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Repubblica Riograndense

stato di fatto, secessionista dal Brasile
Repubblica Riograndense
Repubblica Riograndense – BandieraRepubblica Riograndense - Stemma
Dati amministrativi
Nome ufficialeRepública Rio-Grandense
Lingue ufficialiportoghese
CapitalePiratini
Politica
Forma di StatoRepubblica
Forma di governopresidenziale
Organi deliberativiCamera dei Deputati e Senato
Nascita11 settembre 1836 - Battaglia di Seival con Bento Gonçalves da Silva
Causarivoluzione del 20 settembre 1835
Fine1º marzo 1845 - Trattato di pace di Ponche Verde
Territorio e popolazione
Bacino geograficoAmerica Latina
Religione e società
Religione di Statocattolica
Evoluzione storica
Preceduto daFlag of Brazil (1870–1889).svg Impero del Brasile
Succeduto daFlag of Brazil (1870–1889).svgImpero del Brasile

La Repubblica Riograndense, anche nota come Repubblica Piratini (in portoghese, República Rio-Grandense, conosciuta anche come República do Piratini) fu uno stato separatista dall'Impero brasiliano tra l'11 novembre 1836 e il 1º marzo 1845 in quello che ora è lo Stato brasiliano del Rio Grande do Sul.

Già dal 1834 la provincia di Rio Grande do Sul era in aperta rivolta contro l'Impero brasiliano. Il 20 settembre 1835 inizia la rivoluzione Farrapos. Durante la Guerra dei Farrapos la provincia si costituì in Stato indipendente e fu proclamata, da Antônio de Sousa Netto, la Repubblica. Bento Gonçalves da Silva venne designato come primo Presidente. Nel 1839 la Repubblica si unì in una confederazione con la poco duratura República Juliana (proclamata nello stesso anno). Nel 1843 venne adottata la Costituzione repubblicana.

La guerra contro l'Impero brasiliano fu condotta con il supporto determinante degli esuli stranieri che avevano combattuto nella Guerra argentino-brasiliana.

Antônio de Sousa Netto
Bento Gonçalves da Silva, primo Presidente costituzionale della Repubblica Riograndese

Indice

Il ruolo di Giuseppe Garibaldi nella difesa della RepubblicaModifica

Nella terra del Rio Grande do Sul Garibaldi è nominato nel 1838 “corsaro contro l'Impero”. Gli armano una grossa barca da pesca (il “Mazzini”), con cui prenderà il largo con un altro patriota italiano in esilio, Luigi Rossetti, inalberando il tricolore riograndense, e presso l'Isola grande cattura un brigantino imperiale carico di caffè. Di lì a poco Garibaldi avrà il comando delle “forze navali” repubblicane (sono in tutto due navigli, il “Rio Pardo” e il “Repubblicano”). Il motto della “Giovane Italia”, assunto nel giorno della proclamata indipendenza resta a tutt'oggi non solo sulla bandiera di quello Stato, in tutti i documenti ufficiali si legge il mazziniano “libertà - uguaglianza - umanità”. L'impegno di Garibaldi è senza respiro. Tra le sue grandi imprese c'è un'azione che ha dell'incredibile. Due navigli degli insorti sono bloccati nella Laguna de los Patos: le forze imperiali controllano l'uscita sull'Oceano. Garibaldi fa requisire più di cento paia di buoi, fa attaccare delle grandi ruote agli scafi del “Seival” e del “Rio Pardo” che saranno trainati via terra per ben sessanta miglia fino a raggiungere Atlantico e libertà. Tra una vittoria e l'altra il Condottiero Giuseppe poserà gli occhi su Anita Ribeiro, che diventerà sua compagna d'armi e d'amore e gli sarà accanto fino alla morte.

Trattato di pace di Ponche VerdeModifica

Il 1º marzo 1845 i rappresentanti della Repubblica Riograndese (Davi Canabarro) e dell'Impero brasiliano (Lima e Silva) concludono a Ponche Verde un trattato di pace che pone fine alla guerra oramai volta a svantaggio dei riograndesi. I punti principali del trattato sono i seguenti:

  • incorporazione del territorio della Repubblica nell'Impero
  • incorporazione dell'esercito riograndese nell'esercito imperiale
  • possibilità del popolo riograndese di scegliere il presidente della futura provincia
  • assunzione di tutti i debiti pubblici della Repubblica da parte dell'Impero
  • imposizione di una tassa del 25% per le importazioni indirizzate nel territorio riograndese.

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