Apri il menu principale

Skateboarding

sport praticato con una tavola a rotelle
Skateboarding
FederazioneISF
InventatoAnni '50, California
ContattoNo
GenereMaschile e femminile
OlimpicoDal 2020[1]
Skater alle prese con una rampa, e che indossa le necessarie protezioni.

Lo skateboarding, oppure semplicemente skateboard o skate, è un “extreme sport”, genere totalmente diverso dagli sport abituali, nato in California negli anni '60. In un certo senso, si può dire che lo skateboarding sia stato inventato per permettere ai surfisti di praticare il proprio sport anche in assenza di mare mosso. Lo si pratica con uno speciale attrezzo, lo skateboard, ossia una tavola con delle ruote. Lo skateboard è altamente personalizzabile, data la grande quantità di varianti in ognuna delle sue componenti.

Dal 2020, nei Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo, lo skateboarding diventerà una disciplina olimpica.[1]

Indice

SpecialitàModifica

 
Skater in posa. Firenze, 2009.

Lo sport è composto da molte specialità tecniche: come lo street-skating, ed il vertical-skating; oppure di velocità: tra cui lo slalom skateboarding, lo slalom boardercross, il downhill, lo streetluge, il longjump e il freestyle.

La forma e la dimensione della tavola, nonché il tipo di accessori, differiscono in base alla specialità praticata; ma le tavole sono comunque tutte concave, per fornire una maggiore stabilità e manovrabilità. Grazie alle tecnologie odierne è anche possibile costruire tavole in fibra di carbonio: queste ultime, data la loro rigidezza sia flessionale sia torsionale, permettono all'atleta delle discipline di velocità, attraverso la tecnica di slalompumping, di trasferire direttamente sulla tavola una grossa percentuale della spinta di gambe, ottenendo una conduzione di curva in accelerazione (senza dispersioni legate a torsioni e flessioni che limiterebbero la forza applicata e la precisione di inserimento in curva). La conduzione di curva, in questo caso, basata è su attrito volvente anziché radente (essendo lo skateboard su ruote), ed è analoga alla conduzione di curva dello snowboard e dello sci alpino dove, tuttavia, il ruolo di protagonista viene esercitato dall'attrito radente (essendo lo snow o gli sci dotati di lamine).

Nel Vert-Skateboarding tale spinta si ottiene invece attraverso una tecnica chiamata transition pumping, che si applica nelle transizioni di pendenza (concavità e convessità delle bowl o concavità del pipe / half pipe) che può essere abbinata a quella di slalompumping qualora esistano tratti piani.

Stile di vitaModifica

Lo skateboarding è uno dei pochi sport che, specie negli Stati Uniti e in Canada e in misura minore nel resto del mondo, è diventato anche uno stile di vita giovanile, oltre che un mezzo di trasporto. In Svizzera, ad esempio, numerosi studenti lo utilizzano grazie ai numerosi e ben curati marciapiedi ciclabili, per recarsi a scuola.

In Italia tale sport arriva nel 1977, dopo un servizio televisivo, rubrica di spettacolo e curiosità dal mondo, diffondendosi dapprima nelle grandi città del centro-nord, più reattive rispetto al fenomeno sportivo-culturale, successivamente in tutto il territorio nazionale. L'inverno del 1977 registra un autentico boom di vendite, strade e marciapiedi sono invasi da giovanissimi entusiasti, ma al successo dello skateboard si accompagnano numerosissimi incidenti. Per la forte pericolosità dovuta alle numerose strade in discesa, Genova è la prima città a vietare la circolazione dello skateboard, divieto esteso all'inizio del 1978 in tutto il territorio nazionale, con grande disappunto dei ragazzi e buona pace dei vigili urbani. Lentamente, però, tale sport riacquista visibilità e rispetto, fino a essere riconosciuto dal CONI.

Per quanto riguarda lo slalom skateboarding che come anticipato è inserito nella specialità di velocità, esiste un'associazione internazionale International Slalom Skateboarding Association, o ISSA, che gestisce le gare internazionali attribuendo i punteggi che danno origine al World Ranking dove si possono trovare tutti gli atleti con i loro piazzamenti.

StoriaModifica

 
Uno skater durante un contest.
 
Skater mentre si prepara ad affrontare un giro di prova prima di una competizione (dettaglio).

