Ranicunda

Ranicunda (o Raicunda[1]; ... – ...; fl. VI secolo) fu regina dei Longobardi nel VI secolo, quale moglie di Vacone (510-540 circa).

BiografiaModifica

Le notizie sul suo conto sono estremamente scarse. L'Origo gentis Langobardorum[1] e Paolo Diacono[2] la citano quale prima delle tre mogli di Vacone, cui aggiungono Austrigusa[1] (o Austrigosa[2]) e Silinga[1] (o Salinga[2]). Tutte e tre erano figlie di re di popoli germanici in contatto con i Longobardi: Ranicunda del re dei Turingi Fisud[1] (o Pisen[senza fonte]), Austrigusa del re dei Gepidi e Silinga del re degli Eruli[1][2].

Intorno al 509[senza fonte] Ranicunda sposò Vacone, il nipote di re Tatone che, poco tempo dopo, riuscì a diventare a sua volta re del suo popolo. Ranicunda fu, dunque, regina, ma non dovette mantenere a lungo tale dignità, poiché, qualche anno più tardi[senza fonte], Vacone risulta sposato in seconde nozze con Austrigusa. Non risulta che Ranicunda avesse figli - sia l'Origo sia Paolo citano al contrario esplicitamente le figlie di Austrigusa, Visigarda e Valdrada, e quello di Silinga, Valtari[1][2] - e ciò potrebbe essere stata la causa di un ripudio da parte del marito. Non si può comunque escludere una morte per cause naturali. È stato peraltro ipotizzato che Ranicunda sia da identificare con la regina Radegonda, moglie di Clotario I re dei Franchi: in tal caso questi l'avrebbe sposata dopo il ripudio da parte di Vacone. Cronologicamente, l'ipotesi potrebbe essere verosimile ma è più probabile che Ranicunda e Radegonda fossero due sovrane distinte, imparentate fra loro[senza fonte].

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Origo gentis Langobardorum, 4.
  2. ^ a b c d e Paolo Diacono, Historia Langobardorum, I, 21.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

Atti, miscellanee e rivisteModifica

  • Lorenzo Magliaro, Ipotesi su Radegundis e Raicunda nel contesto della fine del Regno turingio, in Studi sull'Oriente Cristiano, n. 14/2, 2010.