DescrizioneModifica

Albero o arbusto alto fino a 3,5 metri, porta foglie lanceolate-lineari lungamente acuminate, verdi superiormente e argentato-sericeo inferiormente, fiori primaverili, con ovario tormentoso quasi sessile, con stilo di pari lunghezza, filamenti degli stami liberi e glabri.

Distribuzione e habitatModifica

Si trova generalmente lungo corsi d'acqua o altri luoghi umidi. L'esatto luogo di origine è incerto a causa della sua intensa e diffusa coltivazione, ma è certamente originario in una zona che va dall'Europa centrale all'Asia. Come pianta naturalizzata è inselvatichito in molte zone d'Italia e coltivato nell'Italia centro-settentrionale, ma è anche diffuso in tutto il Regno Unito ed in Irlanda.

UsiModifica

Viene utilizzato per la produzione dei vimini idonei a realizzare panieri, stuoie e oggetti vari, conosciuto col nome volgare di "vetrice" o vimine.

S. viminalis è un noto iperaccumulatore di cadmio, cromo, piombo, mercurio, idrocarburi del petrolio, solventi organici, MTBE, TCE e sottoprodotti, selenio, argento, uranio e zinco,[1][2] e ferrocianuro di potassio (provato su S. babylonica L.)[3] e come tale è uno dei più accreditati candidati per il fitorisanamento.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Phytoremediation. By McCutcheon & Schnoor. 2003, New Jersey, John Wiley & Sons, page 19.
  2. ^ (EN) Enhancing Phytoextraction: The Effect of Chemical Soil Manipulation on Mobility, Plant Accumulation, and Leaching of Heavy Metals. Archiviato il 25 febbraio 2007 in Internet Archive. By Ulrich Schmidt. In J. Environ. Qual. 32:1939-1954 (2003).
  3. ^ (EN) The potential for phytoremediation of iron cyanide complex by Willows. By X.Z. Yu, P.H. Zhou and Y.M. Yang. In Ecotoxicology 2006.

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