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Lanciano

comune italiano
Lanciano
comune
Lanciano – Stemma Lanciano – Bandiera
Lanciano – Veduta
Veduta di Piazza Plebiscito e della Cattedrale della Madonna del Ponte
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoMario Pupillo (PD) dal 4-7-2016[1]
Territorio
Coordinate42°13′52.36″N 14°23′25.7″E / 42.231211°N 14.390472°E42.231211; 14.390472 (Lanciano)Coordinate: 42°13′52.36″N 14°23′25.7″E / 42.231211°N 14.390472°E42.231211; 14.390472 (Lanciano)
Altitudine265 m s.l.m.
Superficie66,94 km²
Abitanti34 918[2] (31-5-2018)
Densità521,63 ab./km²
FrazioniVedi sezione
Comuni confinantiAtessa, Castel Frentano, Fossacesia, Frisa, Mozzagrogna, Orsogna, Paglieta, Poggiofiorito, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Sant'Eusanio del Sangro, Treglio, Santa Maria Imbaro
Altre informazioni
Cod. postale66034
Prefisso0872
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069046
Cod. catastaleE435
TargaCH
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantiLancianesi
PatronoMadonna del Ponte
Giorno festivo16 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lanciano
Lanciano
Lanciano – Mappa
Posizione del comune di Lanciano all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Lanciano (IPA: [laŋ̩ˈt͡ʃaːno], Langiàne in lancianese[3]) è un comune italiano di 34 918 abitanti[2] della provincia di Chieti, in Abruzzo, centro più importante della Val di Sangro e meta di pellegrinaggi grazie al suo miracolo eucaristico.

Città di antica tradizione, fu capoluogo dei Frentani, municipio romano e successivamente capoluogo di distretto durante il Regno delle Due Sicilie, ebbe il titolo di città nel 1212 per volere di Federico II di Svevia. È inoltre insignita di medaglia d'oro al valor militare.

Indice

Geografia fisicaModifica

 
Veduta di una parte del centro storico: in particolare il Quartiere Sacca, con il campanile della Chiesa di Santa Maria Maggiore

TerritorioModifica

Il territorio del comune di Lanciano si estende per 66 km² nella fascia collinare che dalle pendici della Maiella digrada verso il mare. Esso è composto prevalentemente da colline, ma comprende anche un'importante parte pianeggiante nella val di Sangro. La sua altimetria varia dai 33 m s.l.m., in contrada Serre vicino al fiume Sangro, fino ai 410 m s.l.m., che si raggiungono nella frazione San Nicolino al confine con Castel Frentano. Il centro cittadino è situato a 265 m s.l.m. (rilevati in Piazza del Plebiscito, davanti al Municipio).[4]

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Lanciano.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +6,2 °C; quella dei mesi più caldi, luglio e agosto, è di +24,2 °C[5].

La neve cade tutti gli anni mediamente 2-3 volte, in qualche caso anche nel tardo autunno o ad inizio primavera; d'estate, specie in luglio ed agosto, non sono infrequenti i giorni di afa.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Lanciano.

Età anticaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Anxanum.
 
veduta del centro storico con la Cattedrale

Le origini di Lanciano affondano nel mito. La tradizione vuole che sia stata fondata nel 1179 a.C. da Solima, profugo troiano approdato in Italia insieme ad Enea, un anno dopo la distruzione della stessa Troia nel 1180 a.C., col nome di Anxanon o Anxia (dal nome di un compagno morto in guerra). Al di là dell'epica, la datazione potrebbe essere verosimile: infatti, alcuni ritrovamenti archeologici dimostrerebbero che il sito di Lanciano è stato abitato con continuità dal XII secolo a.C. Nei dintorni, inoltre, sono state rinvenute tracce di insediamenti neolitici fin dal V millennio a.C.

Secondo le notizie di alcuni storici romani (Varrone, Livio e Plinio il Vecchio), in seguito Anxanon fu capitale del popolo Frentano, popolo di stirpe sannitica che occupò l'area costiera tra il Pescara ed il Fortore a partire dal V secolo a.C.. Dopo la sconfitta subita nel 304 a.C. i Frentani divennero foederati dei Romani, status che conservarono fino al termine della guerra sociale, quando ebbero la cittadinanza romana. Fu allora che la città fu ordinata in seno alla Repubblica Romana come municipium. In quest'epoca dovette subire la romanizzazione del nome, da Anxanon in Anxanum.

Fin dall'età antica la città ha dovuto la sua prosperità al commercio, che in epoca romana si svolgeva attraverso le fiere chiamate nundinae. Questa vocazione le deriva da una collocazione "strategica": è a pochi chilometri dal mare ma è in collina, quindi meglio difendibile; inoltre, è vicino ad un'antichissima rotta commerciale che collegava la Puglia all'Italia settentrionale già in età preromana. Questo tracciato, probabilmente legato al tratturo L'Aquila-Foggia per la transumanza delle greggi, in epoca romana divenne una strada (la via Flaminia Adriatica) che partiva da Hostia Aterni (poi Pescara) ed arrivava fino in Puglia passando per Ortona, Anxanum e Histonium (Vasto).

 
Scorcio del nucleo medievale

MedioevoModifica

Con il crollo dell'Impero Romano, Lanciano subì saccheggi dai Goti. In seguito, con l'invasione dell'Italia da parte dei Longobardi, fu conquistata e rasa al suolo (probabilmente nel 571). I nuovi dominatori si insediarono sul colle Erminio, intorno al quale cominciò a ricostituirsi un nucleo abitativo. Da questo trarrà origine il più antico quartiere medioevale: Lancianovecchia. Lanciano dovette poi subire la conquista bizantina nel 610 e, sul finire dell'VIII secolo, quella dei Franchi, i quali l'aggregarono prima al ducato di Spoleto e poi a quello di Benevento.

Nel 1060 fu annessa dai Normanni all'istituendo Regno di Sicilia (che diverrà Regno di Napoli nel 1372) grazie all'occupazione armata di Ugo Malmozzetto, che la scelse come sede della sua contea[6]. Di fatto, Lanciano seguì le vicende politiche e dinastiche di questo regno fino all'Unità d'Italia. Estinta che fu la dinastia Normanna, vide il susseguirsi delle dominazioni degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi.

Superati gli anni bui, Lanciano prosperò grazie al rifiorire delle sue fiere (una in maggio ed una in settembre), tanto da diventare, nel Trecento, il più grande centro abitato d'Abruzzo (6500 abitanti nel 1340).[senza fonte] L'incremento demografico si accompagnò all'espansione urbanistica del centro urbano: tra XI e XII secolo furono edificati gli altri quartieri storici e fu ultimata la nuova cinta muraria, dotata di nove porte (solo una delle quali è sopravvissuta fino ad oggi: Porta San Biagio). La struttura urbana di Lanciano arrivò così ad essere quella tuttora visibile nel centro storico.

La sua importanza come emporio fu riconosciuta conferendole lo status di università demaniale, cioè di città non sottoposta a nessun feudatario, ma amministrata direttamente dal re. Questo privilegio le fu accordato nel 1212 dall'imperatore Federico II di Svevia e fu confermato e reso perpetuo nel 1259 da Manfredi, re di Napoli. Ad esso si accompagnava l'esenzione delle merci da dazi e dogane ed il diritto di eleggere, oltre agli amministratori ordinari, un magistrato, detto Mastrogiurato, che durante le fiere deteneva i poteri normalmente in mano al Giudice Regio.

Fin dal Medioevo, a Lanciano sorsero molte industrie: in primo luogo, fabbriche di tele finissime e di stoffe di lana e seriche. Nel XV secolo si affermarono molte altre produzioni: le ceramiche, la fabbricazione degli aghi, l'oreficeria e l'industria del ferro, dei bronzi, dei cuoi e delle pelli.[7]

In quest'epoca, una rivalità particolare si instaurò con la vicina città di Ortona, che era il porto preferenziale per l'afflusso delle merci alle fiere, a causa dei dazi che questa città imponeva sulle merci che vi transitavano. Sul finire del XIV secolo Lanciano ottenne dall'Abbazia di San Giovanni in Venere la concessione per costruire un porto a San Vito: ciò fu motivo di nuove guerre con gli ortonesi, composte solo dalla mediazione di San Giovanni da Capestrano nel 1427.

Nel 1441 re Alfonso V d'Aragona ripagò l'appoggio avuto contro gli Angioini, concedendo a Lanciano il diritto di battere moneta mediante l'istituzione di una Zecca. All'apice della sua ricchezza, la città arrivò a possedere più di 40 feudi. Un riconoscimento dell'importanza raggiunta fu l'istituzione, nel 1515, di una diocesi distinta da quella di Chieti, poi elevata ad arcidiocesi nel 1562.

 
Mappa medievale della fortezza di Lanciano, ad opera di Piri Reìs

Dal Cinquecento ad oggiModifica

Nel Cinquecento ebbe inizio una fase di declino per l'economia lancianese. Nel 1544 Lanciano perse molti dei suoi feudi a causa del suo sostegno a Francesco I, re di Francia, nella guerra contro l'imperatore Carlo V d'Asburgo. In quegli stessi anni, il regno di Napoli perdeva la sua autonomia, riducendosi ad una pedina di scambio nelle contese tra le grandi potenze europee. A causa della sua posizione di frontiera, l'Abruzzo soffrì particolarmente per queste contese, che videro opposti spagnoli e francesi per tutti il XVI ed il XVII secolo e sfociarono nella guerra aperta tra spagnoli ed austriaci all'inizio del XVIII secolo. Anche Lanciano, nel suo piccolo, risentì di questo quadro ed andò in crisi a causa dell'incapacità amministrativa dei Capitani del Popolo spagnoli e dei forti tributi imposti.

Il momento peggiore fu nel 1640: Lanciano perse i suoi privilegi di città demaniale, fu creata baronia e passò di mano tra vari feudatari. Il vassallaggio durò più di un secolo e portò un notevole impoverimento della città, vessata dai nuovi padroni. Nonostante le numerose ribellioni, Lanciano riacquistò la sua libertà solo nel 1778, dopo l'ascesa al trono di Napoli dei Borbone.

