Promenade du Bœuf Gras

La Promenade du Bœuf Gras (in italiano: "Sfilata del bue grasso"), detta anche Fête du Bœuf Gras ("festa del bue grasso"), Cavalcade du Bœuf Gras ("cavalcata del bue grasso"), Fête du Bœuf villé (ovvero sia: promené en ville, cioè "fatto passeggiare in città"), Fête du Bœuf viellé ("festa del bue in città"), è una sfilata del Carnevale di Parigi. Essa, accompagnata da momenti musicali, consiste in una sfilata con un bue che viene decorato con corone di fiori e decorazioni dorate.

Pimprenelle e Pat le Clown in testa al corteo del Carnevale di Parigi del 2004.
Alexandra Bristiel che conduce Esméralda al Carnevale di Parigi del 2010.

Nel XIX secolo, a Parigi, la festività del bue grasso iniziò a prendere sempre più piede sino a raggiungere le dimensioni di un corteo gigantesco, divenendo di fatto la festa principale di Parigi protagonista del carnevale locale. A partire dal 1870 il corteo subì problemi a seguito di una serie di eventi, come per esempio lo sciopero dei macellai parigini dopo l'affare di Mathurin Couder che sospese la manifestazione nel 1869-1873, oltre all'assenza del sindaco di Parigi a coordinare le manifestazioni che compromise quella del 1877.

Dopo 45 anni d'interruzione (la manifestazione venne sospesa dopo la guerra), rinacque nel 1998 per iniziativa di Basile Pachkoff. A partire dal 2002 si svolge la domenica successiva al martedì grasso, anziché il giorno stesso.

Storia della manifestazione modifica

Possibili origini della festa modifica

 
La favola dell'origine egiziana della fesa del bue grasso, in un'illustrazione di Charles Gillot del 1884.

L'origine precisa e la data della prima festa del bue grasso in Francia sono sconosciute. Una spiegazione sembrerebbe ricondurne l'origine a un antico rituale pagano[1]. In un numero del 1739 del Mercure de France vi è una descrizione della promenade nella quale si precisa:

«che è in uso, ed è così antica che sembra essere un retaggio del paganesimo e in particolare dei sacrifici che si facevano agli dei. In effetti, i garzoni dei macellai che vi prendono parte, sono soliti abbigliarsi da schiavi dei sacrificatori rituali; il bue grasso viene preparato come le vittime sacrificali»

[2].

Da un numero della rivista Correspondance secrète datato al 1783, la festa festa viene fatta derivare

«dai baccanali e dai misteri egiziani»

[3] Nel programma della festa per l'anno 1805, il poeta umoristico Antoine-Pierre-Augustin de Piis disse che la tradizione traeva le sue origini dalla:

«processione del bue Api»

[4]. Théophile Gautier nel 1847[5] e Léo Delibes, che durante la loro giovinezza musicarono questo testo relativo alla festa, ne fecero derivare un canto poi cantato nel 1891 al théâtre des Bouffes-Parisiens da Désiré e Léonce[6] :

Honneur au bœuf Apis,
À l'enfant de Memphis;
C'est le roi du bétail,
Contemplez son poitrail.
On admirait sa peau
Quand il n'était qu'un veau;
Depuis qu'il est taureau.
Mon Dieu qu'il est donc beau!

In realtà tutti i sostenitori della derivazione del rito dalla tradizione egiziana hanno sempre omesso di considerare che nel caso del rito di Api non si trattava di un bue ma di un toro.

Un'altra spiegazione dell'origine della festa si trova in un documento stampato nel 1896 e conservato nei dossiers Actualités Carnaval della Bibliothèque historique de la ville de Paris:

«...nei tempi antichi, le leggi civili e religiose erano d'accordo nel vietare il consumo di alimenti grassi nel periodo della Quaresima, con la sola eccezione dei malati. I macellai non avevano quindi il diritto di vendere o tagliare pezzi di carne durante tutto il periodo quaresimale. A ogni modo, per soddisfare i bisogni delle persone esentate dall'astinenza dalla carne, alcuni potevano procurarsi questi alimenti sotto prescrizione medica. Il macellaio che era abilitato a svolgere la sua professione anche nel periodo quaresimale, doveva essere noto al grande pubblico per fare sì che tutti sapessero a chi rivolgersi in caso di bisogno e pertanto si giunse a realizzare un concorso per decidere a chi dovesse essere garantito questo privilegio. Il privilegio si concedeva sulla base della bestia più bella che poteva essere portata a giudizio di una commissione e pertanto il vincitore otteneva a giudizio di tutti il permesso di potere esercitare la propria professione in Quaresima. Il bue, coronato di fiori, veniva portato trionfalmente in processione, con suono di tromba, per le vie della città, così che tutti potessero conoscere il macellaio della Quaresima e i suoi meravigliosi prodotti.»

