Corte suprema degli Stati Uniti d'America

tribunale specificamente disciplinato dalla Costituzione degli Stati Uniti d'America

La Corte suprema degli Stati Uniti d'America (in inglese: Supreme Court of the United States, abbreviato SCOTUS) è la più alta corte della magistratura federale degli Stati Uniti d'America. In quanto corte suprema, ha ampia giurisdizione di appello di ultima istanza su tutti i casi di tribunali federali e tribunali degli Stati federati che incrociano il diritto federale e possiede giurisdizione originale su una ristretta gamma di casi, in particolare «tutti i casi che riguardano ambasciatori, altri ministri e consoli pubblici e quelli in cui uno Stato è parte». In quanto corte costituzionale, la Corte detiene il potere di controllo di legittimità costituzionale (o "revisione giudiziaria"; judicial review), la facoltà di invalidare una legge ordinaria per violazione di una disposizione della Costituzione degli Stati Uniti d'America. È anche in grado di annullare gli ordini esecutivi presidenziali in caso di violazione della Costituzione o della legge ordinaria federale.[1] Tuttavia, può agire solo nell'ambito specifico della sua competenza. La Corte può decidere su casi aventi connotazioni politiche, ma ha stabilito di non avere il potere di decidere su questioni meramente politiche.

Corte suprema degli
Stati Uniti d'America
Seal of the United States Supreme Court.svg
Sigillo della Corte suprema
Supreme Court of the United States - Roberts Court 2020.jpg
I membri della Corte suprema nel 2020
Nome originaleSupreme Court of the United States
SiglaSCOTUS
StatoStati Uniti Stati Uniti
TipoCorte suprema, corte costituzionale
Istituito4 marzo 1789; 233 anni fa
daCostituzione degli Stati Uniti d'America
PresidenteJohn G. Roberts
Nominato daPresidente degli Stati Uniti d'America
Numero di membri9
Durata mandatoA vita, o fino a ritiro o rimozione (per giudice)
SedePalazzo della Corte suprema degli Stati Uniti d'America, Washington
Sito webwww.supremecourt.gov/

Istituita dall'Articolo III della Costituzione degli Stati Uniti, la composizione e le procedure della Corte suprema furono inizialmente stabilite dal 1º Congresso degli Stati Uniti d'America con il "Judiciary Act" del 1789. Come successivamente stabilito dal "Judiciary Act" del 1869, la Corte è composta dal Presidente della Corte suprema e otto giudici associati. Ogni giudice ha un mandato a vita, il che significa che rimane nella Corte fino a quando non muore, si dimette o viene rimosso dall'incarico.[2] Quando un posto è vacante, il Presidente degli Stati Uniti, con il consenso del Senato, nomina un nuovo giudice. Ogni giudice dispone di un solo voto per decidere i casi discussi dalla Corte. Quando è nella maggioranza, il Presidente della Corte decide chi scrive il parere della Corte; in caso contrario, il giudice più anziano nella maggioranza assegna il compito di redigere il parere.

La Corte si riunisce nel Palazzo della Corte suprema degli Stati Uniti d'America a Washington. Ha il proprio corpo di forze dell'ordine, la "Polizia della Corte suprema".

Nomina dei giudici, mandato e dimensione della CorteModifica

 
Il Palazzo della Corte suprema degli Stati Uniti d'America.

L'Articolo II della Costituzione degli Stati Uniti conferisce al Presidente degli Stati Uniti il potere di proporre e, con il consenso confermativo del Senato degli Stati Uniti, di nominare funzionari pubblici, compresi i giudici della Corte suprema. Questa clausola è un esempio del principio democratico di base dei pesi e contrappesi inerente alla Costituzione. Il Presidente ha il potere plenario di proporre, mentre il Senato possiede il potere plenario di respingere o confermare il candidato. La Costituzione non stabilisce le qualifiche per il posto di giudice, quindi un Presidente può proporre chiunque in quel ruolo, e il Senato non può stabilire alcuna qualifica o limitare in altro modo la scelta del Presidente.[3]

La Costituzione prevede che i giudici «mantengano le loro funzioni per tutta la loro buona condotta». Con il termine «buona condotta» si intende che i giudici possono servire per il resto della loro vita, a meno che non si dimettano o vengano messi sotto accusa e condannati.[4] Seguendo la logica dell'impeachment negli Stati Uniti, un giudice della Corte può essere sottoposto ad accusa dalla Camera dei rappresentanti con un voto di maggioranza semplice; spetta poi al Senato, che assume il ruolo di giuria, condannare o meno il giudice imputato con 23 (67%) di voti richiesti per confermare la condanna.[5]

L'Articolo III della Costituzione non specifica la dimensione della Corte suprema. Pertanto, il potere di alterare la dimensione della Corte viene affidato al Congresso degli Stati Uniti, tramite legge ordinaria federale, che inizialmente ha istituito una Corte suprema di sei membri composta da un Presidente della Corte e cinque giudici associati attraverso il "Judiciary Act" del 1789. Con il "Judiciary Act" del 1869 la dimensione della Corte è stata portata a nove membri e da allora non è più stata cambiata.[6]