A partire dagli anni '70 le ruote vengono costruite in poliuretano. Queste ruote fecero anche progredire il pattinaggio a rotelle, che fino ad allora usava ruote anche di legno e plastica dura (bachelite), prive di elasticità e di aderenza. Le ruote vengono scelte in base alla specialità e variano nel diametro da 49 mm a 80 mm per le specialità veloci. Anche le mescole di produzione variano a seconda del terreno su cui utilizzarle e vengono indicate in durezza shore da 60 a 100. Importantissima l'elasticità e la tenuta per garantire divertimento in sicurezza e progresso.

DiffusioneModifica

 
Skater durante una pausa riflessiva.

Lo skateboard viene anche usato come allenamento per gli sport invernali (snowboard, sci) e per il surf. Se appreso con adeguata gradualità e praticato con precauzioni idonee (quali ginocchiere e gomitiere) e con l'aiuto di istruttori, è meno pericoloso di altri sport di massa, secondo statistiche americane.[2] Può essere praticato dai 5 anni fino a tarda età, con l'approccio delle tecniche base di scorrimento, curva e fermata in sicurezza, meglio se sotto la guida di qualificati tecnici e istruttori federali e muniti dell'equipaggiamento di sicurezza-protezioni. Le specialità acrobatiche sono predilette dai teenager. Tutti gli amanti degli sport di glisse (scivolata) possono trovare nello skateboarding la disciplina più idonea alle loro capacità.

Attualmente in Italia questo genere di attività è molto diffusa tra i più giovani ed è normalmente praticato per strada (street-skating) o in apposite aree predisposte chiamate skatepark o nei parchi pubblici.

Gli skate più lunghi procurano sensazioni simili a quelle di glissata degli altri sport di tavola "fratelli": servono, infatti, a carvare sull'asfalto con veri longboards.

Lo skatebarding è stato diffuso in parte, da innumerevoli film su skater. Per citarne uno, Lords of Dogtown, che racconta la vita degli z-boys, Stacy Peralta, Tony Alva, e Jay Adams, nella scalata al successo mondiale con la loro tavola, usata solamente come allenamento sostitutivo al surf.

Lo skateboarding in ItaliaModifica

Sebbene l'Italia non vanti una cultura dello skateboarding come quella californiana, soprattutto per la carenza di skatepark, sul finire degli anni settanta si crea una vasta schiera di giovanissimi skater.

La vera diffusione della disciplina si ebbe intorno alla metà degli anni novanta, grazie anche alla costruzione di strutture adeguate come l'Elbo skatepark di Bologna.

Attualmente la pratica dello skateboarding rientra nella FISR (Federazione Italiana Sport Rotellistici) e vengono organizzati ogni anno campionati italiani sia nella categoria di Street sia in quella di Park.

Uno dei maggiori esponenti di street è Jacopo Carozzi, che ha vinto numerosi titoli italiani. Fra le donne troviamo Asia Lanzi, campionessa italiana categoria Street con numerosi piazzamenti europei.

Un altro atleta conosciuto internazionalmente è Giorgio Zattoni. Tra le giovani promesse dello skateboarding italiano troviamo invece Alessandro Mazzarra e Indro Martinenghi.

L'atleta italiano più promettente è Ivan Federico, già medaglia di bronzo ai campionati mondiali di Malmö nel 2016 (VansParkSeries), con svariate presenze agli X-games e Dewtour.

Attualmente il campionato italiano si divide nelle seguenti categorie:

  • Street
  • Park
  • Downhill
  • Luge

Aspetti legali dello street-skatingModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Street skateboarding.

La disciplina dello street-skating, lo skateboarding praticato per strada, non può prescindere dall'utilizzo di elementi di arredamento urbano, quali marciapiedini, scalinate, corrimano. D'altra parte l'uso di queste strutture da parte degli sportivi può creare problemi di sicurezza e incolumità dei passanti, e degradazione delle strutture stesse.

La frase Skateboarding is not a crime, famosa tra gli skater', rivendica la legittimità dell'utilizzo dello skateboard in strada. Difatti, nonostante l'esistenza di skate-park attrezzati con corrimano, scalinate e altri elementi architettonici riproducenti l'arredo urbano, liberamente utilizzabili per lo sport, i praticanti puristi considerano l'utilizzo della strada l'unica opzione rispettabile per praticare lo street-skating.

In aggiunta a ciò in molte località le strutture dedicate sono pochissime, in special modo in Italia (a differenza per esempio delle strutture dedicate al calcio). E spesso le strutture esistenti sono fatiscenti e pericolose. La conseguenza di questo stato di cose è che gli skater girano per le strade in cerca di strutture per eseguire trick (evoluzioni) e sono spesso allontanati dalle forze dell'ordine, ma anche da guardie giurate e persino da privati cittadini, anche perché nella ricerca di spot capita che gli skater invadano proprietà private.

