa cimiteriale a Coredo;
  • Chiesa di San Sisto, chiesa parrocchiale a Tavon;
  • Chiesa di Santa Maria Assunta, chiesa parrocchiale a Smarano;

EremiModifica

Cammino Jacopeo d'AnauniaModifica

La Val di Non è terra di pellegrini, una tradizione di devozione delineata dal “Cammino jacopeo d’Anaunia”, via contrassegnata da una piccola conchiglia gialla, che rievoca gli antichi pellegrinaggi che dalla Val di Non andavano a Santiago di Compostela. Un’occasione unica per vedere la Val di Non con gli occhi del pellegrino, ammirandone i paesaggi e gli scorci, le bellezze storico-artistiche e naturalistiche. L’associazione anaune “Amici del cammino di Santiago” ha recuperato e segnalato an¬tichi percorsi viari che idealmente partono e arrivano a Sanzeno, capoluogo religioso della valle. Il percorso si sviluppa in sette tappe da percorrere mediamente in otto giorni, per complessivi 170 km. In particolare l’ultima tappa del Cammino, la settima, che va da Castel Thun al Santuario di San Romedio, si snoda per gran parte nel territorio comunale di Predaia

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[11][12]

EconomiaModifica

La diga e il Lago di Santa GiustinaModifica

Poco più di mezzo secolo fa anche la produzione di energia elettrica entrava prepotentemente nell’economia del territorio, radicalmente modificato da un lago artificiale, quello di Santa Giustina. Per secoli la profonda forra del torrente Noce ha separato la sponda orografica destra del Noce dalla sinistra. Pochi ponti, tra cui il celebre “Pons altus” consentivano il passaggio da un lato all’altro del grande anfiteatro anaune. Un altro ponte, spettacolare, in ferro venne inaugurato nel 1888 poco a valle dell’odierna diga. Il tratto di Noce che va dal Mezzalone fino a Dermulo, 400 ettari di terreno che poi sarebbero stati invasi dall’acqua, era coltivato con vigne e frutteti, oltre che costellato di opifici come i mulini. La costruzione dell’invaso artificiale iniziò nel 1943 e l’opera venne ultimata nel 1951. La diga venne progettata, su committenza della Edison, nello studio milanese dell’ingegnere Claudio Marcello. Nello stesso anno venne edificata la centrale idroelettrica di Taio, disegnata da Gio’ Ponti, la prima delle sei centrali elettriche Edison progettate dallo Studio Ponti e costruite nelle pro¬vince di Trento, Sondrio e Cuneo negli anni Cinquanta del XX secolo. Un intero piccolo mon¬do venne sommerso dalle acque, mentre una nuova risorsa, quella idroelettrica, diventava protagonista in Val di Non. Il lago ha portato addirittura ad una modificazione del microclima della zona, tanto da migliorare la qualità della coltura regina della Val di Non, quella della mela. Il lago oggi si presenta come una distesa d’acqua lunga circa 7,5 km e larga circa 1,5 km, delimitata a valle da una diga alta 152 metri, che al tempo della sua ultimazione era la più alta d’Europa. La capacità dell’invaso è di circa 182 milioni di metri cubi. Una galleria forzata di due chilometri collega l’invaso alla centrale idroelettrica di Taio, dove l’acqua mette in azione tre turbine che consentono una produzione annua di energia pari a 280 milioni di KWh. L’utilizzo a scopo idroelettrico comporta frequenti cambiamenti di livello dell’acqua, motivo per cui le rive si presentano nude e soggette a fenomeni erosivi. Sul ver¬sante di Predaia, in corrispondenza degli estuari del torrente Pescara, del Rio San Romedio e del Novella, affiorano i “canyon” del lago, ambienti di particolare suggestione e di pregio naturalistico. Il lago è anche un luogo di valorizzazione turistica, a partire dalla spiaggia delle Plaze a Dermulo. La diga e il lago sono divenuti recentemente parte della consapevolezza culturale della Val di Non: lo testimoniano alcune iniziative, come la mostra del 2007 intitolata “La più alta d’Europa. Santa Giustina 1951”, evento seguito da altre mostre negli anni successivi, ospitate nell’edificio di servizio all’impianto idroelettrico. La diga stessa è visitabile, specialmente a uso delle scolaresche, secondo modalità definite con Dolomiti Edison Energy.

