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Rosmersholm
Dramma in quattro atti
Rosmersholm by Henrik Ibsen, Copenhagen, Gyldendal, 1886.jpeg
Un'edizione del 1886
AutoreHenrik Ibsen
Titolo originaleRosmersholm
Lingua originaleDanese
GenerePièce bien faite
Composto nelgiugno-settembre 1886
Pubblicato nel1886
Prima assoluta17 gennaio 1887
Bergen, Den Nationale Scene
Personaggi
  • Johannes Rosmer, proprietario di Rosmersholm
  • Rebecca West, ospite a Rosmersholm
  • Professor Kroll, cognato di Rosmer
  • Ulrik Brendel, vecchio precettore di Rosmer
  • Peder Mortensgaard, giornalista
  • Signora Helseth, governante a Rosmersholm
 

Rosmersholm, a volte tradotto anche come La casa dei Rosmer o Villa Rosmer, è un dramma in quattro atti dello scrittore e drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, andato in scena in prima mondiale a Bergen nel 1887. Come suggerisce il protagonista Rosmer, i temi principali della pièce sono i cambiamenti politici e sociali che hanno fatto in modo che la classe dominante non riuscisse più ad imporre il proprio sistema ideologico al resto della popolazione: la libertà di pensiero e d'azione dei personaggi non è più basata sul cristianesimo, né su un codice etico di matrice cristiana, ma affidata interamente all'individuo. Il ricordo ossessivo del passato e l’incapacità di andare oltre perché zavorrati dalla memoria sono allegorizzati nella pièce dal cavallo fantasma che si dice infesti la tenuta di Rosmersholm; pochi anni dopo Ibsen svilupperà ulteriormente la metafora del ricordo come fantasma nel suo dramma Spettri (1881).

Indice

TramaModifica

Un anno dopo il suicidio della moglie Beata, Johannes Rosmer ha lasciato che un'amica della moglie, Rebecca West, si trasferisse nella casa di famiglia, Rosmersholm. I due sono chiaramente innamorati, anche se Rosmer nega i suoi sentimenti e afferma che la relazione tra loro deve restare strettamente platonica. Rosmer, un ex pastore protestante, è un rispettato membro della comunità e in quanto tale vuole sostenere il nuovo governo e la sua agenda riformista e quasi rivoluzionaria. Tuttavia, il suo ex cognato e amico Kroll non è d'accordo e sostiene che Rosmer dovrebbe restare fedele alle sue radici aristocratiche. Indispettito, Kroll confronta Rosmer sulla sua relazione con Rebecca e sparge la voce che i due siano amanti; il rimorso comincia a tormentare Rosmerm che si convince che sia stato lui e non la malattia mentale della moglie a spingerla al suicidio. Prova a cancellare il ricordo di Beata chiedendo a Rebecca di sposarlo, ma la donna inaspettatamente rifiuta. Koll accusa Rebecca di avere indottrinato Rosmer con le sue idee politiche radicali e la donna confessa di essere stata lei a spingere Beata al suicidio inizialmente per incrementare il proprio ascendente su Rosmer, ma poi perché si era innamorata dell’uomo. È il senso di colpa per la morte di Beata che l’ha spinta a rifiutare la proposta di Rosmer.

Né Rebecca né Rosmer riescono a liberarsi dal rimorso e dal senso di colpa. Rebecca è tormentata anche dal ricordo di essere andata a letto con il suo padre adottivo, che lei sospetta essere stato anche il suo padre biologico; Kroll conferma i suoi sospetti. Incapaci di fidarsi l’uno dell’altro ma anche di loro stessi, Rosmer e Rebecca riconoscono di non riuscire ad andare avanti con le loro vite. Rosmer allora chiede a Rebecca di uccidersi come Beata, gettandosi nella gora del mulino di Rosmersholm, e la donna accetta senza esitare e comincia a dare istruzioni su come recuperare il suo cadavere dopo il suicidio. Ma Rosmer la interrompe perché ha intenzione di suicidarsi con lei: l’uomo è ancora innamorato di Rebecca e anche se sa di non poter vivere con lei, non ha intenzione di esistere in un mondo senza l’amata. I due muoiono insieme nella gora del mulino e al loro suicidio assiste la governante, la signora Helseth, che in preda al terrore crede che la coppia è stata presa dalla "donna morta", lo spettro di Beata che crede aleggiare su Rosmersholm.

Nella cultura di massaModifica

La scrittrice britannica Dame Cicely Isabel Fairfield ha scritto e pubblicato con il nom de plume “Rebecca West”, in onore dell’eroina ibseniana.[1]

Ogni capitolo del romanzo di J. K. Rowling Bianco letale, pubblicato nel 2018 sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith, è introdotto da una citazione da Rosmersholm.[2]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Books: Circles of Perdition, in Time, 8 dicembre 1947. URL consultato il 26 marzo 2019.
  2. ^ (EN) Jake Arnott, Lethal White by Robert Galbraith review – twists, turns and tangled emotions, in The Guardian, 17 settembre 2018. URL consultato il 26 marzo 2019.

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

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