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Il regista argentino Armando Bó (destra) e l'attrice Isabel Sarli (sinistra) produssero numerosi film di sexploitation .[1] Sarli è considerata una delle maggiori star della sexploitation.[2][3]

Sexploitation o exploitation sessuale è un genere cinematografico, sottogenere dell'exploitation, caratterizzato da produzioni indipendenti, a basso costo, diffuse principalmente negli anni sessanta, il cui scopo principale era l'esibizione di situazioni sessuali non esplicite e di nudità gratuite; dopo la legalizzazione dell'hardcore, avvenuta negli anni settanta, il genere è stato rinominato "softcore".

I film sexploitation venivano proiettati nei cosiddetti "grindhouse", cinema diffusi negli Stati Uniti in cui, con un unico biglietto a basso costo, si potevano vedere più pellicole consecutivamente.

Alla fine degli anni sessanta, le leggi sulle oscenità statunitensi vennero messe alla prova dal film svedese Io sono curiosa - Giallo. Grazie alla Corte Suprema degli Stati Uniti, i film vennero legalizzati perché avevano dei contenuti educativi di fondo: durante gli anni sessanta e settanta, i film vennero spesso chiamati "i film dei medici" perché spesso venivano introdotti da un dottore che indicava cosa si sarebbe mostrato in questo film. Film come Kärlekens språk ed altri ancora, sfruttando questa ventata di successo, si moltiplicarono nel corso degli anni.[4]

Noti registi di sexploitationModifica

NoteModifica

  1. ^ Intellect Books, Film Studies, 2007, ISSN 2053-5066 (WC · ACNP). URL consultato il 20 ottobre 2013.
  2. ^ James Robert Parish e Don E. Stanke, The glamour girls, Arlington House, 1975, p. 463, ISBN 978-0-87000-244-1. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  3. ^ Kenneth Turan e Stephen F. Zito, Sinema: American pornographic films and the people who make them, New American Library, 1975, p. 66, ISBN 978-0-275-50770-1. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  4. ^ Will Harris, Harry Reems Interview: Harry Reems lays it on the table, su bullz-eye.com. URL consultato il 30 dicembre 2007.

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