Le "Plaze" di DermuloModifica

“Le Plaze” si presentano come una pineta non molto fitta alternata a spazi aperti che costeg¬giano il lago. Riordinata e sistemata di recente, l’area si presenta a molteplici attività del tempo libero quali la pesca, il nuoto e le passeggiate. Il luogo offre inoltre la possibilità di stendersi al sole ed organizzare pic-nic. Ai primi di agosto, sulle rive del lago, presso la Località “Le Plaze” si tiene la “Dragononesa”: i migliori equipaggi di dragon boat del nord Italia si fronteggiano in una combattuta regata accompagnata dalle note del beach party che nello stesso momento anima le sponde del lago. In tar¬da serata vengono poi lanciati, con splendidi effetti sul lago, i fuochi d’artificio. Il Comune di Predaia sta predisponendo un piano di comple¬ta valorizzazione turistica dell’area. L’area delle Plaze sarà ripristinata in tempi brevi in modo da diventare un centro turistico in cui sport, natura e cultura si incontrano e reciproca¬mente si integrano attraverso la diga e la scoperta dei ponti romani e medievali, che periodica¬mente riaffiorano dai fiordi del lago in occasione degli abbassamenti stagionali del livello dell’acqua.

CulturaModifica

Casa da MartaModifica

Casa Marta, splendido palazzo nel centro di Coredo, rappresenta l’ideale punto di partenza per andare alla scoperta della cultura e dell’anima dei paesi di Predaia. Elegante nel suo stile che richiama il Rinascimento veneto, con gli angoli bugnati, la trifora e le monofore decorate, Casa Marta ospita due musei assai diversi tra loro ma capaci di abbracciare diverse culture. Il Museo etnografico della gente contadina d’Anaunia, stabile al piano terra, è stato inaugurato il 26 giugno 2011 ed è dedicato alla tradi¬zione contadina anaune. L’esposizione permanente conta su oltre 1800 oggetti e attrezzi relativi al lavoro agricolo e artigianale del passato in Val di Non. Il Museo dei costumi è dedicato ai costumi e al folclore provenienti da tutto il mondo. Legato alla manifestazione “Trentino Mondialfolk” e inaugurato nel 2000, è costituito da costumi tradizionali provenienti da ognuno dei paesi che in oltre dieci anni hanno partecipato alla manifestazione; il piccolo, ma prezioso museo custodisce costumi tradizionali, utensili, strumenti ed ornamenti popo¬lari e folklorici provenienti dai più disparati angoli della terra. L’esposizione conta 140 costumi popolari (di cui 70 in mostra) provenienti da circa 50 stati e nazioni diversissimi tra loro, oltre ad un centinaio di bambole e alcuni strumenti musicali: un insieme che viene rinnovato due volte l’anno e che permette di conoscere più a fondo le diver¬se culture e usanze del mondo, di aprire i propri orizzonti a modi diversi di vivere. Vi sono poi altri due piani, il secondo con la splendida trifora, e il terzo, che sono destinati a mostre ed esposizioni temporanee di grande pregio e che arricchiscono Casa da Marta nel periodo estivo e in quello natalizio.

Museo di Padre KinoModifica

La straordinaria esperienza di missione di padre “Kino” rivive nel suo paese nativo, Segno. Una grande statua equestre opera di Julian Martinez (altre due identiche sono a Tucson e a S.Magdalena) introduce negli ambienti del museo. Inaugurata nel 1996 e collocata su due piani, l’esposizione presenta opere d’arte di artisti nonesi e altre provenienti dalla zone del Messico e dell’Arizona.