 
Dettaglio di una mappa di Berty, dove si trova la « Maison des Trois Estaulx et du Beuf violé »

Un documento datato al 1274 menziona l'esistenza di una « Maison des trois Estaulx et du Beuf violé ». Il luogo era contraddistinto da un'insegna che rappresentava tre banchi e un bue con una viola da gamba[7]. Questa casa si ritrova anche al foglio 9 del plan archéologique de Paris, detto comunemente plan de Berty. Nel medesimo libro, viene indicato che la strada dove si trovava l'abitazione aveva il nome di Rue des Boucheries, o Rue de la Boucherie. Attualmente tale via occupa la parte occidentale della rue de l'École-de-Médecine. A oggi nulla indica direttamente il collegamento di questi luoghi con la sfilata del bue grasso che si tiene annualmente.

Le prime sfilate modifica

La Promenade du Bœuf Gras fu, assieme al resto del Carnevale di Parigi, interdetto durante il periodo della Rivoluzione Francese[8]. Le festività carnevalesche ripresero sotto il Primo impero francese. Il ritorno del Bœuf Gras venne attestato nel 1806 dove un'ordinanza del prefetto di polizia, il barone Dubois, tentò di regolamentare la ripresa di questa tradizione fissando tra l'altro i costumi dei partecipanti al corteo e la sua composizione. Il corteo venne inoltre ammesso ad arrivare sino al Palazzo delle Tuileries. Nel febbraio del 1813, per una sola e unica volta, per conseguenza di alcune preoccupazioni politiche, il bambino tradizionalmente prescelto per rappresentare Eros, il dio dell'amore, venne rimpiazzato dal dio Marte[9]. Sette anni più tardi, Louvel assistette al corte del bue grasso e riuscì in quell'occasione ad assassinare il duca di Berry[10]. La suite des réjouissance de rue est alors proscrite par le préfet de police Jules Anglès[9][11] La sfilata venne annullata per l'anno 1848 a causa della Rivoluzione di quell'anno. Le autorità parigine si opposero anche per qualche tempo dopo alla riorganizzazione del corteo[12]. Nel 1849 la sfilata si tenne a Versailles[8] e, nel 1850, sebbene in un primo tempo si fosse prescelto di riportare la manifestazione nella capital[13], si svolse infine negli allora comuni limitrofi di Montmartre, Batignolles e La Chapelle, che vennero uniti a Parigi due anni più tardi[14]. L'anno successivo, Lucien Arnault il vecchio, direttore dell'ippodromo parigino, fece rinascere questa tradizione dopo tre anni di interruzione, davanti a un pubblico di 300.000 spettatori[15] · [16]. Il l'organise également en 1852[17].

Una lunga pausa modifica

 
Dettaglio dell'illustrazione di una canzone diffusa a Parigi il martedì grasso del 1871[19].

All'inizio dell'anno 1871, la guerra franco-prussiana era terminata con l'armistizio generale siglato il 15 febbraio con una Francia battuta e occupata dai prussiani. Il martedì grasso cadeva appena sei giorni dopo, il 21 febbraio. Le festività del carnevale di Parigi per i giorni grassi del 1871 vennero vietate dalla polizia. Qualche facinoroso sfilò lo stesso[20]. Un document est diffusé à cette occasion[21]. Venne creata una canzone e una caricatura raffigurante il nuovo capo di stato e del governo, Adolphe Thiers, che ebbe ampia diffusione dove ancora una volta la figura del tradizionale bue grasso venne utilizzata per scopi politici e satirici, ovvero venne raffigurato con il cartello al collo con la scritta "FRANCE" a indicare che la Francia stessa si presentava come l'animale sacrificale dell'armistizio siglato con i prussiani. Il testo della canzone recitava così:

Bientôt, grâce à l'armistice,
Dans Paris défileront,
Sir Guillaume et sa milice;
Cachons vite, il n'est que temps,
Nos pendules, notre argent.
La royale promenade,
Tombe juste au carnaval;
Le défilé triomphal,
Servira de mascarade;
Pour nous ça remplacera
Le cortège du bœuf gras.

Nel corso del carnevale del 1872 la figura del bue grasso scomparve[22].

 
Nel 1873, una vignetta scherzosa pone il caso della sparizione del bue grasso. Caricatura di Cham[23].

La promenade venne ripresa nel 1873[24], e nel 1874 essa riprese con nuovi finanziamenti anche privati[25]. Dieci anni più tardi, a ogni modo, fu per merito della Camera sindacale dei macellai di Parigi che venne ripresa la manifestazione tradizionale[26] · [27].

 
Il « bœuf gras, modèle rive gauche, alias : cochon » portato in processione dagli studenti parigini alla Mi-Carême del 1894.

La rinascita della tradizione del Bœuf Gras a ogni modo riprese regolarmente solo nel 1891[6] · [28]. A ogni modo il presidente del consiglio e il ministro della guerra Charles de Freycinet appose il suo veto e rifiutò di consentire agli organizzatori di portare a compimento la sfilata[29], decisione ancora una volta molto contestata[30] · [31]. L'anno successivo due cortei informali che si svolsero a Parigi il martedì grasso ripresero ancora una volta la tradizionale figura del bue grasso portato in processione. Nel 1892, su pressione del Moulin-Rouge, venne realizzato un gigantesco bue rosso di cartapesta[32]. Questa "cavalcata" si svolse uguale anche per i due anni successivi[33][34]. Nel 1894 gli studenti parigini organizzarono un corteo riprendendo la figura del bue grasso, ma tramutandolo nella figura di un enorme maiale di cartapesta[35].