Nell'Ottocento la città partecipò attivamente ai moti risorgimentali, a partire dalla Repubblica Partenopea del 1799 fino ad una serie di sollevazioni nel 1848, 1849 e 1853. Nel 1860 votò l'adesione all'Italia unita.

Nella storia del Novecento di Lanciano, una pagina molto importante è quella della partecipazione alla Resistenza con la rivolta degli Eroi Ottobrini, che è stata riconosciuta con la medaglia d'oro al valore militare dal presidente Einaudi nel 1952.[8]

 
Stemma

SimboliModifica

Nel 2012 l'Ufficio Araldico del Ministero dell'Interno ha approvato una modifica allo stemma di Lanciano, che è ora quello visibile in figura.[9] A seguito di approfondite ricerche da parte degli storici Domenico Maria Del Bello e Massimiliano Carabba Tettamanti, infatti, si è giunti a ricostruire l'aspetto dello stemma cittadino così come avrebbe dovuto essere nel 1464, anno della sua concessione da parte di Alfonso II di Napoli[9].

Lo stemma è costituito da uno scudo sannita contenente una lancia che punta verso il sole e due gigli dorati su campo azzurro. Se i gigli non pongono problemi di interpretazione, poiché sono facilmente riconducibili alla casa d'Angiò, che detenne il Regno di Napoli tra il XIII ed il XV secolo, più complessa da decifrare è la simbologia della lancia verso il sole: una possibile spiegazione è che possa essere un richiamo alla lancia di Longino, il soldato romano che avrebbe trafitto il costato di Cristo crocefisso per constatarne il decesso, il cui culto è stato presente a Lanciano fin dall'antichità (alcuni ipotizzano la presenza di una chiesa paleocristiana a lui dedicata sul sito del Convento di San Francesco).[10]

OnorificenzeModifica

 
L'armata britannica a Lanciano nel 1943
  Titolo di Città
«Concessione dell'imperatore Federico II di Svevia»
— 1212
  Medaglia d'oro al valor militare
«Forte città dell'Abruzzo, di nobili tradizioni patriottiche e guerriere, insofferente di servaggio, reagiva ai soprusi della soldataglia tedesca con l'azione armata dei suoi figli migliori. L'intera popolazione, costretta ad assistere in piazza al martirio di un cittadino, valoroso combattente, legato ad un albero, accecato e trucidato per ammonimento ai civili, sorgeva in armi. Combattevano i cittadini per molte ore, subendo perdite ed infliggendone di ben più gravi e, per aver ragione della resistenza, il nemico doveva impegnare numerosi battaglioni, mezzi corazzati, artiglierie. Esempio di civiltà al barbaro invasore che trucidava i colpiti, gli abitanti curavano con umana pietà i nemici feriti. Sottoposta prima ad atroci rappresaglie, poi alle dure azioni di fuoco degli alleati, infine ai massicci bombardamenti dei tedeschi, la Città di Lanciano, presa nella linea del fronte, subiva radicali distruzioni mentre più di 500 abitanti perdevano la vita. Per nove mesi di dure prove la popolazione di Lanciano forniva valorosi combattenti per la lotta di liberazione, sosteneva la resistenza, dava tutta nobile esempio di patriottismo e di fierezza.»
— Lanciano, 5 ottobre 1943 - giugno 1944

RicorrenzeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Martiri ottobrini.

Nei giorni 5 e 6 ottobre si commemora l'insurrezione della città di Lanciano contro l'occupazione tedesca, avvenuta nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale. Subito dopo l'occupazione nazista, alcuni gruppi di giovani lancianesi presero le armi contro gli invasori e li impegnarono in due giorni di combattimenti. Alla fine dell'insurrezione avevano perso la vita 11 ragazzi. Altri 12 civili furono uccisi nelle rappresaglie dai nazisti, che persero 47 uomini tra ufficiali e militari di truppa. Questo episodio segnò l'inizio della partecipazione attiva di tutta la cittadinanza alla Resistenza, motivo per il quale Lanciano è stata insignita della medaglia d'oro al valore militare dal presidente Einaudi nel 1952 ed è, quindi, tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione.[8]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Centro storico di Lanciano.

Borgo medievaleModifica

 
Campanile di Santa Maria Maggiore (rione Civitanova)

La parte medievale di Lanciano è suddivisa in quattro quartieri storici, ognuno dei quali ha un proprio stemma ed una propria bandiera: la Lancianovecchia sul Colle Erminio, così denominata perché sorta sopra l'antico abitato romano di Anxanum, la Civitanova e la Sacca sopra Colle Selva, due agglomerati urbani del XII secolo che si sono fusi nei secoli con lo sviluppo sempre maggiore del vecchio ghetto ebraico della Sacca stessa. Infine il quartiere Borgo sopra Colle Pietroso, sviluppatosi come insediamento fortificato a pianta circolare durante il dominio longobardo, che si dotò di autonomia e di una nuova parrocchia, dedicata a Santa Lucia intorno al 1250. In precedenza infatti dipendeva dal monastero di San Legonziano fuori le mura, sopra cui nella metà del Duecento fu eretta la nuova chiesa dei Francescani, oggi Santuario del Miracolo Eucaristico.
Nell'insieme il centro storico di Lanciano si adagia su tre colli, e fino al 1879 circa i due nuclei maggiori di Lancianovecchia e Civitanova erano separati dal fiume Malavalle, attraversabile solo con dei ponti. Dopo le bonifiche e la demolizione parziale delle mura nel corso dell'Ottocento, al posto del fiume sono state realizzate Largo Malvò a ridosso del quartiere Borgo e Piazza Garibaldi, dove si teneva lo storico mercato. Il rione Lancianovecchia invece sin dall'epoca romana dovette dotarsi di un ponte per raggiungere il Prato delle Fiere, ossia il quartiere della "città nuova" lungo il corso Trento e Trieste; sopra suddetto ponte romano nel Mille circa venne eretto il primo oratorio di Santa Maria del Ponte, notevolmente ampliato nel XVIII secolo fino a diventare la Cattedrale.

Il centro storico è stato sapientemente collegato alla città nuova che prese sviluppo dai primi anni del Novecento con i progetti di Filippo Sargiacomo, che prevedevano lo spianamento del colle delle Fiere, con la realizzazione di un corso e dei principali edifici di rappresentanza e degli enti come le Poste, la Banca, il Tribunale. Dagli anni Venti in poi il corso nuovo (Trento e Trieste) si dotò di bei palazzi in stile eclettico (liberty, neogotico, decò), determinando il definitivo sviluppo della città fino alla villa pubblica dell'area conventuale di Sant'Antonio di Padova.

Quartiere BorgoModifica

 
Scorcio del quartiere Borgo da via Santa Maria Maggiore

Il nucleo esisteva già nell'epoca romana, occupa la parte a sud del centro storico, lungo la salita del Colle Pietroso. Il nuovo abitato medievale prese sviluppo durante il governo longobardo, come testimonia la presenza dell'antico convento di San Legonziano (oggi chiesa di San Francesco) e l'antica Porta Sant'Angelo oggi distrutta. Nel XIII secolo venne costruita la chiesa di Santa Lucia sopra il tempio romano di Cerere, e nello stesso periodo anche il convento di Santa Chiara, collegato alle mura mediante Porta Reale. Nel 1480 circa Alfonso V d'Aragona fortificò nuovamente la cerchia muraria, ed oggi è ancora visibile il torrione cilindrico lungo le mura che circondano il convento, con torri, bastioni e un profondo fossato.[11]Nel corso degli anni il quartiere ha perso gran parte dell'aspetto medievale, per via delle numerose costruzioni settecentesche che hanno preso il posto delle abitazioni medievali, visibili solo in alcune caratteristiche particolari, come i vicoli degli angiporti, o in alcune bifore o architravi rinascimentali.

Attraversato al centro da Corso Roma e delimitato da Piazza Plebiscito, Largo del Malvò e Via dei Funai, comprende le chiese di San Francesco del Miracolo eucaristico, di Santa Maria del Suffragio (o del Purgatorio), di Santa Lucia e di Santa Chiara con annesso ex convento. Sono presenti inoltre il Palazzo Carabba, Palazzo del Malvò, Palazzo Liberati edifici storici del XVIII secolo. Al quartiere sono legate anche le mura aragonesi del XV secolo e il Torrione Cilindrico, nonché una palazzina del XVII secolo in piazza Pietrosa, costruita come fabbrica di cera, e la medievale Fonte del Borgo.

Quartiere CivitanovaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Civitanova (Lanciano).

Fu realizzato sopra il Colle Selva sul lato ovest della città storica, frutto dell'ampliamento del già esistente rione Sacca (XIII secolo). Secondo gli storici il quartiere era il primo ghetto ebraico di Lanciano (il secondo sta a Lancianovecchia nel sobborgo San Lorenzo), realizzato nel 1200 dopo la cacciata di alcune famiglie ebree nel 1191 da Napoli. Nei registri di quegli anni la città frentana contava ben 80 famiglie.

 
Veduta di Lanciano: l'abside della Cattedrale della Madonna del Ponte con il campanile rinascimentale di San Francesco, e sullo sfondo il quartiere Civitanova, con le due facciate della chiesa di Santa Maria Maggiore

Si sviluppa intorno a Via Garibaldi ed ha per confini Largo del Malvò e la Salita dei Gradoni, delimitato dall'antico perimetro murario di via Ripe e via Valera-Umberto I; comprende le chiese di Santa Giovina (ex Santa Maria Nuova) e di Santa Maria Maggiore. Si tratta di uno dei quartieri più ricchi e antichi, contenendo anche il Palazzo Arcivescovile con il Museo diocesano di Lanciano, le mura Normanne delle Torri Montanare (XI secolo), Palazzo Chiavaro Sabella, Palazzo Berenga, Palazzo Stella, e il ghetto ebraico del sobborgo Sacca. Vicino alla chiesa di Santa Maria Maggiore si trova anche il Palazzo di Federico Spoltore del XVIII secolo.

