Sartoria Litrico

Sartoria Litrico
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà a responsabilità limitata
Fondazione1951 a Roma
Fondata daAngelo Litrico
Sede principaleRoma
Persone chiaveLuca Litrico
SettoreModa maschile
ProdottiAlta sartoria su misura
Slogan«Bespoke legends since 1951»
Sito webwww.sartorialitrico.it

La Sartoria Litrico è un'azienda italiana di abbigliamento.

Fondata a Roma nel 1951 da Angelo Litrico, è nota per i suoi abiti di alta sartoria maschile e per il tradizionale servizio bespoke, servizio su misura di abiti, camicie, borse e accessori, che realizza su ordinazione in tutto il mondo.

StoriaModifica

La Sartoria Litrico è stata fondata nel 1951 da Angelo Litrico a Roma[1], nella bottega sartoriale dove il giovane Angelo aveva ottenuto un posto di "banco"[2] nel 1945. Dopo sei anni di lavoro acquistò la bottega che l’aveva assunto e continuò a lavorare con il suo nome. Il locale aveva le sembianze di una bottega d'artigianato d'arte piuttosto che un laboratorio di alta moda maschile[3]. Priva di particolari insegne pubblicitarie o locandine[4], aveva solo una porta a vetri di vecchia fattura.

 
Prima sfilata maschile


Il momento di svolta arrivò nel 1958 quando Litrico ricevette un invito a teatro. Non avendo un abito adeguato, si cucì da solo il proprio smoking, usando uno scampolo verde. Durante la serata, venne avvicinato da due persone, Rossano Brazzi e Vittorio Gassman, che gli chiesero quale sarto avesse cucito quell'abito. Litrico diede loro semplicemente l'indirizzo della bottega. Brazzi fu il primo a presentarsi nella bottega per ordinare quello smoking e altri otto abiti[5].

 
Antica etichetta sugli abiti

Fu il primo di tanti celebri clienti dell’epoca e che hanno reso la Sartoria Litrico conosciuta per aver vestito divi del cinema e artisti di fama internazionale[6], da Manzù, Carpi, Consagra, D’Orazio, Mastroianni, Caron, Greco, Cagli, Guttuso; a poeti come Rafael Alberti, Quasimodo, Ungaretti; direttori d’orchestra come Schipper, Sinopoli, Caracciolo, Pani, Gelmetti; ad attori, registi, cantanti come Richard Burton, John Houston, Amedeo Nazzari, Vittorio Gassman[7] e Domenico Modugno. Con il nome del sarto crescevano anche gli inviti agli eventi della moda, tanto che i modelli da uomo della Sartoria furono i primi a sfilare nelle passerelle a fianco ai capi femminili, in un'epoca in cui le sfilate di moda erano dedicate esclusivamente alle donne. Così nacque il mestiere dell’indossatore[8].

 
Esempio di realizzazione per il cliente

Il marchio della Sartoria Litrico divenne internazionale nel 1957 quando, per la prima volta nella storia, il sarto venne invitato a partecipare ad una missione commerciale in Russia da parte dell’industria della moda italiana[9]. Prima di partire, prese delle foto di Nikita Kruscev, l’allora presidente della nazione, e le usò come base per confezionare un cappotto da portargli in dono. Il cappotto venne apprezzato e Kruscev gli commissionò un intero guardaroba[10] da portare nel suo viaggio negli USA, nel mese di settembre 1960 per il congresso delle Nazioni Unite. Durante il viaggio negli Stati Uniti lo stile che sfoggiò il presidente Kruscev contribuì all'ascesa della sartoria italiana[11]. Angelo Litrico, che in quel momento si trovava a New York[12] come rappresentante dell’Italia per l'esposizione di moda maschile europea, venne intervistato da diverse testate giornalistiche, dando visibilità al marchio. Diventò il sarto di molti politici e personalità di rilievo del tempo[13]: John F. Kennedy, Juan Perón, Tito, Dwight D. Eisenhower[14], e il re Hussein di Giordania.

Successivamente passò 30 giorni in Brasile[15] ospite del presidente Jurcelino Kubitschek. Per le strade e i locali veniva definito "il Dior della moda maschile europea"[16] e dell'alta moda[17]. Fu la prima sartoria a firmare un contratto di licenza di marchio con una grande casa giapponese, a cui seguirono altri contratti che fecero diventare il nome Litrico noto in tutta Europa e Russia, negli Stati Uniti, in Giappone, nel Sudamerica, in Sudafrica e in Australia[18]. Era diventato il sarto che vestiva i capi di stato[19].

All'interno della Maison sono tutt'ora in esposizione le immagini con dedica[20] di papi, capi di stato, personaggi della cultura[21] e dello spettacolo[22]; targhe, premi e bozzetti non solo di Angelo Litrico, ma di colleghi dell’epoca come Valentino Garavani; oggetti dell'epoca tra cui la grande specchiera da sartoria degli anni ’50, abiti storici e regali che il sarto aveva ricevuto in dono dai clienti. Tutti oggetti e documenti dichiarati materiali di interesse storico dal Ministero dei Beni Culturali[1].