La rinascita del corteo modifica

 
Charles Zidler, responsabile della cavalcades du Bœuf Gras del 1896 e del 1897[36].
 
Le Bœuf Gras 1896 salutato da Félix Faure al Palazzo dell'Eliseo, dettaglio di un disegno a colori di Caran d'Ache apparso su Le Figaro.
 
Carta d'invito alla manifestazione del bue grasso de 1896 dove si notano i due sacrificatori nel tradizionale costume da selvaggi.

Nel 1895, dopo venticinque anni, i parigini attendevano con impazienza il ritorno della sfilata del bue grasso che si svolgeva annualmente, ma l'aspetto finanziario era il principale freno alla rinascita della manifestazione[37]. I parigini si erano molto risentiti negli anni dell'assenza di questa festività:

«Non riuscite a immaginarvi la quantità di brava gente che rivuole il bue grasso e che lamenta la decadenza del carnevale odierno. Tutti gli anni, al martedì grasso, si ripropone il problema di rifare questa secolare tradizione. La fedeltà dei parigini a questa tradizione è sempre la medesima per le strade nei tre giorni consacrati alle festività prima della Quaresima[38], con la speranza sempre di vedere ricomparire il bue grasso.[39]

Il 25 marzo 1895, quattro giorni prima della quaresima,[40], monsieur Caplain del Consiglio Comunale di Parigi propose ufficialmente il ritorno della tradizionale sfilata del bue grasso a Parigi[41]. La proposta venne ufficialmente sostenuta con una tombola del valore di 500.000 franchi, sollecitando l'autorizzazione da parte del ministro dell'interno[42]. Il progetto definitivo venne presentato al Consiglio il 6 dicembre successivo[43]. Georges Clemenceau scrisse a tal proposito: « Il Consiglio municipale ha votato per ricreare la tradizionale processione del bue grasso. Solo grazie a esso può riprendere[44]. »

Nel 1896, finalmente, la processione poté essere riorganizzata. Venne creato per l'occasione un Comité des fêtes du bœuf gras per l'anno 1896[45]. Charles Zidler, un tempo macellaio e conciatore di pelli, figlio di un mercante nel medesimo campo, e ora direttore del Moulin Rouge e tra i migliori specialisti in fatto di spettacoli a Parigi, venne nominato responsabile della cavalcade. Venne lanciata una sottoscrizione che portò alla raccolta di 25.000 franchi per l'iniziativa (al 1995 le spese conteggiate a fine anno per l'evento giunsero di 100.000 franchi)[46].

Domenica 16 febbraio 1896, alle 11.00, al segnale di un colpo di cannone, il corteo con in testa un bue di razza normanna lascio il Palais de l'Industrie, sull'avenue des Champs-Élysées[47]. Nei due giorni successivi la promenade venne riproposta con altri due animali di razza limousine e di lazza charolaise. L'entusiasmo fu generale[48] · [49]. Le Instructions générales della prefettura di polizia diedero le istruzioni necessarie e l'evento procedette secondo le regole[50].

Un'eco di questa manifestazione si ebbe il giovedì grasso 12 marzo 1896 quando gli studenti del Quartiere Latino di Parigi fecero una loro sfilata con un bue magro realizzato in cartapesta chiamato popolarmente Minosdaure.[51].

 
Caricatura estratta da l' Ordre et Marche du Bœuf Gras 1897.
 
Timbro del Comité des Fêtes du Bœuf Gras 1897[52].

Malgrado il deficit realizzato per la festa del bue grasso del 1896, il 28 febbraio, il 1 marzo e il 2 marzo 1897 la cavalcata venne riproposta. In quest'occasione la cerimonia venne filmata da una équipe dei fratelli Lumière e da Georges Méliès[53]. Anche questa rappresentazione fu un successo. Il giornale La Patrie riportò che «...la folla presente ieri sul percorso dell'intero corteo del bue grasso ammontava a seicentomila persone[54]. »

Nel 1896 e nel 1897, in reazione alla gran pompa dedicata alla festa del bue grasso, gli artisti di Montmartre preferirono prendere parte alla Promenade de la Vache enragée o Vachalcade (gioco di parole composto dalle parole cavalcade e vache). Il responsabile di questa sfilata fu Joseph Oller.