Quartiere LancianovecchiaModifica

Si tratta del quartiere più antico, risalente alla ricostruzione sopra la città romana di Anxanum (VIII secolo a.C.) Rappresenta il primo nucleo abitativo della città, vi si trovava il castello del Tonnino, distrutto da un terremoto, e occupato dall'attuale Palazzo Vergilj. Dopo l'evento sismica del 770 circa, la città medievale venne ricostruita sopra l'antica area tardo-bizantina[12], come dimostrano i ritrovamenti del 1992 (materiale d'epoca italico-romana e proto-medievale), specialmente nell'area della scomparsa chiesa di San Giovanni Battista. Lancianovecchia contava 5 parrocchie, molte delle quali antichissime, fondate già dall'VIII secolo sopra antichi templi romani, come la chiesa di San Maurizio, oggi demolita e quella di San Giovanni. Nell'XI secolo venne eretta la chiesa di San Biagio e nei secoli successivi le chiese di San Lorenzo, San Martino e il complesso degli Agostiniani.
Le demolizioni ottocentesche interessarono assai il quartiere, al posto della chiesa di San Martino venne eretto il Palazzo del Capitano, al posto del Palazzo d'Avalos, nel XVIII secolo era stato costruito Palazzo De Crecchio, al posto delle chiese di San Maurizio e San Lorenzo vennero creati degli slarghi. Il bombardamento del 1943 inoltre devastò la chiesa di San Giovanni, che venne abbattuta, meno il campanile a torre.
Era collegato a Piazza del Plebiscito mediante il complesso di San Giuseppe con le annesse Scuole Pie, trasformato completamente tra il 1834 e il 1841 nel Teatro Fenaroli (all'epoca Teatro San Francesco, poi San Ferdinando).

 
Veduta del quartiere Sacca con la chiesa di San Nicola

La via centrale del quartiere è la Strada dei Frentani, mentre i suoi confini sono definiti da Piazza Plebiscito e da Via degli Agorai (la parte delle mura a ovest), e via dei Bastioni (la parte delle mura ad est, con collegamento a Porta San Biagio); comprende le chiese di Sant'Agostino, di San Biagio e la Cattedrale della Madonna del Ponte sulla piazza. Tra i palazzi storici vi sono Palazzo del Capitano, Palazzo Fella, Palazzo Vergilj e Palazzo De Crecchio. Rimane, delle mura la porta urbica di San Biagio del XII secolo, mentre il perimetro antico è ancora leggibile percorrendo i camminamenti della circonvallazione. Sulla piazzetta dei Frentani, anticamente occupata dalla chiesa di San Maurizio, si affaccia una singolare casa medievale con botteghe, appartenuta a Nicola De Rubeis (XIV secolo), mentre presso il sobborgo di San Lorenzo si trovano le abitazioni del ghetto ebraico, caratterizzate da vicoli e angiporti.

Quartiere SaccaModifica

Il quartiere fu realizzato nel XIII secolo circa per fortificare delle abitazioni costruite da mercanti, dalle famiglie ebree cacciate da Napoli nel 1191, e da popolazioni balcaniche che si stanziarono stabilmente nel sobborgo dal XIV secolo. Inoltre, essendo posto sul declivio del Colle Selva, il quartiere era punto d'importanza per il tratturo che da Lanciano conduceva a Ortona, e già dal XII secolo esisteva una dogana composta dal Ponte Lamaccio, provvisto di due torri, come riportato anche nel disegno dello stemma, per il pagamento dei dazi.

Tagliato al centro dalla parte inferiore di Via Garibaldi, è delimitato dalla Salita dei Gradoni e da Via Valera; comprende la principale chiesa di San Nicola con la cappella di San Rocco. Nel cuore del ghetto, su strada Cavour, si trova l'ex chiesa cristiana della Madonna degli Angeli, adibita oggi al culto ortodosso. Sotto di esso, presso contrada Sant'Egidio, sorge la Fontana di Civitanova (XVIII secolo), e il Ponte medievale di Lamaccio, che collega il fosso del quartiere al colle Erminio di Lancianovecchia. Il perimetro murario è ancora in parte leggibile lungo il tratto della strada delle Ripe, con angiporti ed archi molto stretti, e case a bastioni, come il grande palazzo che ingloba Porta Noce.

Architetture religioseModifica

 
La Chiesa Madre di Lanciano: la Basilica della Madonna del Ponte
 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Lanciano.
Basilica della Madonna del Ponte
La Basilica della Madonna del Ponte si chiama così perché è costruita su un ponte a tre archi (il Ponte di Diocleziano), in piazza Plebiscito. Nel 1088, restaurando il Ponte dopo un terremoto, si ritrovò un'antica statua della Madonna col Bambino: l'evento, ritenuto miracoloso, portò a ribattezzare questa icona Madonna del Ponte e fu costruita una cappella per custodirla sul ponte stesso. Verosimilmente, la statua è un'antica icona bizantina, murata in un arco del ponte nell'VIII secolo per sottrarla agli iconoclasti. La crescente devozione popolare portò, sul finire del XIV secolo, a costruire in luogo della cappella una chiesa che coprì interamente il ponte. Nel 1513 fu ampliato anche il ponte, costruendo l'attuale Corridoio. La chiesa visibile oggi è stata edificata tra il 1785 ed il 1788. La facciata fu iniziata nel 1800 ed è rimasta incompiuta nella parte superiore. A sinistra della chiesa sorge la Torre Campanaria, alta 37 metri, realizzata tra il 1610 ed il 1614. La Basilica è di impianto neoclassico, anche se alcune decorazioni tradiscono residui del gusto rococò. L'interno è costituito da una sola navata, circondata da semicolonne corinzie giganti. La volta e le cupole sono affrescate. In una nicchia al centro dell'altare maggiore è situata la statua della Madonna del Ponte.[13]
Chiesa di Santa Maria Maggiore
La chiesa di Santa Maria Maggiore è ritenuta uno dei monumenti più importanti d'Abruzzo. Si trova nel rione Civitanova, in corso Garibaldi. Costruita nel 1227 secondo i dettami dell'architettura borgognona-cistercense, nel 1540 fu ampiamente rimaneggiata secondo il gusto barocco (con l'aggiunta di due navate e di stucchi e decorazioni), e con la realizzazione di una seconda facciata pseudo-gotica, che accoglie un portale che probabilmente si trovava su un lato dell'antico edificio. Nel 1968 un restauro la riportò alla struttura originaria. Sono artisticamente notevoli la facciata, il portale principale (aggiunto nel 1317 e firmato Francesco Petrini e ritenuto uno dei più importanti del gotico abruzzese), il rosone dello stesso Petrini, ed il piccolo portale laterale della scuola pugliese federiciana. Il campanile turrito si trova lungo via Garibaldi, accanto a un nartece romanico, che si suppone fosse l'ingresso antico prima della realizzione del nuovo accesso monumentale. L'interno è stato riportato alla semplicità delle linee del gotico borgognone, con tre navate divise da colonne agili e sormontate da volte a crociera.[14]Di interesse vi si trovano la Croce di Nicola da Guardiagrele, il sarcofago di San Donato e un gruppo di statue lignee della Crocifissione.
Chiesa e convento di San Francesco
 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Francesco (Lanciano), Convento di San Francesco (Lanciano) e Miracolo eucaristico di Lanciano.
Questa chiesa fu edificata nel 1258 al posto di una precedente, risalente al VII secolo e dedicata ai Santi Legonziano e Domiziano. L'interno è stato recentemente ripulito dai rimaneggiamenti barocchi per quanto riguarda alcuni affreschi della volta, e per il Giubileo del 2000 l'intero complesso è stato dotato di un percorso archeologico che dalle fondamento del convento di San Legonziano offre una lettura stratigrafica del processo evolutivo della chiesa di San Francesco, con la cappella del Miracolo, il cappellone degli affreschi rinascimentali, e il percorso sotterraneo che porta al Ponte di Diocleziano. L'impianto esterno è medievale, ad eccezione della parte superiore della facciata, che presenta elementi barocchi misti a pezzi di recupero della cappella di Sant'Angelo, mentre il portale è tipicamente gotico, come medievale è anche il campanile, concluso da una cupola rinascimentale a tegole policrome. L'interno a navata unica ha volta a botte lunettata con affreschi barocchi, un prezioso organo settecentesco nella cantoria della controfacciata, e altari laterali riccamente decorati. Sull'altare maggiore realizzato nel 1907 da Filippo Sargiacomo, si possono vedere le reliquie del primo Miracolo eucaristico di Lanciano, risalente all'VIII secolo. Il racconto tradizionale narra che un monaco basiliano, mentre celebrava la Messa nell'antica chiesa di San Legonziano, dubitò della presenza reale di Cristo nell'eucaristia. In quel momento l'ostia sarebbe divenuta carne ed il vino si sarebbe tramutato in sangue.[15]
Chiesa di San Nicola di Bari e San Rocco
 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Nicola di Bari (Lanciano).
Chiesa medievale, costruita assieme a quella di San Rocco. Si trova nel rione Sacca, alla fine del corso Garibaldi, e fu fondata sulle rovine della chiesa di San Pellegrino, distrutta da un incendio nel XIII secolo.[16]La chiesa di San Nicola possiede un impianto rettangolare a navata unica barocca. L'esterno è prettamente gotico, con il portale di pietra dell'entrata principale laterale. È decorato da una cornice gotica con la statua di San Nicola. Anche il campanile turrito è gotico, con arcate a sesto acuto. Sotto il campanile è stata trovata una cripta con degli affreschi duecenteschi della storia della Croce vera, ispirata alle opere di Jacopo da Varagine. La chiesa di San Rocco è poco più che una cappella barocca annessa a san Nicola, ed è a pianta quadrata a navata unica. Il piccolo campanile è a torre.
 
Chiesa romanica di San Biagio
Chiesa di Sant'Agostino
Costruita nel XIV secolo, si trova nel rione Lanciano Vecchia, in via dei Frentani. La facciata gotica è stata costruita dal Petrini, e lo dimostra il portale gotico con lunetta molto simile a Santa Maria Maggiore. Il portale è adornato da colonne tortili e da una statua della Madonna col Bambino sulla lunetta. Altri rilievi sono l'agnello di Dio, dei leoni sulle colonne e dei grifoni che reggono le colonne del rosone senza raggi. Il campanile è a torre, gotico, con arcate a sesto acuto. L'interno è stato rimodellato nel XVII secolo da Girolamo Rizza e Carlo Piazzoli, ed è a navata unica con volte a crociera. Vi sono molti dipinti barocchi, un altare ligneo a cassettoni, e una cappella laterale. Una storia locale vuole che vi siano conservate le reliquie degli apostoli San Simone e Giuda Taddeo, trafugate a Venezia nel XV secolo.[17]
 
Ingresso principale alla chiesa di San Francesco d'Assisi
Chiesa di San Biagio Vescovo
Chiesa più antica del centro, posta alla fine di via dei Frentani. Costruita nel 1069, la chiesa subì rimaneggiamenti nel XIV secolo, con il consolidamento della facciata a bastioni, e la costruzione del bel campanile tardo gotico a torre.[18]L'interno è romanico, a navata unica, quindi assai spoglio. Sotto il campanile vi è una cripta dell'epoca romana del II secolo, con l'ara del vecchio tempio di Minerva.
 
Chiesa di San Nicola
Torre della Candelora (Chiesa San Giovanni Battista)
Si trova in via dei Frentani, ed è il campanile della chiesa medievale di San Giovanni Battista (XIII secolo), rimodellata nel XVII secolo e distrutta nel bombardamento del 1943. La torre è quadrata, suddivisa in tre livelli, con due archi a sesto acuto. Le cornici marcapiano sono tipicamente lancianesi a dentellatura regolare. La torre è stata restaurata nel 2013 e resa accessibile.
Chiesa di Santa Lucia
La chiesa fu costruita sopra il tempio di Giunone nel XIII secolo, nell'attuale corso Roma. Fu ampiamente modificata nel XVIII secolo, a causa di crolli per problemi strutturali. La facciata è del XIII secolo, con un portale centrale ad arco ogivali, sormontato da un rosone gotico a raggiera con 12 colonnine, della scuola di Petrini. All'interno neoclassico, a navata unica, sull'altare maggiore si erge la statua di Santa Lucia in legno. Nelle cappelle laterali si trovano le statue di San Raffaele, la Madonna Addolorata e i mezzi busti di San Matteo e San Luca. Ai lati dell'altare maggiore ci sono due tele settecentesche provenienti dalla chiesa di Sant'Antonio, oltre che a nicchie con reliquie della santa. Gli stucchi settecenteschi, conservati dal rifacimento neoclassico, sono del 1731, concentrati presso la cappella dell'Addolorata, realizzati da Girolamo Rizza e Carlo Piazzoli. I due stuccatori decorarono anche altre chiese del centro, come quella di Sant'Agostino.[19]
Chiesa di Santa Chiara
Si trova in cima a rione Borgo del corso Roma. La prima costruzione è del XII secolo, ma è stata completamente trasformata nel XVIII secolo.[20]Oltre alla pianta rettangolare a navata unica (neoclassico - barocco) vi è il chiostro del convento. La facciata è sobria in stile neoclassico, con campanile in cima al centro. La chiesa è nota per la sede della Confraternita "San Filippo Neri - Morte e Orazione", di origine napoletana, che dal 1608 è a Lanciano. Ogni anno nella settimana santa la confraternita inscena un'originale interpretazione della Passione, con il Cireneo scalzo che porta la croce. Nella chiesa vi sono tre tele, restaurate e riportate al primitivo splendore, dipinte nel 1855 da Francesco Paolo Palizzi[21] fratello minore di Giuseppe, nato dopo il trasferimento a Vasto della loro famiglia.
Chiesa di Santa Giovina o Santa Maria Nova
Si staglia su Largo dell'Appello. Fu costruita nel 1518 per volere di Dino Ricci[22], per ospitare i Padri Lateranensi. La chiesa, dopo varie vicissitudini, fu quasi completamente ricostruita nell'800, in stile neoclassico. La chiesa è a navata unica, con facciata cinquecentesca austera, con semplice paramento murario a vista, portale a lunetta a tutto sesto, sormontato da un oculo in asse, con vetrata a morivi floreali. Il piccolo campanile retrostante è a vela. L'interno è stato ricostruito in stile neoclassico, con tipici rilievi e stucchi presso le pareti. Di interesse l'organo ligneo della bottega di Di Martino (XVIII secolo), con i cassettoni dipinti da vasi e motivi floreali. Sulla parete si trova il monumento sepolcrale del patrizio Dino Ricci, il finanziatore della chiesa; l'ex convento a pianta quadrata è stato restaurato ed ospita la Cittadella della Musica e l'Istituto delle Arti "Francesco Masciangelo", compositore lancianese vissuto nell'Ottocento. Presso un sacrario si trova la tomba di Santa Giovina, scortata a Lanciano il 18 luglio 1850.
 
L'ex convento dei Francescani
Chiesa di Sant'Antonio di Padova
Chiesa conventuale del XV secolo, voluta dal monaco San Giovanni da Capestrano per la celebrazione della pace tra le città di Lanciano e Ortona (1427). Eretto nel 1430 sopra un preesistente edificio dedicato a Sant'Angelo, la chiesa venne dedicata a Santa Maria delle Grazie e della Pace, e nei secoli successivi venne ampliata (XVIII secolo), subendo nel 1866 la soppressione del convento degli Antoniani, salvo poi essere ripristinato. L'aspetto attuale è frutto di varie manomissioni dovute ai restauri post-bellici, che hannno trasformato quasi completamente l'antico convento, dandogli un aspetto neo-medievale, modificato la facciata aggiungendo un portico e dei mosaici ritraenti Sant'Antonio di Padova e San Giovanni da Capestrano che adorano Cristo. Il ricordo del motivo di costruzione della chiesa è rappresentato sia sul portale di bronzo che su un dipinto moderno all'interno della chiesa. Il campanile moderno è del 1970 con la benedizione di Paolo VI, alto 70 metri circa, il più elevato della città, l'impianto è a basilica con pianta a croce latina e abside semicircolare. La navata ha un ambone su tre arcate e una successione di sette campate articolate da lesene binate con capitelli corinzi dorati. Il rivestimento in marmi policromi di tutte le pareti è frutto dei lavori di restauro che hanno massicciamente cambiato l'aspetto della chiesa, dandole un aspetto altalenante tra il barocco e il proto-romanico, per quanto riguarda l'altare con il coro ligneo sormontato da una volta a mosaico di lapislazzuli, con la colomba dello Spirito Santo.
Chiesa di San Pietro
Si tratta di una moderna parrocchia, situata nel quartiere Cappuccini. La chiesa fu aperta nel 1957, con un edificio accanto destinato all'Azione Cattolica. Nel 1965 vi si insediarono i Cappuccini, e la chiesa divenne punto di riferimento nel popoloso quartiere dei Cappuccini, con numero attività dell'Azione e degli scout. Nel 1998 fu decorato il presbiterio con un dipinto gigantesco di Gesù salvatore tra anime e santi. La chiesa ha pianta rettangolare, esternamente semplice, realizzata in calcestruzzo e muratura in laterizio. Sulla destra della facciata a timpano triangolare si erge il campanile rettangolare. La navata interna è illuminata dai finestroni policromi istoriati.

Chiese delle frazioniModifica

 
Chiesa di Sant'Onofrio

Lanciano in tutto ha 33 contrade, e quasi ciascuna è provvista di una chiesa. Molte delle quali possiedono una storia molto antica, come le chiese di Santa Giusta, Santa Maria della Libera e Santa Maria dell'Iconicella, frequentata dai pellegrini, dai pastori transumanti, e dove dal 1607 si svolge la celebrazione della Squilla. Le chiese principali sono:

  • Chiesa di Santa Giusta (Santa Giusta)
  • Chiesa di San Donato (Villa Martelli)
  • Chiesa della Madonna degli Angeli (Villa Stanazzo)
  • Chiesa di Maria SS.ma dell'Iconicella (quartiere Iconicella)
  • Chiesa della Madonna del Pozzo (Villa Elce)
  • Chiesa della Santissima Trinità (Villa Andreoli)
  • Chiesa di Maria SS.ma delle Grazie (Marcianese)
  • Chiesa di Santa Maria dei Mesi (Santa Maria dei Mesi)
  • Chiesa della Madonna della Libera (Santa Liberata)
  • Chiesa di Sant'Onofrio (nella contrada omonima, ricostruzione degli anni '60 di un precedente romitorio in cima al colle, danneggiato nella seconda guerra mondiale)

Architetture civiliModifica

 
Palazzo Carabba su via Roma
  • Palazzo De Crecchio (XVIII secolo): si trova nel corso dei Frentani. Costruito nel XVIII secolo, ha dato i natali al senatore Luigi De Crecchio. Oggi è usato come biblioteca e sede convegni. Ha pianta rettangolare irregolare, poiché il secondo lato maggiore non esiste, dando spazio a un giardino pensile che volge verso il fosso Pagliaro del ponte Diocleziano. La facciata è caratterizzata da due corpi collegati da un portale maggiore di accesso, e il punto di incontro è la sommità dell'edificio, decorata da architrave con orologio a meridiana.
  • Palazzo del Capitano (XIX secolo): Fu costruito in epoca liberty sopra i resti della demolita chiesa di San Martino. Ha pianta rettangolare, con la facciata rosso scarlatto, decorata da logge in cornice bianca. Il portale ha una tettoia finemente lavorata, e ai fianchi due statue di dragoni. La sommità ha una torretta centrale di avvistamento. Oggi è usato come sede di uffici comunali aggiuntivi.
  • Palazzo arcivescovile (XV secolo): si trova in largo dell'Appello, presso le Torri Montanare. Fu costruito come sede della diocesi nel XV secolo, ed ospitò il seminario fino agli anni sessanta. Oggi è sede del Museo diocesano di Lanciano. Ha una robusta struttura rettangolare intonacata in rosa, con finestre e portali gotici. Un portale laterale ha una tipica cornice barocca.
  • Palazzo casa di Federico Spoltore (XIX secolo): il palazzo è sito in corso Garibaldi, ed è il frutto della fusione di due edifici medievali. Nel XX secolo vi nacque il pittore Federico Spoltore, dacché oggi la struttura è un museo dedicato a esso. Di interesse sono le finestre gotiche e la decorazione marmorea in stile classico della casella postale.
  • Botteghe medievali (XIV secolo): si trovano alla fine del corso dei Frentani, e sono perfettamente conservate nella loro forma originale. Si tratta di un palazzo quadrato, la cui sommi è a uso abitativo, mentre la parte inferiore è usata per il commercio. Si distinguono tre arcate gotiche con i capitelli delle colonne finemente lavorati.
  • Palazzi del Corso Trento e Trieste: il corso fu aperto nel 1904, e numerose famiglie lancianesi vi costruirono svariati palazzi in stile liberty. Da ammirare i palazzi della Banca e dei portici, decorati da figure classiche, ricalcando lo stile greco classico.
  • Fonte del Borgo (XIII secolo): posta nel piazzale Francesco Paolo Memmo, risale al Medioevo. Fu restaurata nell'800, ed oggi è compresa in un complesso seicentesco usato per la produzione di candele. La fontana è scavata nella terra, essendo alla base di un fosso, e si compone della struttura principale (corpo con quattro mascheroni), e un portico per attingere l'acqua per le lavandaie.
  • Fontana di Civitanova (XIV secolo, ricostruita nel 1823): si trova nella contrada Sant'Egidio, ed è la storica fontana maggiore di Lanciano. Ha due corpi eguali a porticato, che si congiungono in un corpo centrale con cannella e mascherone. La sommità ha un timpano.
  • Torre Aragonese: del XV secolo, costruita assieme alle mura, da Alfonso d'Aragona. Si trova lungo la via del Torrione, ed è a pianta circolare, a scarpa. La sommità ha le tipiche merlature e beccatelli, che decorano la cornice a corona.

Architetture militariModifica

 
Porta San Biagio vista dall'esterno
Porta San Biagio
Risale all'XI secolo. È l'ultima superstite delle nove porte che facevano parte della cinta muraria della città, che fu abbattuta all'inizio del XX secolo per favorire l'espansione urbana. Arroccata su di un costone molto ripido, è dotata di una luce di dimensioni ridotte sormontata da un arco a sesto acuto.[23]
Porta urbica di Via Umberto I
Si trova all'inizio della via Umberto I, risalendo per le Torri Montanare. Trattasi di un accesso coperto mediante volta a botte introdotto da un arco a sesto acuto. La porta, verosimilmente, era collegata alla porzione delle mura cittadine site tra il quartiere Borgo ed il quartiere Sacca.[24]
 
Torri Montanare
Torri Montanare
Sono un residuo dell'antica cinta muraria (XI - XV secolo). Si compongono di due torri vicine tra loro: una torre d'avvistamento alta e snella, interna alle mura, ed un massiccio torrione angolare esterno. La torre più alta è l'unico residuo della cinta muraria più antica, insieme a qualche tratto di mura in pietra; tutto il resto della struttura, costruito in laterizi, appartiene al rifacimento della cinta muraria avvenuto all'inizio del 1400. Il nome potrebbe derivare dalla famiglia Montanari oppure dalla posizione molto panoramica (la vista spazia dal massiccio della Majella al Gran Sasso, passando per tutte le colline vicine ed arrivando fino al mare).[25]

Siti archeologiciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Anxanum.

Reperti risalenti al neolitico e alla prima presenza italico-frentana sono stati ritrovati in contrada Serre-Marcianese negli scavi dei primi anni Novanta, ma la stessa area di Lancianovecchia sul Colle Erminio nel biennio 1992-94, e negli scavi di Piazza Plebiscito per il Giubileo del 2000 hanno riportato alla luce notevoli reperti come capitelli, sculture, monete e utensili domestici, per non parlare delle collezioni delle famiglie nobili che trovarono già vari reperti nei secoli passati. La collezione dei reperti è andata a costituire il Museo civico archeologico, attualmente situato nell'ex convento di Santo Spirito. Benché sia assodato che l'intera area dei quartiere Lancianovecchia-Borgo sorga sopra le antica vestigia romane di Anxanum, con vie e cunicoli sotterranei che arrivano fino al viale dei Cappuccini, oggi non sono stati compiuti scavi intensivi per riportare alla luce altro materiale, ed esiste solo il percorso archeologico che dal Ponte di Diocleziano porta, sotto la piazza, al convento di San Legonziano nel santuario del Miracolo Eucaristico, provvisto di cartellonistica e pannelli espositivi.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[26]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Gli stranieri residenti a Lanciano al 1º gennaio 2013 sono 1 236 e rappresentano il 3,5% della popolazione residente.

La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 33,8% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania (22,6%) e dalla Cina (4,5%)[27].

  1. Romania, 418
  2. Albania, 279
  3. Cina, 56

Tradizioni e folcloreModifica

Sant'Antonio Abate
Una tradizione che sopravvive ancora nelle contrade è quella della messa in scena, sotto forma di sacra rappresentazione, delle tentazioni di Sant'Antonio alla vigilia della sua festa, il 17 gennaio. I protagonisti sono gli attori che impersonano il Santo ed il Diavolo, il quale perseguita l'incorruttibile Santo inseguendolo per le strade cittadine.[28]
Candelora e San Biagio
Il 2 febbraio è il giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la ricorrenza della Candelora: 40 giorni esatti dopo il Natale, si rievoca il momento in cui Maria, donna ebrea, secondo la sua Legge divenne di nuovo pura dopo il parto. A Lanciano si ricorda l'evento nella chiesa di San Biagio: ai fedeli vengono distribuite sottili candele di cera, che tradizionalmente sono ritenute protettive contro i danni da temporali.[29]
Il giorno seguente, il 3 febbraio, si festeggia San Biagio. Nella stessa chiesa, dopo la Messa serale, si celebra il rito dell'unzione della gola: una cerimonia collegata al culto di San Biagio, che fu medico, come santo ausiliatore, protettore contro i malanni della gola. Questa è una delle tradizioni più antiche e tuttora più sentite dai lancianesi, che affollano per ore le vie di Lancianovecchia in attesa del loro turno, mentre i vicoli del quartiere si riempiono di bancarelle che offrono il tradizionale pane di San Biagio: ciambelle di pane all'anice ed altre, dolci, di pasta frolla con glassa di zucchero.[30]
Carnevale
La tradizione vuole che nel giorno di Carnevale i pupazzi di cartapesta (detti in dialetto mammocci), dopo aver sfilato per le vie del centro, siano incendiati con un vero e proprio fuoco pirotecnico, che si conclude immancabilmente con l'esplosione della testa del fantoccio.[31]
Settimana Santa

I riti della Settimana Santa coprono tutto il periodo della Pasqua e comprendono sia i riti prescritti dalla chiesa cattolica che alcune manifestazioni più caratteristiche. Tra queste ultime si segnalano:
  • nella IVª Domenica di Quaresima si svolge la Via Crucis delle confraternite[32]
  • il Giovedì Santo si tiene la processione degli Incappucciati: i confratelli dell'Arciconfraternita Orazione e Morte di San Filippo Neri, con i volti coperti da cappucci neri, percorrono le vie del centro storico in notturna, alla sola luce delle loro fiaccole, trasportando i simboli della Passione di Cristo; uno di loro, detto Cireneo, percorre tutto il cammino a piedi scalzi trasportando sulle spalle una croce di legno a grandezza naturale; la processione è accompagnata dall'esecuzione del Miserere di Francesco Paolo Masciangelo e dal rumore ritmico delle raganelle[33]
  • il Venerdì Santo gli stessi confratelli sfilano a volto scoperto per la tradizionale processione funebre[34]
  • nella domenica di Pasqua si svolge l'incontro dei Santi: sacra rappresentazione in cui le statue di Gesù, Maria e San Giovanni inscenano l'episodio evangelico che vede Giovanni recarsi al sepolcro, scoprire la resurrezione di Gesù ed annunciarlo a Maria; la gioia di quest'ultima viene simboleggiata dalla corsa finale della statua accompagnata da un volo di colombi; la stessa rappresentazione è ripetuta anche il martedì seguente.[29]
 
Sagrato della Cattedrale, dove la notte del 13 settembre si rievoca l'arrivo delle corone da Roma
Settembre Lancianese

 Lo stesso argomento in dettaglio: Mastrogiurato.

Il settembre Lancianese è costituito da una serie di tradizioni e di celebrazioni che iniziano dagli ultimi giorni di agosto e si concludono il 16 settembre, giorno della festa patronale della Madonna del Ponte. Di seguito un elenco dei momenti più importanti:

  • la ricorrenza di Sant'Egidio è il primo settembre; la sua festa, però, viene celebrata la sera del 31 agosto: probabile retaggio del computo delle ore romano e medievale, che considerava le ore notturne appartenenti al giorno seguente. Durante questa festa, che rappresenta l'inizio del Settembre Lancianese, in città si tiene la Fiera del Giocattolo: accanto alle bancarelle moderne, resistono quelle degli artigiani con i giochi tradizionali. La tradizione più nota, però, è quella delle campanelle di terracotta: prodotte dagli artigiani locali e decorate in vario modo, vengono acquistate come dono per amici o persone care.[35] Anticamente, campanelle e cestini di vimini erano una sorta di pegno d'amore tra fidanzati: la ragazza portava in dono una campanella al suo promesso, che ricambiava con un cestino di vimini in cui riporla.[36]
  • la rievocazione storica del Mastrogiurato si tiene nella prima domenica di settembre, al termine di una serie di eventi a tema racchiusi nella Settimana Medievale. Il corteo, che attraversa le vie del centro con oltre 400 figuranti in abiti d'epoca, propone una rappresentazione della società lancianese all'apice della sua opulenza, quando le Fiere facevano affluire in città persone e merci di ogni tipo ed il Mastrogiurato, appunto, era il magistrato eletto dall'assemblea dei capifamiglia per gestire l'ordine pubblico ed amministrare la giustizia.[37]
  • la mattina dell'8 settembre, giorno in cui ricorre la Natività di Maria, il centro cittadino è percorso da un corteo di persone provenienti dalle contrade che recano doni da offrire alla Madonna del Ponte. Anticamente la festa doveva essere molto sobria, prevedendo solo un corteo di donne che cantavano inni sacri portando le tradizionali conche in rame con i donativi sulla testa.[29] La celebrazione moderna è più articolata: ogni contrada prepara uno o più carri da parata, in cui persone del posto, in abiti tipici, eseguono le attività tradizionali della vita contadina, come la vendemmia, la cardatura, la manifattura della pasta ed altro.[38]
  • la notte tra il 13 ed il 14 settembre si svolge la nottata: una veglia in attesa dell'apertura delle Feste di Settembre, la quale avviene alle 4 del mattino con fuochi pirotecnici ed il passaggio della banda, dopo la quale la tradizione vuole che si vada a mangiare una pizza con peperoni ed alici.[39] Questo rituale si ripete ogni anno dal 1833, quando i lancianesi attesero tutta la notte che arrivassero due corone d'oro donate dal Vaticano per la statua della Madonna del Ponte.[29]
  • le Feste di Settembre propriamente dette coincidono con il triduo per la Madonna del Ponte dei giorni 14, 15 e 16 settembre; nell'ultimo di questi giorni si tiene la processione solenne per la Vergine patrona della città.[40]
Immacolata Concezione
Alla vigilia della Concezione si ripete in ogni contrada di Lanciano il rito dell'accensione dei fuochi dell'Immacolata (detti focaracci). Tradizione di origini molto antiche, probabilmente pagane, con analoghi in altri centri dell'Abruzzo pedemontano, nel tempo è diventata un rito cristiano in cui il fuoco assurge a simbolo della purezza di Maria prima e dopo il concepimento.[41]