Giurisdizione e poteriModifica

La Corte suprema ha giurisdizione originale (original jurisdiction) ed esclusiva sui casi tra due o più Stati,[7] ma può rifiutarsi di esaminare tali casi.[8] Possiede anche giurisdizione originale ma non esclusiva per «tutti i casi che riguardano ambasciatori, altri ministri e consoli pubblici e quelli in cui uno Stato è parte; tutte le controversie tra gli Stati Uniti e uno Stato federato; e tutte le azioni o procedimenti da parte di uno Stato contro i cittadini di un altro Stato o contro gli stranieri».[7]

 
«È enfaticamente competenza e dovere del dipartimento giudiziario dire che cos'è la legge»

La giurisdizione di appello (appellate jurisdiction) della Corte è costituita dai ricorsi, tramite certiorari, delle corti d'appello degli Stati Uniti,[9] della Corte d'appello degli Stati Uniti per le forze armate,[10] la Corte suprema di Porto Rico,[11] la Corte suprema delle Isole Vergini,[12] la Corte d'Appello del Distretto di Columbia,[13] e «giudizi o decreti definitivi emessi dal più alto giudice di uno Stato federato su cui si potrebbe decidere».[13] Nell'ultimo caso, può essere presentato ricorso alla Corte suprema da un tribunale di Stato federato inferiore se la più alta corte dello Stato ha rifiutato di esaminare un appello o non è competente a giudicare un appello.

Il sistema giudiziario federale e l'interpretazione della Costituzione da parte della magistratura hanno ricevuto scarsa attenzione nei dibattiti al momento della stesura e ratifica della Costituzione. Il potere di controllo di legittimità costituzionale (o "revisione giudiziaria"; judicial review) infatti, non vi è menzionato da nessuna parte. Negli anni successivi, la questione riguardo se il potere di controllo di legittimità fosse anche solo voluto dagli autori della Costituzione è stata rapidamente esacerbata dalla mancanza di prove relative alla questione.[14] Tuttavia, il potere della magistratura di ribaltare leggi e ordini esecutivi che ritiene illegittime o incostituzionali è un precedente ormai consolidato. Molti dei padri fondatori degli Stati Uniti d'America accettarono la nozione di controllo di legittimità costituzionale; in Il Federalista n. 78, Alexander Hamilton ha scritto: «Una Costituzione è infatti, e deve essere considerata dai giudici, come una legge fondamentale. Spetta quindi a loro accertare il suo significato, nonché il significato di ogni legge ordinaria proveniente dal potere legislativo. Se dovesse esserci un conflitto inconciliabile tra le due, quella che ha la precedenza e la validità superiore dovrebbe naturalmente essere preferita; o, in altre parole, la Costituzione [e ogni legge costituzionale, ndr] dovrebbe essere preferita rispetto alla legge ordinaria».[15]

La Corte suprema stabilì fermamente il suo potere di dichiarare le leggi incostituzionali nel caso pietra miliare di Marbury contro Madison nel 1803, consolidando il sistema statunitense di pesi e contrappesi. In questo senso la Corte suprema è l'interprete autentico e finale della Costituzione degli Stati Uniti d'America e proprio in virtù di questa alta rappresentatività, usufruisce della teoria dei poteri impliciti per operare potere di controllo di legittimità.[16]

Quello che vale per le leggi ordinarie non vale però per gli emendamenti costituzionali. A differenza della Corte costituzionale italiana o della Corte costituzionale federale tedesca, la Corte suprema degli Stati Uniti non possiede la capacità di controllo di legittimità sulla costituzionalità di nuove leggi costituzionali o emendamenti costituzionali, né ha la capacità di abrogare un emendamento costituzionale precedente: in sostanza, negli Stati Uniti non esistono limiti alla revisione costituzionale portata avanti dal potere legislativo. Pertanto alcune sentenze della Corte potrebbero essere annullate da futuri emendamenti costituzionali. Tuttavia, il robusto federalismo statunitense, rende la Costituzione piuttosto blindata e difficile da modificare: prima di entrare a far parte della Costituzione, le proposte di emendamenti devono essere ratificate da 34 dei parlamenti degli Stati federati degli Stati Uniti d'America.[17]

ComposizioneModifica

Attualmente ci sono nove giudici alla Corte suprema: il Presidente della Corte John G. Roberts e otto giudici associati. Tra gli attuali membri della Corte, Clarence Thomas è il giudice più longevo, con un mandato di 31 anni e 38 giorni; l'ultimo giudice entrato far parte della Corte è Ketanji Brown Jackson, con un mandato di 153 giorni.

