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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la frazione di Cugnoli in provincia di Pescara, vedi Colle Santa Lucia (Cugnoli).
Colle Santa Lucia
comune
Colle Santa Lucia – Stemma
Colle Santa Lucia – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
SindacoPaolo Frena (lista civica) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate46°27′N 12°01′E / 46.45°N 12.016667°E46.45; 12.016667 (Colle Santa Lucia)Coordinate: 46°27′N 12°01′E / 46.45°N 12.016667°E46.45; 12.016667 (Colle Santa Lucia)
Altitudine1 453 m s.l.m.
Superficie15,34 km²
Abitanti360[1] (31-12-2018)
Densità23,47 ab./km²
FrazioniVillagrande (sede comunale), Rucavà, Rovei, Tie, Colcuc, Canazei, Sopradaz Soppause, Costa, Riz, Pallua, Pezzei, Pian, Costalta, Pont, Fossal, Posalz, Codalonga, Rù, Coltoront, Passo Giau
Comuni confinantiAlleghe, Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana, Rocca Pietore, San Vito di Cadore, Selva di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale32020
Prefisso0437
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT025014
Cod. catastaleC872
TargaBL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanticollesi
Patronosanta Lucia
Giorno festivo13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Colle Santa Lucia
Colle Santa Lucia
Colle Santa Lucia – Mappa
Posizione del comune di Colle Santa Lucia nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

"Impirai sun sta gran riva,

sen ston ben tan saurì,

on Zuita che ne varda,

on Pelf che dis bondì"

(La cianzon de chi da Col, Luigia Lezuo)

Colle Santa Lucia (Col in ladino[2]) è un comune italiano di 360 abitanti[1] della provincia di Belluno in Veneto. Si tratta di un comune sparso, in quanto sede comunale è la frazione Villagrande.

È uno dei 18 comuni che formano la Ladinia. Nel periodo austroungarico il comune faceva parte del Tirolo.

La legge 482/1999 ha riconosciuto i comuni dell'Agordino come zona di minoranza linguistica ladino-veneta.

Indice

Geografia fisicaModifica

Colle Santa Lucia si estende principalmente su un altopiano compreso tra i 1300 e i 1500 m s.l.m., delimitato a est dalla val Codalunga, a sud dalla val Fiorentina e a ovest dalla val Cordevole.

L'area è dominata a nord dal massiccio del monte Pore (2.405 m), ma le altitudini più elevate si riscontrano sul retrostante gruppo del Nuvolau che culmina nell'Averau (2.647 m).

Nel comune ricade anche la metà orientale del passo Giau, il valico che permette i collegamenti fra l'Agordino e l'Ampezzano.

StoriaModifica

È ipotizzabile che già nel 1002 il Giudizio di Livinallongo, comprendente i territori del Comune di Colle Santa Lucia, il Comune di Livinallongo del Col di Lana e Rocca Pietore, facesse parte della Contea dell'Isarco[3] che passò nel 1027 sotto il controllo del Principato Vescovile di Bressanone.

I primi documenti storici sono risalenti al 1145, anno in cui il Maso "Puchperc, qui dicitur Wersil" venne donato dal Vescovo Hartmann al Convento di Novacella fondato pochi anni prima (1142). Alcuni anni dopo, in due diversi documenti, prima Papa Alessandro II in un documento datato 20 maggio 1177 e successivamente l'Imperatore Federico Barbarossa in un documento datato 5 settembre 1177 confermarono la proprietà del Territorio del Fursil e delle Miniere del Fursil al Convento di Novacella.

Nel 1803, terminato il potere temporale del Vescovo di Bressanone durato 776 anni, iniziò la secolarizzazione ossia la sottrazione da parte dell'Impero Austriaco dei beni fino a quel momento appartenuti alla chiesa.

Nel 1805 in seguito alle sconfitte Austriache contro l'esercito Napoleonico Colle Santa Lucia insieme al resto del Tirolo passò al Regno di Baviera, ma l'insoddisfazione del Tirolo verso l'amministrazione Bavarese sfociò nell'Aprile del 1809 nella guerra di liberazione guidata da Andreas Hofer che terminò nel Novembre dello stesso anno con la vittoria Francese. Nel 1810 per evitare ulteriori sommesse dei tirolesi, L'imperatore di Francia smembrò il Tirolo e Colle Santa Lucia insieme a Livinallongo e alle valli ladine di Fassa e Ampezzo passarono sotto il Regno d'Italia Napoleonico (1805-1814)

Alla fine del 1813 pochi mesi dopo la dichiarazione di guerra dell'Austria alla Francia le truppe austriache ripresero i territori del Sud Tirolo che nel corso del Congresso di Vienna del 1815 venne riassegnato all'Austria di Francesco II e nel 1817 vennero ripristinati i vecchi Giudizi Tirolesi fra cui quello di Livinallongo inserito nel Deutschtirol.

