Scuola nazionale dell'amministrazione

(Reindirizzamento da Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione)
Francobollo che raffigura la sede della scuola

La scuola nazionale dell'amministrazione[1] (in acronimo SNA), in precedenza denominata scuola superiore della pubblica amministrazione (in acronimo SSPA) è un'istituzione italiana di selezione e formazione professionale dei dirigenti della pubblica amministrazione italiana.

Ha sede nella città di Roma e dipende dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.[2]

Indice

StoriaModifica

Istituita con il Decreto del presidente della Repubblica 10 gennaio 1957 n. 3, venne riordinata con il decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 381,[3] e poi con il d.lgs. 1º dicembre 2009 n. 178, emanato su delega prevista dall'art. 24 della legge 18 giugno 2009 n. 69.

Ai sensi del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 - convertito con modificazione dalla 11 agosto 2014 n. 114 - è stata infine accorpata con le altre scuole di formazione statali statali previste dalla legge, e le sue sedi distaccate sono state soppresse.[4]

Compiti e funzioniModifica

La scuola recluta i dirigenti pubblici attraverso corso-concorso, e provvede alla loro formazione iniziale e continua. Svolge inoltre attività di ricerca e, su richiesta della Presidenza del Consiglio, di consulenza e supporto tecnico al governo ed alle amministrazioni pubbliche. Può inoltre effettuare valutazioni su offerte formative professionali di privati.

Lo scopo principale della scuola è quello di curare con il supporto di attività di analisi e di ricerca, la formazione post-laurea di eccellenza per i dipendenti pubblici.

Tra i compiti della vi sono quelli relativi a:

  • attività di formazione, selezione e reclutamento dei dirigenti e funzionari dello Stato;
  • organizzazione della formazione degli alti dirigenti delle amministrazioni pubbliche all'estero;
  • attività di formazione e aggiornamento relativa ai processi di riforma ed innovazione, dei dipendenti delle amministrazioni centrali;
  • attività di formazione ed aggiornamento, in base a convenzioni, di dipendenti di amministrazioni pubbliche diverse da quelle statali, di soggetti gestori di servizi pubblici e di istituzioni ed imprese private;
  • attività di ricerca, analisi e documentazione relativa all'attività di formazione per i processi di riforma ed innovazione della pubblica amministrazione italiana;
  • attività di ricerca, analisi e consulenza sulla metodologia e sui criteri di valutazione della formazione offerta alla pubblica amministrazione da istituzioni pubbliche e private;
  • cura dei rapporti con gli organismi e le strutture di formazione simili ad essa presenti in altri Stati del mondo.

Requisiti per l'ammissioneModifica

Per essere ammessi al corso-concorso di selezione e formazione dirigenziale bisogna essere in possesso dei requisiti definiti a dall'art. 7 del D.P.R 16 aprile 2013, n. 70:

  • cittadinanza italiana;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • idoneità fisica alla frequenza del corso – concorso della Scuola e allo svolgimento delle funzioni proprie del dirigente;
  • possesso di diploma di laurea e/o laurea magistrale, i dipendenti del settore privato devono essere in possesso anche di un diploma di specializzazione, oppure di un master universitario di secondo livello o di un dottorato di ricerca; mentre per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni è sufficiente il solo diploma di laurea ed almeno 5 anni di effettivo servizio di ruolo, svolto in posizioni funzionali per l'accesso alle quali è richiesto il possesso di diploma di laurea (almeno triennale);
  • essere dirigente di ente privato con almeno cinque anni di esperienza lavorativa svolta nell'ambito di enti o strutture disciplinati dal diritto privato, svolti in posizioni funzionali per l'accesso alle quali è richiesto il possesso della laurea.

ControversieModifica

Nonostante le aspettative, a fronte di uno stanziamento pubblico di oltre 21 milioni di euro per il 2013, soltanto nove dei ventisei candidati ammessi provenienti dal bando del 2012 hanno trovato collocazione, peraltro senza rispettare la graduatoria di merito del 2014.[5][6]

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica