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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Ravecca (disambigua).

Coordinate: 44°24′17.5″N 8°56′01″E / 44.404861°N 8.933611°E44.404861; 8.933611

Via di Ravecca, cuore dell'omonimo quartiere

Ravecca è la moderna designazione del quartiere di Genova situato nella parte sud-orientale del centro storico. Fa parte dello storico sestiere del Molo, prende il nome dall'omonima via che congiunge il piano di Sant'Andrea a piazza di Sarzano.

Indice

Note storicheModifica

Si tratta di una parte particolarmente popolare dei carruggi genovesi, inclusa nella cinta muraria difensiva ampliata nell'850 a causa delle continue scorrerie dei pirati saraceni e normanni insieme alle zone di Borgo Saccherio (Broglio), Porta Soprana (Sant'Andrea), Canneto, Banchi e la collina di Maccagnana includendo così l'allora Basilica di S.Lorenzo. Nel tardo medioevo era ancora abitata da ceti relativamente agiati; in seguito, a cominciare dal XV secolo, l'emigrazione dalle campagne si concentrò in questa parte della città dove la densità edilizia si era progressivamente infittita, con un consequenziale aumento della povertà dei suoi abitanti. Si creò, quindi, nel corso dei secoli una specie di suburra, pesantemente colpita dal bombardamento del Re Sole avvenuta nel 1684. Le cannonate lasciarono molti vuoti (si parla di 3000 case crollate), colmati nel periodo successivo. Un ulteriore aumento della densità edilizia si verificò nuovamente nel XIX secolo: colmando vuoti o ristrutturando, accorpando o demolendo antiche case, si realizzarono nuovi edifici ad alveare, quali i vari casone Ponte (dal costruttore Francesco Ponte, che realizzò il Casone Ponte di vico del Fico, il Casone Ponte in Santa Margherita, etc.). Una nuova ristrutturazione della zona avvenne nel 1934 dovuta all'attuazione del nuovo piano regolatore dell'epoca.

CaratteristicheModifica

 
Casa di salita del Colle

La via Ravecca situata sul colle di Sant'Andrea, nome esistente di sicuro nel XII secolo e risalente al medioevo, parte dalla Porta Soprana, facente parte delle Mura del Barbarossa, e raggiunge la piazza di Sarzano.

Il suo tracciato divide questo tessuto urbano popolare in varie sottozone, con costruzioni che risalgono spesso al basso medioevo (XIV secolo e XV secolo). Una di queste sottozone si trova a valle di essa, sull'asse di vico del Fico, che insiste sul punto ove era in epoca romana l'anfiteatro di Genova (riscoperto, archeologicamente rilevato, e demolito negli scavi negli anni 1990 per realizzare un parcheggio sotterraneo).

Un'altra sottozona si trova stretta tra la via Ravecca e le Mura. Le mura del XII secolo proseguono alle sue spalle, e addossata ad esse è la palazzata di via del Colle. Questa parte si trova all'esterno delle Mura, ed includeva una serie di salite fittamente edificate, un tessuto viario di carruggi demolito nel 1973 per far posto ai grattacieli del nuovo centro direzionale di via Madre di Dio.

Esistevano allora, digradanti nella valletta sottostante, la via delle Fosse del Colle, il passo di Gattamora, etc., dove era anche la casa natale di Nicolò Paganini (demolita inconsciamente con il resto del quartiere). Dal lato interno alle mura è invece un'altra serie di pittoreschi carruggi, tuttora esistenti: vico della Fava Greca (nome che ispirò Remigio Zena nell'inventarsi una piazzetta della Pece Greca per il suo romanzo La bocca del lupo, salita Coccagna, etc.

Sulle mura corre un altro vicoletto, vico delle Murette.

Campopisano e il CastrumModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Campopisano.
 
Passo delle Murette
 
Mura delle Grazie

Poco distante da via Ravecca si trovano importanti insediamenti medioevali come Campopisano e il Castello, sede del castrum, ovvero il primo insediamento abitativo della città, dove sorgono la chiesa e il convento di Santa Maria di Castello e la torre degli Embriaci, conservata in omaggio alle gesta di Guglielmo Embriaco Testadimaglio. Campopisano prende il nome dal luogo ove furono deportati e tenuti prigionieri per tredici anni gli undicimila combattenti pisani sconfitti nella battaglia della Meloria.

La zona fu duramente colpita dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. La ricostruzione si è fatta attendere per buona parte del quartiere oltre mezzo secolo.

Molte piazze e vie sono oggi diverse da come apparivano un tempo e questo a seguito dei radicali lavori di ristrutturazione compiuti fra gli anni sessanta e ottanta - con pesanti espropriazioni di abitazioni private - per la realizzazione del moderno Centro dei Liguri, sede di uffici pubblici e privati. Nonostante la profonda trasformazione, Ravecca ha mantenuto tuttavia - almeno in certi suoi aspetti - molte delle caratteristiche di un tempo, connotate da stretti vicoli animati da negozi di botteghe artigiane ma anche di moderni pub e ristoranti, oltre che dalle tipiche friggitorìe di un tempo.

NoteModifica

BibliografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Genova.
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