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Sergio Tarquinio

fumettista, pittore e incisore italiano

Sergio Tarquinio (Cremona, 13 ottobre 1925) è un fumettista, pittore e incisore italiano fra i principali esponenti italiani del fumetto, in particolare western, del secondo dopoguerra.[1][2][3][4][5]

BiografiaModifica

Esordì come autore di fumetti nel 1946 disegnando per l'Editoriale Dea la serie western, scritta da Cesare Solini, Luna d'argento, pubblicato dal settimanale La vispa Teresa;[1][2] nel 1948 collabora con casa editrice Mediolanum per la quale, all'interno dello studio di Rinaldo D'Ami, disegna la serie Blek e Gionni.[2][3] Lo stesso anno si trasferì in Argentina dove, fino al 1952 è nel gruppo di autori che l'editore Cesare Civita aveva messo insieme per la sua casa editrice di fumetti; qui realizzò molte serie a fumetti pubblicate sulla rivista Misterix.[1][2][3] Ritornò nel 1952 in Italia dove lavorò con editori stranieri come la Fleetway e Amalgamated Press, oltre che italiani, come la Dardo per la quale realizzò varie serie come Marussia, pubblicata sul periodico Ardito (1952), Ray Fox (1954) e Condor Gek (1955), oltre a molte riduzioni a fumetti di classici della letteratura e singole storie su Il Vittorioso.[1][2][3] Alla fine degli anni cinquanta iniziò a collaborare con le Edizioni Araldo per le quali disegnò molte serie western su testi di Gian Luigi Bonelli e Guido Nolitta come Giubba Rossa e Il giudice Bean.[2][1][3]

Dopo una breve collaborazione per la Mondadori per la quale disegnò alcune storie di Batman e Superman, e per il Corriere dei Piccoli, riprese a collaborare con i Bonelli divenendo uno dei principali disegnatori della serie Storia del West scritta da Gino D'Antonio e oltre che le serie Il ribelle e Rick Master, tutte pubblicate nella Collana Rodeo, e poi, dal 1981, disegnò storie della serie Ken Parker. Negli anni ottanta collaborò anche con il periodico Il Giornalino, realizzando sempre storie a fumetti western scritte da Manlio Bonati come Fra due bandiere (1985) e Nuove frontiere (1990).[1][2][3] Smise poi di disegnare fumetti per dedicarsi alla pittura.[2]

Nel 1966 si sposò con Giovanna, conosciuta in una galleria d'arte cremonese dove lavorava in qualità di responsabile, e nello stesso anno nasce Marco, suo unico figlio.

Ha svolto e svolge la propria attività anche in campo pittorico (sue opere sono presenti in diversi musei italiani ed europei, ed in sedi istituzionali quali il Parlamento di Strasburgo), grafico (celebri i suoi ex libris, e le sue incisioni, una raccolta delle quali, circa 450, è reperibile presso il museo civico di Cremona), didattico (da ultimo, ha promosso la fondazione del gruppo artistico "Il cascinetto" di Cremona, a favore del quale ha svolto attività di insegnamento sino a metà degli anni '90).[senza fonte]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f FFF - Sergio TARQUINIO, su www.lfb.it. URL consultato il 6 giugno 2019.
  2. ^ a b c d e f g h Tarquinio, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 6 giugno 2019.
  3. ^ a b c d e f (EN) Sergio Tarquinio, su lambiek.net. URL consultato il 6 giugno 2019.
  4. ^ Sergio Tarquinio: un maestro dell'immagine, su www.sergiobonelli.it. URL consultato il 6 giugno 2019.
  5. ^ Sergio Tarquinio, il disegnatore diventa Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, su Comicsblog.it, 5 giugno 2014. URL consultato il 6 giugno 2019.

BibliografiaModifica

  • Gianni Bono, Guida al fumetto italiano, Epierre, 2003.

Collegamenti esterniModifica

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