Museo delle antiche attrezzatureModifica

Dell’epopea antica per i pompieri di Predaia è testimone il “Museo delle antiche attrezzature” presso la Caserma di Taio, allestito in occasione del 125° anniversario di fondazione del corpo locale: qui sono state raccolte e restaurate delle vecchie pompe a mano. Il museo è aperto il lunedì sera dalle 20 alle 22 circa, oppure in altri orari previo appuntamento (tel. 0463- 468799; www.vvftaio.it). Tra i pezzi più importanti un carro antincendio trainato da cavalli con pompa a mano del 1898, in dotazione ai pompieri dei paesi di Mollaro, Torra, Tuenetto, Vion, facente parte della Pieve di Torra; una pompa a un cilindro a doppio effetto su carro trainato a trazione umana di fine Ottocento in dotazione ai pompieri di Dardine; un carro con pompa a mano del 1903 in servizio a Taio; due carri con pompe a mano sempre a trazione umana del 1912 in servizio a Dermulo e nella frazione di Segno del 1924, oltre alla più “recente” pompa centrifuga con sistema di vuoto manuale, con motore FIAT 1080cc del 1950, in servizio a Taio sino all’alluvione del 1966. Dopo attenti restauri ecco quindi riportate agli antichi splendori una pompa boema del 1898, azionata a mano, che veniva montata su un carro, e tre pompe di fabbricazione viennese del primo Novecento. Di notevole interesse la strumentazione esposta: scale a corda, idranti, lance con raccordi “vienna”, secchi in canapa, la piccozza del “bidello”, ossia il ragazzo che, in divisa, percorreva le strade del paese per avvisare gli altri vigili e, ancora, le insegne del 1885, le antiche divise complete di elmi, le spalline, i distintivi.

AmministrazioneModifica

Per il primo mandato quinquennale, la legge istitutiva in deroga al T.U.LL.RR.O.CC prevede forme di rappresentanza che garantiscono la presenza negli organismi direttivi di membri eletti in tutti i comuni soppressi.

La sede legale è nella frazione di Taio, ma la legge istitutiva prevede che gli organi amministrativi possano riunirsi in una delle sedi decentrate. Nell'organico del comune sono presenti un segretario comunale e due vice.

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º gennaio 2015 10 maggio 2015 Marco Endrizzi Commissario prefettizio [13]
11 maggio 2015 21 settembre 2020 Paolo Forno Lista civica Sindaco
22 settembre 2020 in carica Giuliana Cova Lista civica Sindaco

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ Comune di Coredo - Statuto
  2. ^ Comune di Smarano - Statuto
  3. ^ Comune di Taio - Statuto
  4. ^ Comune di Tres - Statuto
  5. ^ Comune di Vervò - Statuto
  6. ^ a b Comune di Predaia, tuttitalia.it. URL consultato il 2 gennaio 2015 (archiviato il 2 gennaio 2015).
  7. ^ ISTAT - Superficie dei comuni, province e regioni al Censimento 2011
  8. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2020.
  9. ^ a b Enrico Quaresima, Vocabolario anaunico e solandro, Firenze, Leo S. Olschki, 1991 [1964], pp. 341-342, ISBN 88-222-0754-8.
  10. ^ Istituzione del nuovo Comune di Predaia mediante la fusione dei Comuni di Coredo, Smarano, Taio, Tres e Vervò (PDF), su regione.taa.it. URL consultato il 29 novembre 2014 (archiviato il 5 dicembre 2014).
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  12. ^ Fino al 2011 compreso, il dato è la somma degli abitanti dei comuni di Coredo, Smarano, Taio, Tres e Vervò.
  13. ^ Giacomo Eccher, Predaia, Endrizzi commissario, in Trentino, 31 dicembre 2014. URL consultato il 29 novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).

BibliografiaModifica

  • Editore: Comune di Predaia (TN)©2017. Tutti i diritti riservati. Testi: Alberto Mosca

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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