Il 10 novembre 1897 era morto Charles Zidler, responsabile dell'organizzazione della cavalcata del bue grasso del 1896 e del 1897 e iniziò per la manifestazione un periodo meno motivato e minato da difficoltà finanziarie che per poco più di cinquant'anni interruppe definitivamente ogni corteo. Il 27 maggio 1951, la scuola di macelleria di Parigi riprese l'idea di riproporre per l'anno successivo l'antica tradizione del corteo. Il comitato per le feste del XIX arrondissement organizzò per il 20 aprile 1952 un'uscita del bue grasso su un percorso di 12 chilometri, comunque non assimilabile all'antica festa. L'esperimento venne soppresso e ripreso con l'importanza originaria solo nel 1990.

Il corteo modifica

Scelta dell'animale e nome modifica

 
Il bue grasso in un'illustrazione di Bertall del 1845-1846. La legenda del disegno riporta: « Le bœuf gras. Élève sorti de l'institution Cornet.»

Nei secoli XVIII e XIX, i cortei del bue grasso comprendevano un certo numero di parametri comuni. Gli animali scelti, per esempio, avevano tutti la caratteristica di essere particolarmente corpulenti. Il termine gras era infatti utilizzato per designare un animale innanzitutto forte e quindi imponente, ma non necessariamente ricco di grasso. Nel 1829, per esempio, il Journal des débats riportò che

«...i buoi grassi destinati a essere portati in giro per le strade di Parigi quest'anno, la domenica e il martedì 1 e 3 marzo prossimi, sono stati venduti da M. Cornet, proprietario di Caen. L'uno dei buoi è alto cinque piedi; l'altro è di poco più piccolo. Entrambi sono di belle proporzioni e pesano circa 2600 livres l'uno. È la sesta volta in sette anni che M. Cornet ha ottenuto la preferenza per la qualità dei suoi buoi»

[55].

A partire dal 1845 i buoi ebbero nomi particolari. Alcuni vennero denominati in relazione a eventi di attualità: la guerra con il Messico ne fece chiamare uno Mexico, mentre la vittoria di Napoleone III di Francia nella battaglia di Magenta ne fece chiamare uno Magenta. Altri avevano nomi di operette in voga come Rothomago e Lalla-Roukh nel 1863, di successi musicali come Tu-vas-me-l'payer nel 1862, L'pied qui remue nel 1863, oppure di canzoni alla moda o opere letterarie[9] · [56]. Nel 1845, prese il nome di Goriot dal protagonista di un romanzo di Balzac. L'anno successivo venne nominato Dagobert dal protagonista del romanzo Le Juif errant di Eugène Sue. La cavalcata che seguiva l'animale si compose del resto dei nomi dei principali personaggi del romanzo: Dagobert era affiancato da Jovial, con Rose e Blanche, il principe Djalma, il maresciallo Simon, Rodin, ecc.[57]. A poco a poco iniziò a diffondersi il detto francese "fare il bue grasso" per indicare metaforicamente l'avere successo[9]. Questa nuova moda venne commentata nel 1847 da Théophile Gautier[5] e, con maggiore ironia, da Charles Monselet:

«Del resto, nessun genere di gloria al mondo gli sarà più grande [ad Alexandre Dumas] se il bue grasso è stato battezzato Montecristo, fatto che è considerato un grande onore. Questo animale letterario, che è stato chiamato di volta in volta Goriot o Dagobert, come i personaggi principali dei romanzi migliori. Quella del bue grasso è una vera e propria istituzione.[58]

Sessantacinque anni più tardi, parlando di questa pratica, Le Gaulois scriveva, il 27 febbraio 1913: « È considerato un grande onore potere dare il nome al bue trionfatore del concorso dell'anno. Nella commissione vi sono Timothée Trimm, Thérésa, Émile Augier, Offenbac, Sardou, ecc. »[59].

 
Sarlabot, il bue grasso del 1857

Nel 1857, la Promenade des Bœufs Gras suscitò un notevole interesse di pubblico per la presenza di Sarlabot, un bue appartenente alla nuova azza cotentina, altrimenti detta normanna, allevato e ingrassato da Henry Dutrône a Trousseauville-Dives[60] · [61]. Si trattava infatti di un bue senza corna, ottenuto dall'incrocio con una razza inglese senza corna. Il Journal d'agriculture pratique pubblicò un ritratto a incisione della bestia per illustrarne le caratteristiche[62]. Sarlabot, che portava il nome del luogo ove era nato, venne abbattuto il 19 aprile 1857. A posteriori venne chiamato Sarlabot I[63], perché un altro Sarlabot della medesima razza parteciperà alla promenade dell'anno successivo. Alla sfilata del 1858 i costi lievitarono a 14.187 franchi e 10 centesimi[64].

Nel 1867 diversi giornali proposero un concorso per trovare l'animale più adatto per la sfilata[67]. Il peso dei buoi prescelti doveva essere compreso tra i 1100 e i 1500 kg[68]. L'età doveva essere compresa tra i quattro e i sei anni e di ottima razza.[69]

Poteva succedere che in occasione della festa gli animali cambiassero effettivamente il nome con cui erano noti[70], adattandosi quindi alle esigenze della sfilata e con le tendenze del momento[71].

