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Il corsaro era un privato cittadino che, munito dal governo di uno Stato di un'apposita autorizzazione formale (lettera di corsa) in cambio della cessione allo stesso di parte degli utili conseguiti, era autorizzato ad assalire e rapinare le navi mercantili delle nazioni nemiche; pur comportandosi alla stessa maniera di un pirata, quindi, il corsaro svolgeva invece un'attività legittima e non criminale, ed era autorizzato a uccidere persone ma solo in combattimento.

Una nave privata, armata e dotata di capitano ed equipaggio, che operasse sotto l'autorizzazione di una lettera di corsa (talvolta intestata all'armatore, che restava a terra) era definita nave corsara.

Indice

AutorizzazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lettera di corsa.

In origine la "lettera di corsa" era un'autorizzazione del sovrano, concessa al proprietario di un mercantile, con la quale si prevedeva che, nel caso in cui la nave o il carico andassero rubati o distrutti, il mercante potesse reagire attaccando a sua volta il nemico per rifarsi delle perdite.

In un secondo momento i governi si resero conto che questo poteva essere un mezzo efficace per contrastare i commerci delle potenze rivali in tempo di guerra. Molte navi corsare furono armate da società private.

Corsari famosiModifica

Tra i corsari che hanno agito sotto l'autorità del loro paese figurano:

Famosi furono i corsari inglesi Francis Drake e Henry Morgan che, rispettivamente, sul finire dei secoli XVI e XVII, assaltavano i porti spagnoli nelle Americhe e attaccavano i galeoni carichi di oro e argento diretti verso la Spagna. Da segnalare anche lo spagnolo Amaro Pargo che ha dominato il percorso tra i Caraibi e Cadice.

In Francia sono famosi i corsari della città bretone di Saint-Malo come René Duguay-Trouin o Robert Surcouf, che catturavano navi inglesi e olandesi più grandi con le loro piccole e agili imbarcazioni. Saint-Malo diventò, dal Seicento in poi, un vero e proprio bastione corsaro, il che fece la ricchezza della città e suscitò vari attacchi infruttuosi al porto da parte della marina britannica. I corsari di Saint-Malo erano protetti dal re di Francia e spesso finivano la loro carriera come ammiragli nella marina reale.

Un corsaro italiano fu Giuseppe Bavastro, e anche l'ammiraglio Andrea Doria fu considerato tale, venendo soprannominato appunto Il Corsaro, esattamente come gli ottomani Khayr al-Din Barbarossa o Kurtoğlu Muslihiddin Reis, malgrado fossero diventati regolari ammiragli della marina da guerra d'Istanbul. Durante la Guerra dei Farrapos anche Giuseppe Garibaldi praticò la "guerra di corsa", ottenendo regolare "lettera patente di corsa" da parte della Repubblica Riograndense.

Durante le due guerre mondialiModifica

Sia durante la prima sia la seconda guerra mondiale, navi militari tedesche compirono azioni contro il naviglio mercantile delle nazioni considerate nemiche. Pur essendo attività inquadrate nella marina ufficiale, venne usato per esse il termine di "corsaro": in alcuni casi si trattava di navi originariamente mercantili, poi armate, che venivano camuffate da navi neutrali per passare inosservate; in altri casi si trattava di navi dall'origine militare: particolarmente famose furono la SMS Emden e la SMS Möwe e, nelle prime fasi della seconda guerra mondiale, si distinse la corazzata tascabile Admiral Graf Spee.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Corsaro, in Thesaurus del Nuovo soggettario, BNCF.  
  • Corsaro, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 20 febbraio 2017.
    • Corsaro, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 20 febbraio 2017.
    • Corsaro, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010. URL consultato il 20 febbraio 2017.
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