Rivista Abruzzese

Rivista Abruzzese
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàperiodico
GenereRivista culturale
FormatoCartaceo
FondatoreFrancesco Verlengia
Fondazione1948
SedeLanciano
EditoreEmiliano Giancristofaro
CondirettoreLia Giancristofaro
ISSN0035-5739 (WC · ACNP)
Sito webwww.rivista-abruzzese.it/
 

La Rivista Abruzzese è un periodico culturale, a cadenza trimestrale, fondato nel 1948 da Francesco Verlengia.

Ha sede a Lanciano e si occupa, in prevalenza, di letteratura, storia, sociologia e antropologia culturale dell'Abruzzo.

CaratteristicheModifica

Dalla data di fondazione mantiene la stessa copertina e fra le sue pagine non ospita pubblicità. Come ricorda Emiliano Giancristofaro, la Rivista fu fondata a Chieti, presso la Biblioteca provinciale De Meis, da Verlengia[1]. Il cultore d'arte abruzzese intendeva ripristinare un progetto editoriale di Giacinto Pannella e Luigi Savorini, cioè la "Rivista Abruzzese di Lettere, Sciense e Arti" (acronimo RASLA), fondato a Teramo nel 1886 e chiuso nel 1919. Tale progetto insieme a quello della Deputazione abruzzese di storia patria a L'Aquila, intendeva studiare gli aspetti della storia, cultura, arte e folklore abruzzese da un punto vista critico e analitico. Verlengia collaborò con Mario Chini, Vincenzo Balzano, Pio Costantini, Giovanni Pansa, Giovanni De Caesaris, Luigi Polacchi; nel 1961 a causa della malattia, affidò la Rivista al giovane Emiliano Giancristofaro, che la curò per lui fino al biennio 1963-1964, quando avvenne il passaggio legale di proprietà a Giancristofaro a Lanciano. Il nome di Verlengia tuttavia per rispetto rimase in copertina, anche dopo la sua morte nel 1967.

Dal 1974 la rivista pubblica, come editore, una collana di Quaderni monografici, con particolare riferimento alle tradizioni popolari abruzzesi[2]. Si tratta volumi di studi incentrati su in determinato campo di indagine, tendenzialmente riguardanti l'area della provincia di Chieti. Nel 2008 sono state realizzate due importanti ristampe anastatiche, le "Antichità storico critiche sacre e profane dei Frentani", opera di Domenico Romanelli del 1790, e gli Atti del Convegno storico Abruzzese Molisano del 1931 in 3 volumi.

Nel 1997, in occasione del primo cinquantenario, la Rivista ha pubblicato i propri indici[3]. Dopo Verlengia, la rivista è stata diretta dal 1963 da Emiliano Giancristofaro, che ha mantenuto l'incarico sino al 2000, data in cui è subentrata la figlia Lia Giancristofaro.

La Rivista Abruzzese ha avuto come collaboratori, anche con scritti inediti, Roberto Almagià, Beniamino Rosati, Alfonso Maria di Nola, Benedetto Croce e sua figlia Elena.

Emiliano Giancristofaro negli anni '80 e '90 ha realizzato anche documentari audiovisivi di inchiesta sul folklore abruzzese e sulle diverse tradizioni, intitolati Storie del silenzio. Altro materiale è stato raccolto da Alfonso Maria Di Bola e dal francescano Donatangelo Lipinetti.

La precedente Rivista abruzzese di Lettere Scienze e ArtiModifica

Le origini della Rivista risalgono al 1888, quando fu fondata da vari intellettuali del teramano, quali Giacinto Pannella, Francesco Savini e Vincenzo Bindi, nata con il nome di Rivista Abruzzese di Lettere Scienze ed Arti[4]; dal 1892 sino al 1919, anno della chiusura, fu diretta dal Pannella e vi collaborarono anche Vincenzo Balzano, Carlo Ignazio Gavini e Antonio De Nino. Scopo era uno studio critico moderno, con la collaborazione di archeologi, studiosi di arte e folkloristi, anche extra Abruzzo, del patrimonio abruzzese[5]; altro scopo era l'apoliticità della Rivista.

Dopo la chiusura nel 1919, la Rivista cambiò nome, e fu associata ad altre riviste abruzzesi, in cui si distinse il critico d'arte e bibliotecario di Chieti Francesco Verlengia, che la rifondò con il nome semplice "Rivista Abruzzese" nel 1948 a Chieti[6], per poi essere spostata a Lanciano.

NoteModifica

  1. ^ Introduzione a F.Verlengia, "Scritti (1910-1966)", Rivista Abruzzese, Lanciano 2007
  2. ^ Cfr. gli indici (online Archiviato il 13 novembre 2009 in Internet Archive.) dei Quaderni di «Rivista Abruzzese».
  3. ^ L. Buccella, I cinquant'anni della «Rivista Abruzzese». Indice, in «Rivista Abruzzese», L (1957), nn° 3-4.
  4. ^ Rasla
  5. ^ Francesco Verlengia, Vincenzo Balzano, 1952, in F. Verlengia, Scritti (1910-1966), Rivista abruzzese, Lanciano 2007
  6. ^ vedi la prefazione di Emiliano Giancristofaro a F. Verlengia, Scritti (1910-1966), Rivista abruzzese, Lanciano 2007

Collegamenti esterniModifica

  • Sito ufficiale (online) della «Rivista Abruzzese».
  • Indici (online) della «Rivista Abruzzese».