Composizione del corteo e percorso modifica

 
Insegna del ristorante Le Bœuf à la mode in rue de Valois a Parigi che raffigurava il Bœuf Gras inghirlandato di rose (disegno dell'epoca del Direttorio).

L'animale veniva condotto in processione con un apparato scenico ben preciso: su di esso vi erano diversi ornamenti, tra cui un bambino che gli stava sul dorso e una serie di personaggi che lo contornavano in costume con musicanti appositi. La presenza dei selvaggi, di macellai, di sacrificatori, di turchi divenne comune dalla fine del XIX secolo per sottolineare il legame tradizionale della parata.

La più antica descrizione di un corteo di questa manifestazione risale al 1739: il bue, decorato di ghirlande di fiori e altri ornamenti, con

«sulla testa una grossa corona di alloro»

era

«coperto di un tappeto a mo' di mantello»

, e

«il giovane re della festa che lo montava, portava di traverso una sciarpa blu e teneva tra le mani uno scettro dorato e nell'altra una spada snudata.»

I macellai che lo scortavano, vestiti da turchi, avevano dei

«corsetti rossi, con pantaloni bianchi, e sulla testa una specie di turbante rosso bordato di bianco.»

Altri due personaggi guidavano l'animale per le corna, mentre altri ancora suonavano il violoncello, il flauto e il tamburo intanto che altri animavano la festa con bastoni. Il corteo passava per diversi quartieri sino al Parlamento di Parigi[2].

Una descrizione della sfilata risalente al 1783 riporta sempre la presenza di un ragazzino a cavalcioni del bue come pure la presenza di fiori sulle corna. In questo caso i figuranti vengono indicati nel numero di dodici sempre vestiti alla turca ma a cavallo. La musica prescelta per quell'anno fu il celebre pezzo Marlborough. Il bue grasso venne "sacrificato" alla fine del percorso[3].

Alla fine di febbraio del 1816, il bue venne riccamente adornato con lo stemma di Francia[72] a segnare il ritorno dei Borboni. Due anni più tardi, il bue grasso entrò nel cortile delle Tuileries e sfilò davanti al re e alla corte in attesa, Dalle Tuileries, il Bœuf-Gras venne condotto all'Eliseo, al Palais-Royal, al Palais Bourbon, e presso le abitazioni dei principali funzionari di Parigi[73].

 
Un sacrificatore di scorta al Bœuf Gras nel 1845 circa[74].

Il dossier dell'organizzazione del corteo del Bœuf Gras di domenica 13 e martedì 15 febbraio 1825 riportò la presenza di quattro selvaggi, tre sacrificatori, tre turchi e venticinque tra musicisti e trombettieri, la figura di Amore, di suo padre, di un Mercurio e di un Marte, oltre alle allegorie dell'Abbondanza e della Pace e quattro soldati romani a rappresentare il commercio, oltre a cinque cavalieri per guidare il bue[75].

Il Journal des débats del 24 febbraio 1843, diede la descrizione del corteo del Bœuf Gras organizzato per la settima volta da M. Rolland, che sfilò la domenica grassa 26 e il martedì grasso 28 febbraio[76]:

«Il carro, interamente coperto di stoffa cremisi a frange dorate e trainato da quattro cavalli, è condotto attraverso la folla. Due guardie municipali a cavallo aprono e chiudono la marcia. In testa al corpo marcia il corpo di musicisti del 59° di fanteria di linea. Il bue grasso, con corna dorate e la testa sormontata da un'immensa corona di lauro e da coccarde, da ghirlande a nastri tricolori, è condotto da quattro selvaggi sacrificatori. Il resto del corteo è composto da numerosi uomini a cavallo nei costumi di Francesco I, Enrico III, Luigi XIII, Luigi XIV e Luigi XV.»

Nel 1846 gli organizzatori ebbero l'idea di porre il bue grasso su di un carro tirato da sei cavalli. Il veicolo pesava in tutto sei tonnellate, il triplo del peso dell'animale stesso. Dagobert, alla fine, venne costretto a proseguire il percorso a piedi per non affaticare inutilmente i cavalli[9].

Nel 1850 il corteo subì delle modifiche sostanziali:

«Non si troveranno più i classici selvaggi, né i littori, né i sacrificanti soliti, né Cupido. Appariranno invece arcieri del XII secolo con le armi di Carlo VI, moschettieri dell'epoca di Luigi XIII di Francia, montenegrini a cavallo e ussari del primo impero.»

[14]. L'anno successivo, il Boeuf Gras normanno denominato Liberté, venne scortato da un distaccamento della Guardia Repubblicana e da una compagnia di tamburini in costume da giannizzeri. Venne attorniato anche da quattro selvaggi in costumi tradizionali con piume multicolori e pelli di animali feroci. Seguivano poi donne che impersonavano Cerere e le quattro stagioni, cavalieri di epoca medievale e nuovamente dei membri della Guardia Repubblicana a cavallo.

