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I sette colli di Roma antica

I sette colli di Roma sono le alture su cui fu costruita la città antica, tuttora evidenti nel centro storico della città moderna, con un'altezza di circa 50 m.

I colli riportati da Cicerone e Plutarco sono:

Sebbene fuori dalla lista canonica, il centro storico di Roma comprende anche i colli Pincio, Gianicolo e Vaticano.

Di certo l'identificazione dei sette colli si accompagnò, modificandosi, con l'espansione della città, dalla Roma quadrata fino al periodo imperiale, tanto che ai tempi di Costantino tra i sette colli si annoveravano il Vaticano e il Gianicolo, e non il Quirinale e il Viminale[1].

Inoltre, l'orografia subì cambiamenti con la costruzione della città, come è il caso della sella tra Campidoglio e Quirinale tagliata nel II secolo per edificare il Foro di Traiano, tanto che l'altezza della Colonna di Traiano ricorderebbe appunto l'altezza della sella stessa, e della Velia che collegava Palatino ed Esquilino, in parte spianata nel XX secolo per l'apertura di via dei Fori Imperiali.

Queste alture non sono isolate, ma compongono un sistema collinare costituito da tre lunghe "dita di una mano" che si riuniscono a est nel pianoro dove attualmente sorge la stazione Termini (a sud il Celio; al centro Palatino, Velia ed Esquilino; più a nord Campidoglio e Quirinale), tra cui si interponevano alcune valli come la Vallis Murcia (tra Aventino e Palatino, e occupata più tardi dal Circo Massimo) e l'area del Foro romano (tra Palatino, Velia e Campidoglio).

Indice

SeptimontiumModifica

La lista più antica, relativa al primo centro "proto urbano" di Roma sorto dall'unione di villaggi pre-urbani (Septimontium), riporta invece otto alture[2]:

NoteModifica

  1. ^ I SETTE COLLI DI ROMA | romanoimpero.com, su www.romanoimpero.com. URL consultato il 28 gennaio 2019.
  2. ^ Settimonzio nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 28 gennaio 2019.

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