Nome Nascita Nominato da Inizio del mandato Giudice sostituito
 

Roberts, John G. John G. Roberts
(Presidente)

11955-01-2727 gennaio 1955
Buffalo (New York)
Bush, George W. George W. Bush 12005-09-2929 settembre 2005 Rehnquist, William William Rehnquist
 

Thomas, Clarence Clarence Thomas

11948-06-2323 giugno 1948
Pin Point (Georgia)
Bush, George H. W. George H. W. Bush 11991-10-2323 ottobre 1991 Marshall, Thurgood Thurgood Marshall
 

Alito, Samuel Samuel Alito

11950-04-011º aprile 1950
Trenton (New Jersey)
Bush, George W. George W. Bush 12006-01-3131 gennaio 2006 O'Connor, Sandra Day Sandra Day O'Connor
 

Sotomayor, Sonia Sonia Sotomayor

11954-06-2525 giugno 1954
New York City (New York)
Obama, Barack Barack Obama 12009-08-088 agosto 2009 Souter, David David Souter
 

Kagan, Elena Elena Kagan

11960-04-2828 aprile 1960
New York City (New York)
Obama, Barack Barack Obama 12010-08-077 agosto 2010 Stevens, John Paul John Paul Stevens
 

Gorsuch, Neil Neil Gorsuch

11967-08-2929 agosto 1967
Denver (Colorado)
Trump, Donald Donald Trump 12017-04-077 aprile 2017 Scalia, Antonin Antonin Scalia
 

Kavanaugh, Brett Brett Kavanaugh

11965-02-1212 febbraio 1965
Washington
Trump, Donald Donald Trump 12018-10-066 ottobre 2018 Kennedy, Anthony Anthony Kennedy
 

Coney Barrett, Amy Amy Coney Barrett

11972-01-2828 gennaio 1972
New Orleans (Louisiana)
Trump, Donald Donald Trump 12020-10-2727 ottobre 2020 Ginsburg, Ruth Bader Ruth Bader Ginsburg
 

Brown Jackson, Ketanji Ketanji Brown Jackson

11970-09-1414 settembre 1970
Washington
Biden, Joe Joe Biden 12022-06-3030 giugno 2022 Breyer, Stephen Stephen Breyer

Selezione di casi e sentenze importanti della Corte supremaModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) About the Supreme Court, su United States Courts. URL consultato il 17 settembre 2021.
  2. ^ (EN) Essays on Article III: Good Behavior Clause, su Heritage. URL consultato il 17 settembre 2021.
  3. ^ (EN) Essays on Article II: Appointments Clause, su Heritage. URL consultato il 17 settembre 2021.
  4. ^ (EN) How the Federal Courts Are Organized: Can a federal judge be fired?, su Federal Judicial Center. URL consultato il 17 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2012).
  5. ^ (EN) IMPEACHMENT, su Cornell Law School. URL consultato il 17 settembre 2021.
  6. ^ (EN) Why the Supreme Court ended up with nine justices—and how that could change, su National Geographic, 20 settembre 2020. URL consultato il 17 settembre 2021.
  7. ^ a b (EN) 28 U.S. Code § 1251 - Original jurisdiction, su Cornell Law School. URL consultato il 17 settembre 2021.
  8. ^ (EN) Supreme Court Declines to Hear Challenge to Colorado’s Marijuana Laws, su The New York Times, 21 marzo 2016. URL consultato il 17 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2016).
  9. ^ (EN) 28 U.S. Code § 1254 - Courts of appeals; certiorari; certified questions, su Cornell Law School. URL consultato il 17 settembre 2021.
  10. ^ (EN) 28 U.S. Code § 1259 - Court of Appeals for the Armed Forces; certiorari, su Cornell Law School. URL consultato il 17 settembre 2021.
  11. ^ (EN) 28 U.S. Code § 1258 - Supreme Court of Puerto Rico; certiorari, su Cornell Law School. URL consultato il 17 settembre 2021.
  12. ^ (EN) 28 U.S. Code § 1260 - Supreme Court of the Virgin Islands; certiorari, su Cornell Law School. URL consultato il 17 settembre 2021.
  13. ^ a b (EN) 28 U.S. Code § 1257 - State courts; certiorari, su Cornell Law School. URL consultato il 17 settembre 2021.
  14. ^ (EN) Kermit L. Hall, Kevin T. McGuire, Institutions of American Democracy: The Judicial Branch, Oxford University Press, 2005, pp. 117–118, ISBN 978-0-19-517172-3. URL consultato il 17 settembre 2021.
  15. ^ (EN) Alexander Hamilton, Federalist No. 78, su Wikisource. URL consultato il 17 settembre 2021.
  16. ^ (EN) Samuel Willard Crompton, McCulloch V. Maryland: Implied Powers of the Federal Government, Chelsea House Pub, 2007, ISBN 978-0-79-109262-0. URL consultato il 17 settembre 2021.
  17. ^ (EN) Constitutional Amendment Process, su National Archives and Records Administration. URL consultato il 17 settembre 2021.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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