Alla fine di febbraio del 1865 il macellaio Duval organizzò un grandioso corteo con otto buoi grassi[77], quando in una festa non se ne erano visti più di sei contemporaneamente oltre a quello prescelto per aprire la sfilata. Quattro sfilarono il primo giorno della cavalcata.[78]

 
Il Bœuf Gras del 1865, caricatura apparsa sul Le Monde illustré[79].

Seguivano delle allegorie dell'agricoltura con tutti gli attributi del caso.

Alla fine di dicembre del 1895 il Consiglio municipale di Parigi emise una disposizione secondo la quale il corteo previsto per il 1896 avrebbe dovuto formarsi presso l'arco di trionfo de l'Etoile per poi discendere per l'avenue des Champs-Élysées[80].

Cavalcare il bue grasso modifica

Regolarmente il bue grasso era usato come animale da cavalcare nel corso della processione cerimoniale. Il Mercure de France riporta che a Parigi nel 1739, «sul bue veniva posto un bambino che teneva in una mano uno scettro e a cui i macellai si rivolgevano con il titolo di Maestà»[2]. Ma, la domenica 10 febbraio 1812, sulla piazza del Théâtre-des-Italiens, il Bœuf Gras imbizzarritosi gettò a terra il bambino che portava in groppa, fuggendo tra la folla e ferendo diverse persone[81]. L'anno successivo venne rimpiazzato dalla figura di Cupido affiancato da un figurante che impersonava Marte[9]. Il viaggiatore americano Franklin James Didier, meravigliato dal carnevale di Parigi, constatò la presenza di un

«piccolo cupido ben posto sul dorso dell'animale»

[82]. Nel 1821 il Journal des débats descrisse l'arrivo del corteo del bue grasso al palazzo delle Tuileries[83] mentre

«il bambino che solitamente veniva posto in groppa all'animale era sostenuto da un adulto. La taglia colossale dell'animale rendeva la sua marcia vacillante e il bambino rischiava di cadere.»

Con il tempo a ogni modo si perse la moda di fare montare l'animale nel corso di questa festa per motivi di sicurezza[81].

