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Quinto Valerio Sorano (in latino Quintus Valerius Soranus; Sora, 140-130 a.C. circa[1]Roma, 82 a.C.) è stato un politico romano.

Originario di Sora[2], poeta e grammatico latino e tribuno della plebe durante la Repubblica romana, è soprattutto noto per essere stato giustiziato da Gneo Pompeo per ordine del dittatore Lucio Cornelio Silla, ufficialmente per aver pubblicamente rivelato il nome segreto della città di Roma[3], che avrebbe potuto essere utilizzato nel rituale di evocatio da parte dei nemici, ma probabilmente anche per ragioni politiche, dato che era legato alla fazione di Caio Mario[1][4].

NoteModifica

  1. ^ a b Conrad Cichorius, “Zur Lebensgeschichte des Valerius Soranus,” Hermes 41 (1906), p. 67;American Journal of Philology 28 (1907) 468.
  2. ^ Oxford Latin Dictionary (Oxford: Clarendon Press 1982, 1985 printing), voce su "Soranus," p. 1793.
  3. ^ Marcello De Martino, L'identità segreta della divinità tutelare di Roma. Un riesame dell' affaire Sorano (Settimo Sigillo, Roma 2011); Servio Mario Onorato, Commentario sull'Eneide1.277: denique tribunus plebei quidam Valerius Soranus, ut ait Varro et multi alii, hoc nomen ausus enuntiare, ut quidam dicunt raptus a senatu et in crucem levatus est, ut alii, metu supplicii fugit et in Sicilia comprehensus a praetore praecepto senatus occisus est;da Perseus Project's edizione online of Servii Grammatici qui feruntur in Vergilii carmina commentarii, edito da George Thilo e Hermann Hagen (Teubner 1881).
  4. ^ Francois Hinard, Silla, Salerno Editrice, 1990

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