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Roberto Taparelli d'Azeglio
Roberto d'Azeglio 1861.jpg

Senatore del Regno di Sardegna
Durata mandato 3 aprile 1848 –
23 dicembre 1862
Legislature dalla I
Incarichi parlamentari
Cariche:
  • Questore (10 maggio-30 dicembre 1848), (5 febbraio-30 marzo 1849), (31 luglio-20 novembre 1849), (24 dicembre 1849-21 novembre 1853), (22 dicembre 1853-29 maggio 1855)
Sito istituzionale

Dati generali
Professione Possidente

Giuseppe Nepomuceno Roberto Taparelli d'Azeglio (Tapparelli) (Torino, 24 settembre 1790Torino, 23 dicembre 1862) è stato un politico italiano. Fu senatore del Regno di Sardegna dal 3 aprile 1848.

BiografiaModifica

Figlio del nobile e diplomatico Cesare e della contessa Cristina Morozzo di Bianzè, fratello maggiore dell'illustre senatore Massimo e del filosofo gesuita Luigi, a 24 anni sposò la contessa Costanza Alfieri di Sostegno (divenuta poi d'Azeglio) dalla quale ebbe i figli Melania, che sposò il senatore Salvatore Pes di Villamarina e Vittorio Emanuele che diventò senatore del Regno d'Italia il 15 novembre 1871.

Nel marzo 1821 partecipò ai moti carbonari torinesi, assumendo una posizione opposta rispetto a quella del padre e del fratello Enrico - che in quanto militare aveva giurato fedeltà ai Savoia - e riparando per un breve periodo in Svizzera dopo il fallimento della rivolta. Tornato in Piemonte, Roberto non rischiava di essere considerato un traditore della monarchia perché non aveva prestato alcun giuramento. Tuttavia, il clima pesante creatosi in famiglia lo spinse a stabilirsi con la moglie e i figli a Parigi, dove rimase alcuni anni, prima del ritorno a Torino.[1]

Nel 1831 propose a Carlo Alberto la creazione di una grande pinacoteca che fu inaugurata l'anno successivo a Palazzo Madama con il nome di Reale Galleria. Il sovrano incaricò d'Azeglio di diventarne direttore, carica che mantenne per ventidue anni, finché nel 1854, in seguito a una polemica condotta «su la stampa pe' danni invano da lui deprecati, che minacciavano la preziosa raccolta, causa la sede negli uffizi del Senato», si dimise in favore del fratello Massimo.[2] La pinacoteca è oggi nota come Galleria Sabauda.

Nel 1831 il marchese diede inoltre il via alla realizzazione della sua residenza estiva, il Castello e Parco del Roccolo a Busca (CN), in pieno stile Neogotico.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ M. d'Azeglio, I miei ricordi, Torino, Società Editrice Internazionale, 1923, pp. 196-200
  2. ^ M. de Rubris, Confidenze di Massimo d'Azeglio, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1930, pp. 128-129

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN24989441 · ISNI (EN0000 0000 8104 2392 · SBN IT\ICCU\RAVV\085564 · LCCN (ENno90014867 · GND (DE1018979956 · BNF (FRcb149678321 (data) · CERL cnp01436466 · WorldCat Identities (ENno90-014867