Nel 1835 la salita al trono del nuovo imperatore Ferdinando I d'Austria portò all'istituzione dei Comuni che rimasero unità amministrative subordinate ai Giudizi per via della difficoltà di trovare dei capi comune disposti ad assumere cariche con responsabilità eccessive.

Nel 1849 Salito al trono l'imperatore Francesco Giuseppe portò all'abolizione dell'Alta Proprietà e all'affrancamento del suolo "Grundentlastung" e nel 1962 ad una nuova legge quadro per il regolamento dei Comuni.

La Prima Guerra Mondiale

il 28 luglio 1914 l'Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia questo portò in poco tempo all'inizio della Prima Guerra Mondiale. A Colle Santa Lucia gli uomini tra i 21 e i 42 anni vennero arruolati e inviati lungo la frontiera in Galizia.

Il 23 maggio 1915 il Regno d'Italia dichiarò guerra all'Austria-Ungheria entrando nel conflitto mondiale. Gli Schützen del paese, insieme agli altri soldati ladini e tirolesi di età compresa fra i 18 e 21 e 42 e 50 anni risparmiati dalla chiamata del 1914 vennero chiamati a difendere il confine meridionale lungo la linea di difesa sulla cima delle Dolomiti aiutati da qualche ufficiale e sottufficiale austriaco. Colle Santa Lucia come a Cortina e Livinallongo del Col di Lana vennero ritenuti indifendibili vista la posizione e la scarsità di uomini a disposizione.

alle 22:30 del 25 maggio 1915 i fanti italiani entrarono a Colle Santa Lucia in assetto di guerra. Le donne i vecchi e i bambini rimasti in paese accolsero gli stranieri Italiani molto freddamente, contrariamente a quanto immaginato dagli irredentisti Italiani che ritenevano i Ladini sostanzialmente una minoranza Italiana felice di annettersi all'Italia.

Nel 1919 in seguito al Trattato di Saint-Germain-en-Laye della Conferenza di pace di Parigi che segnò la fine dell'Impero austro-ungarico, la Contea del Tirolo venne divisa e Colle Santa Lucia insieme a Livinallongo del Col di Lana e Cortina d'Ampezzo aggregateal Regno d'Italia per passare nel 1923 al Veneto (Provincia di Belluno).

Il secolare legame con il Tirolo viene definitivamente spezzato nel 1964 con il passaggio della parrocchia dalla diocesi di Bressanone a quella di Belluno[4].

LinguaModifica

Colle Santa Lucia fa parte dei 18 comuni che formano la Ladinia sellana. La varietà dialettale ivi parlata viene comunemente considerata una varietà di transizione tra i dialetti ladini definiti "atesini" e i dialetti ladini agordini in quanto essa conserva alcuni tratti tipici delle parlate sellane ma ne presenta altri caratteristici delle varietà più meridionali. Per quanto riguarda il lessico, ad esempio, sono presenti molti germanismi (sciolter < ted. Schalter 'interruttore'; mader < ted. Marder 'martora), caratteristica tipica dei dialetti ladini sellani, mentre, dall'altro lato, non sono più presenti, ad esempio, i plurali in -s.

Gli studi più completi per quanto riguarda questa varietà linguistica sono stati condotti da Giovan Battista Pellegrini e Vito Pallabazzer, questi nativo proprio di Colle S. Lucia, soprattutto durante gli anni Ottanta del secolo scorso[5][6].

La valorizzazione della lingua è portata avanti dall'Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan, con sede nel centro storico del paese che opera nel quadro della legge sulle minoranze linguistiche.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Cesa de JanModifica

Ovvero casa Chizzali-Bonfadini, è uno dei monumenti più importanti di Colle Santa lucia. Fu costruita nel 1612 per ospitare l'amministrazione delle miniere del Fursil dalla locale famiglia Chizzali, i cui membri cambiarono il cognome in Bonfadini per essere divenuti eredi di un'omonima famiglia veneziana. Fecero grandi fortune in campo economico e nel 1648 consegnarono alle casse della Serenissima i centomila ducati necessari per accedere al patriziato. Ricevettero titoli nobiliari anche dal vescovado di Bressanone.

