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La ptosi è lo spostamento di uno o più organi di una struttura fisica che, a causa della forza di gravità, tende a scendere verso il basso. Il termine deriva dal greco antico πτῶσις ovvero caduta.

Ptosi palpebrale o blefaroptosiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Blefaroptosi.

La forma di ptosi più comune è quella della palpebra: si verifica una tendenziale chiusura dell'occhio, detta volgarmente palpebra calante.

Tra le cause di questa condizione possono essere considerate: la paralisi del nervo oculomotore, la paralisi del muscolo tarsale superiore, la miastenia gravis, lo sviluppo di neoplasie cerebrali e la sindrome di Bernard-Horner. La possibilità che una persona incontri un evento di ptosi palpebrale aumenta considerevolmente con l'invecchiamento.

La ptosi palpebrale può, nei casi più gravi, richiedere un intervento chirurgico.

Ptosi renale o nefroptosiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Ptosi renale.

Si tratta di un abbassamento anomalo del rene rispetto alla sua posizione fisiologica. Normalmente il rene è tenuto in sede dalle proprie arterie e vene e dalla pressione degli organi adiacenti; tuttavia, in certe condizioni quali la gravidanza o il forte dimagrimento, possono far venir meno la funzione di questi mezzi di fissità e permettere la discesa del rene nel retroperitoneo[1].

Ptosi gastrica o gastroptosiModifica

Ptosi intestinale o enteroptosiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Enteroptosi.

Ptosi viscerale, splancnoptosi o visceroptosiModifica

Ptosi mammariaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Ptosi mammaria.

Si tratta del cedimento della mammella e conseguente spostamento verso il basso. Non è una patologia e non ha un'unica causa scatenante, per quanto ricoprano un ruolo fondamentale l'età e il peso del soggetto.

Ptosi cardiaca o cardioptosiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Cardioptosi.

NoteModifica

  1. ^ Fegiz, Marrano, Ruberti, Manuale di Chirurgia Generale, Padova, Piccin.

BibliografiaModifica

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