Satoshi Urushihara

fumettista, illustratore e character designer giapponese
Satoshi Urushihara

Satoshi Urushihara (うるし原 智志 o 漆原 智志 Urushihara Satoshi?; Hiroshima, 9 febbraio 1966[1][2][3]) è un fumettista, illustratore e character designer giapponese. Le sue illustrazioni sono state le basi per alcuni anime come Plastic Little o Legend of Lemnear, e per i videogiochi Langrisser e Growlanser.

BiografiaModifica

La carriera di Satoshi Urushihara inizia quando viene scelto come animatore per il film Shounen Keniya (少年ケニヤ Shounen Keniya?), tratto dal manga omonimo, prodotto da Kadokawa Haruki Jimusho e dalla Toei Animation.[2]

Dopo essersi diplomato nel 1984, Urushihara viene assunto dalla Toei Animation e dopo aver fatto un po' di esperienza viene promosso ad animatore chiave nella serie televisiva Transformers.[4]

L'anno successivo, Urushihara diventa freelancer, lavorando principalmente per gli OAV. Il suo lavoro come Megazone 23 Part II (1986) rende Urushihara famoso all'interno della AIC studio. Questo lo porta ad essere scelto come character designer e supervisore alle animazioni dell'OAV per adulti White Shadow (ホワイトシャドウ?) (un episodio della serie Cream Lemon) pubblicato nel 1987. White Shadow rappresenta il suo debutto come character designer, benché al momento dell'uscita dell'OAV il suo nome venne tenuto segreto.[2]

Nel 1990, insieme agli illustratori Kinji Yoshimoto e Yoshihiro Kimura, ha creato la casa di produzione Earthwork.[1][2]

OpereModifica

MangaModifica

AnimeModifica

VideogiochiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Satoshi Urushihara, in Biography for, USA, IMDb.com, Inc.. URL consultato il 22 febbraio 2010.
  2. ^ a b c d Guest: Satoshi URUSHIHARA - Japan Expo Sud, Manga and Anime Culture in Marseille, in Guests, France, Japan Expo Sud. URL consultato il 22 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 27 march 2010).
  3. ^ Satoshi URUSHIHARA, USA, Anime News Network. URL consultato il 22 febbraio 2010.
  4. ^ Satoshi Urushihara, Netherlands, Lambiek. URL consultato il 22 febbraio 2010.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN49369028 · ISNI (EN0000 0000 3602 1437 · LCCN (ENn2005015931 · GND (DE124885411 · BNF (FRcb133272582 (data) · NDL (ENJA00292130 · WorldCat Identities (ENn2005-015931