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Riglione
quartiere
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
ComunePisa-Stemma.svg Pisa
Territorio
Coordinate43°41′45″N 10°26′52″E / 43.695833°N 10.447778°E43.695833; 10.447778 (Riglione)Coordinate: 43°41′45″N 10°26′52″E / 43.695833°N 10.447778°E43.695833; 10.447778 (Riglione)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti2 900[2]
Altre informazioni
Cod. postale56100
Prefisso050
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiriglionese, riglionesi[1]
Patronosanti Ippolito e Cassiano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Riglione
Riglione

Riglione è un quartiere del comune di Pisa.

StoriaModifica

Riglione è un piccolo centro abitato sin dal Medioevo. Si è sviluppato sulla via vecchia fiorentina intorno alla chiesa e al vecchio scalo sull'Arno ed è stato frazione di Pisa.

Monumenti e luoghi di interesseModifica

Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano martiriModifica

La chiesa di Riglione è a pianta longitudinale ad un'unica ampia navata con copertura a capriate. La navata termina con un'abside centrale e due absidiole laterali, tutte a pianta quadrangolare. La Chiesa è arredata con due confessionali e da due altari addossati alle pareti; è presente una sacrestia e un ambiente laterale dove è posto il fonte battesimale.

Il perimetro della Chiesa è percorso da dieci lesene di marmo, cinque per ogni parete laterale.

Le fonti di luce sono costituite dalle quattro finestre poste nella navata e da una vetrata presente nell'abside.

In controfacciata si trovano una lapide a ricordo delle vittime di Riglione-Badia nella guerra del 1940-1945 e un coro ligneo su cui si trova l'organo a canne. Questo strumento fu presumibilmente realizzato dalla ditta organaria Tronci di Pistoia nell'Ottocento, ma a seguito del crollo del tetto a causa dei bombardamenti restò gravemente danneggiato. Alla fine degli anni Settanta fu restaurato - e ampiamente rimaneggiato - dalla ditta Michelotto di Abignasego (PD), che lo elettrificò e installò la consolle - a due tastiere e pedaliera - nel presbiterio, a destra dell'altare maggiore.

Affreschi dell'abside e del coroModifica

L'abside e il coro sono stati interamente affrescati nel 1953 dal pittore Luigi Antonio Gajoni.

La scena sul frontone raffigura la gloria di Dio. Al centro si trova la Santa Famiglia con Gesù benedicente seduto in trono e con in mano due tavolette raffiguranti l'Alfa (A) e l'Omega (Ω), il principio e la fine di ogni cosa. Ai lati della Santa Famiglia sono rappresentati, sulla destra, un gruppo di angeli che cantano e suonano, mentre a sinistra, in primo piano, i santi martiri Ippolito e Cassiano, ai quali è dedicata la chiesa. Inoltre sono rappresentati del grano e dell'uva, richiami all'eucaristia.

Nel catino absidale è affrescato un cielo azzurro con, al centro, una colomba che emana raggi di luce.

Nelle quattro vele sono rappresentati i simboli degli evangelisti: Matteo (angelo), Giovanni (aquila), Luca (toro) e Marco (leone).

Procedendo verso il basso, al centro della parete, si trova l'immagine di Dio Padre con le braccia aperte nell'atto di accogliere tutti i suoi figli.

Sono raffigurati anche san Francesco con la Basilica di Assisi e santa Caterina con il Duomo di Siena.

Il coro è stato affrescato con angeli ai lati e con l'immagine del Santissimo Sacramento al centro, contornata da un cerchio di nuvole da cui spuntano volti di bambini. Il pittore Gajoni ha immortalato, nel suo lavoro, volti di bambini e giovani riglionesi: il volto di san Francesco è quello di un giovane di Riglione che venne poi ordinato prete.

 
Esterno della chiesa

VetrataModifica

Il 25 settembre 1968, in occasione del 25º anniversario di ordinazione del priore Domenico Baldocchi, il coro venne arricchito con una vetrata centinata, opera di Mino Rosi, raffigurante in alto la Santa Famiglia e in basso alcune scene della vita di Gesù: la Fuga in Egitto, la Presentazione al Tempio, Gesù con i dottori della legge, l'incontro con la Veronica, la crocifissione, la deposizione dalla croce e la sepoltura.

CrocifissoModifica

È una scultura in legno che ha per Riglione un importante significato storico: durante la seconda guerra mondiale il tetto della chiesa crollò a causa dei bombardamenti ma, miracolosamente, il crocifisso rimase in piedi.

Nicchia dedicata al Sacro Cuore di Gesù e copia del quadro della "Divina Pastora"Modifica

Nell'abside laterale sinistra è situato, in basso, un quadro raffigurante la Santa Famiglia, copia del dipinto posto all'altare laterale dedicato alla Madonna Divina Pastora.

Sopra questo quadro, dentro una nicchia e protetta da una teca di vetro, vi è la statua lignea del Sacro Cuore di Gesù.

Nicchia dedicata alla Madonna Addolorata e Urna di Cristo mortoModifica

L'abside laterale destra contiene, in basso, un'urna di vetro contornata da legno dorato e con copertura in marmo che contiene la statua del Cristo morto. Quest'urna fu realizzata nella metà del XX secolo per facilitare il trasporto della statua lignea durante la processione di Gesù morto che si svolgeva il Venerdì Santo.

