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Alessandro Fontana
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Ministro dell'università e della ricerca della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 giugno 1992 –
28 aprile 1993
Capo di Stato Oscar Luigi Scalfaro
Capo del governo Giuliano Amato
Predecessore Antonio Ruberti
Successore Luigi Berlinguer
Legislature XI

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature X, XI
Gruppo
parlamentare
DC
Coalizione Pentapartito
Circoscrizione Marche
Collegio Fermo
Incarichi parlamentari
membro della Commissione Affari Costituzionali
membro della Commissione Parlamentare per le questioni regionali
Sito istituzionale

Europarlamentare
Durata mandato 1994 - 1999
Coalizione Forza Europa (fino al 1995), Partito Popolare Europeo (dal 1995)

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Professione docente universitario

Alessandro Fontana detto Sandro (Marcheno, 15 agosto 1936Brescia, 4 dicembre 2013[1]) è stato un politico italiano, Ministro dell'Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica nel governo Amato I e vicepresidente del Parlamento europeo.

BiografiaModifica

Fu docente di Storia contemporanea all'Università di Brescia. Consigliere regionale della DC e assessore alla Cultura della Regione Lombardia per dieci anni, a partire dal 1970.[2]. È il padre dell'attuale simbolo di Regione Lombardia, la Rosa Camuna, fu infatti su sua proposta che fu adottato come simbolo regionale.[3]

Fu vicesegretario della Democrazia Cristiana nel 1985-86.

Nel giugno 1987 fu eletto senatore per la DC[4] Fu direttore del quotidiano della Democrazia Cristiana ‘'Il Popolo’' dal 1989 al 1992 sul quale scrisse con lo pseudonimo "Bertoldo". Rieletto al Senato nell'aprile 1992, si dimise nel luglio successivo,[5] perché divenuto Ministro dell'Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica nel governo Amato I dal 28 giugno 1992 al 28 aprile 1993. Caduto il governo, tornò alla sua cattedra di Storia Contemporanea all'Università di Brescia.

Successivamente fu tra i fondatori ed esponente del Centro Cristiano Democratico. È stato eletto deputato europeo alle elezioni del 1994, chiudendo la campagna elettorale a Desenzano del Garda, per le liste di Forza Italia in quota Ccd. È stato presidente della Commissione per le petizioni, vicepresidente del Parlamento europeo e del gruppo parlamentare "Forza Europa"; membro della Commissione per i diritti della donna, della Sottocommissione per la sicurezza e il disarmo, della Delegazione per le relazioni con la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Slovenia e della Commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione[6].

Nel 1998 divenne presidente del CCD. Nel 2000 fu presidente del Consiglio nazionale del CCD[7].

OnorificenzeModifica

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN97818934 · ISNI (EN0000 0000 7835 7190 · LCCN (ENn94091077 · GND (DE1052364438 · BNF (FRcb128732534 (data) · WorldCat Identities (ENn94-091077