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Ritratto di giovane flautista

dipinto di Girolamo Savoldo
Ritratto di giovane flautista
Giovanni Gerolamo Savoldo 009.jpg
AutoreGiovanni Girolamo Savoldo
Data1540 circa
Tecnicaolio su tela
Dimensioni70,3×100,3 cm
UbicazionePinacoteca Tosio Martinengo, Brescia

Il Ritratto di giovane flautista è un dipinto a olio su tela (70,3x100,3 cm) di Giovanni Gerolamo Savoldo, databile al 1540 circa e conservato nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.

StoriaModifica

L'opera è nota dall'Ottocento, quando si trovava nella collezione di Lord Anherest di Sevenoaks, venendo esposto per la prima volta a Londra nel 1894. In quell'occasione fu letta la firma dell'autore, sul foglio da musica appeso alla parete. Fu acquistato da Alessandro Contini Bonacossi, dopo essere stato escluso dal lascito agli Uffizi, e venduto dagli eredi a Peter Sharp, collezionista di New York. La Banca Popolare di Brescia infine lo acquistò riportandolo in Italia e destinandolo al museo pubblico.

Descrizione e stileModifica

In una stanza chiusa un ragazzo si volta di tre quarti verso lo spettatore, sospendendo una sonata del flauto che impugna con le mani, davanti a un libro di musica e con alla parete un foglio musicale attaccato, oltre a un armadietto a muro in cui si intravedono alcuni libri. Il ragazzo è abbigliato in maniera vistosa, denunciando la sua alta estrazione sociale, ma è evidente anche un senso di malinconia, derivato da una personale interpretazione dell'opera di Giorgione. All'ambientazione pastorale Savoldo infatti sostituì l'interno chiuso, in cui la luce fa da padrona, misurando la solitudine dell'interno domestico e rivelando i particolari degli oggetti, non molto diversamente da come farà Vermeer nel secolo successivo. Il cappello calzato getta un'ombra sugli occhi del ragazzo, che appaiono così velati e sembrano far trasparire una trattenuta infelicità. Anche la pesante pelliccia del mantello appare quasi come un gioco, che fa curvare leggermente la figura. Le mani invece sono illuminate in maniera incidente, rivelando uno straordinario brano di verismo, tipico del Rinascimento bresciano, di cui Savoldo fu uno dei protagonisti, arrivando a influenzare anche Caravaggio.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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