In ItaliaModifica

Nel codice della strada italiano, lo skateboard è assimilato a un acceleratore e l'articolo 190 cita al comma 8:

«La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade»

Mentre il comma 9:

«È vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti»

Per l'effetto di questi commi uno sportivo praticante lo street-skating all'interno di speciali strutture urbanistiche può essere considerato autore di un atto illecito. Un'altra interpretazione giuridica afferma che il comma 9 non intende vietare allo skater l'utilizzo delle strutture urbane, ma sottolinea solo che gli skater devono porre la massima attenzione nell'utilizzo delle strutture pubbliche affinché i passanti non corrano pericoli fisici.[senza fonte]

Tra gli appassionati italiani è forte la rivendicazione di idonei luoghi di allenamento e manifestazione (skatepark) che non siano rari o obsoleti, spesso in polemica con la disponibilità di strutture che hanno altri sportivi, in particolare gli amanti del calcio.

TricksModifica

 
Skater mentre esegue una manovra (in gergo trick).
 Lo stesso argomento in dettaglio: Skateboarding trick.

I trick sono le acrobazie effettuabili con lo skateboard, ne esistono qualche centinaia, gran parte derivanti dall'Ollie, uno dei trick base che consiste nel saltare facendo rimanere la tavola attaccata ai piedi, prima effettuando una pressione sul tail (la "coda"), la parte curva posteriore dello skateboard, sollevando quindi il nose (il "naso"), ovvero la parte curva anteriore, per poi abbassare questo con l'altro piede livellando così la tavola in aria, rendendola parallela al terreno, per infine concludere atterrando.

Tutti i trick possono essere effettuati in 4 diverse stances: quella normale con il piede naturale davanti (sinistro per chi è regular, destro per chi è goofy) e l'altro poggiato sul tail, in Nollie con il piede naturale poggiato sul nose e l'altro al centro della tavola, in switch con i piedi invertiti rispetto alla propria natura ovvero con il sinistro davanti per chi è goofy e il destro davanti per chi è regular con l'altro piede poggiato sul tail, infine in fakie (una combinazione di switch e nollie): piede principale al centro della tavola e piede secondario sul nose.

Potendo combinare inoltre una rotazione del corpo con quasi tutti i trick alla categorizzazione di ognuno di loro si può aggiungere tale rotazione espressa in gradi e verso quale direzione si effettua: se si ruota nella direzione della punta dei piedi si parla di una rotazione in backside (BS), al contrario, verso il tallone si parla di frontside (FS). Un esempio: BS 180° ollie.

Come già detto dall'ollie derivano molti trick, i più famosi sono: l'heelflip, che consiste nel far roteare la tavola di un giro mentre si effettua un ollie utilizzando il tallone che va a colpire di fianco il nose, il kickflip, che consiste nel far roteare la tavola usando invece l'avanpiede, praticamente calciando di fianco il nose sviluppando una rotazione sull'asse orizzontale. Di molti trick come questi esistono anche le versioni in double e triple, ovvero ripetendo tale trick senza pause per due o tre volte, come un double o triple kickflip, che consiste nel far svolgere rispettivamente due o tre giri completi sull'asse orizzontale.

Un altro famoso trick è il pop shove-it, che consiste invece nell'imprimere grazie al backfoot (piede posteriore) una rotazione sull'asse verticale alla tavola solitamente di 180°, 360° o 540°, la versione senza l'uso dell'ollie ovvero senza "staccare" colpendo con la tail il terreno si chiama semplicemente shove-it, stando il pop a simulare il suono della tavola che colpisce per terra.

Esiste anche una combinazione fra i vari pop-shove-it e kickflip o heelflip se la tavola compie uno shove-it di 180° e un flip si parla di varial (es. varial heelflip) se i flip sono multipli e la tavola compie uno shove-it di 180° il trick ha nome differente (es. nightmare flip. pop-shove-it+double kickflip)se lo shovit è di 360° si parla di un 360 (es. 360 hardflip. 360 fs shove-it+kickflip; 360 laser flip 180fs pop shovit e hardflip) Altra grande categoria di trick è quella dei grind e degli slide. Sono trick effettuabili in presenza di ringhiere oppure di bordi con spigolo di 90° come muretti o panchine. Presa una buona velocità con un ollie si raggiunge tale spigolo per poi "grindarci" ovvero "strusciandoci" sopra con una parte dello skate. Il principale slide si chiama boardslide e si effettua facendo "strusciare" la parte centrale della tavola sul bordo ponendo i piedi su tail e nose, in modo da equilibrarla. Il grind più semplice è invece il 50-50 che prevede un atterraggio sullo spigolo con la tavola perfettamente parallela al bordo da grindare, "strusciandoci" appunto con i due trucks senza l'aiuto delle ruote.