La Squilla
La sera del 23 dicembre si rinnova una tradizione molto antica, probabilmente legata al solstizio d'inverno ed al culto dei defunti: dalle 18 alle 19, richiamate dal suono di una piccola campana posta sulla Torre Civica (detta, appunto, Squilla), le famiglie lancianesi si riuniscono intorno al membro più anziano e compiono il rituale baciamano dei genitori e lo scambio dei doni.[29] All'inizio del XVII secolo Mons. Paolo Tasso, vescovo di Lanciano, introdusse l'usanza di accompagnare questa cerimonia con una processione dal centro cittadino alla chiesa di Santa Maria dell'Iconicella, in memoria del cammino a piedi di Giuseppe e Maria da Gerusalemme a Betlemme.[42].

CulturaModifica

BibliotecheModifica

Biblioteca "Raffaele Liberatore"
Nel 1868, quando furono soppressi i conventi, il comune di Lanciano entrò in possesso di due librerie di frati. In seguito non furono arricchite molto le collezioni librarie e la biblioteca non fu sempre aperta al pubblico. Nel 1921 fu intitolata a Raffaele Liberatore. Dal 1925 all'inizio della seconda guerra mondiale furono donati vari lasciti. Nel 1964 fu trasferita dalla scuola Vittorio Emanuele II ad una sede più ampia. Dal 2006 è sita in una villa settecentesca, Villa Marciani, in Via del Mancino. La biblioteca consta di circa 80000 volumi, tra cui una collezione della casa editrice Carabba, 80 periodici, 116 pergamene, nove incunaboli, 116 cinquecentine, 95 seicentine e vari manoscritti, inoltre, tra le donazioni sono da citare vari regesti. Le pergamene spaziano in un periodo compreso tra il XIII e il XVI secolo; tra le pergamene è da citare il lodo di san Giovanni da Capestrano che narra la pace fra abitanti di Lanciano e di Ortona, tra le altre pergamene vi sono delle bolle di Papa Bonifacio VIII. Tra le altre opere della biblioteca vi sono l'archivio storico delle province napoletane, il bollettino della deputazione abruzzese di storia patria e la collezione della Rivista Abruzzese dal 1886 sino ai giorni nostri.[43]

ScuoleModifica

A Lanciano hanno sede 19 scuole dell'infanzia (quattro delle quali paritarie), 10 scuole primarie (due delle quali parificate), 4 scuole secondarie di I grado ed 8 scuole secondarie di II grado.

UniversitàModifica

A Lanciano è presente una sede distaccata dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio". Nel Palazzo degli Studi, sede del Consorzio Universitario, sono attivi diversi corsi legati alla formazione post universitaria, con la collaborazione dell'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo".[44]

MuseiModifica

 
Palazzo arcivescovile di Lanciano, sede del Museo diocesano
 Lo stesso argomento in dettaglio: Museo diocesano (Lanciano).
Museo diocesano di Lanciano
Il Museo diocesano di Lanciano si trova nel seicentesco Palazzo del Seminario. Ospita testimonianze sulla storia della diocesi e oggetti provenienti dalla cattedrale, da altre chiese diocesane e dal palazzo arcivescovile, datati dal XIII secolo ai giorni nostri. Si segnalano in particolare le oreficerie, tra cui un crocifisso quattrocentesco opera della bottega di Nicola da Guardiagrele. Tra i tessuti si conservano i paramenti ottocenteschi appartenuti all'arcivescovo Francesco Maria De Luca. Vi è contenuto un quadro attribuito alla bottega del Giorgione.[45]
Polo museale Santo Spirito
Sito nell'ex convento omonimo, il polo ospita il museo archeologico, due sale espositive, un'aula didattica e una sala convegni. Il museo archeologico vuole essere un lungo cammino nella storia della città e del suo territorio: partendo dal V millennio a.C. fino ad arrivare al municipio di età romana, con le successive fasi di epoca bizantina ed alto medievale. Il viaggio si conclude con l'esposizione nei raffinati vasi di maiolica arcaica realizzati dai vasai lancianesi in epoca medievale.
Casa-museo di Federico Spoltore
Presso la casa natale di Federico Spoltore, sotto tutela del Ministero dei Beni Culturali dal 1987, sono esposte alcune delle sue opere, l'archivio storico, con i documenti che illustrano la sua attività artistica e intellettuale, una biblioteca e l'istituto fondato a nome dell'artista.[46] Tra l'altro, all'interno è visibile una raccolta di armi, dipinti, mobili, maioliche, frantumi di edifici, ferri battuti ed altri elementi secondari raccolti dai fratelli Spoltore per arredare le sale del palazzo ed esaltare le origini aristocratiche della casata[47].

MediaModifica

StampaModifica

RadioModifica

  • Radio Lanciano
  • Radio Delta 1
  • Radio Abruzzo Web
  • Radio Malamente

EditoriaModifica

 
Rocco Carabba, il fondatore della casa editrice omonima nel 1878

TelevisioneModifica

MusicaModifica

  • Orchestra Giovanile dell'Istituzione Civica di Musica "Fedele Fenaroli"[48]
  • Storico Gran Concerto Bandistico "Fedele Fenaroli"[49]
  • Associazione "Musica Elegentia"
  • Management del Dolore Post-Operatorio, gruppo post punk italiano.

TeatroModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Teatro Fenaroli.

Nel 1841 fu inaugurato il teatro dedicato a Fedele Fenaroli, musicista locale. Il teatro d'opera è uno dei più antichi della regione, dopo il Marrucino di Chieti e ogni anno propone un calendario vario di opere in prosa, dialettali e memorialistiche, includendo anche spettacoli con attori famosi, tra i quali Giorgio Albertazzi, Orso Maria Guerrini, Lello Arena e Fabio Troiano.

CinemaModifica

CucinaModifica

La cucina tipica lancianese ricomprende alcune delle pietanze più diffuse a livello regionale (ad esempio: gli spaghetti alla chitarra, gli arrosticini, la porchetta, le pallotte cac' e ov', l'agnello alla brace, la cicerchiata), ma presenta anche dei piatti particolari che la contraddistinguono.[50]. Tra questi:

Primi piatti
  • Rintrocilo: formato di pasta lunga casereccia, costituito da maccheroni molto spessi; tipicamente è accompagnato da sugo di carne d'agnello
  • Brodo di cardone: piatto tipico delle feste natalizie, è composto da un brodo ricco, a base di carni miste e cardo, in cui vengono poi cotte delle polpettine di carne e la stracciatella di uova e formaggio grattugiato; una volta servito, vi si può aggiungere un pan di Spagna salato tagliato a dadini
  • Pizz' e foje: verdure di campo ripassate in padella con soffritto di aglio e peperone, servite insieme ad una pizza di granturco e spesso accompagnate da sardine fritte
  • Cotiche e fasciùl: zuppa di fagioli con ritagli di cotenna di maiale
Secondi piatti
  • Ciammajiche: lumache di terra cotte in umido; piatto tipico del periodo invernale, è d'uso in particolare alla Vigilia di Natale
  • Cif e ciaf: spezzatino di maiale con peperoni ed abbondante olio d'oliva, tipico del periodo invernale
  • Coniglio sotto al coppo: il coppo è una sorta di cupola di metallo, che, posta in un caminetto e ricoperta di brace, diventa strumento di cottura per vari alimenti; in particolare, a Lanciano si usa per l'agnello e per il coniglio; in quest'ultimo caso, le varianti tipiche sono due: spezzatino con patate oppure coniglio intero, ripieno con un impasto a base di pane, uova e odori vari
  • Fegatazzi: salsicce di fegato con peperoncino
  • Baccalà con i peperoni: spezzatino di pesce cotto in un sugo di pomodoro con peperoni; a volte si aggiungono alla preparazione anche delle patate a dadini
Dolci
  • Bocconotto: si pone in un canestrino di pasta frolla un ripieno a base di mandorle tritate, senza cacao e senza strato superiore di pastafrolla a coprire il tutto
  • Crispelle: dolce tipico natalizio, si realizza friggendo una pastella di acqua e farina; nella loro versione dolce, possono essere farcite con uvetta o spolverate di zucchero a velo; ne esiste anche una versione salata, che può essere farcita con cubetti di baccalà
  • Tarallucci: altro dolce delle feste di Natale, essi sono delle mezzelune composte da una sfoglia croccante di pasta (in due varianti: solo farina, olio e vino oppure con farina e uova) con ripieno di marmellata d'uva
  • La pupa, il cavallo e il cuore: dolci della Pasqua, sono realizzati in pasta frolla ricoperta da una glassa di albume e zucchero e conformata in modo da rappresentare la sagoma di una donna, di un cavallo o di un cuore; in base alla loro forma, si regalano alle figlie femmine (la pupa), ai figli maschi (il cavallo) ed alle coppie sposate (il cuore)
Altri piatti
  • Pane di Pasqua: torta rustica arricchita con uova, formaggio, salsiccia e pancetta