Collocato nel centro di Villagrande, a pochi passi dalla parrocchiale, l'edificio presenta le caratteristiche tipiche dell'architettura tirolese. La facciata principale è rivolta a sud verso la val Cordevole: al piano terra si trova il portale d'ingresso, introdotto da un'arcata (sul muro di destra si possono notare tracce di affreschi); sopra, al primo piano, si trova un erker, mentre l'ultimo livello si caratterizza per una bifora. Tutte le aperture sono protette da pregevoli inferriate, realizzate con lo stesso ferro estratto dai giacimenti. La parete est, quella rivolta alla chiesa, presenta due barbacani aggiunti nel Ottocento per rinforzare la struttura dopo un terremoto.

Degli interni vanno citate le peculiari scale a chiocciola (che richiamano quelle del castello di Andraz), le stue rivestite in legno e i soffitti a volta di cantine e corridoi.

Una parte della Casa de Jan è oggi sede dell'omonimo Istitut Cultural Ladin, rivolto alla tutela della popolazione ladina di Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana e Cortina d'Ampezzo[7].

Chiesa di Santa Lucia[8]Modifica

L'epoca della costruzione della chiesa è incerta, ma probabilmente si tratta del XVI secolo. I primi documenti riguardanti un luogo di culto nel paese risalgono al 1336. Essa fu costruita inizialmente in stile gotico, ma, subì successivamente continue modifiche. Lo stile attuale è barocco-rococò. Nel corso dell'Ottocento la chiesa fu restaurata e ampliata verso l'abitato di Villagrande. Ne conseguì una riduzione dell'area cimiteriale attorno alla chiesa. Fu costruito il loggione (chiamato solar in ladino) dove siedono gli uomini e, al di sopra di questo, fu creato uno spazio per l'organo e i cantori.

Nella navata laterale sinistra è presente la cappella della Madonna del Rosario la cui epoca di costruzione è sconosciuta.

Per quanto riguarda le ricchezze artistiche della chiesa, sono da ricordare:

  • L'affresco esterno raffigurante San Cristoforo risalente al secolo XVI
  • La meridiana del 1606 (la più antica della provincia di Belluno)
  • La pala dell'altare raffigurante Santa Lucia con il piatto e le palme di Franz Unterberger risalente al secolo XVIII
  • Le Statue dei SS. Pietro e Paolo
  • La Statua del Cuor di Gesù di Giovanni Colleselli risalente al secolo XX
  • Nella laterale cappella del Rosario si trova il dipinto della Madonna che distribuisce il rosario
  • L'affresco di scuola veneziana della metà del XV secolo

Altri MonumentiModifica

  • Casa Piazza
  • Seggiovia Fedare

Altri luoghi di interesseModifica

  • Monte Pore
  • Belvedere
  • Strada della Vena
  • Rifugio Da Aurelio
  • Rifugio Fedare
  • Rifugio Passo Giau

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[9]

 

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Lo statuto comunale elenca in tutto ventun frazioni. Nella lista compare anche il passo Giau (Jof de Giau), ma per il resto si tratta sempre di villaggi e piccoli agglomerati distribuiti nella parte più meridionale del territorio, specialmente sull'altopiano sopracitato.

Colle Santa Lucia è un comune sparso, per tanto non trae il nome da una frazione specifica. L'abitato più importante, sia dal punto di vista demografico che amministrativo, è Villagrande (in ladino la Vila, 1443 m) che, oltre agli uffici comunali, ospita le principali infrastrutture, nonché la parrocchiale. Il transito della ex SS 251 la mette in comunicazione con Selva di Cadore da una parte e Alleghe, Rocca Pietore e Livinallongo del Col di Lana dall'altra.

Rappresentano quasi delle "appendici" di Villagrande le località Pallua (Palua), Riz, Costa e Soppause (Sopausse), poste l'una di seguito all'altra lungo la strada che sale a nord verso Sopradaz. Raggiunta quest'ultima (1520 m, poche case raccolte presso un tornante), l'arteria piega verso sud attraversando il villaggio Canazei (Cianazèi, 1575 m) e terminando presso le poche costruzioni di Tie (1510 m).