L'impennata nello skateboarding si chiama manual e si effettua appoggiando più peso sul tail in modo da far alzare il nose. Effettuare questa manovra in nollie prende il nome di nose manual.

Game of S.K.A.T.E.Modifica

Gli skater sono soliti sfidarsi a questo tipo di sfida: game of S.K.A.T.E.. Il gioco consiste nel far accumulare all'avversario tutte le lettere della parola skate e per farlo bisogna proporre un trick, se l'avversario nel ripeterlo lo sbaglierà prenderà la prima lettera e così via. Ecco le regole specifiche:

  • chi propone sbagliando non prende nessuna lettera ma il seguente trick lo proporrà l'avversario;
  • un trick viene giudicato sbagliato quando si "ricade" sullo skate ma si hanno le punte dei piedi o i talloni che toccano per terra;
  • un trick viene giudicato sbagliato anche quando si "ricade" sullo skate facendo toccare il tail o il nose a terra;
  • si possono proporre solo flat trick;
  • non sono validi handplants, footplants, no complies, boneless, grabs, slides o grinds;
  • quando un giocatore è a S.K.A.T l'ultimo trick prima di perdere lo può provare due volte.
  • un trick viene giudicato sbagliato quando dopo essere atterrati non si è stabili sulla tavola e quindi anche dopo pochi metri si scende dalla tavola
  • un trick non è valido quando si atterra su due ruote
  • non si può proporre per più di due volte lo stesso trick fatto da una stessa persona

AbbigliamentoModifica

 
Skater mentre si preparano ad affrontare un giro di prova prima di una competizione.

A partire dalla fine degli anni ottanta fino a oggi, lo stile skater è divenuto anche un tipo d'abbigliamento, mutato nel corso del tempo. In origine gli indumenti da skate erano stretti, pantaloni attillati, e portati a vita alta con una cintura, maglie di flanella o felpe col cappuccio (dette "hoodies"), scarpe del tipo "slip on" o "hi top", solitamente della Vans, come i modelli checkerboard o SK8 Hi, ma anche le popolari Converse All-Stars hi top.

Negli anni novanta e prima metà dei duemila, prevedeva di solito, scarpe da ginnastica molto alte con tomaia rinforzata nella punta, ovvero nei punti di maggior sfregamento con il grip (il lato superiore della tavola composto da un foglio di carta vetrata apposita che garantisce l'aderenza con la suola della scarpa) durante l'attività sportiva, colorate e larghe, pantaloni di grandi taglie, portati a cavallo basso (sagging) maglietta anch'essa extra large e vari accessori. Dopo un periodo di grande diffusione, questo modo di vestire è tornato di gran moda tra i giovani europei (anche italiani) nei primi anni del XXI secolo. Verso la seconda metà degli anni duemila, lo stile d'abbigliamento skater ha cominciato a riavvicinarsi a quello degli anni ottanta, dove lo stretto ha ripreso il posto del largo, con indumenti vintage e old school. Emblema di questo mutamento è stata la cosiddetta ondata punk revival, che include nel vestiario tipico, i caratteristici indumenti dello skate old school. Probabilmente anche la popolarità del punk ha quindi influenzato le tendenze generali riportando in auge proprio diversi elementi derivanti da questo stile.

Gli skater sono soliti allenarsi negli skate park, ovvero luoghi muniti di half-pipe, corrimani, e altri tipi di rampe. Queste strutture sono necessarie per effettuare svariati trick. Spesso gli skater si ritrovano in questi park o davanti agli skateshop, i negozi del settore.

FilmografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ a b CIO: cinque nuovi sport a Tokyo 2020, in ANSA, 4 agosto 2016. URL consultato il 23 agosto 2016.
  2. ^ vedere articolo su The Journal of Trauma citato in bibliografia

BibliografiaModifica

  • The Concrete Wave: The History of Skateboarding by Michael Brooke
  • Susan B. Kyle, Michael L. Nance, George W. Jr Rutherford, Flaura K. Winston (2002), Skateboard-Associated Injuries: Participation-Based Estimates and Injury Characteristics, «The Journal of Trauma», Lippincott Williams & Wilkins, Volume 53, October 2002, Issue 4.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Sport: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di sport