EventiModifica

Geografia antropicaModifica

UrbanisticaModifica

La parte più antica di Lanciano si è sviluppata su tre colli piuttosto erti. Subito a nord di questi si trova la valle del Feltrino, ampia e profonda, che tuttora rappresenta il confine settentrionale dell'abitato. A sud, invece, una stretta vallata (oggi parzialmente interrata) separa il centro storico dall'area pianeggiante, su cui è stato edificata la parte moderna della città nel primo Novecento. Nel secondo dopoguerra la crescita dell'abitato si è mossa verso est (Via del Mare) e verso ovest (Viale Cappuccini), lungo il vecchio tracciato della SS 84 Frentana. Negli anni 80 è nato il quartiere Santa Rita (ex 167) che con i suoi oltre 8.000 abitanti è il quartiere più popoloso della città e che continua la sua crescita demografica nonostante il calo di residenti della città stessa. Numerosi cantieri attuali e futuri fanno di Santa Rita una città nella città.[senza fonte] Le attuali direttrici di espansione seguono le vie di comunicazione più importanti per l'accesso alla città: la SP ex SS 524 Lanciano Fossacesia (verso Fossacesia), la SP82 (verso San Vito Chietino e la A14) e la SP ex-SS84 (verso l'entroterra e verso il mare).[4]

Suddivisioni storicheModifica

 
Scorcio del Quartiere Lancianovecchia

La parte medievale di Lanciano è suddivisa in quattro quartieri storici, ognuno dei quali ha un proprio stemma ed una propria bandiera. Essi sono:

  • Quartiere Borgo: attraversato al centro da Corso Roma e delimitato da Piazza Plebiscito, Largo del Malvò e Via dei Funai, comprende le chiese di San Francesco, del Purgatorio, di Santa Lucia e di Santa Chiara.
  • Quartiere Civitanova: si sviluppa intorno a Via Garibaldi ed ha per confini Largo del Malvò e la Salita dei Gradoni; comprende le chiese di Santa Giovina e di Santa Maria Maggiore.
  • Quartiere Lancianovecchia: la sua via centrale è Via dei Frentani, mentre i suoi confini sono definiti da Piazza Plebiscito e da Via degli Agorai; comprende le chiese di Sant'Agostino, di San Biagio e della Madonna del Ponte.
  • Quartiere Sacca: tagliato al centro dalla parte inferiore di Via Garibaldi, è delimitato dalla Salita dei Gradoni e da Via Valera; comprende le chiese di San Nicola e di San Rocco.

Quartieri moderniModifica

  • Quartiere Cappuccini: delimitato dall'omonimo viale, occupa la zona a sud della città, partendo dal piano del corso Roma fino alla contrada di Marcianese. Il quartiere, nato già nei primi del '900 con la costruzione di villini di gusto eclettico, negli anni '50 si è pienamente sviluppato con la costruzione di nuovi palazzi, uffici amministrativi, anche, scuole, chiese e lo stadio "Guido Biondi". A sud-est confina con ilo quartiere Santo Spirito mediante lo snodo di via Ferro di Cavallo, con cui è diventata una singola unità per il commercio e i principali poli scolastici, principalmente istituti superiori. Fino agli anni '90 il quartiere è stato il primo grande polo industriale della città, oggi dismesso e dislocato nella zona Santa Calcagna-Pagliaroni, a confine col comune di Rocca San Giovanni, in direzione del casello autostradale.
  • Quartiere Sant'Antonio - Ospedale: prende il nome dalla chiesa di Sant'Antonio, collegato con lo snodo principale di accesso alla città dalla strada nazionale dell'A14, passando per Treglio, ossia la moderna zona industriale della città. Il quartiere si è sviluppato in maniera disomogenea negli anni '60, annettendo la principale via del Verde, nodo di collegamento con il quartiere Santo Spirito a sud. Fulcro del quartiere oltre alla chiesa è l'ospedale "Floraspe Renzetti", da cui parte la via del Mare che collega la città alle zone rurali a nord, verso San Vito Chietino e al quartiere Olmo di Riccio.
    Collegato con la villa comunale, e con il quartiere Trento e Trieste, è una delle zone più vitali della città per uffici medici e zone commerciali.
 
Lo stadio Biondi nel quartiere Cappuccini
  • Quartiere Trento e Trieste: è il primo grande nucleo moderno della città, realizzato ai primi del '900 con l'apertura del corso nuovo che parte dalla Piazza del Plebiscito sino all'area delle Fiere, oggi villa comunale. Il quartiere comprende il cardo di viale De Crecchio, via Dalmazia e via Renzetti, ed i decumani del Corso Bandiera e via Vittorio Veneto, a sud sbocca nel piazzale D'Amico, usato come autostazione, ed a nord in Piazza dell'Unità d'Italia, sede di vari esercizi commerciali e del mercato del sabato, nonché cittadella giudiziaria perché vi ha sede il Tribunale.
  • Quartiere Santo Spirito: storico sobborgo di Lanciano sviluppatosi nel tardo '800 a sud della stazione ferroviaria vecchia, prendendo il nome dall'ex monastero di Santo Spirito, fondato nel XIII secolo da Celestino V. Il borgo ospita uffici amministrativi, alcuni poli scolastici superiori, la guardia medica e uffici amministrativi, nonché lo storico Istituto dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, attivo dalla metà dell'800. Il moderno viale conduce alla periferia di contrada Gaeta, dove sono stati realizzati nei primi anni del 2000 i due principali centri commerciali di Lanciano.
  • Quartiere Santa Rita - Zona 167: il più recente dei quartieri residenziali, conta oltre 8.000 abitanti, realizzato negli anni '90 da parte dell'Istituto Case Popolari per far fronte alla sovrappopolazione lancianese. Infatti la zona 167, benché sia sede di vari uffici, esercizi commerciali, poli didattici, è fortemente degradata. Tuttavia si trova in un punto di vitale importanza per il traffico commerciale, stando a ridosso della strada nazionale che porta all'autostrada e alla nuova zona industriale Pagliaroni.
  • Quartiere Olmo di Riccio: è il secondo quartiere popolare realizzato negli anni '60 nelle vicinanze del cimitero comunale, e delle campagne della zona nord di Lanciano, di Santa Giusta e Santa Liberata. Il quartiere, sempre realizzato dalle Case Popolari, è sede di fenomeni di degrado civile, anche se la sua importanza è data dalla presenza di istituti scolastici, come il liceo classico, cliniche private, carrozzerie, e dalla sua posizione a ridosso di via del Mare, rettilineo che porta all'ospedale e al cuore del centro di Lanciano.

FrazioniModifica

 
Veduta della frazione di Santa Liberata, con alle spalle la montagna Majella

Il centro urbano di Lanciano è circondato da trentatré contrade, disseminate su tutto il territorio comunale. Esse costituiscono dei veri e propri piccoli insediamenti, ciascuno con le sue tradizioni, una propria chiesa e un nucleo abitativo ben definito. La popolazione complessiva residente nelle contrade è stimata in 12682 abitanti (dato del 2005).

  • A nord:
Sant'Egidio, Santa Liberata, San Iorio, Nasuti, Spaccarelli, Madonna del Carmine, Sant'Amato, Costa di Chieti.
  • Ad est:
Santa Giusta, Santa Croce, Sabbioni, Torre Sansone, Serroni.
  • A sud:
Villa Martelli, Villa Carminello, Villa Stanazzo, Iconicella, Villa Andreoli, Re di Coppe, Colle Pizzuto, Serre, Camicie, Villa Elce, Sant'Onofrio, Rizzacorno, Colle Campitelli, Villa Pasquini.
  • Ad ovest:
Gaeta, Fontanelle, Follani, Marcianese, Torre Marino, Santa Maria dei Mesi.
Il fondo della valle del Sangro visto dal colle Sant'Onofrio

EconomiaModifica

Commercio e zona industriale Val di SangroModifica

Il commercio ha sempre avuto un ruolo importante nella storia di Lanciano, a partire dalle già citate fiere. Tuttora Lanciano è sede di un complesso fieristico di rilevanza nazionale. Inoltre, è il punto di riferimento commerciale per tutto il suo comprensorio (ingrosso e grande distribuzione organizzata).

Negli anni settanta in Val di Sangro, nel comune di Atessa, sono stati costruiti due grandi insediamenti industriali: uno della Honda e uno della Sevel, una joint venture tra Fiat e PSA per la produzione di veicoli commerciali leggeri. Questi stabilimenti hanno portato allo sviluppo di un folto indotto di piccole e medie imprese specializzate, cresciute nel tempo fino a rendere la Val di Sangro la prima realtà industriale dell'Abruzzo. Da ciò sono discese ricadute economiche positive per tutti i comuni del comprensorio.

Agricoltura e artigianatoModifica

Non va trascurato il ruolo dei settori tradizionali: l'agricoltura e l'artigianato. La prima si basa sulla coltivazione di ulivi e vigne, da cui deriva una buona produzione di olio e vino (certificata da marchi DOP e DOC). Il secondo sta ritornando in auge soprattutto per quanto riguarda le terrecotte, un settore in cui Lanciano vanta una tradizione secolare, oltreché per la tradizionale produzione di mobili rustici e per l'arte orafa.[53]

Area Fiera Lancianese e le "Vie del Commercio"Modifica

Un ruolo fondamentale nello sviluppo economico di Lanciano è stato svolto dal 1961 ad oggi dal Consorzio Autonomo Ente Fiera di Lanciano[54], costituito dal Comune di Lanciano, Provincia di Chieti, Regione Abruzzo, Camera di Commercio di Chieti, Banca Popolare dell'Emilia-Romagna e Consorzio Agrario d'Abruzzo. Nel 1995 il Consorzio, con una specifica legge della Regione Abruzzo è stato dichiarato polo fieristico regionale abruzzese ed ha assunto la denominazione commerciale di Lancianofiera, con cui promuove ogni anno numerose rassegne nell'area espositiva di località Iconicella. La manifestazione più importante è la Fiera Nazionale dell'Agricoltura, giunta nel 2011 alla 50ª edizione, che si svolge ogni anno nel mese di aprile. Sono circa 600 le ditte italiane ed internazionali che partecipano alla rassegna, diventata la principale dell'Italia centromeridionale. Tra le altre fiere vanno ricordate "Ruote e Motori show" sul mondo delle 2 e 4 ruote, "Abitare Oggi" sull'edilizia, arredamento e design, "Agroalimenta" sulle eccellenze agroalimentari italiane. Ad ogni fiera, da sempre, è legato un ricco programma convegnistico sulle tematiche di più stretta attualità che riguardano i settori di riferimento. Nel corso della Fiera dell'Agricoltura, ad esempio, già nei primi anni ottanta si tennero le prime conferenze sull'agricoltura biologica.

