Radler

bevanda ottenuta miscelando birra con una bibita analcolica

«E lui, con pazienza, si è chinato su di te per spiegarti che il Radler è una bevanda fatta di birra e limonata mescolati insieme»

(Dolce per sé, Dacia Maraini)
Radler
Radler lattina.JPG
Base primariaBirra

Il Radler[1] (parola tedesca per ciclista) è un cocktail di moderato tenore alcolico, realizzato miscelando birra e limonata in parti uguali[2].

CaratteristicheModifica

Per la preparazione si miscelano in parti uguali birra chiara e limonata (alcune varianti sono ottenibili aggiungendo alla birra altre bibite, come Lemonsoda, Seven Up, gassosa o perfino chinotto), ottenendo un tenore alcolico dimezzato e un gusto più dolce, potendo quindi risultare gradevole anche per chi non apprezza il tipico sapore amaro della birra.

Il Radler è una bevanda molto diffusa in Trentino, Alto Adige, Tirolo e Baviera, dove è venduta anche premiscelata in lattina o in bottiglia.

Una bevanda simile è la panaché, con birra in proporzione maggiore e gazzosa.

Dal 2013 l'azienda olandese Heineken ha lanciato in Italia la birra Dreher Lemon Radler, a bassa gradazione alcolica ma disponibile anche analcolica. Dopo poco tempo anche la Ichnusa e la Moretti, anch'esse facenti parti del gruppo Heineken, nonché altre industrie birrarie come Peroni, hanno lanciato i loro Radler come bevande estive.

StoriaModifica

 
Un radler e una birra

La ricetta del Radler è generalmente attribuita al gastronomo di Monaco di Baviera Franz Xaver Kugler, che l'avrebbe inventato nel settembre 1922, quando circa 13.000 ciclisti visitarono la sua taverna. Certo che la sua scorta di birra sarebbe terminata ben presto, decise di miscelarla con la limonata, escogitando, per giustificare la "adulterazione", la scusa di volere evitare incidenti ai pedalatori sulla via del ritorno, servendo loro una bevanda più rinfrescante e meno alcolica; da tale vicenda deriverebbe anche il nome Radler (che, come già accennato, in lingua tedesca significa ciclista).[3]

In realtà la ricetta è già menzionata nel 1912.[4]

NoteModifica

  1. ^ (IT) Paolo Cagnan, Lo slang di Bolzano. Frasi, parole, espressioni: il primo vocabolario altoatesino al 100 per cento, Trento, Curcu & Genovase, 2011, p. 58, ISBN 978-889673733-0.
  2. ^ (DE) Radler - Fakten und Hintergründe
  3. ^ (EN) The Radler Archiviato il 16 gennaio 2011 in Internet Archive.
  4. ^ (DE) Lena Christ, cap. 20, in Erinnerungen einer Überflüssigen, München, Albert Langen, 1912, ISBN 3-423-10811-8.

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