Annunci pubblicitari con il Bœuf Gras modifica

Note modifica

  1. ^ Début de l'article de A. Rolet dans sa chronique Mélanges et nouvelles, La Presse littéraire, 5 mars 1861, p. 78, 2e colonne.
  2. ^ a b c Mercure de France, février 1739, pages 387 à 390. Ce texte aurait pour auteur Boucher d'Argis.
  3. ^ a b Correspondance secrète, vol. 14, pag. 189 e Revue anecdotique des lettres et des arts, Librairie Poulet-Malassis, Paris 1858, vol. 6, pag. 109.
  4. ^ Si veda a tal proposito la collezione poetica de Le Senne, alla BNF.
  5. ^ a b La Presse, 14 febbraio 1847.
  6. ^ a b Richard O'Monroy, rubrique Courrier de Paris, L'Univers illustré, 31 janvier 1891, page 93, 1re colonne.
  7. ^ Adolphe Berty, Topographie historique du vieux Paris. Tome III, Région du Bourg Saint-Germain, Paris 1876 (pagg. 26-27), Imprimerie nationale. L'ouvrage a été révisé, annoté et complété par L.M. Tisserand.
  8. ^ a b Encore le bœuf gras, in Revue comique à l'usage des gens sérieux. Histoire morale, philosophique, politique, critique, littéraire et artistique de la semaine, aprile 1849, p. 238. URL consultato il 18 luglio 2017..
  9. ^ a b c d e f R. Bompard, Rapport, présenté par M. R. Bompard, au nom du Bureau, sur une proposition de MM. Caplain et Caumeau relative à la reprise de la promenade du Bœuf gras, in Conseil municipal de Paris, n. 150, 28 novembre 1895. URL consultato il 17 luglio 2017..
  10. ^ M. Froment, a police dévoilée, depuis la restauration, et notamment sous MM. François Franchet d'Esperey et Guy Delavau, vol. 1, Paris, Lemonnier, 1829, p. 43. URL consultato il 18 luglio 2017..
  11. ^ s.n., in Le Constitutionnel, 15 febbraio 1820, p. 1. URL consultato il 17 luglio 2017..
  12. ^ Philippe Busoni, Courrier de Paris, in L'Illustration, 1er mars 1851, p. 131, 2e colonne. URL consultato il 23 luglio 2017..
  13. ^ Petites nouvelles de Paris et des départements, in La Feuille du village, 10 gennaio 1850, p. 93, 3ª colonna. URL consultato il 23 luglio 2017..
  14. ^ a b Nouvelles diverses, in Le Constitutionnel, 11 febbraio 1850, p. 2, 5ª colonna. URL consultato il 23 luglio 2017..
  15. ^ Nouvelles diverses, in Le Constitutionnel, 3 marzo 1851, p. 2, 5ª e 6ª colonna. URL consultato il 23 luglio 2017..
  16. ^ Darthenay, La Fête de l'Agriculture, in Le Nouvelliste, 4 marzo 1851, p. 2, 2e colonne. URL consultato il 23 luglio 2017..
  17. ^ Chronique et faits divers, in L'Ami de la religion et du Roi, journal ecclésiastique, politique et littéraire, n. 5335, 21 febbraio 1852, p. 444. URL consultato il 23 luglio 2017..
  18. ^ Caricature parue dans Le Charivari, n°42, 11 février 1834.
  19. ^ Dettaglio di un disegno decorativo della canzone « La marche du bœuf gras et la promenade du roi Guillaume dans Paris ».
  20. ^ Pierre Véron, Courrier de Paris, in Le Monde illustré, 24 febbraio 1871, p. 114, 2ª colonna. URL consultato il 23 luglio 2017..
  21. ^ Robert Brécy, La chanson de la Commune : chansons et poèmes inspirés par la Commune de 1871, Ivry-sur-Seine, Éditions ouvrières, 1991, p. 51, ISBN 2-7082-2855-2. URL consultato il 23 luglio 2017..
  22. ^ Th. de Langeac Bulletin, L'Univers illustré, 17 février 1872, p.100 e 102.
  23. ^ Cham Revue comique du mois, L'Univers illustré, 15 marzo 1873, p. 173.
  24. ^ Maxime, Mes crêpes, Le Tintamarre, 2 marzo 1873, pag. 4, 2ª colonna.
  25. ^ Gérôme Courrier de Paris, L'Univers illustré, 14 febbraio 1874, pag. 98, 2ª colonna.
  26. ^ Le bœuf gras, Le Petit Parisien, 10 octobre 1883, page 3, 1re et 2e colonnes.
  27. ^ Rubrique Nouvelles diverses, Le Figaro, 29 novembre 1883, pag. 2, 3ª colonna.
  28. ^ Jacques Lefranc Le Courrier de la Semaine du Supplément littéraire illustré du "Petit Parisien" del 1 febbraio 1891, p.2, 1ª colonna (voir l'article en entier entier reproduit sur la base Commons.
  29. ^ Le Matin, 8 febbraio 1891, Le Constitutionnel, 10 febbraio 1891.
  30. ^ Supplemento illustrato del Petit Journal del 21 febbraio 1891
  31. ^ Carle de Perrières Courrier de Paris, Le Gaulois, 8 febbraio 1891, pag. 1, 1ª colonna.
  32. ^ Le Petit Journal, 2 marzo 1892.
  33. ^ L'Intransigeant, 16 febbraio 1893.
  34. ^ Le Petit Parisien, 7 febbraio 1894, pag. 3, 1ª colonna.
  35. ^ L'Intransigeant, 2 marzo 1894, p.3, 1ª colonna. Voir l'article de L'Intransigeant reproduit en entier sur la base Commons.
  36. ^ Foto da Écuyers et écuyères, histoire des cirques d'Europe (1680-1891) par le Baron Charles-Maurice de Vaux, Parigi 1893, p.313.
  37. ^ L'Éclair, 10 dicembre 1895.
  38. ^ Domenica grassa, lunedì grasso e martedì grasso
  39. ^ Le Soleil, 7 ottobre 1895
  40. ^ La sorée, Le Petit Journal, 22 mars 1895, pag. 2, 4ª colonna. Voir l'article reproduit sur la base Commons.
  41. ^ Renvoi au Bureau d'une proposition de M. Caplain tendant au rétablissement de la promenade du bœuf gras., Bulletin municipal officiel de la ville de Paris, 26 marzo 1895, p.799, 3ª colonna. Voir l'extrait du Bulletin municipal officiel de la ville de Paris reproduit sur la base Commons.
