Apri il menu principale
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo comune, vedi Quilombo (Santa Catarina).

Un quilombo è una comunità fondata da schiavi africani fuggiti dalle piantagioni in cui erano prigionieri nel Brasile all'epoca della schiavitù. I quilombo costituirono un'importante forma di resistenza alla schiavitù. Il quilombo più famoso della storia del Brasile fu quello di Palmares.

Indice

EtimologiaModifica

La parola "quilombo" ha origine nei termini "kilombo" (in kimbundo) o "ochilombo" (in umbundo), presenti in varie lingue africane Bantu di alcune regioni dell'Angola. In origine, la parola indicava una zona di sosta utilizzata dalle popolazioni nomadi. Andò anche a identificare gli accampamenti delle carovane dei commercianti di cera, di schiavi e di altri beni commerciati dai colonizzatori.

Fu in Brasile, meta del più grande afflusso di schiavi (1.500.000 persone), che il termine "quilombo" andò a designare le comunità autonome di schiavi fuggitivi: altri termini usati in Sudamerica sono mocambos, palenques, cumbes; nel mondo anglosassone,questo sono chiamate comunità marooons.

CaratteristicheModifica

Tradizionalmente, i quilombos si trovavano alla periferia di regioni ad alta concentrazione di schiavi, in lontananza dai centri urbani e in zone di difficile accesso. Nascosti nelle foreste o nelle montagne, tali nuclei si trasformarono in comunità autogestite, composte da una varietà eterogenea di persone, come schiavi, indios, emarginati, ricercati; erano dedite ad attività di un'economia di sussistenza e, talvolta, al commercio, con alcune di esse divenute addirittura particolarmente prospere.

Nacquero Quilombo in tutte le regioni del Brasile, in particolare negli attuali stati dell'Amazonas, Bahia, Goiás, Mato Grosso, Minas Gerais, Pará, Rio de Janeiro e San Paolo.

I loro abitanti, chiamati "quilombolas", erano in origine ex–schiavi fuggiti dai loro aguzzini nel primo periodo della storia coloniale del Brasile. In alcuni periodi e in talune zone, tentarono di riprodurre l'organizzazione sociale africana.

Anche dopo l'abolizione ufficiale della schiavitù in Brasile, che ebbe luogo il 13 maggio del 1888, alcuni di queste comunità continuarono ad esistere per decine di anni, grazie al loro isolamento. Altre si trasformarono in località, come ad esempio Ivaporanduva, vicino a rio Ribeira de Iguape, nello stato di San Paolo.

 
Busto raffigurante Zumbi dos Palmares

La maggior parte dei quilombo ebbe un'esistenza limitata nel tempo, in quanto, una volta scoperti, i quilobolas venivano repressi in modo estremamente violento al fine di impadronirsi dei beni di questi fuggitivi e dissuadere gli altri schiavi dal seguirne le gesta. Alcuni individui furono sottoposti a esecuzioni particolarmente cruente come Zumbi dos Palmares, il più famoso dei quilombolas, che fu decapitato ed evirato.

Oggi sopravvivono ancora numerosi insediamenti quilombos sparsi per tutto il Brasile e quasi mai collegati tra di loro. Si tratta spesso di piccoli villaggi fatti di capanne di fango e, qualche volta, di costruzioni in muratura (spesso la sala comunitaria o le case dei meno poveri). In questi piccoli villaggi è sempre presente una scuola in muratura che accoglie i bimbi di tutte le età con qualche insegnante del villaggio stesso. La mancanza di documenti formali che attestano òa proprietà delle terre ha provocato conflitti con i progetti industriali di sfruttamento delle foreste .

A distanza di secoli, i quilombolas sono ancora oggi (anni 2010) discriminati e sfruttati. Molti uomini lavorano ancora come 'schiavi moderni' nelle piantagioni di canna da zucchero, lavorando a braccia e senza l'ausilio di nessuna macchina. I compensi sono da fame, per il maggior profitto dei latifondisti, specialmente in Paraiba, nel nord est del Brasile. A volte gli sfruttatori sono finanche persone insospettabili, come magistrati locali.

Sebbene brasiliani a tutti gli effetti da diverse generazioni, la popolazione brasiliana, di norma, guarda questa popolazione negra con il sospetto con cui si guardano gli stranieri macchiati da qualche crimine.Hanno gravi difficoltà ad inserirsi nel mondo lavorativo, anche per la sfavorevole posizione dei loro villaggi, che sorgono là dove sono stati storicamente creati, arroccati su alture dell'interno, a volte a centinaia di chilometri dalle capitali e dalle grandi città.

La scarsità di lavoro e il senso di oppressione senza alternative, spinge alcuni a dedicarsi ad attività criminose o al consumo di stupefacenti. Altri, invece, si dedicano alla musica, ai bambini, alla lotta per i diritti umani, ai lavori più umili dentro e fuori il villaggio.

Nei villaggi non ci sono comodità o strade se non i viottoli e sentieri che si ritrovano anche in Africa. Nella stagione delle piogge (corrispondente al periodo in cui in Europa è estate) le strade si trasformano in fango e diventano di difficile percorrenza. Perciò scarseggiano le auto, che sono solo rare e vecchie, mentre sono più diffusi mezzi di locomozione come moto di piccola cilindrata e cavalli.

Pochi sono coloro che restano in contatto con i quilombo o che portano occasionalmente qualche aiuto alimentare, tra i quali i missionari e le organizzazioni umanitarie che tentano di difendere i loro diritti davanti alla giustizia federale.[1]

NoteModifica

  1. ^ Charles C. Mann, 1493 . Pomodori, tabacco e batteri. Come Colombo ha creato il mondo in cui viviamo (1493. Uncovering the New World Columbus Created, 2011), traduzione di C. Lazzati, Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 2013, ISBN 978-88-046-2312-0. - Collana Oscar Storia, Mondadori, 2017 , pag 409 .

Voci correlateModifica

Quilombo nell'arteModifica

  • Gilberto Gil, musicista brasiliano, vi ha dedicato una delle sue canzoni più riuscite, Quilombo, o El Dorado Negro
  • Jorge Ben Jor ha dedicato a Zumbi una samba divenuto popolarissimo nel Nord del Brasile, "Zumbi", appunto.
  • Sergio Ricardo, il popolarissimo cantore nei morros di Rio de Janeiro, dedicò un samba alla storia del Quilombo da Palmeiras.
  • Caetano Veloso ricorda il Quilombo di Zumbi nel suo famosissimo "Sampa", nel terz'ultimo verso del testo.
  • Max Cavalera, cantante del gruppo metal Soulfly, ha dedicato una canzone a Zumbi ed i Quilombo ("Quilombo"). Lo stesso tema è più volte ripreso in altre canzoni del noto gruppo brasiliano.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENsh2007000945 · GND (DE7600395-4 · BNF (FRcb17152640q (data)