Sopra quest'urna, dentro una nicchia e protetta da una teca di vetro, vi è la statua lignea della Madonna Addolorata.

Altare centraleModifica

L'altare è di legno: la base su cui poggia la mensa presenta, sul lato rivolto verso l'assemblea, un'incisione su rame che raffigura l'Ultima Cena.

Vecchio altare maggioreModifica

L'altare con base di marmo è costituito da una mensa sormontata da un dossale in marmo policromo con superficie gradinata, su cui è addossato un tabernacolo a forma di tempietto. Il dossale termina alle due estremità con due angioletti in marmo bianco.

 
Crocifisso

Il crocifisso di Giunta PisanoModifica

L'artistico crocifisso è un'opera pittorica su tavola (cm 190x150) risalente al secolo XIII e attribuito alla scuola di Giunta Pisano. La scuola pittorica pisana con il suo più illustre maestro Giunta Pisano, fu la prima a studiare ed umanizzare Cristo sulla croce: è, si, il re della vita, ma è soprattutto l'uomo dei dolori; è il Figlio di Dio sceso sulla terra per redimere l'umanità offrendosi al Padre per il riscatto di tutti noi. In questo crocifisso, infatti, il Cristo viene ritratto con il corpo e la testa che cominciano a piegarsi sotto il peso dei peccati degli uomini.

Ai piedi del Cristo è la Maddalena che piange appoggiando la testa sui piedi di Gesù; alla destra è la Vergine Maria mentre a sinistra è l'apostolo Giovanni. In alto sono raffigurati due angeli che nel dolore volano intorno alla testa di Cristo mentre alle due estremità del braccio orizzontale della croce sono raffigurati a destra San Giovanni Battista e a sinistra un altro apostolo.

Il crocifisso fu donato alla chiesa di Riglione da Cosimo I Medici. Durante il periodo della guerra fu trasportato e conservato nella Certosa di Calci per proteggerlo dai bombardamenti. Fu oggetto di accurato restauro ad opera della soprintendenza ad Beni Culturali di Pisa e il 10 ottobre del 1982, riportato al primitivo splendore, venne restituito alla chiesa di Riglione, dove è protetto da una teca di vetro.

La Divina PastoraModifica

Il quadro che raffigura la Santa Famiglia è un dipinto su tavola (cm 45x52) attribuito alla scuola dei fratelli Carracci di Bologna.

In piena luce, che viene da sinistra guardando in quadro, si vede la Vergine che sorregge in grembo il Bambino Gesù che sembra stia parlando con San Giovanni Battista e che accenni qualcosa con la mano destra. In penombra si scorge il volto di San Giuseppe che guarda con atto paterno il Bambino Gesù e con la mano sinistra sorregge un bastone.

Una tradizione popolare racconta che il quadro fosse di proprietà della famiglia Catanti. Il popolo di Riglione, affezionatissimo all'immagine sacra della Divina Pastora, volle incoronare la Vergine e il Bambino con corone d'oro ricavate dalla fusione di oggetti offerti dai riglionesi: questa incoronazione avvenne il 5 agosto 1928. Durante la festa della Divina Pastora, che si celebra ogni anno la prima domenica d'agosto, l'immagine sacra viene inserita in un trono di legno e portata in processione per le vie del paese.

L'altare sul quale si conserva il dipinto è di marmo, costituito da una mensa sormontata da due gradini su cui poggia il tabernacolo. È formato da due colonne che sorreggono un timpano a frontone spezzato con in mezzo un cartiglio che porta la seguente iscrizione: "D.O.M. ET DIVINI PASTORIS MATRI".

Nel vano dell'altare si nota una superficie, interamente di marmo policromo, sulla quale sono scolpiti due archi e una raggiera con nuvole: al centro vi è, in una teca di vetro, il quadro raffigurante la Sacra Famiglia.

Statue di SantiModifica

Nella chiesa sono esposte alla venerazione dei fedeli cattolici alcune statue di legno colorato, realizzate ad Ortisei:

  • Santa Teresa del Bambino Gesù: donata alla chiesa dal popolo di Riglione.
  • Sant'Antonio: donata alla chiesa dalla famiglia Pampana.
  • Santa Rita: donata alla chiesa dal popolo di Riglione.

Fonte battesimaleModifica

Il fonte battesimale è situato in un ambiente separato dalla chiesa per mezzo di un cancelletto di ferro.

Il fonte è formato da una colonna ottagonale che sorregge una vasca anch'essa a otto lati sormontata da una statua raffigurante san Giovanni Battista.

CrocifissoModifica

Opera lignea di un autore ignoto del XVII secolo.

Feste e fiereModifica

  • Prima domenica di agosto: in onore della Divina Pastora

Infrastrutture e trasportiModifica

Riglione è collegata al centro di Pisa con corse automobilistiche di linea svolte dalla società CTT Nord.

Dal 1881 al 1953 la località era attraversata dalla tranvia a vapore che, percorrendo l'asse della via Fiorentina, collegava Pisa con Pontedera e, attraverso una diramazione che si distaccava in località Navacchio, con Caprona e Calci.

NoteModifica

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 453.
  2. ^ Riglione, dati della CEI.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 3, tomo I, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, p. 295.

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