TurismoModifica

Il turismo a Lanciano è prevalentemente religioso e artistico. La meta più frequentata da italiani e stranieri è il miracolo eucaristico di Lanciano. Visitata è anche la cattedrale come pure il resto del centro storico.

Infrastrutture e trasportiModifica

 
Treno turistico in stazione di Lanciano

StradeModifica

Le principali direttrici di collegamento che attraversano il territorio comunale sono l'Autostrada A14 Adriatica, con il relativo casello di Lanciano, la SS 84, la SS 17; la ex SS 524, e la strada provinciale Lanciano-Atessa.

FerrovieModifica

Lanciano ha una sua stazione ferroviaria sulla Ferrovia Sangritana; un altro l'impianto, denominato San Vito-Lanciano, sorge lungo la ferrovia Adriatica. La linea storica della Sangritana, che arriva fino a Castel di Sangro, è interrotta per ricostruzione dal 2007[55].

Mobilità urbanaModifica

La mobilità all'interno del territorio comunale è assicurata da 11 linee di autobus urbani[56]. Servizi interurbani ed extraurbani collegano Lanciano con tutte le principali località abruzzesi ed i più importanti centri italiani[55][57][58][59][60].

AmministrazioneModifica

 
Torre campanaria e municipio. Sulla torre campanaria si trova la Squilla, e ogni giorno da qui con un colpo di cannone a salve si segnala il mezzogiorno.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Lanciano.

GemellaggiModifica

Lanciano è gemellata con:

SportModifica

 
La formazione del Lanciano Calcio 1920 nello Stadio Guido Biondi di Lanciano

Il Lanciano Calcio 1920 e l'Athletic Lanciano sono le due squadre che militano in Prima Categoria abruzzese, girone B.

L'Asd Lanciano Special è una società di calcio a 7 composta da ragazzi con disabilità intellettiva relazionale che partecipa al campionato di quarta categoria.

Nel campionato di serie C femminile di pallavolo milita la A.s.d. Volley Ball Lanciano.

Nel campionato di serie C2 di baseball milita la Eagles 29 Baseball Lanciano.

Nel campionato di serie D regionale di pallacanestro milita l'Azzurra Basket Lanciano .[67]

Nel CIF9, campionato italiano di football americano a 9 giocatori e nella Senior League, campionato italiano di flag football militano i Goblins Lanciano.[68]

Lanciano è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia di ciclismo:

Impianti sportiviModifica

NoteModifica

  1. ^ Ministero dell'interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2018.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 342.
  4. ^ a b Rilevazioni da Google Maps
  5. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA.
  6. ^ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, p. sub anno 1061.
  7. ^ Guida Storico-Artistica di Lanciano Archiviato il 3 ottobre 2015 in Internet Archive.
  8. ^ a b Il sito ufficiale della Presidenza della Repubblica
  9. ^ a b Gigli e lancia nel nuovo stemma della città
  10. ^ Relazione stemma della città di Lanciano
  11. ^ Gli antichi quartieri di Lanciano, su tuttolanciano.it.
  12. ^ Lancianovecchia, su lanciano.it.
  13. ^ Chiesa di Santa Maria del ponte (PDF), su sangroaventino.it.
  14. ^ Chiesa di Santa Maria Maggiore (PDF), su sangroaventino.it.
  15. ^ San Francesco, su lanciano.it.
  16. ^ San Nicola di Bari, su tuttolanciano.it.
  17. ^ Chiesa di S. Agostino di Lanciano, su cassiciaco.it.
  18. ^ San Biagio, su lanciano.it.
  19. ^ Santa Lucia, su lanciano.it.
  20. ^ La chiesa di Santa Chiara, su tuttolanciano.it.
  21. ^ Pittori di Vasto dell'Ottocento, Francesco Paolo Palizzi, su vastospa.it. URL consultato il 28 gennaio 2017.
  22. ^ Santa Giovina, su tuttolanciano.it.
  23. ^ Porta di San Biagio (PDF), su sangroaventino.it.
  24. ^ Porta urbica di Via Umberto I (PDF), su sangroaventino.it.
  25. ^ Torri Montanare (PDF), su sangroaventino.it.
  26. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  27. ^ Cittadini stranieri al 2013, Lanciano
  28. ^ Lanciano, riecco 'Le tentazioni di Sant'Antonio Abate'
  29. ^ a b c d e Le tradizioni Lancianesi
  30. ^ San Biagio, su eventiesagre.it.
  31. ^ Il Carnevale a Lanciano, su eventiesagre.it.
  32. ^ settimana santa, su eventiesagre.it.
  33. ^ Processione degli Incappucciati, su eventiesagre.it.
  34. ^ La Settimana Santa a Lanciano, su eventiesagre.it.
  35. ^ Sant'Egidio
  36. ^ Lanciano: tutto pronto per la fiera delle campanelle, Sant'Egidio
  37. ^ Mastrogiurato, su lanciano.it.
  38. ^ Il Dono, su lanciano.it.
  39. ^ Apertura, su lanciano.it.
  40. ^ Feste di Settembre, su lanciano.it.
  41. ^ Fuochi dell'Immacolata e fauni, la tradizione che scalda la Vigilia
  42. ^ La Squilla, su lanciano.it.
  43. ^ Biblioteca Raffaele Liberatore, su comune.lanciano.chieti.it:8080 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2015).
  44. ^ Lanciano, formazione: accordo con università Urbino, su ageabruzzo.it. URL consultato il 27 agosto 2014.
  45. ^ Museo diocesano, su tuttolanciano.it.
  46. ^ Casa Museo di Federico Spoltore, su tuttolanciano.it.
  47. ^ Palazzo Spoltore (PDF), su sangroaventino.it.
  48. ^ Scuola Fedele Fenaroli, su scuolafedelefenaroli.it.
  49. ^ Banda di Lanciano, su bandalanciano.it.
  50. ^ Itinerario eno-gastronomico e culinario di 6 giorni a Lanciano e dintorni Archiviato il 3 ottobre 2015 in Internet Archive.
  51. ^ Eventi
  52. ^ Estate musicale Frentana, su lanciano.it.
  53. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 18.
  54. ^ Consorzio Autonomo Ente Fiera di Lanciano, su lancianofiera.it.
  55. ^ a b Ferrovia Adriatico Sangritana
  56. ^ Di Fonzo: autolinee locali Abruzzo
  57. ^ Autolinee Di Fonzo, su difonzobus.com.
  58. ^ Autolinee Arpa, su arpaonline.it.
  59. ^ Autolinee Baltour, su baltour.it.
  60. ^ ProntoBus, su prontobusitalia.it.
  61. ^ Perché siamo emigrati in Argentina Archiviato il 3 gennaio 2015 in Internet Archive.
  62. ^ Gemellaggio/patto di amicizia - Lanciano/Vaughan Archiviato il 3 ottobre 2015 in Internet Archive.
  63. ^ FINLANDESI VISITANO ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI, su perho.com.
  64. ^ Gemellaggio con Qala, su lanciano.it (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).
  65. ^ Lanciano, arriva il quarto gemellaggio Archiviato il 5 marzo 2016 in Internet Archive.
  66. ^ (IT) Lanciano si gemella con la città tedesca di Riedenburg in nome delle comuni origini medievali - Lanciano 24, in Lanciano 24, 9 maggio 2015. URL consultato il 21 maggio 2018.
  67. ^ Sito ufficiale dell'Azzurra Basket Lanciano
  68. ^ Goblins Lanciano home page, su goblinsaft.altervista.org.

BibliografiaModifica

  • Maurizio Angelucci, Contradando per Lanciano, 2002.
  • Maurizio Angelucci, Se scrive Lanciane, se legge Langián(e)', Fonologia, Morfologia e sintassi della parlata lancianese, 2007.
  • Melissa Di Giovanni, Umberto Nasuti, Le Acque a Sant'Egidio. Identità culturali., Rivista Abruzzese, 2013, ISBN 978-88-96804-38-4.
  • Umberto Nasuti, La Fontana di Longino, Editrice Itinerari, 2010, ISBN 978-88-86939-26-3.
  • Giovanni Nativio, Lanciano, o cara (pp. 208), ed. Itinerari, Lanciano, 1979.
  • Antonio Pasquini, Lanciano - Dall'Adriatico alla Majella / From the Adriatic Sea to the Majella, Editrice Itinerari, Lanciano, 2005.
  • Simonluca Perfetto, Monete e zecca nella Terra di Lanciano. Un particolare caso di demanialità sub signo Aagonum (1441-1554), Lanciano, Carabba, 2013.
  • Simonluca Perfetto, Lanciano demaniale in fiera. Il 'privilegio dei privilegi' e la sua ignota zecca barocca (1212-1640), Castiglione delle Stiviere, PresentARTsì, 2014.
  • Vittorio Renzetti, Le Ceramiche di Lanciano, Terra e Gente, Ed. Itinerari Lanciano, 1994.
  • Vittorio Renzetti, Vittoria De Cecco, Emiliano Giancristofaro, Guida storico artistica di Lanciano, Ed. Comune di Lanciano, 1993.
  • Touring Club Italiano, Guida d'Italia, vol. Abruzzo.
  • Stella Traynor Moratvska, Longino, soldato romano di Lanciano (pp. 168), trad. di Domenico Policella, 1999, ed. Itinerari, Lanciano.
  • Urbano Riccardo, Abruzzo, colori, atmosfere, emozioni (pp. 336), Ed. Tabula, 1978.
  • Urbano Riccardo, Lanciano Centro storico, 1975, pagg. 155, Ed. O.G.A. Lanciano.

Voci correlateModifica

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