  42. ^ Rapport, Présenté (au Conseil municipal de Paris) par M. R. Bompard, au nom du Bureau, sur une proposition de MM. Caplain et Caumeau relative à la reprise de la promenade du Bœuf gras
  43. ^ Avis favorable au rétablissement de la promenade du Bœuf-gras. — Renvoi au Bureau d'une proposition de M. Caplain., Bulletin municipal officiel de la ville de Paris, 7 dicembre 1895, p.3101, 3ª colonna, p.3102 e p.3103, 1ª colonna.
  44. ^ Georges Clemenceau, Le Grand Pan, pag. 349, Parigi, Bibliothèque-Charpentier, Eugène Fasquelle ed., 1919 (prima edizione 1895).
  45. ^ Bulletin municipal officiel de la ville de Paris del 14 gennaio 1896, p.177, 1ª colonna
  46. ^ Bulletin municipal officiel (B.M.O.), 31 dicembre 1895.
  47. ^ Communications diverses, Carnaval de 1896. - Comité des fêtes du Bœuf gras. - Itinéraire officiel du cortège., Bulletin municipal officiel de la ville de Paris, 9 febbraio 1896, p.434, 3ª colonna.
  48. ^ Le mardi-gras à Paris, L'Écho de Rouen illustré, 22 au 29 février 1896, page 2.
  49. ^ Le Petit Parisien, 19 février 1896, pag. 2, 1ª colonna.
  50. ^ Instructions pour la police municipale, Carnaval de Paris 1896.
  51. ^ Rubrique Au jour le jour, La Mi-Carême des étudiants, Le Temps, 20 febbraio 1896, pag. 3, 2ª colonna. Voir l'article reproduit sur la base Commons.
  52. ^ Il timbro è apposto su una lettera datata 19 febbraio 1897, scritta da Marguery, presidente del comitato per le feste del bue grasso del 1897. Vedi qui.
  53. ^ Si veda la Filmografia del Carnevale di Parigi.
  54. ^ La Patrie, 2 marzo 1897.
  55. ^ Feuulleton du Journal des débats, in Journal des débats, 4 marzo 1829, p. 2, 3e colonne. URL consultato il 26 settembre 2017..
  56. ^ Jacques Lefranc, Courrier de la semaine, in Le Petit parisien, vol. 3, n. 104, 1er février 1891, p. 2. URL consultato il 21 luglio 2017..
  57. ^ Intérieur, Paris, 22 février, in Le Constitutionnel, n. 54, 25 febbraio 1846, p. 2, 3e colonne. URL consultato il 26 settembre 2017..
  58. ^ Charles Monselet, Revue de la semaine : Le Monde parisien, in L'Artiste, IV, VIII, 1847, p. 222, 2e colonne. URL consultato il 26 settembre 2017..
  59. ^ Tout-Paris, On regrette le cortège du Bœuf Gras, in Le Gaulois, n. 12920, 27 febbraio 1913, p. 1, 4e colonne. URL consultato il 26 settembre 2017..
  60. ^ Promenade des bœufs gras, Introduction en France d'une nouvelle race, in La Presse littéraire, vol. 6, n. 11, 15 marzo 1857, p. 344. URL consultato il 26 settembre 2017..
  61. ^ Faits divers, in La Presse, 23 febbraio 1857, p. 2, 5e colonne. URL consultato il 26 settembre 2017..
  62. ^ Rapport de M. Magne et lettre de M.M. les membres du syndicat de la boucherie de Paris sur Sarlabot, De Soye & Bouchet, 1857 - 20 pages. Urbain Leblanc Rapport sur Sarlabot Ier bœuf de la race Cotentine sans cornes, Martinet, 1858 - 20 pages.
  63. ^ Il nome di Sarlabot I venne indicato per la prima volta nel 1861 in una lettera di Urbain Leblanc a Dutrône, il borgomastro di Gand.
  64. ^ Petit-Jean Courrier du Palais, Le Monde illustré, 8 maggio 1858, p.299, 1ª e 2ª colonna.
  65. ^ Le Moniteur des comices et des cultivateurs, Journal spécial des associations, des établissements et des intérêts agricoles, vol 2°, novembre 1856-ottobre 1857, p.290.
  66. ^ Le Monde illustré, 27 febbraio 1858, p.136.
  67. ^ Le Figaro, 17 febbraio 1867, pag 2.
  68. ^ Timothée Trimm Messieurs les bouchers !..., Le Petit Journal, 26 febbraio 1867, pag. 2, 1ª e 2ª colonna
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  72. ^ Paris, 27 février, in Le Constitutionnel, n. 59, 28 febbraio 1816, p. 3, 2ª colonna. URL consultato il 23 luglio 2017..
  73. ^ FRANCE, Paris, 3 février., Journal des débats, 4 février 1818, p. 1, 2ª colonna. Voir l'article reproduit sur la base Commons.
  74. ^ Si tratta di un tipico personaggio del carnevale di Parigi che scortava il Bœuf Gras, qui rappresentato da Bertall nel 1845 circa.
  75. ^ Communication de Gabriel Cottreau : Le Bœuf gras de 1825., Nouvelle revue rétrospective, 1897, pp. 158-168.
  76. ^ Journal des débats, 24 febbraio 1843, p.3, 2ª colonna.
  77. ^ Journal de 26 février 1865, in Le Petit Journal, n. 757, 26 febbraio 1865, p. 2 colonne.. URL consultato il 18 agosto 2017.
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  79. ^ Edmond Morin et Zed Le mois comique, Le Monde illustré, 4 mars 1865, p. 141.
  80. ^ Bulletin municipal officiel de la ville de Paris, 24 dicembre 1895, p.3352, 1ª colonna. Voir l'extrait du Bulletin municipal officiel de la ville de Paris du 24 décembre 1895 reproduit sur la base Commons.
  81. ^ a b Robert Lefort, Le bœuf-gras, Le Journal du Dimanche, 1 marzo 1903, pag. 12, 2ª colonna.
  82. ^ Franklin James Didier, Lettre VII, Paris, 15 mars 1817, Lettres d'un voyageur américain, ou Observations morales, politiques et littéraires sur l'état de la France... en 1815, 1816, 1817 et 1818, vol. 1 (trad. Philarète Chasles), Pillet aîné éditeur, Parigi 1823, pagg. 58-59.
  83. ^ France, Paris, 4 mars, Journal des débats, 3 marzo 1821, p.2, 1ª colonna.

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