Salamoia

soluzione acquosa concentrata di un sale, utilizzata a fini di conservazione di alimenti

La salamoia è una soluzione acquosa che ha salinità maggiore del 5% (soluzione satura o prossima alla saturazione).

Il termine salamoia è usato nel linguaggio comune per designare una soluzione di cloruro di sodio in acqua ad una concentrazione superiore a quella dell'acqua salata, definita con salinità 3,5%-5%.

Nelle salamoie è importante la purezza e la qualità dell'acqua utilizzata: la presenza di composti diversi dal NaCl (cloruro di sodio), può essere causa di inconvenienti di varia natura; per esempio i sali di magnesio conferiscono sapore amaro, il rame e il ferro determinano ingiallimento dei vegetali verdi oppure imbrunimenti reagendo con i tannini.

UsiModifica

CulinarioModifica

La salamoia costituisce un semplice mezzo per la conservazione dei cibi utilizzato industrialmente nella preparazione di cibi preconfezionati e diffuso anche in ambito casalingo, perché il suo effetto osmotico preserva gli alimenti dal degenerarsi per azione batterica, inibendone lo sviluppo. Spesso il sale è utilizzato sotto forma di salamoie con concentrazione variabile a seconda degli scopi.

La salagione rappresenta uno dei metodi più antichi utilizzati per la conservazione degli alimenti. I Romani costruirono la Via Salaria, una strada consolare, per potersi approvvigionare di sale dal mare Adriatico.

Produzione di cloroModifica

Fluido refrigeranteModifica

Addolcimento e purificazione dell'acquaModifica

MaterialiModifica

Le salamoie sono fortemente corrosive per cui il materiale che viene in contatto con esse deve essere resistente alla corrosione. I metalli simili al ferro più resistenti sono in ordine di efficacia:

inoltre il PVC e altri materiali plastici idonei presentano buona resistenza alle salamoie.

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