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Sant'Andrea in Percussina

frazione di San Casciano in Val di Pesa

GeografiaModifica

È un borgo di antica origine, ed una delle località più pittoresche tra San Casciano e Firenze, situato su un crinale affacciato a nord sulla città di Firenze, con vista del Duomo e delle colline di Fiesole e ad est sulla valle della Greve e su Impruneta, con vista fino al Pratomagno.

StoriaModifica

Fu residenza di Niccolò Machiavelli, che qui aveva anche i suoi possedimenti, tra cui l'Albergaccio, dove trascorse il suo esilio, magistralmente descritto nella lettera io mi sto in villa all'amico Francesco Vettori in cui racconta delle giornate trascorse con i taglialegna nel bosco e ad ingaglioffirsi all'osteria, per poi ritirarsi alla sera nel suo studio meditando di alta politica e scrivendo Il Principe.[1]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Casa Machiavelli.

ArteModifica

Villa Bossi-Pucci, che ospita un piccolo museo dedicato al grande statista e scrittore, è vicinissima all'ostello ove Machiavelli soleva sfogarsi.

La chiesa di Sant'Andrea è del XII secolo ed è stata pesantemente ristrutturata dopo il terremoto del 1895 ed è sede della parrocchia.

Nelle vicinanze si trova la chiesa di San Bartolomeo a Faltignano, costruita nel XIII secolo. La chiesa conteneva un interessante dipinto su tavola lignea, attribuita a Giovanni del Biondo, raffigurante Sant'Andrea in trono e una Madonna in trono e santi, attribuita al Maestro di Marradi. Attualmente i dipinti si trovano nella chiesa di San Donato a Chiesanuova.

Non molto lontano da qui, immediatamente fuori Spedaletto, si trova la chiesa di Santa Maria a Casavecchia, costruita nel XII secolo che contiene un altare policromo in terracotta del Della Robbia.

Di recente il borgo è stato inserito dal comune di San Casciano in un ampio programma di ristrutturazione e rivalutazione del territorio.

ViniModifica

A Sant'Andrea in Percussina vi era la sede dello storico Consorzio del Chianti Classico.

NoteModifica

  1. ^ Il testo integrale della lettera a Francesco Vettori è riportato su Wikisource.

BibliografiaModifica