Dopo la morte di Angelo, avvenuta nel 1986, la Maison romana passò nelle mani del fratello Franco Litrico, che la portò avanti fino alla sua morte, avvenuta nel 2004. Da allora, la sartoria è passata alla guida di Luca Litrico, figlio primogenito di Franco[23], entrato ufficialmente in azienda nel 1991. Luca Litrico è nato a Roma il 12 Febbraio 1971, ed è cresciuto all'interno della sartoria dove ha iniziato la sua gavetta a 8 anni.

Nel 2020, la Sartoria Litrico ha lanciato la collezione di profumi unisex legati al Brand. Citata tra le cinque sartorie da Grande Bellezza, è ancora attiva nell'ambito della realizzazione di abiti su misura[24].

StileModifica

La produzione è incentrata sulla lavorazione a mano di capi d’alta sartoria. Si impiegano dalle 50 alle 60 ore di lavoro per completare un abito, e ogni pezzo ha 25.000 punti eseguiti a mano da tradizione. Nel corso degli anni la sartoria ha sviluppato nuovi tessuti e i materiali, che vengono utilizzati nel rispetto delle tecniche di 70 anni di storia[25].

NoteModifica

  1. ^ a b Litrico Angelo | Archivi della moda del novecento, su moda.san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  2. ^ How to succeed - Sicilian Style, Jane Kehrer, "Citizen Journal", 23 maggio 1966, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  3. ^ Nella sartoria di via Sicilia a Roma, Angelo Litrico confeziona abiti d'alta moda per Nikita S. Krusciov, su Archivio Storico Luce. URL consultato il 1º aprile 2020.
  4. ^ Angelo Litrico racconta la sua vita e presenta la collezione 1979-80 alla rivista dell'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia . "Unuci", settembre 1979, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  5. ^ La fortuna di Litrico cominciò a Taormina, "La Tribuna del Mezzogiorno", 27 marzo 1966, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  6. ^ Angelo Litrico sta diventando il sarto dei divi dello schermo. È conosciutissimo a Cinecittà sia dagli attori giunti alla celebrità, come da quelli esordienti, anni Cinquanta, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  7. ^ Angelo Litrico nella sua sartoria mentre prende le misure per un abito a Vittorio Gassman, anni '70, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  8. ^ Litrico, su Enciclopedia della moda Mame, 13 novembre 2013. URL consultato il 2 aprile 2020.
  9. ^ Angelo Litrico mentre sta preparando dei vestiti da uomo per il concorso di moda in Russia, su Archivio Storico Luce. URL consultato il 1º aprile 2020.
  10. ^ UN CORREDO ITALIANO PER IL LEADER SOVIETICO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  11. ^ Angelo Litrico offre ai quattro Grandi i vestiti per la conferenza al vertice e dichiara che le sue forbici taglieranno i reticolati della guerra fredda. Maurizio Montefoschi, "Il Messaggero", su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  12. ^ Alla grande esposizione di moda maschile europea di New York, l'Italia è rappresentata da Angelo Litrico. Mariapia, "Rotosei", 17 aprile 1959, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  13. ^ Il sarto Litrico ripreso nel suo atelier accanto ad alcuni manichini che riproducono le sagome dei più importanti capi di stato, su Archivio Storico Luce. URL consultato il 1º aprile 2020.
  14. ^ Angelo Litrico non è riuscito a consegnare il suo regalo al numero 10 di Downing Street. "Corriere d'Informazione", 6 aprile 1960, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  15. ^ Angelo Litrico, il sarto che attraversò la cortina di ferro, viene in Brasile. "Ultima Hora", 7 aprile 1958 (Litrico Sartoria, Rassegna stampa), su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  16. ^ Fa concorrenza alle donne la nuova moda maschile. Dina Tangari, "Gazzetta del Mezzogiorno", 25 febbraio 1962, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  17. ^ L'alta moda maschile primavera-estate '65, 1965, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  18. ^ Litrico Angelo | Archivi della moda del novecento, su moda.san.beniculturali.it. URL consultato il 2 aprile 2020.
  19. ^ Angelo Litrico, un mese in giro per l'Europa. Silvio Belekda, "Gazzetta di Chieti", 22 marzo 1970, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  20. ^ Una delle pareti con foto e dediche dei personaggi famosi vestiti da Litrico, su san.beniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2020.
  21. ^ La dedica di Schubert alla Sartoria Litrico, su san.beniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2020.
  22. ^ I personaggi dello spettacolo: l'eleganza grazie a Litrico, su san.beniculturali.it. URL consultato il 3 aprile 2020.
  23. ^ He was tailor to nabobs east and west, Jennifer Grego, "Italy", febbraio 1988, su san.beniculturali.it. URL consultato il 1º aprile 2020.
  24. ^ Di Michela Zio, Roma, 5 sartorie da Grande Bellezza, su Esquire, 31 ottobre 2017. URL consultato il 3 aprile 2020.
  25. ^ STORIE - Luca Litrico, a Zagarolo il sarto “giramondo”. Una tradizione di famiglia, su Monti Prenestini, 7 ottobre 2019. URL consultato il 3 aprile 2020.

Voci correlateModifica