Poco più a est di Villagrande, diramandosi dalla ex statale, si inerpica, ancora verso nord, la strada che termina presso il piccolo agglomerato di Ru (1534 m). Due laterali destre conducono rispettivamente a Pont e a Costalta (Costauta).

Il secondo centro abitato del comune è Pian (Pien, 1377 m), che si trova poco più in basso di Villagrande, lungo la ex statale in direzione Selva di Cadore. È in continuità con la più modesta Fossal (Fosal), poco più a est, da cui si possono raggiungere, verso sud, Coltoront e Pezzei (Pezei)

Giunti ormai presso il confine con Selva di Cadore si incontra Codalunga, posto sulla riva destra del rio omonimo. Da qui è possibile a percorrere la val Codalunga attraverso la provinciale del passo Giau, per poi deviare a sinistra risalendone il versante occidentale. Qui si arroccano una serie di agglomerati indicati nel complesso con il toponimo Posalz (Posauz): si tratta, da sud a nord, di Troi, L'Agosta, Clevazza (Ciavaza), Conesel (Conejel), Bonata e Frena.

Le ultime frazioni si trovano dalla parte opposta, verso Livinallongo. Si tratta di Rucavà (Reciavà, 1300 m), sorto all'incrocio tra la ex SS 251 e la ex SS 203, Colcuc (Colcuch, 1531 m), arroccata poco più a nordest, e Rovei (Roèi, 1265 m), il nucleo più basso del comune: sorge alle pendici dell'altopiano, a metà tra Villagrande e il torrente Fiorentina.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 dicembre 1988 Arnaldo Colleselli DC Sindaco
24 febbraio 1989 1º maggio 1990 Costantino Pezzei DC Sindaco
25 giugno 1990 24 aprile 1995 Leopoldo Lezuo DC Sindaco [10]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Leopoldo Lezuo centro Sindaco [11]
14 giugno 1999 17 aprile 2000 Alessandro Tortorella - Commissario prefettizio
17 aprile 2000 4 aprile 2005 Paolo Frena lista civica Auna per Col - Insieme per Colle Sindaco [12]
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Paolo Frena lista civica Auna per Col - Insieme per Colle Sindaco [13]
30 marzo 2010 31 maggio 2015 Oscar Troi lista civica Lavorare per Colle Sindaco [14]
31 maggio 2015 in carica Paolo Frena lista civica Auna per Col - Insieme per Colle Sindaco

Altre informazioni amministrativeModifica

Già parte del Tirolo austriaco, nel 1923 il comune è stato aggregato al Veneto[15].

Il 28-29 ottobre 2007 si è tenuto un referendum consultivo per chiedere che il comune (assieme a quelli di Cortina d'Ampezzo e Livinallongo del Col di Lana) fosse distaccato dal Veneto ed aggregato alla provincia autonoma di Bolzano. Il referendum si è contraddistinto per la netta vittoria dei "sì" e per il superamento dei due quorum qualificati. Ora il comune sta seguendo la procedura prevista dalla Costituzione e dalla legge sui referendum[16].

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 220.
  3. ^ Storia dei Ladini delle Dolomiti - autore: Werner Pescosta, pag.88.
  4. ^ Colle Santa Lucia e la storia, Comune di Colle Santa Lucia. URL consultato il 9 ottobre 2013.
  5. ^ Vito Pallabazzer, Lingua e Cultura Ladina. Lessico e onomastica di Laste, Rocca Pietore, Colle S. Lucia, Selva Di Cadore, Alleghe., Istituto Bellunese di Recherche Sociali e Culturali., 1989.
  6. ^ Giovan Battista Pellegrini, Saggi sul ladino dolomitico e sul friulano., 1972.
  7. ^ Storia e caratteristiche della Cesa de Jan, Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan. URL consultato il 26 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  8. ^ Vito Pallabazzer, Floriano Chizzali, Colle Santa Lucia - Vita e Costume.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Eletto il 6 maggio 1990.
  11. ^ Eletto il 23 aprile 1995.
  12. ^ Eletto il 16 aprile 2000.
  13. ^ Eletto il 3 aprile 2005.
  14. ^ Eletto il 28 marzo 2010 come unico candidato.
  15. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  16. ^ Referendum Cortina, trionfo dei "sì", superato il quorum nei tre Comuni, La Repubblica, 29 ottobre 2007. Cfr. anche Progetti di aggregazione di comuni italiani ad altra regione.

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