San Polo (Brescia)

ex quartiere di Brescia
S.Polo
S.Polo – Veduta
Via S.Polo all'incrocio con via Lonati, con la questura di Brescia sulla sinistra.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
ComuneBrescia-Stemma.svg Brescia
Frazione
Territorio
Coordinate45°29′50″N 10°20′00″E / 45.497222°N 10.333333°E45.497222; 10.333333 (S.Polo)Coordinate: 45°29′50″N 10°20′00″E / 45.497222°N 10.333333°E45.497222; 10.333333 (S.Polo)
Altitudine150 m s.l.m.
Abitanti19 646
Altre informazioni
Cod. postale25124/25134
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
S.Polo
S.Polo

San Polo, un tempo frazione di Brescia, è il quartiere più popoloso della città, con quasi 20.000 abitanti, settemila in più rispetto a Porta Cremona, la seconda frazione bresciana per numero di residenti. Il quartiere si divide sostanzialmente in S.Polo (la zona originaria e antica nel tempo poi definito "Storico") e S.Polo Nuovo. Quest'ultimo è un quartiere, nato dall'iniziativa pubblica, sperimentale per il tempo, infatti il concetto innovativo apportato dal progetto è stato “l'unificazione del progetto urbanistico e del progetto edilizio, in un progetto continuo controllato dall'amministrazione pubblica”. Progettato dall'Architetto Leonardo Benevolo negli anni settanta e realizzato negli anni ottanta, ha dotato la città di un grande quartiere verde residenziale di edilizia economico - popolare, caratterizzato dalla presenza di torri residenziali e di case a schiera, e grossi parchi. Dal 2014 dal punto di vista amministrativo non esiste più il quartiere di San Polo, il quale è stato suddiviso nei quartieri di San Polo Case, San Polo Cimabue, San Polo Parco, Sanpolino.

Geografia fisicaModifica

 
Tratto di via Gatti, una delle strade più lunghe di S.Polo che delimita la zona nuova a nord-est del quartiere.

S.Polo si trova nella periferia sud-est di Brescia, facendo parte della Circoscrizione Est insieme alle confinanti frazioni di Caionvico, Buffalora e Sant'Eufemia della Fonte. Può considerarsi diviso in due zone: la parte più vecchia (S.Polo o S.Polo Storico, che costituisce il nucleo antico del quartiere) e la parte nuova (S.Polo Nuovo, sorto a partire dagli anni ottanta del XX secolo) con la prima posta più a sud rispetto alla seconda; mentre S.Polo è un nucleo a sé stante, caratterizzato da uno sviluppo urbanistico e architetturale molto più antico, S.Polo Nuovo risulta dall'unione di più nuclei sorti tra gli anni ottanta e gli anni novanta del XX secolo.

Molto sviluppato è il verde pubblico: non mancano infatti parchi e zone verdi tra questi è di fondamentale importanza il parco Olga ducos.

Infrastrutture e trasportiModifica

 
Il Monte Maddalena visto da via della Strada Antica Mantovana.

La zona di S.Polo è sita immediatamente a nord rispetto alla tangenziale sud di Brescia e all'autostrada A4, ed è molto vicina allo svincolo "Brescia Centro" di quest'ultima.

A livello ferroviario la stazione più vicina è quella di Rezzato (soppressa alcuni anni or sono, a 2 km), sulla linea Milano-Verona-Venezia. La stazione cittadina dista invece all'incirca 4 km.

S.Polo è collegato al centro cittadino da diverse linee di autobus urbani (linee: 9, 12, 16) e dalla metropolitana di Brescia, che ha sostituito la linea bus urbana 1 e ha tre fermate nel quartiere: S.Polo Parco, S.Polo e Sanpolino.

 
Tipiche villette a schiera di S.Polo nuovo. Il quartiere è noto per i numerosi giardinetti pubblici che circondano le case.

EconomiaModifica

ServiziModifica

Il quartiere di S.Polo è per lo più una zona residenziale e la sua principale caratteristica è la quasi totale assenza di appartamenti a vantaggio delle villette a schiera, pur con qualche rara eccezione. Alle porte del quartiere si trovano la questura e una caserma dei carabinieri forestali (ex Corpo Forestale dello Stato). Non mancano, inoltre, un centro commerciale con annessa palestra oltre ad una serie innumerevole di piccoli negozi di ogni genere.

Le TorriModifica

La zona di S.Polo Nuovo accoglie cinque palazzi, visibili da qualsiasi zona del quartiere a causa della loro altezza (inusuale rispetto a quella delle villette a schiera tipiche di S.Polo) chiamati Tiziano, Raffaello, Michelangelo, Tintoretto e Cimabue, dal nome delle vie dove tali palazzi si trovano. Furono costruite negli anni ottanta e si tratta di edifici di edilizia popolare, destinati ad ospitare le residenze delle famiglie meno abbienti della città. In particolare le due torri più orientali (Tintoretto e Cimabue) accolgono per lo più famiglie indigenti; progettate dall'architetto Leonardo Benevolo, esse si trovano più distanti dalle prime tre (Tiziano, Raffaello e Michelangelo).

 
Uno scorcio della parte nuova del Parco Ducos.

BibliografiaModifica

  • La realizzazione di un nuovo settore urbano integrato, in Parametro, anno X, n. 73/74, Faenza, Faenza Editrice, gennaio-febbraio-marzo 1979, pp. 46-65.

Voci correlateModifica

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