Sabatino de Ursis

religuoso, ingegnere e astronomo italiano attivo in Cina nel XVII secolo

Sabatino de Ursis, nome cinese: 熊 三 拔; pinyin: Xióng Sānbá (Lecce, 1575Macao, 3 maggio 1620), è stato un gesuita, ingegnere e astronomo italiano. Fu attivo nella Cina del XVII secolo, durante la prima missione dei gesuiti in Cina.

Pagina del Thai Hsi Shui Fa il libro in cinese sull'idraulica occidentale scritto da Sabatino de Ursis nel 1612

CarrieraModifica

Sabatino de Ursis entrò nella Compagnia di Gesù a Napoli il 6 novembre 1597. Iniziò i suoi studi a Napoli, li proseguì al Collegio Romano, dove fu allievo di Christoph Grienberger, e a Coimbra in Portogallo, come di prassi per i gesuiti che si imbarcavano per le Indie orientali, e li terminò nel Collegio San Paolo di Macao, dove risiedette dal 1603 al 1606, quando partì per Pechino.

Arrivò a Pechino nel 1607 per aiutare Matteo Ricci con la ricerca astronomica.[1] Lavorò insieme a Xu Guangqi e Matteo Ricci alla traduzione degli elementi di Euclide in cinese e con Ricci alla redazione del Zhifang waiji, il primo atlante globale della Cina [2].

Sabatino de Ursis ha anche scritto un libro in cinese sull'idraulica occidentale, importante esempio di trasmissione della conoscenza tecnica occidentale alla Cina nel XVII secolo.

De Ursis è famoso per aver predetto un'eclissi, che era stata predetta in modo errato dagli astronomi cinesi tradizionali, il 15 dicembre 1610. Questo fatto fu di grande importanza per i cinesi e consentì ai gesuiti occidentali di lavorare alla riforma della Calendario cinese [1] Ben presto, però, de Ursis e il suo collega Diego de Pantoja dovettero abbandonare il progetto di fronte all'opposizione degli astronomi cinesi.

Nel 1612, Sabatino tradusse oralmente un lavoro di Agostino Ramelli sui meccanismi idraulici, messo per iscritto da Xu Guangqi. Il libro venne pubblicato sotto il nome di 泰西 水 法 (Tàixī shuǐfǎ, Macchinari idraulici dell'Occidente).

Nel 1616, l'opposizione verso i gesuiti portò a una persecuzione dei cristiani e de Ursis fu espulso e costretto a rifugiarsi a Macao, dove morì 1620.

Al rinnovato suggerimento di Xu Guangqi, un decreto imperiale del 1629 avrebbe permesso nuovamente i gesuiti di lavorare alla revisione del calendario, che sarebbe stata gestita dal gesuita tedesco Johann Schall.

PubblicazioniModifica

  • Sabatino de Ursis e Xu Guangqi (1612) 泰西水法 (Thai Hsi Shui Fa, Macchinari idraulici dell'Occidente)

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Daniello Bartoli, Istoria della Compagnia di Gesù. Il Giappone, seconda parte dell'Asia, Roma 1660, I, pp. 569 ss.;
  • Daniello Bartoli, La Cina, terza parte dell'Asia, Roma 1663, pp. 507, 545 ss., 720;
  • Han Lin-Chang Keng, Sheng-chiao hsin-cheng (Testimonianze della religione cristiana), [Pechino] 1668, f. 7rv;
  • Philippe Couplet, Catalogus patrum Societatis Iesu qui post obitum Francisci Xaverii ab anno 1581 usque ad annum 1681 in Imperio Sinarum Iesu Christi fidem propugnarunt, in Ferdinand Verbiest, Astronomia Europea, Dilingae 1687, p. 106, n. XIX;
  • Chang T'ing-yü ed altri, Ming-shih (Storia dei Ming), c. 326, Pechino 1739 (nuova ed., ibid. 1974, p. 8460);
  • Henri Cordier, L'imprimerie sino-européenne en Chine, Paris 1901 (ristampa Taipei-San Francisco 1979), pp. 51 s.;
  • Pietro Tacchi Venturi, Opere storiche del p. Matteo Ricci, I-II, Macerata 1911-13, passim;
  • Robert Streit, Bibliotheca missionum, V, Aachen 1929, pp. 694, 704, 706, 727, 729 s., 749 ss.;
  • Louis Pfister, Notices biographiques et bibliographiques sur les Jésuites de l'ancienne mission de Chine 1552-1773, I, Changhai 1932, n. 30, pp. 103-106;
  • Pasquale M. d'Elia, Fonti ricciane, Roma 1942-49, I-III, ad Indicem;
  • Arthur W. Hummel, Eminent Chinese of the Ch'ing period, 1644-1912, I, Washington 1943, pp. 316, 453, 895;
  • (FR) Henri Bernard, Les adaptations chinoises d'ouvrages européens, in Monumenta serica, X, 1945, nn. 89, 94 s., 97, 107, 117 s., 123, JSTOR 40726624.
  • (DE) Josef Wicki, Liste der Jesuiten Indienfahrer 1541-1758, in Aufsätze zur portugiesischen Kulturgeschichte, VII, 1967, p. 285, n-479, OCLC 70891084.
  • Franciscus Schütte, Introductio ad historiam Societatis Iesu in Iaponia 1549-1650, Romae 1968, ad Indicem;
  • Joseph Dehergne, Répertoire des Jésuites de Chine de 1552 à 1800, Roma-Paris 1973, p. 75, n. 250;
  • Joseph F. Schütte, Monumenta historica Iaponiae, I, Romae 1975, ad Indicem;
  • Carlos Sommervogel, Bibliothèque des écrivains de la Compagnie de Jésus, VIII, coll. 351 s.
  • Agustín Udías, Searching the Heavens and the Earth: The History of Jesuit observatories, Kluwer Academic Publisher, 2003, pp. 40-1, ISBN 1-4020-1189-X.
  • (EN) Catherine Jami, Peter Engelfriet e Gregory Blue (a cura di), Statecraft and Intellectual Renewal in Late Ming China. The cross-cultural synthesis of Xu Guangqi (1562–1633), Brill Editore, 2001, p. 209, ISBN 90-04-12058-0.
  • Francesco Frisullo e Paolo Vincenti, Echi leonardeschi nella Cina dei Ming: l’idraulica occidentale del missionario salentino Sabatino de Ursis, in L'Idomeneo, n. 28, 2019, pp. 191-208, DOI:10.1285/i20380313v28p191.
  • Francesco Frisullo e Paolo Vincenti, L’apostolato scientifico dei Gesuiti nella Cina dei Ming. Il missionario salentino Sabatino de Ursis, Giorgiani Editore, 2020, ISBN 8894969207.
  • Francesco Frisullo e Paolo Vincenti, “Andiamo errati, andiamo errati”. Sabatino de Ursis e la questione dei riti cinesi nel nome di Dio (1610-1939), in Paolo Vincenti e Manuel De Carli (a cura di), Pagine d’oro e d’argento. Studi in ricordo di Sergio Torsello, Kurumuny Edizioni, 2020, pp. 180-198.
  • La via dei libri. Sabatino de Ursis [熊 三 拔] e le contaminazioni culturali tra Salento e Cina nei secc. XVI-XVII, in L'Idomeneo, n. 30, 2020.

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