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La Regola è un'antica istituzione diffusa in parte del Veneto e del Trentino, particolarmente nell'area dolomitica, nella quale le famiglie originarie del luogo, proprietarie (per allodio) in modo indiviso e collettivo dei beni fondiari, sono chiamate a gestire direttamente tali proprietà attraverso gli organi statutari. Attualmente rientrano nella disciplina della legge regionale.

L'antica Casa delle Regole di Canale d'Agordo del 1640

Indice

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Comune rurale.

Costituitesi nel basso medioevo, le Regole erano un tempo diffuse in tutto l'arco alpino (sinonimi sono comune, villa, colmello, desena, vicinia, patriziato).

OrganizzazioneModifica

Capo di ogni Regola era, ed è tutt'oggi, il Marigo (in latino "mairicus"), assistito da Consiglieri ("laudatori"), da guardie del pascolo ("saltari"), da un cassiere ("cuietro"), e dal "precone", con funzioni di messo, che eseguiva le pignorazioni e gridava ad alta voce gli ordini del Marigo. Tutte le cariche erano annuali e gli eletti dovevano giurare sul Vangelo di compiere con coscienza il loro lavoro; ogni incarico era obbligatorio e chi rifiutava veniva multato e costretto a esercitarlo.

Il LaudoModifica

Il Laudo è lo statuto delle Regole. La parola deriva dal latino "laudamos quod", cioè "decidiamo che" ed è stata una delle prime espressioni scritte della popolazione ampezzana e cadorina su come si dovevano utilizzare boschi e pascoli. Dai Laudi è possibile dedurre l'organizzazione della Regola nei tempi antichi.

Molta parte dei Laudi conteneva una serie di sanzioni previste per le infrazioni alle consuetudini regoliere: sì trattava di multe in denaro o di pignoramenti di capi di bestiame.

Il Laudo oggi regolamenta la vita regoliera nelle sue varie attività, stabilisce quali sono gli organi amministrativi e quali sono le loro funzioni, prevede i tipi di attività che possono essere esercitati sul territorio, compresi i modi concessione di porzioni di territorio per attività turistiche.

La Comunanza Regoliera e ogni singola Regola hanno il loro Laudo, ogniuno con la propria autonomia, anche se sostanzialmente i testi sono analoghi, vista l'origine comune delle singole realtà regoliere.

SituazioneModifica

L'organizzazione delle Regole in Veneto è definita dallo statuto (laudo) e si basa sul fuoco, ovvero sul nucleo familiare rappresentato in assemblea da un suo membro. L'insieme dei fuochi ha il compito di gestire i beni di proprietà collettiva (patrimonio antico). Questi beni sono invendibili e indivisibili poiché la loro consistenza deve essere mantenuta nel tempo, inoltre, non possono essere utilizzati per attività al di fuori dell'ambito agro-silvo-pastorale.

Questi diritti sono solitamente trasmessi per via paterna ma, in tempi recenti, alcune Regole hanno permesso la trasmissione anche per via materna. Le famiglie che partecipano alla Regola e che risultano iscritte in un apposito albo sono sempre e soltanto quelle radicate da generazioni nel territorio. Sono ammesse nuove inclusioni di famiglie che sono residenti da molti decenni (80-100 anni, varia a seconda dello Statuto delle singole Regole), dopo essere state approvate dall'Assemblea dei Regolieri, la quale stabilirà il contributo di benintrando.[1].

Elenco delle regole in VenetoModifica

Nel Veneto sono costituite cinquantacinque Regole, di cui cinquantaquattro nella provincia di Belluno e una nella provincia di Vicenza. Le Regole bellunesi sono tutte concentrate nel Cadore; fanno eccezione quelle di Val di Zoldo, Chies d'Alpago, Cortina d'Ampezzo e Colle Santa Lucia[2].

Comune Regole
Auronzo di Cadore
  • Magnifica Regola di Villagrande
  • Magnifica Regola di Villapiccola
Borca di Cadore
  • Regola di Borca di Cadore
Chies d'Alpago
  • Regola di Funes, Pedol e famiglie Munaro di Molini
  • Regola di Montanes
  • Regola di Monte Salatis
Colle Santa Lucia
  • Regola di Posalz
  • Regola di Mezzo
  • Regola Grande
Comelico Superiore
  • Regola di Padola
  • Regola di Dosoledo
  • Regola di Casamazzagno
  • Regola di Candide
Alpago
  • Regola di Plois e Curago
Cortina d'Ampezzo
  • Regola alta di Lareto
  • Regola alta di Ambrizzola
  • Regola di Zuel
  • Regola di Campo
  • Regola di Pocol
  • Regola di Rumerlo
  • Regola di Cadin
  • Regola di Chiave
  • Regola Bassa di Lareto
  • Regola di Mandres
  • Regola di Fraina
Danta di Cadore
  • Regola di Tutta Danta
  • Regola di Mezza Danta
Pieve di Cadore
  • Regola di Pozzale
  • Regola di Tai e Vissà di Cadore
  • Regola di Nebbiù
San Nicolò di Comelico
  • Regola di San Nicolò
  • Regola di Costa
San Pietro di Cadore
  • Regola di San Pietro
  • Regola di Valle
  • Regola di Costalta
  • Regola di Presenaio
Santo Stefano di Cadore
  • Regola di Santo Stefano
  • Regola di Costalissoio
  • Regola di Casada
  • Regola di Campolongo
San Vito di Cadore
  • Regola di Chiapuzza e Costa
  • Regola di Vallesella, Resinego e Serdes
  • Regola Generale o Granda
Selva di Cadore
  • Regola di Pescul
  • Magnifica Regola di Selva e Pescul di Cadore
  • Regola delle Quattro Regole di Vila, Ru, Piciola e Granda
Val di Zoldo
  • Regola di Bragarezza
  • Regola Grande di Mareson
  • Regola Grande di Coi
Vigo di Cadore
  • Magnifica Regola di Vigo, Laggio con Piniè e Pelos di Cadore
Vodo di Cadore
  • Magnifica Regola Grande dei Monti di Vodo
  • Regola Staccata di Vodo
Pedemonte
  • Regola di Casotto

NoteModifica

BibliografiaModifica

Umberto Pototschnig Le regole della Magnifica Comunità Cadorina / - Milano: Vita e Pensiero, 1953. - IX, 151 p. ; 23 cm.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica